AMBIENTE

Misure anti smog, confermato il livello arancio. Prosegue lo stop per i diesel Euro5

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Confermate fino a mercoledì 19 gennaio le misure anti smog che, per il livello arancio, prevedono il blocco dei veicoli diesel con omologazione Euro 5 valido tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19, con lo stop dei veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 esteso anche alle giornate di sabato e domenica (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19.

 

Per il trasporto merci (N1, N2, N3) il blocco riguarderà anche i veicoli diesel con omologazione Euro 3 ed Euro 4, tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19.

Lo stop riguarderà anche agli automezzi dotati di dispositivo ‘Move In’( MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti).

L’elenco completo delle misure antismog, delle esenzioni previste e dei percorsi stradali esclusi dai blocchi sono disponibili alla pagina: www.comune.torino.it/emergenzaambientale.

Extinction rebellion, attivista in sciopero della fame a Torino

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Riceviamo e pubblichiamo

Ruggero, attivista di Extinction Rebellion, ha iniziato uno sciopero della fame per ottenere un consiglio regionale aperto in cui venga discusso il modo in cui affrontare lo stato di emergenza climatica ed ecologica che il mondo intero sta vivendo.

 

Oggi, lunedì 17 gennaio 2022, Ruggero Romano Reina – attivista di Extinction Rebellion – ha iniziato uno sciopero della fame sotto il palazzo della Regione Piemonte affinché venga convocato un Consiglio regionale aperto, che abbia come oggetto di discussione lo stato di emergenza ecoclimatica che l’intera umanità sta affrontando.

“Mi chiamo Ruggero Romano Reina, sono siciliano e abito in questa città ormai da cinque anni” afferma l’attivista all’inizio della conferenza stampa pubblica convocata in Piazza Castello. Alluvioni [1], incendi [2], siccità [3] stanno già mettendo in ginocchio tutto il territorio piemontese. Ogni anno migliaia di persone perdono la vita a causa dell’inquinamento dell’aria [4]. Nonostante ciò, le dichiarazioni ufficiali e le politiche ambientali fino a oggi adottate dal governo regionale, denotano una totale assenza di responsabilità nei confronti dei propri cittadini.
“A guidarmi c’è il rifiuto a rassegnarmi e adattarmi all’idea fallimentare che le soluzioni alla crisi climatica ed ecologica arriveranno dalle stesse logiche politiche ed economiche che l’hanno generata” continua Ruggero. Dopo quasi tre anni di governo Cirio, infatti, la Regione Piemonte continua a non aver un piano preciso per una riduzione drastica delle emissioni climalteranti e per l’arresto immediato della distruzione degli ecosistemi e della perdita di biodiversità, così come la comunità scientifica chiede ormai da anni. Diversi esponenti delle ultime due giunte regionali, inoltre, risultano attualmente indagati per il reato di inquinamento ambientale [5].

Per questa ragione, Ruggero ha deciso di intraprendere oggi uno sciopero della fame in supporto della campagna di azioni che Extinction Rebellion sta portando avanti nei confronti del Consiglio e della Giunta regionale affinché lo stato di emergenza ecoclimatica che l’intera umanità sta affrontando sia messo al centro della loro agenda politica. Già lo scorso dicembre, già diversi attivisti del movimento avevano occupato l’ingresso di Palazzo Lascaris in occasione dell’ultimo Consiglio regionale del 2021 [6].
Da mesi, ormai, Extinction Rebellion sta sottoponendo alla Regione Piemonte tre richieste:
(1) che si comunichi in modo puntuale ai cittadini lo stato di crisi che stiamo vivendo e le catastrofi alle quali stiamo andando incontro;
(2) che si adottino le misure necessarie a ridurre le emissioni climalteranti il più rapidamente possibile e ad arrestare la distruzione degli ecosistemi e la perdita di biodiversità;
(3) che si rimetta al centro la partecipazione democratica per le drastiche decisioni che dovranno essere prese, tramite l’istituzione di Assemblee di Cittadini e Cittadine.

Al fianco di Ruggero, in aperta ribellione per la vita.

Extinction Rebelllion Torino

Ambientalisti preoccupati per gli inceneritori

“Siamo preoccupati per l’incremento del numero di impianti di trattamento dei rifiuti in Piemonte e per l’ipotesi di nuovi termovalorizzatori.

Chiediamo che su questo tema si effettui una pianificazione regionale, attraverso la definizione di un nuovo piano regionale sui rifiuti, considerando i bisogni reali dei territori, senza lasciare all’imprenditoria privata la programmazione degli impianti”. Così ha affermato Daniele Gamba di Legambiente Biella durante l’audizione svolta in Quinta Commissione (Ambiente), della Regione presieduta da Angelo Dago. L’audizione ha espresso la posizione di una serie di associazioni ambientaliste del nord-est e sud-est del Piemonte e precisamente Pro Natura Piemonte, Rifiuti Zero Piemonte, Legambiente del Vercellese e della Valsesia, Italia Nostra Vercelli e Biella, Lipu Biella-Vercelli, Legambiente Dora Baltea, Associazione culturale Valledora, Associazione CARP Novara, Associazione Semi di serra, Comitato Salussola Ambiente è futuro, SOS Santhià, Comitato AST Lozzolo, Comitato Lago di Viverone, Legambiente Ovadese Valli Orba e Stura, Legambiente Val Lemme e Comitato Torrente Orba.

Le associazioni hanno manifestato contrarietà in merito all’ipotesi di realizzazione di un inceneritore con recupero energetico nel territorio di Novi ligure che, secondo gli auditi, sarebbe stato annunciato dall’assessore regionale all’Ambiente e rispetto a un inceneritore a Cavaglià, nel Biellese, proposto con un progetto già avviato dall’azienda multiutility A2A. “È necessario che sia seguito l’iter corretto, ovvero che sia la pianificazione regionale a valutare le effettive necessità impiantistiche, partendo dalla Vas e attraverso un percorso ad evidenza pubblica”, aggiunge Gamba, che sottolinea come l’attuale Piano regionale di gestione dei rifiuti non preveda la realizzazione di ulteriori impianti di incenerimento e recupero energetico. Inoltre, le associazioni ambientaliste precisano che il Piemonte dovrebbe soprattutto agire sulla riduzione nella produzione di rifiuti, mentre gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dal legislatore dal 2012 non sono mai stati raggiunti in Piemonte.

Anna Andorno del Movimento Valledora ha illustrato le criticità di un ristretto territorio al confine fra le province di Biella e Vercelli, dove già insistono numerose discariche, nate dalla trasformazione di ambienti di cava: “l’inceneritore di Cavaglià andrebbe a inserirsi in un’area dove c’è già una forte pressione di impianti di gestione dei rifiuti. Ci sentiamo colonizzati dalle imprese che pianificano al posto del pubblico e stiamo toccando con mano un problema che non è solo ambientale ma anche economico, per un’area a forte vocazione agricola”.

Da Piero Mandarino del circolo Legambiente della Val Lemme sono invece state espresse forti perplessità circa l’ipotesi di realizzazione di un inceneritore nel territorio di Novi ligure, fra i torrenti Orba e Scrivia, che dovrebbe servire anche per il trattamento dei rifiuti della Liguria.

Sono poi intervenuti per chiedere alcuni approfondimenti i commissari Marco Grimaldi (Luv), Sean Sacco (M5s), Giorgio Bertola (M4o), Carlo Riva Vercellotti (Fdi) e Domenico Rossi (Pd).

In chiusura il presidente Dago ha precisato che nel novembre scorso la Giunta ha approvato una delibera sui criteri di localizzazione degli impianti di gestione e smaltimento dei rifiuti, propedeutica all’approvazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, che verrà esaminato in Commissione consiliare nei prossimi mesi e sul quale le associazioni potranno esprimere le loro osservazioni.

Da domenica stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi

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La Direzione Opere Difesa del suolo, Protezione civile Trasporti e Logistica della Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di massima pericolosità incendi boschivi su tutto il territorio piemontese sulla base del livello di pericolo e dei prodotti forniti dal Centro funzionale regionale di Arpa Piemonte.

«Per la prevenzione degli incendi – sottolinea l’assessore alla Difesa del Suolo della Regione Piemonte Marco Gabusi – è fondamentale prestare la dovuta attenzione e rispettare le regole. Ogni cittadino può essere parte attiva nella difesa del territorio in caso di incendio segnalando tempestivamente al numero unico di emergenza 112 anche le prime avvisaglie di un incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise tutti possiamo contribuire in modo determinante a limitare i danni all’ambiente, consentendo agli operatori di intervenire con tempestività».

Nei periodi di massima pericolosità sono vietate, entro una distanza di cento metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, le azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio, quali: accendere fuochi, accendere fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile o compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio; è vietata qualunque generazione di fiamma libera non controllabile nel tempo e nello spazio. Le violazioni dei divieti e l’inosservanza delle prescrizioni comportano l’applicazione di sanzioni amministrative da un minimo di euro 200 a un massimo di euro 2.000, oltre alle sanzioni penali.

Il Sistema Antincendi Boschivi AIB della Regione Piemonte è attualmente pienamente operativo e la fine dello stato di massima pericolosità sarà stabilita dalla Direzione Opere Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica quando cesseranno le condizioni di rischio. «Un ringraziamento particolare – conclude l’assessore Gabusi – va agli oltre 5000 volontari organizzati in 217 squadre che costituiscono il corpo Antincendi Boschivi regionale e che proteggono ogni giorno i nostri territori e le nostre comunità con un impegno e una capacità la cui eccellenza è riconosciuta in tutta Italia».

Misure antismog, scatta il livello arancio: da sabato 15 gennaio fermi i diesel Euro 5

Da sabato 15 gennaio, le misure di limitazione del traffico passeranno al livello arancio. I dati previsionali di Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento del valore di 50 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria per tre giorni consecutivi.

Alle limitazioni strutturali già in vigore, per il trasporto persone si aggiungerà il blocco dei veicoli diesel con omologazione Euro 5 valido tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19, mentre il blocco dei veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 verrà esteso alle giornate di sabato e domenica (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19. Per il trasporto merci si bloccheranno anche i veicoli diesel con omologazione Euro 3 ed Euro 4, tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19.

Lo stop riguarderà anche tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”.

Si ricorda che le eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle esenzioni previste e dei percorsi stradali esclusi dai blocchi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/emergenzaambiental

Pulizia dei corsi d’acqua: per la sicurezza dei fiumi nuovi fondi dalla Regione

Il presidente Cirio e l’assessore Gabusi: «Crediamo nell’importanza di interventi costanti e continui nel tempo, il nostro finanziamento va proprio in questa direzione»

 

3 milioni di euro per la realizzazione di 104 interventi di manutenzione e pulizia dei corsi d’acqua minori in tutto il Piemonte. Sono questi i numeri dell’ultima manovra del 2021 della Regione Piemonte a favore della difesa e del suolo e della sicurezza del territorio. «Nonostante le difficoltà di bilancio – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Difesa del Suolo Marco Gabusi – abbiamo voluto mantenere l’impegno preso di mettere in sicurezza i corsi d’acqua che, a causa dei mancati interventi di manutenzione, rischiano di diventare un pericolo per il territorio in caso di maltempo. Da molti anni sentiamo le amministrazioni pubbliche lamentare, giustamente, una situazione problematica di fiumi e torrenti intasati e privi di interventi di pulizia: la Regione Piemonte vuole fare la sua parte per porre nuovamente in sicurezza il nostro sistema fluviale. Dopo aver sburocratizzato e semplificato l’asportazione di un milione di metri cubi di materiale dai fiumi principali con questo nuovo intervento intendiamo ora migliorare la condizione dei corsi d’acqua più piccoli, ma non per questo meno importanti».

Gli interventi finanziati, che saranno finanziati tra il 2022 e il 2023, riguardano principalmente la manutenzione idraulica, la movimentazione del materiale litoide in eccesso, il ripristino delle sponde compromesse, la pulizia e il taglio della vegetazione, la sistemazione e la ricalibratura dei corsi d’acqua. Gli interventi previsti sono 104 in tutte le province del Piemonte: 22 nell’Alessandrino con un finanziamento regionale di 445.000 euro, 20 nell’Astigiano per 345.000 euro, 10 nel Biellese per 317.240 euro, 15 nel Cuneese per 276.000 euro, 3 nel Novarese per 90.000 euro, 20 nel Torinese per 965.000 euro, 6 nel Verbano Cusio Ossola per 210.000 euro e 8 nel Vercellese per 335.000 euro. «Si tratta – concludono il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – di interventi essenziali per l’equilibrio del territorio, senza i quali molti corsi d’acqua diventano molto pericolosi in caso di forti piogge. Abbiamo tutti negli occhi le terribili immagini delle alluvioni con fiumi esondati che travolgono e inghiottono per sempre case e persone: una sana e costante manutenzione fluviale aiuterà senza dubbio a limitare al massimo i danni che purtroppo tutti conosciamo. La Regione Piemonte crede nella validità di un programma di manutenzione continuo e questo stanziamento di risorse è il nostro atto concreto in tale direzione».

Marazzato: crescita sostenibile, etica e trasparenza

AMBIENTE E RIFIUTI: ‘MARAZZATO CRESCE E MODIFICA IL SUO MODELLO DI PREVENZIONE 231

Il Board: “Etica d’impresa e trasparenza i valori assoluti per incrementare lavoro, solidità e sviluppo”.

La crescita sostenibile del Gruppo Marazzato, che quest’anno celebra i 70 anni di attività, richiede l’adeguamento costante di procedure di gestione e di controllo, in linea con nuovi obiettivi e altrettante necessità.

La storica impresa vercellese oggi leader italiano nelle bonifiche ambientali e soluzioni per il pianeta ha infatti, in linea con le modalità e gli orientamenti delle migliori aziende italiane, ha corretto e aggiornato il cosiddetto ‘Modello di prevenzione 231: un ulteriore passo verso l’obiettivo di ricercare condizioni di correttezza e trasparenza nella gestione delle attività aziendali.

Il tutto perfettamente in linea con quanto disposto dal nuovo Codice della crisi e della insolvenza, che impone proprio di costruire adeguati assetti organizzativi ai big large account attivi nei vari settori del mercato.

Uno strumento funzionale a rilevare tempestivamente eventuali crepe nella gestione delle operations di prassi e la perdita della continuità aziendale, prevenendo al contempo la commissione di reati e il rischio di fallimento.

In questo modo, è possibile assicurarsi una corretta gestione organizzativa, di controllo gestionale e amministrativo, atta a far emergere i segnali insorgenti dell’eventuale crisi d’impresa prima che la stessa diventi irreversibile, rimuovendone per tempo le cause e attuando interventi immediati ed effettivi tesi al recupero della normale e serena continuità.

Marazzato Soluzioni Ambientali S.r.l., società del Gruppo, ha adottato il modello 231 ormai dieci anni fa. Nel corso di questi anni abbiamo provveduto a numerose modifiche e implementazioni, a seguito di alcune modifiche organizzative e di struttura societaria o per recepimento di novità normative.

Oggi, questo aggiornamento integrale del Modello interviene in maniera ancora più significativa. Sebbene l’adesione al modello sia facoltativa, il CdA ha deciso di predisporre una mappa delle attività aziendali e ha individuato al suo interno le cosiddette attività “a rischio” ovvero quelle che, per loro natura, rientrano tra le attività da sottoporre ad analisi e monitoraggio alla luce delle prescrizioni del Decreto

introduce Alberto Marazzato, General Manager del Gruppo che porta il suo cognome e che guida insieme ai fratelli Luca e Davide, terza generazione di imprenditori alla guida dell’azienda familiare fondata dal nonno Lucillo e implementata dal padre Carlo.

Per poi chiosare: L’adesione sempre più convinta ai protocolli correnti in grado di assicurare benefici alle imprese e a chi vi opera in termini di correttezza amministrativa, fiscale, gestionale e procedurale costituisce uno degli obiettivi più ambiziosi sul quale fondare il nostro business quotidiano, specialmente in un anno così importante quale quello del nostro primo settantesimo anniversario”.

Uncem: “Un anno importante per montagne e parchi”

Il 2022 sarà un anno importante per le Montagne italiane. L’anno dei 70 anni dell’Uncem – fondata nel 1952 – è l’Anno internazionale dello Sviluppo sostenibile della montagna, dichiarato dall’ONU. Ma è anche l’anno di due compleanni, di due Parchi nazionali: compiono 100 anni il Parco nazionale del Gran Paradiso e il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. “Accostare queste quattro ricorrenze – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem – significa guardare avanti e anche oltre dei compleanni, seppur importanti. I territori, con i Parchi, gli Enti montani, i paesi che fanno il Paese, sono luoghi nei quali le comunità costruiscono il futuro. Lo fanno forti di una Storia di democrazia e mobilitazione, di impegno e di valorizzazione. Apriamo l’anno nuovo facendo nostre le parole del Presidente Mattarella, pronunciate al Quirinale il 9 dicembre, nella Giornata della Montagna. Mattarella citava Goethe, che ‘ebbe a definire i nostri monti Maestri muti che fanno discepoli silenziosi. Dobbiamo confidare che questi siano numerosi e operosi'”.

“Parlaconme”: visitare le piantagioni per trasmettere valori

Questo il tema della puntata  di mercoledì 12 gennaio su Radiovidanetwork e condotta da Simona Riccio

 

La visita delle piantagioni come opportunità di trasmissione di valori sarà  la tematica al centro della puntata di PARLACONME di mercoledì  12 gennaio prossimo, in onda sulla Radio web Radiovidanetwork dalle ore 18 alle 19, e condotta da Simona Riccio,  Social media Manager del CAAT e Agrifood Specialist.

Ospiti della puntata saranno Cristina Bambini, Responsabile Marketing di Dole Italia, e Giusto Curti, amministratore delegato di Dole. Dopo la puntata che ha visto ospite l’atleta paralimpico Alessandro Ossola, appartenente alla Nazionale di Atletica Leggera, la trasmissione non poteva non proseguire sul filone della corsa e dello sport, andando a intervistare uno dei brand italiani che più si contraddistingue nel sostegno allo sport.

Dole Italia, la più grande azienda di distribuzione  di frutta fresca di alta qualità nel mondo, è  stata, infatti, Official Supplier dell’evento sportivo Sorrento-Positano, una kermesse che si è  svolta in uno più  affascinanti d’Italia.

La conduttrice Simona Riccio andrà  a ripercorrere alcune tappe dell’evoluzione commerciale di Dole e si confronterà sul percorso formativo e professionale che ha portato sia Cristina Bambini sia Giusti Curti in Dole. Cristina Bambini è  presente nell’azienda dall’agosto 2013 e parlerà  del nuovo concept comunicativo di Dole, che ha illustrato a Milano il 6 aprile 2017. All’epoca  eragiunto il momento di cambiare pagina, mantenendo comunque la linea della corretta alimentazione ricca di frutta e verdura  e, per questa ragione, nasceva il “100% Natural Snacking” e, sempre in quell’occasione, veniva presentato  il “Dole Snack Circle”. In questo contesto era stato mostrato uno dei 24 video della durata di 100 secondi ciascuno, dal titolo “Power shake alla banana”, un’idea decisamente brillante che voleva essere la risposta a chi desiderasse uno stile di vita sano, seguendo la formula della corretta alimentazione, in cui la frutta, abbinata a un altro elemento salutistico, la facesse da padrona.

Con l’amministratore delegato di Dole Italia, Giusto Curti, nel corso della trasmissione, emergerà  il ruolo fondamentale della passione nello svolgimento di questo lavoro. Giusto Curti opera nell’azienda dal 23 novembre del 2000 e parlerà dell’importanza di conoscere il prodotto per poterlo poi valorizzare al meglio, per fare anche comprendere il percorso che compie la banana prima di approdare sulle nostre tavole. Inoltre sottolineera’ l’importanza del fare squadra per trovare il giusto entusiasmo nel trasmettere il valore del prodotto, al fine di commercializzarlo e comunicarlo nel migliore dei modi.

Verrà inoltre spiegata la nuova campagna di comunicazione  dal titolo “Il sole anche quando non c’e”, uscita il 7 settembre del 2021 e presentata con successo al Mcfruit di Rimini. Si tratta di una campagna che è stata realizzata grazie alla collaborazione  degli studenti della laurea magistrale in Food marketing e strategie commerciali del Campus di Piacenza dell’Università Cattolica e dei Creativi di McCann WorldGroup Italia.

La puntata si concluderà parlando dell’importanza delle sponsorizzazioni da parte di Dole verso gli eventi sportivi.

La trasmissione PARLACONME viene trasmessa in diretta web Radio da Radiovidanetwork sul sito www.vidanetwork.it  e tramite app Radio Vidanetwork

Per collegarsi e ascoltare la trasmissione

Collegarsi al sito www.vidanetwork.it

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Dal giorno successivo sarà possibile ascoltare la trasmissione senza stacchi pubblicitari sul sito www.parlaconmeofficial.it

MARA MARTELLOTTA

Patrimonio vegetale locale, i fondi regionali

La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e cibo, Marco Protopapa, ha assegnato una dotazione finanziaria complessiva di 335 mila euro sulla misura 10 dell’agroambiente, nello specifico sull’operazione 10.2.1 “Sostegno alla conservazione e all’uso delle risorse genetiche vegetali in agricoltura” del Programma di sviluppo rurale per il periodo di estensione 2021-2022.

Il provvedimento permette infatti l’attivazione del bando rivolto ad organismi di ricerca, enti dell’UE, scuole e istituti agrari, orti botanici e organizzazioni non governative, impegnati in attività di recupero e conservazione delle risorse vegetali locali. Ai progetti presentati viene riconosciuto un sostegno contributivo pari al 100% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 65 mila euro. Il bando verrà aperto nel mese di gennaio 2022.

“Si tratta di un ulteriore bando della misura agroambiente del Psr Piemonte finalizzato alla salvaguardia e al miglioramento della biodiversità naturale e del paesaggio agrario. Le attività proposte infatti contribuiranno a mantenere e ad arricchire il patrimonio delle varietà vegetali tradizionali presenti sul nostro territorio regionale”, dichiara l’assessore regionale Marco Protopapa.