“Dopo la drammatica uccisione di Aba Youssef e la proposta di installare metal detector nelle scuole, Azione chiede un’informativa urgente al ministro Valditara per capire se questa opzione sia accompagnata da altre misure e se esista dunque un progetto globale. In assenza di una visione complessiva, il rischio è quello di fallire.
Non possiamo perdere altro tempo: la violenza tra i giovani è sempre più crudele, con episodi che si susseguono da nord a sud del Paese. Vediamo ragazzi che sfuggono alle famiglie e mettono in crisi l’istituzione scolastica, che invece dovrebbe avere il compito primario di educare”.
Non possiamo perdere altro tempo: la violenza tra i giovani è sempre più crudele, con episodi che si susseguono da nord a sud del Paese. Vediamo ragazzi che sfuggono alle famiglie e mettono in crisi l’istituzione scolastica, che invece dovrebbe avere il compito primario di educare”.
Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenendo in Aula alla Camera per chiedere un’informativa urgente al ministro dell’Istruzione e del Merito.
“Abbiamo già espresso forte preoccupazione anche sul tema dell’educazione affettiva: che percezione hanno di sé i nostri ragazzi? Danno valore alla vita? Vengono adeguatamente sostenuti nel loro percorso di crescita? Ci aspettiamo un piano organico che permetta ai giovani di vivere pienamente l’adolescenza, non di assistere o partecipare a scene di morte, violenza e sopraffazione, fino a non distinguere più tra realtà e brutalità quotidiana.
Il metal detector può essere anche uno strumento utile, ma da solo non basta: servono correttivi educativi, culturali e sociali per restituire dignità ai ragazzi, alla scuola e alle famiglie” – conclude Ruffino.
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