Con lo spettacolo “Problemi di ego”, la “salute mentale” diventa argomento teatrale al “Baretti” di Torino
Giovedì 9 aprile, ore 20
Sotto l’attenta organizzazione del “Circolo Arci Sud” (ed il patrocinio della “Circoscrizione 8”), si chiude con “Problemi di ego”, in scena giovedì 9 aprile (ore 20) al “Teatro Baretti” di Torino, la settima edizione di quella “Piccola Rassegna Culturale Torinese” che, nell’emblematico e provocatorio sottotitolo, chiarisce fin da subito gli intenti ispirativi, da sempre, alla base dell’iniziativa artistica: “In scena lo scomposto dramma della nuova società sabauda + cultura – paura”. Spiega, infatti Max Borella, direttore artistico: “Questa rassegna è nata nel 2019, come gesto politico nel senso più ampio del termine, come invito ad incontrarsi e a non aver paura delle storie altrui: più cultura meno paura non voleva e non vuole essere solo uno slogan, ma una direzione ed una responsabilità”. “Fare cultura – ancora Borella – non è un gesto neutro ma è un atto di resistenza alla semplificazione, al cinismo dominante e all’isolamento sociale. E’ un modo per dare nome a ciò che ci spaventa per trasformarlo in racconto, in visione, in possibilità e sfida”. Magari arrivando, pur anche, a riderci sopra.
Come appunto capita nell’ultima pièce in programma al “Baretti”, dove, a salire e a muoversi sul palco, insieme a due attori di fortissima e accattivante presa sul pubblico, è niente meno che la terribile Signora, sua madame la “Salute Mentale”.
Scritto e diretto da Diego Lacaille e Jacopo Tealdi, “Problemi di ego” rappresenta proprio l’apice e l’essenza basilare della sperimentazione messa in campo, per il suo settimo anno, dalla “Piccola Rassegna”, “fondendo il ritmo della ‘stand-up comedy’ con l’originalità poetica del ‘teatro manuale’”. Al centro della scena, il ritratto tragicomico dell’“iracondia moderna”: un uomo, interpretato da Lacaille, in perenne lotta contro le piccole, banali (ma diventate “monstrum” e montagne invalicabili) inefficienze del quotidiano, dai ritardi dei mezzi pubblici alla banalità altrui, tutte meticolosamente annotate in una lista di “cose che fanno imbestialire”.
A complicare il tutto, nella quotidianità del poveretto, una serie, che proprio non ci voleva, di micro-drammi personali; micro sì, ma forti e insidiosi quel tanto che basta per riuscire a spezzare quella protettiva “corazza di cinismo” che il pover’uomo si era costruito in qualche modo addosso nel tempo. La narrazione prende dunque una piega surreale, proiettandolo drammaticamente in un “viaggio introspettivo” nei meandri della propria psiche. E qui, i pensieri “paranoici” di Diego diventano preda e prendono forma attraverso le mani di Jacopo Tealdi, noto al grande pubblico come “#quellodellemani”, che si trasformano in personaggi logorroici, saggi bizzarri e paure infantili.
“Il contrasto tra il linguaggio tagliente della parola – è stato annotato – e la poesia visiva del gesto crea un ‘dialogo serrato tra corpo e mente’, trasformando la vulnerabilità del protagonista in una messa in scena di straordinaria potenza creativa”.
“Lo spettacolo – sottolinea ancora Max Borella – affronta il delicatissimo tema della salute mentale con una leggerezza calviniana, invitando il pubblico a ridere delle proprie nevrosi e dei tic quotidiani. L’obiettivo (che è sempre quello che contraddistingue l’intera Rassegna dedicata allo ‘scomposto dramma della nuova società sabauda’), è trasformare la paura in cultura, e questo spettacolo ci riesce perfettamente, suggerendo che per guarire dai propri mostri, a volte, basti smettere di stringere i pugni e imparare a usare le mani per creare qualcosa di bello”.
Per info: “Cinetatro Baretti”, via Baretti 4, Torino; tel. solo su whatsapp 351/9288169 o circolo.sud@gmail.com . Biglietti in vendita su “OOOH.EVENTS”.
G.m.
Nelle foto: Diego Lacaille e Jacopo Tealdi
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