Nuovo Piano regolatore, prosegue il tour di presentazione del documento che cambierà Torino

 

Proseguono gli incontri di presentazione del nuovo Piano Regolatore ai principali interlocutori della Città. Un tour de force dell’Assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni e del suo staff per illustrare al meglio gli investimenti, le linee guida e, più in generale, le azioni del nuovo Piano regolatore per i prossimi decenni. Dopo l’approvazione in giunta lo scorso dicembre e le consultazioni di queste settimane, l’iter prevede l’approdo del Piano, a inizio marzo, in consiglio comunale per la sua approvazione.

Nei giorni scorsi l’Assessore Mazzoleni ha incontrato i costruttori edili dell’Ance di Torino nella loro sede di via San Francesco da Paola e ha spiegato le linee guida che hanno portato alla stesura del Piano: «il Collegio costruttori edili di Torino e i suoi associati sono interlocutori preziosi per l’Amministrazione. Con loro c’è sempre stato un confronto franco e costruttivo, che continuerà ad essere fondamentale per dare concreta attuazione al nuovo Piano Regolatore. Il Piano guarda al futuro della città ed è pensato come uno strumento inclusivo, adattivo e innovativo – prosegue Mazzoleni –. La valutazione di partenza è stata quella demografica: il nuovo Piano è costruito su uno scenario di 1 milione e 50 mila abitanti e sull’attrattività nei confronti dei giovani. Ogni anno una quota significativa di studenti universitari sceglie di restare a Torino dopo la laurea, un elemento che può contrastare un futuro di lenta decrescita demografica. Gli investimenti strategici per rendere Torino più attrattiva puntano sulla qualità urbana complessiva: spazi verdi, servizi, centralità di quartiere e politiche per l’housing sociale. Il Piano introduce meccanismi che incentivano gli operatori a contribuire a questi obiettivi, attraverso strumenti perequativi e premiali, rendendo più conveniente investire in interventi con ricadute pubbliche positive. Abbiamo inoltre individuato 34 quartieri su cui concentrare un’azione di cura e sviluppo della città. All’interno di questi ambiti sono state riconosciute delle centralità già esistenti e da valorizzare, come luoghi di servizi, spazi pubblici e relazioni. Il Piano Regolatore è pensato come un processo di trasformazione progressiva: gli effetti degli investimenti si vedranno nel medio periodo, nei prossimi 5–10 anni, con ricadute positive sull’intera città e anche sul settore edilizio, che avrà un ruolo fondamentale nel contribuire alla sua trasformazione».

«Ringraziamo l’Assessore per la sua disponibilità nell’illustrarci il nuovo Piano regolatore – ha detto il Presidente di Ance Torino Antonio Mattio –. Le preoccupazioni del nostro settore ci sono e riguardano sia alcuni temi puntuali come la perequazione, l’housing sociale, la flessibilità del Piano stesso e lo

snellimento delle procedure. Soprattutto preoccupa il periodo di salvaguardia, ovvero quello prima dell’entrata in vigore del Prg, dove temiamo un periodo di incertezza, blocco delle pratiche, aumento dei costi e lentezza».

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