Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: “Con queste risorse continuiamo a rafforzare il sistema piemontese di protezione e prevenzione, sostenendo concretamente i Centri antiviolenza, le case rifugio, Cuav e tutti quei servizi che ogni giorno accompagnano le donne in percorsi di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria autonomia”.
Nuove risorse per rafforzare la rete di prevenzione e contrasto alla violenza di genere in Piemonte: 6,8 milioni di euro, destinati al sostegno dei Centri antiviolenza, delle case rifugio e dei Centri per autori di violenza (CUAV) e alle azioni di prevenzione della violenza di genere.
Le risorse, assegnate dal governo con il riparto del Dpcm del 29 dicembre 2025, saranno destinate in particolare a: 2,18 milioni di euro per il sostegno ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio, 1,78 milioni di euro per le azioni previste dal Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne, 500 mila euro per la realizzazione di nuovi Centri antiviolenza, 1,46 milioni di euro per nuove Case rifugio, 438 mila euro per la formazione degli operatori, 36.500 mila euro risorse dedicate alla prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e 416.465 mila euro fondo contro le discriminazioni e la violenza di genere.

In Piemonte operano attualmente 22 Centri antiviolenza e 13 Case rifugio, che nel 2024 hanno preso in carico quasi 4.000 donne, confermando il ruolo centrale della rete territoriale nel supporto e nell’accompagnamento delle vittime verso percorsi di autonomia.
Alle risorse destinate alla rete di protezione si aggiungono anche 219 mila euro assegnati alla Regione Piemonte per rafforzare i percorsi di orientamento e inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, con l’obiettivo di favorire l’autonomia economica e il reinserimento nel mondo del lavoro attraverso progettualità sviluppate in collaborazione con i Centri antiviolenza e le reti territoriali.
Un ulteriore capitolo riguarda il sostegno ai Centri per uomini autori di violenza (CUAV), strumenti fondamentali nella strategia di prevenzione. Per il 2026 la Regione Piemonte destinerà 518.563 euro ai 17 centri attivi sul territorio, iscritti all’Albo regionale istituito con la legge regionale n.10 del 2024.
Nel 2024 i CUAV piemontesi hanno preso in carico 708 uomini, con una distribuzione differenziata tra i centri: alcuni più recenti hanno seguito meno di 20 persone, mentre altri hanno superato i 100 percorsi di accompagnamento.
Per questo la Regione ha introdotto nuovi criteri di riparto delle risorse, che tengono conto sia della presenza territoriale dei centri sia dell’effettivo numero di utenti seguiti: 60 per cento delle risorse suddiviso in parti uguali tra i 17 centri (circa 18.300 euro ciascuno) per garantire continuità operativa; 40 per cento delle risorse ripartito in base al numero di uomini presi in carico con percorsi di accompagnamento nel corso del 2025. La Regione valuterà inoltre, nei prossimi mesi, la possibilità di incrementare ulteriormente le risorse per il 2026, qualora si rendano disponibili economie derivanti da annualità precedenti.
«Il contrasto alla violenza di genere è una priorità assoluta che richiede un impegno costante delle istituzioni e una rete territoriale solida e strutturata – dichiara l’assessore regionale alle Pari opportunità, Marina Chiarelli – Con queste risorse continuiamo a rafforzare il sistema piemontese di protezione e prevenzione, sostenendo concretamente i Centri antiviolenza, le case rifugio e tutti quei servizi che ogni giorno accompagnano le donne in percorsi di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria autonomia.
Allo stesso tempo – prosegue Chiarelli – riteniamo fondamentale intervenire anche sul versante della prevenzione e della responsabilizzazione degli uomini autori di violenza. I Centri per uomini autori di violenza rappresentano uno strumento importante perché lavorano sulle cause profonde del fenomeno, aiutando gli uomini a riconoscere comportamenti violenti e a intraprendere percorsi di cambiamento. Come Regione Piemonte continueremo a investire su questa rete di servizi, valorizzando il lavoro degli operatori e rafforzando la collaborazione con il territorio, con l’obiettivo di garantire sempre più strumenti di protezione, prevenzione e autonomia per le donne vittime di violenza sole e/o con figli».
CS
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