Il mercato degli affitti a Torino continua a correre

Il mercato degli affitti a Torino continua a correre e nell’agosto 2026 raggiunge livelli record. La città, tradizionalmente considerata più accessibile rispetto ad altre grandi realtà italiane, registra oggi un canone medio di 12,9 euro al metro quadrato, contro gli 8,4 euro del 2021. In cinque anni l’aumento è quindi di circa il 54%, anche se le differenze tra i diversi quartieri rimangono considerevoli.

L’accelerazione si è fatta sentire soprattutto dal 2022. Tra i fattori che hanno sostenuto la domanda c’è il ritorno alla piena attività delle università, insieme alla presenza crescente di studenti fuori sede alla ricerca di camere e appartamenti nelle aree vicine agli atenei.

Nonostante i rincari, Torino rimane sensibilmente meno costosa di Milano, dove la media degli affitti raggiunge i 21,5 euro al metro quadrato. La distanza emerge anche nel mercato delle camere: una singola costa mediamente 479 euro al mese a Torino, contro i 704 euro del capoluogo lombardo. Il dato torinese colloca comunque la città al settimo posto in Italia per il costo delle stanze.

Nell’ultimo anno diverse rilevazioni indicano per il capoluogo piemontese un incremento dei canoni nell’ordine del 10%, all’interno di una tendenza al rialzo che interessa gran parte delle principali città italiane.

A Torino le quotazioni maggiori si incontrano nel Centro storico, dove si arriva mediamente a 16,6 euro al metro quadrato. Subito dietro si trova San Salvario, con 14,1 euro: nel 2021 la stessa zona non superava i 9 euro. Qui incidono soprattutto studenti e giovani lavoratori. Nell’area di via Principe Tommaso una camera singola può oscillare tra 500 e 600 euro mensili, mentre nelle vicinanze di Porta Nuova e corso Vittorio Emanuele II si possono raggiungere i 680 euro.

A rafforzare l’interesse per San Salvario potrebbe contribuire anche la trasformazione dell’area del Valentino, dove è prevista entro la fine dell’anno l’apertura della nuova Biblioteca Civica Centrale negli spazi di Torino Esposizioni.

Tra le zone più costose figura anche la Crocetta, con 13,6 euro al metro quadrato, mentre Vanchiglia e Regio Parco raggiungono quota 13 euro. La vicinanza a Palazzo Nuovo, al Campus Einaudi e al centro cittadino continua ad alimentare la richiesta di alloggi da parte degli universitari. In via Balbo, ad esempio, una singola può costare tra 400 e 500 euro, mentre per una doppia si arriva a 600-700 euro.

I rincari interessano anche la parte meridionale della città. Lingotto e Nizza Millefonti raggiungono i 10,6 euro al metro quadrato, in un’area diventata sempre più strategica grazie alla metropolitana fino a piazza Bengasi e alla presenza degli uffici del Grattacielo Piemonte. Mirafiori Nord e Santa Rita si attestano invece intorno ai 9,9 euro.

Una situazione differente emerge nella periferia settentrionale. Tra Aurora e Barriera di Milano le quotazioni risultano in diminuzione di oltre il 10% rispetto all’anno precedente, attestandosi intorno ai 10,6 euro al metro quadrato. Le soluzioni mediamente meno costose si trovano invece tra Borgo Vittoria e Madonna di Campagna, con circa 9,1 euro al metro quadrato.

La distanza tra gli estremi del mercato torinese è ormai significativa: tra i 16,6 euro del Centro e i 9,1 delle zone più economiche ci sono 7,5 euro al metro quadrato di differenza. Su un appartamento di 70 metri quadrati la forbice teorica supera quindi i 500 euro mensili, confermando una città nella quale la scelta del quartiere incide sempre di più sul costo dell’abitazione.

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

A Torino torna l’Oktoberfest: birra, musica e divertimento al parco della Pellerina

Articolo Successivo

Emozionante la S. Messa a Roma in ricordo di Alcide De Gasperi

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

vialattea