Michel Gondry al Museo del Cinema per la “Stella della Mole”

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospiterà, dal 27 al 29 maggio prossimi, il poliedrico artista Michel Gondry, una delle figure più originali del cinema contemporaneo. Premio Oscar nel 2005, Gondry riceverà il premio “Stella della Mole” e terrà una masterclass oltre ad accompagnare gli spettatori in una retrospettiva dei suoi apprezzati lavori. Grazie a un’importante partnership, la Scuola Holden ospiterà dal 22 al 31 maggio prossimo “L’Usine de films amateur”, laboratorio pratico ispirato al suo film “Be kind rewind”. Si tratta di un evento partecipativo volto alla realizzazione di cortometraggi che, in linea con lo spirito della Holden, vuole rendere accessibile a tutti il cinema, permettendo di vivere il processo di produzione.

“Siamo molto contenti di questa collaborazione con la Scuola Holden – dichiara Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema – uscire dagli spazi fisici della Mole Antonelliana e trovare le interconnessioni con il territorio rappresenta uno degli asset della nostra Fondazione, che si propone di comunicare la cultura e di incuriosire le nuove generazioni alla scoperta della settima arte. Siamo sempre pronti a collaborare con Enti e istituzioni, poiché siamo convinti che dalle sinergie possano nascere grandi e interessanti momenti culturali”.

“Pochi artisti hanno colto e tradotto l’impatto che la rivoluzione del digitale ha operato sulle nostre vite e nel nostro modo di percepire la realtà come Michel Gondry – ha sottolineato Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema  – a partire dalla sua collaborazione con Bjork, per continuare con i suoi cortometraggi, il regista e sceneggiatore francese ha saputo sorprendere combinando materiali scenografici digitali ad effetti tradizionali. Affidandosi a star del cinema come Jim Carrey e Kate Winslet, Gaël Garcia Bernal e Charlott Gainsbourg , e sposando un modello di produzione a basso budget, Gondry ha dato al cinema, come atto visionario e onirico, una nuova dimensione”.

Affermandosi negli anni Novanta con videoclip musicali innovative, ha ottenuto un successo internazionale sul grande schermo con il film “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”, del 2004, scritto insieme a Charlie Kaufman. Il film, diventato un manifesto d’estetica del nuovo millennio, combina fantascienza e dramma sentimentale, esplorando il tema della memoria, dell’amore e dell’identità. Tra le sue opere più note figurano “The Science of Sleep” del 2006, commedia romantica che indaga il confine fra sogno e realtà, “Be kind rewind”, film dal tono giocoso e nostalgico che celebra il cinema come esperienza collettiva artigianale, e “Mood indigo” (2013), adattamento cinematografico del romanzo di Boris Vian, una storia d’amore tragica ambientata in un universo surreale, in cui le emozioni influenzano la realtà fisica in un mondo visivo ricchissimo. Lo stile di Michel Gondry si distingue per un approccio artigianale e sperimentale, prediligendo effetti pratici, scenografie costruite a mano, tecniche analogiche, come lo stop motion, e riducendo al minimo l’utilizzo del digitale, con soluzioni visive che rendono tangibile il mondo interiore ed emozionale dei suoi personaggi.

Mara Martellotta

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