SOMMARIO: Il Giorno del Ricordo – Dario Antiseri – Antonino Zichichi – Lettere

Il Giorno del Ricordo
Ho partecipato nella Sala rossa del Comune di Torino, stranamente con posti vuoti, per il Giorno del Ricordo delle foibe e dell’esodo. Ho preso posto nel settore riservato all’ ANVGD di cui sono orgogliosamente socio onorario, accolto dagli amici Vatta e Aquilante . Ho capito che il clima quest’anno era rovente a causa dei soliti revisionisti delle foibe, ma anche e soprattutto a causa di un gruppo neofascista che ha stampato un manifesto, definendo le foibe un genocidio, sull’onda dei seguaci filo- palestinesi e antisemiti di qualche mese fa. Questi estremismi sono incompatibili con la storia e sono dei fantocci polemici, avrebbe detto Einaudi, che vanno banditi perché, oltre a falsificare la realtà storica, possono generare violenza.

Ho molto apprezzato il discorso pacato e storicamente ineccepibile del Sindaco Lo Russo che mi ha fatto ricordare un analogo intervento del sindaco Fassino .Restare alla lezione dei fatti ,senza fughe nell’attualità di oggi è la via giusta per ricordare, sapendo che i nazionalismi vanno banditi in quanto le divisioni del 1947 vanno riassorbite in un quadro europeo, malgrado l’Europa viva un momento molto difficile. A creare confusione è sufficiente il generale che si ostina a fare la caricatura di De Gaulle che fu -non dimentichiamolo mai – fu uomo della Resistenza francese.
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Dario Antiseri
Il vuoto che lascia nella cultura italiana la scomparsa di Dario Antiseri è molto grande. E come sempre capita, ci sono gli amici improvvisati e vanesi che vantano rapporti con lui non credibili. Succede sempre così. Ma è triste assistere al tentativo di impossessarsi di un vero filosofo che ha saputo essere un cattolico liberale e un liberale cattolico, andando oltre il Croce del “Non possiamo non dirci cristiani“. Antiseri ha diffuso insieme a Pera la filosofia di Popper, allora quasi sconosciuto in Italia, se si eccettua una recensione di Bobbio.

Vedere i supporter delle scuole di liberalismo – un assurdo logico perché non ci sono catechismi liberali – e altri piccoli attivisti del liberismo provinciale più estremista – e quindi illiberale – che tentano di appropriarsi di Antiseri, genera rabbia. Sconosciuti, destinati ad essere ignorati per sempre, vogliono salire in groppa ad Antiseri morto per alzare la propria statura minima. Il 6 marzo lo ricorderò a Torino dove venne al Centro Pannunzio a parlare di Voltaire insieme a Nicola Matteucci, suscitando le sciocche ironie di Baricco. Antiseri che parlò di Voltaire rappresentò davvero un evento importante che si distingueva dalle vulgate degli improvvisatori e dei dilettanti che spesso sono anche dei fanatici e degli esibizionisti.
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Antonino Zichichi
Ho conosciuto Antonino Zichichi che ebbe anche il premio Pannunzio per la cultura anche per impedire – sono sincero – che lo ottenesse un personaggio di successo effimero che non l’avrebbe meritato, soprattutto pensando a chi è oggi. Zichichi venne, parlò al “Cambio“ con efficacia e maestria, ben sapendo che Pannunzio era un laico liberale.

Parlò di scienza senza insistere sul rapporto con la religione, un tema che i suoi nemici gli rimproveravano. Era in primis un vero scienziato che dimostrava con la sua ricerca che la scienza non è incompatibile con la fede, come pensa invece Odifreddi che vero scienziato non è, ma solo miscredente , uomo di parte ed ex professore. I giornali hanno dato sempre poca importanza a Zichichi e a volte l’hanno attaccato con asprezza. La presenza ai suoi funerali del Presidente della Repubblica fa onore in primis a Mattarella, come Zichichi ha fatto onore all’Italia.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com.
Ancora sui Savoia
E’ mai possibile che Emanuele Filiberto di Savoia Carignano racconti in modo beffardo e svergognato che, pur in esilio, venne abusivamente a Torino a mangiare la bagna cauda? Se penso che suo nonno Re Umberto II morì ammalato in esilio, ribollisco di rabbia per la superficialità del nipote che pretende i gioielli della Corona, da’ cavalierati a destra e a manca, ma dimentica le responsabilità del suo bisnonno che non fu un capro espiatorio, come lui dice. Questo Savoia chiude molto malamente la storia della sua casa. Ettore De Filippo

Concordo con Lei. Il pretendente dovrebbe anche dirci se esiste un diario del bisnonno mai pubblicato e che documenti lui e le zie possiedono su Vittorio Emanuele III. Inoltre deve chiarire se il terzo re morì nel suo letto o si suicidò alla vigilia dell’entrata in vigore della Costituzione nel 1947, per salvare i beni dalla confisca. Questo sarebbe un contributo alla storia; le parate delle guardie con mantella sono solo banale folclore paramilitare che andrebbe vietato insieme all’esibizione di medaglie, cavalierati e benemerenze di dubbia legalità nel territorio italiano.
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I 90 anni di Gawronski
Ho letto dell’amicizia tra Jas Gawronski e l’elefantone Giuliano Ferrara di cui lei ha scritto. Ho comprato “Il foglio” di Ferrara e Cerasa uscito nel giorno del compleanno importante di Gawronski. Ho notato che non hanno neppure pubblicato un rigo come ha fatto in modo indegno “La stampa”, il giornale fondato da Frassati nonno di Jas. Franca Schillaci

Pubblico e non commento. Dovrei usare parole troppo pesanti che per rispetto a Jas non adopero. Questi sono quelli che il grande Giovanni Giovannini chiamava i “giornalistini” anche se hanno la stazza di Ferrara.
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Gratteri
Sono davvero sorpreso che un magistrato come il dottor Gratteri sia scivolato in modo clamoroso con giudizi ingiuriosi contro i cittadini che vorranno Si’ al prossimo referendum. Un comportamento non istituzionale che sembra essere uno spot involontario a favore del Sì. Gianni Teppati

Ho sentito per caso il procuratore di Napoli e non mi è mai piaciuto. La mia civiltà giuridica liberale è incompatibile con le sue idee. Alcune persone che non stimo, lo adorano e l’estate scorsa sono andate a farsi concedere l’autografo come fosse Aurelio Fierro. In occasione del prossimo referendum è andato oltre il limite imposto ad un pubblico funzionario che deve restare imparziale. Credo che sia difficile giustificare le cose sentite in Tv. Non uso altre parole perché io rispetto comunque la Magistratura.

