©Bruna-Biamino

Prato inglese, debutta “Le allegre comari di Windsor”

 

Per la regia di Marta Cortellazzo Wiel. E  “Come vi piace” per la direzione di Giulia Odetto al teatro Carignano

Si rinnova anche quest’anno la proposta estiva del Teatro Stabile di Torino -Teatro Nazionale per la stagione 2025-2026, dal 18 giugno al 12 luglio prossimi, con “Prato inglese. Sere d’estate con il teatro di William Shakespeare “, un’iniziativa dedicata ai grandi classici shakespeariani,  portati in scena in un contesto e in un’atmosfera più informali e insoliti.
Il progetto quest’anno prevede due commedie: “Le allegre comari di Windsor” , diretto da Marta Cortellazzo Weil, e “Come vi piace” per la regia di Giulia Odetto, entrambe tradotte e adattate da Diego Pleuteri. Si tratta di due testi ironici, che attraversano momenti diversi della produzione shakespeariana, da un lato la quotidianità grottesca e irresistibile delle borghesi di Windsor, dall’altro la libertà fiabesca e pastorale della foresta di Arden. Saranno in scena, tra gli altri, Lorenzo Bartoli, Teresa Castello, Christian Di Filippo, Matteo Federici, Jacopo Ferro, Josef Gjura, Celeste Gugliandolo, Anna Manella, Stefania Medri, Marta Pizzigallo, Michele Schiano di Cola, Marcello Spinetta. Anna Varaldo firma le scene, Giovanna Fiorentini i costumi.

“Intendo ambientare questa versione di “Allegre comari di Windsor” – spiega la regista Marta Cortellazzo Weil – nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Sono anni in cui si vive un momento florido e la classe borghese, di cui fanno parte le protagoniste e i loro mariti, non ha alcun bisogno di affermarsi, ha tutto a portata di mano e di conseguenza diventa improduttiva. Cosa fa? Niente. Si annoia. Ed è proprio la noia il motore che spinge Alice Ford e Margaret Page a decidere di vendicarsi del signor John Falstaff il quale, per poter tentare un’ascesa sociale, le inganna con una lettera d’amore, scritta ad entrambe senza cambiare una sola virgola. Di certo sono ferite nell’orgoglio, ma la verità è che le due donne non vedono l’ora di poter far qualcosa. Finalmente la loro noia potrà essere spezzata via da un vero e proprio piano studiato per potersi vendicare di Falstaff, in questo caso un generale  che si vanta di aver partecipato alla seconda guerra mondiale, mentre è  rimasto seduto dietro alla scrivania  a reclutare uomini che andassero in guerra. In questo mondo chiuso e disinteressato, si staglia la figura di Anne Page. Lei e il suo innamorato Felton sono coloro che, spinti dalla curiosità di guardare fuori, decidono di fuggire da quel mondo così ottuso. In questa riscrittura, dunque, rappresentano coloro che parteciperanno alle rivoluzioni dell’epoca, in particolare a quelle del ’68, alla ricerca di nuovi modi di pensare, nuovi valori, nuove versioni della società, nuovi stili di vita, prendendo le distanze dal passato e dalla cultura dominante, con un impulso proiettato verso l’esterno e verso il futuro”.

“La foresta, questo luogo che pensiamo e chiamiamo selvaggio – spiega la regista di “Come vi piace”, Giulia Odetto –  dove i sensi  si amplificano e l’ignoto prende spazio e dove è facile percepire la propria vulnerabilità  e perdere il controllo, lo sguardo si smarrisce, diventa frenetico, cerca i raggi del sole tra tutte quelle fronde e scopre, forse per la prima volta, cosa accade quando la luce, deviando e rimbalzando, rende sfumati i contorni delle cose. Ho scelto di lavorare su “Come vi piace” attratta da una storia di amore appassionante, quello tra Clelia e Rosalinda, due amiche che crescono insieme, attraversano sfide, desideri, identità  e, pur cambiando, rimangono insieme.
Dentro questo paesaggio, in cui i corpi si mischiano, le identità slittano e le gerarchie si confondono, si fa spazio una domanda: come si ama?
Il testo fornisce una semplice risposta: come vi piace. Esistono tantissime forme di amore in questa commedia e mi piacerebbe che, uscendo dal teatro, il pubblico si sentisse un poco più incoraggiato ad essere e amare come gli piace, ma anche consapevole della necessità di conoscersi a fondo,  forse perdendosi nelle proprie selve oscure, per capire davvero cosa piace ed evitare di ritrovarsi a recitare una parte assegnata, che può essere indesiderata.
In “Come vi piace” non c’è magia, eppure la commedia è  attraversata da eventi e sorpresa che, ancora oggi, possono apparire rari e miracolosi. Ne è un esempio il finale affidato, cosa insolita nei classici, ad un personaggio femminile. Per quanto questa rarità mi emozioni, sento che il bisogno di avere un’ultima parola sia un retaggio da abbandonare. Voglio provare a non chiudere il discorso, a lasciare la foresta e il palcoscenico , il nostro mondo, in movimento, in divenire”.

Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Biglietteria Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Telefono 0115169555
Email biglietteria@teatrostabiletorino.it
Orari: da martedì  a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.

MM

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