Fertili Terreni Teatro: “A.L.D.E. non ho mai voluto essere qui”

Per la stagione “Iperspazi” del cartellone condiviso FTT Fertili Terreni Teatro, giovedì 19 febbraio prossimo andrà in scena a San Pietro in Vincoli lo spettacolo “A.L.D.E non ho mai voluto essere qui”, per l’ideazione e la direzione e di Giovanni Onorato, con Giovanni Onorato e Mario Russo. Lo spettacolo è stato selezionato per il progetto “Visionari” 2024-2025. La pièce teatrale è una performance di musica e parole, una pièce dall’ambientazione elementare e spoglia, in cui un attore e un musicista dialogano di fronte a una serie di quaderni sparsi per terra; in bilico in un linguaggio a metà tra teatro di narrazione e performance, i due interpreti si muovono in un contesto da poetry slam con i brani musicali eseguiti live per punteggiare la storia di un’adolescenza o della sua fine.

La forza del progetto risiede in questo particolare approccio, nella volontà di reinterpretare in chiave originale un linguaggio ormai diffuso come il poetry slam, creando una sorta di ibrido intimo e teatrale. Il nucleo narrativo riguarda il rapporto d’amicizia tra un poeta, Arduino, e il narratore che, lungi dal voler organizzare una serata commemorativa in cui si leggono poesie, lentamente costruisce, parola dopo parola, un qualcosa che ha tutto l’aspetto di una vendetta, una relazione a metà fra una affinità elettiva e una maledizione, un rapporto amicale che non può far pensare al Jack Kerouac e Dean Moriarty, ad Arturo Belano e Ulises Lima nei “Detective selvaggi”, o rivolgendo lo sguardo a tempi più recenti alle due protagoniste de “L’amica geniale”.

“È difficile dire quando comincia un progetto – spiega l’ideatore e interprete Giovanni Onorato – tuttavia, se devo stabilire un inizio, direi che questo progetto è nato durante la prima quarantena leggendo Roberto Bolaño e i suoi ‘Detective selvaggi”. Mi colpisce profondamente il mondo in cui nella sua scrittura la poesia diventi un pretesto per parlare di tutt’altro. In quasi 700 pagine di romanzo, in cui si parla quasi esclusivamente di poeti, non compare neanche una poesia, a parte una di Rimbaud, in cui viene raccontato di uno stupro probabilmente subito da lui stesso. Se le cose stanno così, il fatto che Rimbaud avesse mandato il componimento a tutti coloro che gli volevano bene, suonerebbe come una richiesta di aiuto più che di un ‘cosa ne pensate?’, e il fatto che non abbia più parlato al suo maestro, Monsieur Izanbard, dopo la sua risposta in cui lo accusava di essere volgare, racconterebbe una tragica storia di incomprensione. Ecco, con molto cinismo questo è un esempio di come una poesia possa trasformarsi in una narrazione: le poesie si pongono sempre come enigmi, a volte sembra che riguardino solo chi le scrive, ma i temi che vi sono dietro presentano caratteristiche universali. Raccontare, o inventare le storie che vivono dietro agli scritti, apre le porte a una visione labirintica e stratificata della realtà, in cui tutto è vita e rappresentazione della stessa.
Nel frattempo ho conosciuto Lorenzo Minozzi, musicista di ritorno da Los Angeles, e insieme a lui ho cominciato a mettere in musica un’importante mole di poesie, raccolte tra i 18 e i 25 anni. Nello stesso periodo, un amico ci ha chiesto di fare una performance durante una mostra da lui organizzata: io, imbarazzato a leggere dai miei quaderni, ho dichiarato che le poesie erano di un nostro amico morto suicida qualche mese prima, Arduino Luca degli Esposti. Questo ha aperto le porte a una situazione surreale e sorprendente: un requiem dadaista in cui la solennità della commemorazione si dava continuamente il cambio con il sospetto di essere presi in giro (e per alcuni, gioiosi istanti con la semplice contemplazione del racconto, in quella dimensione tra realtà e immaginazione). I due aspetti della ricerca, performance musicale e drammaturgia contemporanea, si erano ricongiunti in questa piccola bugia, trovandovi il loro contenitore ideale”.

Biglietti: intero 13 euro se acquistato online  – 15 euro in cassa la sera dell’evento. Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con Satispay ed entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.

www.fertiliterreniteatro.com

“A.L.D.E. non ho mai voluto essere qui” – San Pietro in Vincoli – 19 febbraio ore 21

Mara Martellotta

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