Rinascere tra le pagine: Una nuova me di Isabel Venuti

TORINO TRA LE RIGHE
Rinascere non è mai un gesto eclatante. Non è un’esplosione di forza, non è una dichiarazione pubblica. È qualcosa di più silenzioso, quasi impercettibile: un passo minuscolo fatto quando tutto dentro sembra crollato. Una nuova me di Isabel Venuti nasce proprio in quel punto fragile e potentissimo insieme.
Isabel Venuti, nata e cresciuta nel cuore di Torino, trae ispirazione dall’anima discreta della sua città, dalle storie che restano sottovoce tra i portici e dalle relazioni che si intrecciano nelle sue strade. Laureata in giurisprudenza, a trentanove anni ha scelto di affiancare alla razionalità degli studi una scrittura intima e diretta, mettendo al centro un tema che attraversa tutta la sua produzione: la fiducia nelle relazioni e il percorso, spesso doloroso, verso la consapevolezza.
Il suo esordio, Ho le prove, nasce dall’esperienza del tradimento vissuta in prima persona e affronta il bisogno di chiarezza quando i sospetti minano una relazione. ConAdesso scelgo me, l’autrice sposta l’attenzione sulle relazioni tossiche e sull’importanza di riconoscere i legami che svuotano anziché nutrire, accompagnando il lettore verso un primo atto di autodeterminazione. Una nuova me rappresenta il passaggio successivo e forse più maturo: non più soltanto capire o scegliere, ma rinascere. Non più interrogarsi su ciò che è accaduto, ma ricostruire ciò che resta. E soprattutto, ciò che può diventare.
È un cammino narrativo che procede per tappe — dal dolore alla consapevolezza, dalla scelta alla rinascita — e che riflette un’esperienza profondamente contemporanea: quella di chi impara, a volte dopo molte cadute, che l’amore non può prescindere dal rispetto di sé.
 “Ci sono ferite che non fanno rumore. Ci sono addii che ti spezzano in punti che nemmeno sapevi di avere.” Le parole dell’autrice entrano senza filtri in quel territorio conosciuto da molte donne: il momento in cui l’amore che sembrava casa diventa il luogo in cui ci si perde. È lì che il libro prende forma, nel buio in cui ci si sente sole, nell’istante in cui il cuore trema ancora e si ha la sensazione di essersi rotte per sempre.
E invece no. Non sei rotta. Stai cambiando.
Il volume raccoglie 101 lezioni emozionali, brevi, essenziali, pensate come piccole soste lungo un percorso di guarigione. Non è un manuale che promette soluzioni rapide, né un testo motivazionale che impone di essere forti a ogni costo. È piuttosto una mano tesa. Una voce che ricorda che si può capire il dolore senza esserne travolte, che si può lasciare andare ciò che non ci sceglie più, che si può ritrovare dignità e voce anche quando ci si sente svuotate.
Alcune lezioni colpiscono per la loro semplicità disarmante. “Sei già una donna che ha superato molto.” Una frase che invita a guardarsi indietro con onestà, a riconoscere le notti in cui si è rimaste in piedi per dovere, i giorni affrontati con il cuore pesante, i momenti in cui ci si è tenute insieme con mani che tremavano. La forza, suggerisce Venuti, non è nel non cadere, ma nel rialzarsi quando dentro si è stanche.
“Lasciare andare è un atto d’amore verso te stessa.” Non significa smettere di amare, ma smettere di farsi male per restare. Significa accorgersi che si sta stringendo qualcosa che non stringe più, che si sta dando troppo a ciò che lascia sempre con meno. E ancora: “Non tornare dove hai iniziato a svalutarti.” Un invito a ricordare non solo ciò che manca, ma ciò che costava rimanere. Fino ad arrivare alla lezione 99: “Sei ciò che scegli.” Non la caduta, non l’errore, non le parole che hanno ferito. Ma la scelta quotidiana di proteggersi, anche quando la nostalgia confonde e la strada conosciuta sembra più semplice.
Una nuova me si colloca in quella zona di confine tra scrittura intima e crescita personale che oggi intercetta un bisogno reale: sentirsi viste, comprese, nominate. Non è un libro da leggere tutto d’un fiato, ma da aprire nei giorni in cui non ci si basta e in quelli in cui, lentamente, si ricomincia a bastarsi. È un testo che parla alle donne che hanno amato troppo, che sono rimaste anche quando il cuore diceva “vai”, che ora vogliono riprendersi la vita — non quella di prima, ma una nuova, finalmente loro.
In una Torino elegante e riservata, capace di custodire fragilità dietro facciate austere, la voce di Isabel Venuti si inserisce con coerenza: discreta ma determinata, emotiva ma lucida. Perché la rinascita non avviene quando tutto è facile. Nasce quando tutto crolla e si sceglie, comunque, di rialzarsi.
E allora la domanda resta sospesa, tra le pagine e dentro chi legge: quante volte, nella nostra vita, abbiamo confuso la resistenza con l’amore… e quante volte, invece, scegliere noi stesse è stato il vero inizio?
MARZIA ESTINI
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