Ho già scritto in passato sul tema dell’occupazione e su quello in decisa crescita delle little girl e dei sugar daddy; scorrendo gli annunci dei numerosi siti di incontri e di annunci, salta all’occhio la quantità di annunci tanto di little alla ricerca di daddy che il contrario.
Per i non addetti ai lavori vado a spiegare: la little girl è una ragazza (diciamo dai 18 ai 25 anni circa) in cerca di un sugar daddy, ovvero un dolce papà che la coccoli, la mantenga agli studi, le paghi qualche svago, i vestiti, ecce cc.
Il fenomeno in sé sarebbe già inquietante, se non altro perché cerco coccole da uno sconosciuto che, ça va sans dire, vorrà qualcosa in cambio. Solitamente le little girl sono piuttosto onnivore, accontentandosi di chiunque venga in loro soccorso, preferendo sua la carta di credito a quella di identità.
Il fenomeno davvero eclatante, però, è che molte cerchino un sugar daddy esclusivamente virtuale, cioè che soddisfi ogni necessità della little solo via mail, chat, telefono, ecc senza alcun incontro e, quel che è peggio, è che i daddy accettino.
Tradotto per gli estranei significa che io daddy sono disposto ed elargire qualche centinaio di euro al mese (se non migliaia) ad una fanciulla che mi dice paroline dolci al telefono, mi fa le fusa virtuali, mi fa vedere foto e video erotici ed io, tac, sborso.
E’ palese che il rapporto non sia esclusivo: ogni little può avere più di un daddy, anzi solitamente è così, ed alcune di esse sono riuscite ad avere dieci daddy (qualcuno virtuale, qualcuno reale) così da potersi permettere auto, università, affitto, vestiti e accessori griffati, vacanze in barca (quello si paga a parte) e molto altro.
I daddy migliori, neanche a dirlo, sono quelli sposati che non si innamorano (pena far giungere alla di lui moglie qualche notizia scomoda) e che, comunque, sono più ricattabili.
Al di là di ogni considerazione morale, emergono subito due fattori: da parte delle fanciulle la capacità di attuare una pseudoprostituzione pur di mantenere un tenore di vita agiato (nessuna di loro chiede aiuto per arrivare a fine mese o per mantenere un figlio) e da parte del daddy il bisogno di sentirsi coccolato, vezzeggiato, di potersi confidare anche se il conto (anticipato) è piuttosto salato.
Iconico questo annuncio, del centro Italia, comparso su un giornale di incontri:
Sono una little di 23 anni, molto bella e molto dolce, sono in cerca di un daddy gentiluomo, anche sposato o fidanzato, che abbia voglia di avere una “relazione” o conoscenza little-daddy online, anche hot se ci troviamo d’accordo.
Sono disponibile anche per chi vuole una “finta fidanzata”, con cui condividere momenti romantici, sempre virtuale, con foto video ecc. ecc.
Annuncio riservato solo a chi sa come gira il mondo e valido in tutta Italia.
Foto mie in privato.
E’ il motivo per cui molti maschietti si rivolgono alle prostitute alle quali, spesso, chiedono non un rapporto sessuale ma qualche minuto di chiacchiere, ascolto ma dietro un corrispettivo sicuramente molto inferiore al contributo da elargire alle little.
Consideriamo anche che, a 18 -25 anni, le ragazze hanno sviluppato la loro personalità molto meno rispetto a 20-30 anni fa e, dunque, il rischio è che percepiscano questo stile di vita come normale, come corretto, come una vera attività imprenditoriale.
Ve lo immaginate un Paese che cerchi di aumentare il proprio PIL attraverso le dazioni di denaro dei sugar verso le little o la cui unica produzione sia di beni di lusso elargiti alle little da ricchi daddy in cerca di emozioni proibite?
Non vorrei che il buon Cetto La Qualunque dovesse modificare il suo slogan in “Cchiù PIL pe’ tutti”.
Sergio Motta
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