Federica Rosellini, magnetica e intensa interprete di “IGirl”, performance tratta dall’omonimo testo della grande drammaturga irlandese Marina Carr e in scena al teatro Astra fino a domenica 15 marzo, evoca in scena la potenza di quegli spiriti della letteratura e del mito che abbiamo imparato ad amare generazione dopo generazione. Se il teatro incarna ciò che resta dell’esistenza al termine della memoria, Federica Rosellini è poesia della rappresentazione, corpo archetipico di donna che pare emergere in superficie per la prima volta, ponte necessario tra la magia e lo stupore di chi osserva qualcosa di antichissimo nel momento della rinascita.
“IGirl” è un inno alla ferita che fiorisce, all’intimo sangue che scorre dietro gli occhi indomiti della donna. Federica Rosellini, attraverso il corpo tatuato, è il prodromo della parola di fronte alle pitture rupestri dei primi uomini, è il canto, la danza continua che molto tempo dopo sarebbe stata alla base del lirismo, è la sequoia millenaria che, pur rassegnandosi a morire sotto la scure dei pionieri, accoglie il futuro attraverso il sacrificio della voce di Walt Whitman. In un’epoca in cui la scomparsa del sacro sembra andare di pari passo alla svalutazione di ciò che è vivo e respira, la performance dell’attrice trevigiana assume un valore ancora più significativo in rapporto ai tatuaggi portati in scena, cicatrici sfuggite alla dimenticanza, simboli che legano il passato al presente.

Ad accompagnare Federica Rosellini nel viaggio di “IGirl”, esperienza sciamanica e sensoriale che fonde teatro, videoarte e musica, vi è una gallina (meccanica), creatura biologicamente in grado di piangere, ma incapace di farlo. Nella sua impossibilità di lacrimare si riflette quella delle donne di questo poema, che non versano lacrime e sono chiamate a sostenere l’insostenibile senza concedersi né pianto né rabbia. Inoltre, come tutti gli uccelli, la gallina è un dinosauro, un dinosauro aviano, superstite di un leggendario mondo perduto, nostra compagna e testimone di ciò che è stato, sotto un cielo che piange cenere.
Esiste un racconto enigmatico, il più breve nella storia della letteratura, scritto dal guatemalteco Augusto Monterroso, che nella performance di Federica Rosellini pare una rivelazione, il senso ultimo da cui ripartire. Il racconto è il seguente:
“Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”.
Le interpretazioni sono molteplici, ma dopo aver visto “IGirl” viene quasi facile pensare che, in fin dei conti, sia il dinosauro il vero protagonista del racconto, il dinosauro che al risveglio ritrova il suo mondo.
“IGirl è un’epopea dei corpi minoritari: i corpi che la Storia ha sacrificato o dimenticato, i corpi femminili, queer, animali selvatici, spirituali. Tutti i corpi non conformi che il potere ha marchiato come anomali, impuri, indegni. La lunga violenza del patriarcato, dell’impero teologico e coloniale ha edificato la propria idea di ‘umano’ sull’esclusione e la cancellazione dell’altro. IGirl smaschera questo fondamento stragista, rivelando come ogni nostra identità sia costruita sulle rovine di ciò che abbiamo distrutto. E in quei corpi minoritari e nelle loro ferite trova la possibilità di una nuova rinascita. In questo paesaggio in trasformazione, si staglia il femminile mostruoso. Le ‘Mostresse’, figure marginali, ibridate, cancellate dagli eroi maschili della mitologia, ritornano a reclamare la propria voce. Necessità di un femminile non pacificato, selvatico, che unisce la ferita alla forza di rinascere”.
“IGirl” di Marina Carr – performer e regia Federica Rosellini – traduzione di Monica Capuani e Valentina Rapetti – video Rä di Martino – musica originale Daniela Pes – sound designer GUP Alcaro – disegni, costumi e tatuaggi Simona D’Amico – scenografia Paolo Villani – light designer Simona Gallo – aiuto regia Elvira Berarducci – assistente alla regia Barbara Mazzi.
Lo spettacolo è una coproduzione TPE-Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile Bolzano, Elsinor-Centro di Produzione Teatrale, in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi
Gian Giacomo Della Porta
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