TORINO TRA LE RIGHE
Ci sono scrittori che raccontano storie. E poi ce ne sono altri che riescono a raccontare la nascita delle storie stesse, quel momento misterioso in cui un bambino osserva il mondo e, senza ancora saperlo, sta costruendo il proprio destino. È proprio lì che Alessandro Barbaglia sceglie di accompagnare il lettore con Nené nel paese delle magarìe, pubblicato da Mondadori e impreziosito dalle delicate illustrazioni di Alessandro Sanna.
Nel centenario della nascita di Andrea Camilleri, lo scrittore novarese evita la strada più semplice della biografia e sceglie quella, molto più coraggiosa, della fiaba. Il protagonista non è ancora il maestro di Vigata, ma il piccolo Nené, un ragazzino gracile e curioso che trascorre le estati nella casa di campagna della nonna Elvira, tra il profumo della zagara, il pane appena sfornato, i racconti popolari e quella Sicilia sospesa tra realtà e magia che accompagnerà tutta la sua futura produzione letteraria.
Barbaglia intreccia con straordinaria delicatezza i ricordi autobiografici di Camilleri, i suoi romanzi e la fantasia, costruendo un racconto in cui il confine tra il reale e l’immaginario diventa sempre più sottile. Accanto a Nené prendono vita personaggi indimenticabili, come la nonna “magara”, il cantastorie Minico e il misterioso “pimpigallo”, creatura fantastica che sembra guidare il protagonista verso la scoperta della forza delle parole e dell’immaginazione.
Più che raccontare l’infanzia di Camilleri, Barbaglia prova a immaginare il momento in cui nasce uno scrittore. Lo fa con una lingua che richiama con rispetto e naturalezza le sonorità care al grande autore siciliano, senza mai trasformarsi in imitazione. Il risultato è un testo poetico, capace di parlare ai ragazzi ma anche agli adulti, perché ognuno può ritrovare tra queste pagine un frammento della propria infanzia e di quel tempo in cui tutto sembrava ancora possibile.
Novarese, libraio e tra le voci più originali della narrativa italiana contemporanea, Alessandro Barbaglia ha conquistato negli anni lettori di ogni età con romanzi capaci di intrecciare poesia, memoria e fantasia. Finalista al Premio Strega con L’Atlante dell’invisibile e autore di libri molto apprezzati come La mossa del matto e L’invenzione di Eva, ha fatto della capacità di raccontare personaggi realmente esistiti attraverso uno sguardo profondamente umano uno dei tratti distintivi della sua scrittura. Con Nené nel paese delle magarìe sceglie però una strada ancora più delicata: non racconta il grande Andrea Camilleri, ma il bambino che un giorno lo diventerà, immaginando quel momento irripetibile in cui nasce il desiderio di inventare storie.
Nené nel paese delle magarìe è un omaggio sincero ad Andrea Camilleri, ma è soprattutto un inno alla fantasia, alla memoria e alla lettura. Perché forse ogni grande scrittore nasce proprio così: rincorrendo un sogno, un quaderno o un “pimpigallo” capace di trasformare la realtà in racconto.
E chissà se, chiudendo questo libro, non venga voglia anche a noi di tornare bambini, almeno per il tempo di una storia.
MARZIA ESTINI
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

