La crisi climatica avanza con rapidità, le disuguaglianze sociali si ampliano e le transizioni energetiche e industriali stanno ridefinendo in profondità economie e assetti geopolitici. In questo scenario cresce, in Italia e a livello internazionale, la domanda di conoscenza e di strumenti in grado di affrontare problemi complessi legati alla sostenibilità e al cambiamento climatico. Dati affidabili, modelli previsionali e soluzioni che integrino dimensioni scientifiche, tecniche e sociali sono ormai indispensabili per governare trasformazioni rapide e interconnesse. Tuttavia, proprio mentre la ricerca e l’innovazione diventano sempre più cruciali, le risorse disponibili si riducono e si indeboliscono le condizioni di continuità dei percorsi scientifici più strategici.
La sostenibilità non è una questione settoriale, ma una sfida sistemica che attraversa ambiti diversi: energia e salute, gestione del territorio e risorse naturali, città e infrastrutture, sicurezza economica e coesione sociale. Affrontarla richiede un salto di qualità nella produzione di conoscenza, attraverso modelli predittivi sul rischio climatico, valutazioni dell’impatto delle politiche pubbliche e innovazione tecnologica e industriale. Servono inoltre risposte concrete per i territori più vulnerabili e per le infrastrutture esposte, insieme a competenze capaci di garantire che la transizione sia equa e inclusiva. È anche per questo che cresce la domanda di alta formazione e ricerca avanzata. Per essere efficace, tuttavia, la ricerca sulla sostenibilità necessita di stabilità, continuità e interdisciplinarità: condizioni sempre più difficili da assicurare in un quadro di finanziamenti insufficienti, frammentati o discontinui.
È in questo contesto che Roma ospiterà, il 22 e 23 gennaio 2026, il Kick-off Meeting del 41° ciclo del Dottorato Nazionale in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico (PhD-SDC), l’unico dottorato di interesse nazionale in Italia dedicato specificamente a questi temi. L’evento, di respiro internazionale, riunirà dottorandi e dottorande, docenti, rappresentanti istituzionali, accademie scientifiche e reti internazionali per confrontarsi sulle grandi sfide globali e sulla crescente pressione sui finanziamenti alla ricerca, riaffermando il ruolo centrale della formazione dottorale e della ricerca come leve fondamentali della transizione sostenibile.
Il 23 gennaio, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, si terrà inoltre un evento pubblico dedicato al ruolo dell’università nella transizione sostenibile, co-organizzato da SDSN Italia (Sustainable Development Solutions Network), la rete promossa dalle Nazioni Unite che riunisce università, centri di ricerca, imprese e istituzioni per sviluppare soluzioni concrete a supporto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 e del Patto sul Futuro.
«Il cambiamento climatico e le scelte di sviluppo compatibili con la vita sul pianeta rappresentano una sfida strutturale che coinvolge dimensioni ambientali, economiche, sociali e istituzionali», sottolinea Mario Martina, Rettore della Scuola Universitaria Superiore IUSS e delegato CRUI per il dottorato. «Affrontare questa complessità richiede modelli di formazione e ricerca capaci di superare i confini disciplinari e di mettere in rete competenze e responsabilità. Il Dottorato Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile e il Cambiamento Climatico nasce con questo obiettivo: costruire una rete di collaborazione tra università e ambiti scientifici diversi, in grado di produrre conoscenza utile alle politiche pubbliche e alle strategie di transizione. Nato come progetto sperimentale, oggi questo modello deve diventare parte strutturale del sistema della formazione dottorale nazionale».
PhD-SDC: un modello italiano di innovazione nella formazione dottorale
Il PhD-SDC nasce per superare la frammentazione disciplinare e sviluppare un modello di alta formazione capace di operare all’intersezione tra scienza, tecnologia, politiche pubbliche e società. Coordinato dalla Scuola Universitaria Superiore IUSS, il programma si è consolidato negli anni come una piattaforma nazionale e internazionale di riferimento, grazie a una rete ampia e qualificata di università e centri di ricerca.
Per l’anno accademico 2025/2026, il 41° ciclo del dottorato si articola in tre curricula complementari:
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CU-Alpha (One Health), dedicato alle interconnessioni tra salute umana, ecosistemi e sistemi naturali;
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CU-Beta (Human Society), focalizzato su governance, politiche pubbliche e dimensioni socio-economiche delle transizioni;
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CU-Gamma (Technology & Territory), incentrato su innovazione tecnologica e pianificazione territoriale.
Come spiega Roberto Buizza, Coordinatore del PhD-SDC e professore ordinario della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, «in cinque anni il dottorato ha costruito una solida rete di cooperazione tra oltre 60 università, centri di ricerca e aziende, mettendo a disposizione competenze e laboratori e favorendo un approccio fortemente interdisciplinare. Nei primi cinque cicli sono state finanziate circa 425 borse di dottorato, dando vita a una comunità scientifica impegnata nello sviluppo di conoscenze e tecnologie per un futuro più equo, sostenibile e decarbonizzato. Il PhD-SDC rappresenta un modello unico nel panorama europeo per ampiezza disciplinare e capacità di promuovere soluzioni innovative».
Anche SDSN Italia svolge un ruolo chiave in questo percorso. «La nostra rete, ospitata e coordinata dal Politecnico di Torino e dall’Università di Brescia, promuove la diffusione della cultura degli SDGs e favorisce collaborazioni tra università, imprese, istituzioni e società civile», afferma Patrizia Lombardi, Vicerettrice del Politecnico di Torino e co-chair di SDSN Italia. «A livello globale, SDSN coinvolge oltre 2.000 istituzioni in circa 60 network nazionali e regionali, rappresentando una piattaforma ideale per valorizzare a livello internazionale il lavoro svolto dal PhD-SDC».
Sedi e programma dell’evento
Il Kick-off Meeting si terrà in presenza a Roma, con possibilità di partecipazione anche in modalità streaming. Le attività si svolgeranno in due giornate, ospitate in sedi simboliche del sistema accademico e scientifico italiano.
La prima giornata, giovedì 22 gennaio 2026 (14:00–18:00), sarà dedicata alla presentazione del 41° ciclo del dottorato, dei suoi obiettivi e dei tre curricula, con interventi dei coordinatori scientifici e del team amministrativo della IUSS. La giornata si concluderà con la testimonianza di una dottoranda del programma e con la presentazione dell’evento pubblico del giorno successivo.
Venerdì 23 gennaio, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, si terrà l’incontro pubblico “The Crucial Role of Higher Education in a Sustainable Future” (9:00–13:00), dedicato al ruolo dell’istruzione superiore e della formazione dottorale nella risposta alle grandi sfide globali, dal cambiamento climatico alle disuguaglianze sociali, fino alle transizioni tecnologiche. Il programma prevede keynote speech e una tavola rotonda con esponenti del mondo accademico, delle istituzioni internazionali, dell’industria e delle organizzazioni giovanili, moderata dalla giornalista Rai Sonia Filippazzi. Nel pomeriggio, si svolgerà l’Assemblea nazionale della rete SDSN Italia, dedicata alle attività e alle prospettive future del network.
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