Maria Bricca, l’eroina che salvò Torino nel 1706

C’erano Vittorio Amedeo II, il principe Eugenio di Savoia, i generali di Luigi XIV, Pietro Micca …e poi un personaggio minore ma non per questo meno importante. Nell’assedio di Torino del 7 settembre 1706 c’era anche Maria Bricca, un’intrepida popolana che diede un contributo di gran peso alla salvezza della città assediata dai francesi. Pochi la ricordano, Torino le ha dedicato una piccola via nei pressi della Gran Madre, Pianezza molto di più perché vi nacque la donna eroina che è ricordata da una statua e da una targa commemorativa dove abitò. Cosa fece di tanto straordinario? Con estremo coraggio condusse un manipolo di uomini armati nel castello di Pianezza occupato dai francesi, molti dei quali furono uccisi e altri catturati. Non era un presidio qualunque quello di Pianezza, i francesi lo trasformarono in una base strategica per colpire Torino, in un gran deposito pieno di armi e provviste. Nella notte tra il 5 e il 6 settembre 1706 un drappello di soldati comandati da Leopoldo I di Anhalt-Dessau piombò improvvisamente nella fortezza e sorprese la guarnigione nemica. Il merito fu tutto di Maria Bricca (1684-1733), detta popolarmente “la Bricassa” per il suo coraggio, che, avendo lavorato nel castello come cuoca, conosceva bene i passaggi della fortezza, guidò gli uomini sabaudi attraverso un tunnel segreto che portava dentro il maniero e raggiungeva il salone centrale. I francesi stavano ballando e bevendo. Scoppiò l’inferno, pochi scamparono al massacro. La Bricca detestava i francesi. Quando era bambina, alla fine del Seicento, aveva assistito al passaggio e ai saccheggi delle truppe francesi nella zona di Pianezza e da quel momento nacque la sua ostilità verso la Francia. Diventò una delle figure più affascinanti della storia del Piemonte, paragonata allo stesso Pietro Micca, anche se il suo ruolo è stato successivamente enfatizzato e romanzato dalla memoria popolare. Il suo vero nome era Maria Chiaberge, sposò Valentino Bricco e da allora fu conosciuta come Maria Bricca, assumendo al femminile il cognome del marito secondo la tradizione dell’epoca nelle campagne piemontesi. Morì nel 1733 a soli 49 anni. La donna ha ispirato alcuni artisti, tra cui il torinese Francesco Gonin, che l’hanno raffigurata nel momento in cui irrompe nel castello con i soldati piemontesi.                                                     Filippo Re

nella foto il dipinto di Francesco Gonin (1844).  Alla testa dei granatieri e brandendo un’ascia, Maria Bricca irrompe nel salone illuminato del castello mentre i francesi ballano e gozzovigliano. La tela è conservata nel Catalogo generale dei Beni Culturali.
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

80 anni della Federazione provinciale di Torino ANCR

Articolo Successivo

Patrimonio diffuso, Chiarelli: “La Regione sostiene gli Ecomusei”

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

vialattea