IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
L’attacco, sia pure minacciato più volte, al Venezuela da parte di Trump non è accettabile agli occhi di un democratico liberale. Maduro è un dittatore che vive di narcottaffico. E’ un politico indifendibile e pericoloso. Ma il modo in cui l’attacco e’ stato realizzato non ha precedenti ed appare un qualcosa di estraneo alla storia degli USA, più putiniano che americano. Certamente in Venezuela vivono molti italiani emigrati e quindi la prudenza è d’obbligo per il governo italiano. Il diritto internazionale è stato violato da Trump, ma Maduro non è certo un esempio democratico, ma è un dittatore sanguinario. I modi usati sono censurabili, ma la rimozione di Maduro è una buona notizia. Il manicheismo non consente mai un giudizio equilibrato. L’esempio del Venezuela dimostra un clima internazionale tossico. Che Putin condanni Trump suscita gelida e drammatica ilarità. L’aggressore dell’Ucraina non può parlare con un minimo di credibilità. Resta il vecchio problema dell’impossibilità di esportare la democrazia. Già Guicciardini aveva colto che i sistemi politici non possono essere trasferiti da un paese all’altro. Solo le dittature possono essere imposte con la forza perché la violenza delle armi può imporre con il terrore un regime autoritario. L’intervento “chirurgico” di Trump ha deposto Maduro, ma il passaggio alla democrazia è un’ altra cosa.

