Elio Germano e Theo Teardo: “La guerra com’è”

Al Teatro “Superga” di Nichelino, lo spettacolo teatrale e musicale tratto dall’ultimo libro (postumo) di Gino Strada

Martedì 10 febbraio, ore 21

Nichelino (Torino)

Alla coraggiosa lezione di una vita pressoché interamente dedicata alla cura degli “ultimi” (nelle ultime Terre del mondo falcidiate dall’inarrestabile tragicità della guerra) e raccontata da Gino Strada, anima e cuore di “Emergency”, nel suo ultimo libro “Una persona alla volta” (uscito postumo nel 2022, per i tipi di “Feltrinelli”), trae fervida ispirazione “La guerra com’è”, testo teatrale che vedrà in scena, martedì 10 gennaio (ore 21), al Teatro “Superga” di Nichelino, Elio Germano e Theo (Mauro) Teardo. Un attore – regista e un musicista – compositore, noti al grande pubblico e capaci di ricreare sul palco momenti di intensa e toccante resa emotiva. Romano il primo, friulano di Pordenone il secondo, i due tornano a rinnovare in scena  la loro collaborazione e piena sintonia, dopo il successo ottenuto con “Il sogno di una cosa”, tratto dall’omonimo primo romanzo di Pier Paolo Pasolini, scritto nel 1949-’50, ma pubblicato solo nel 1962 ed originariamente intitolato “I giorni del Lodo De Gasperi”. Ancora una volta, la proposta che arriva agli spettatori dal duo Germano – Teardo è quella di un “teatro civile” che racconta, come sottolinea il titolo, tutta la drammaticità della guerra, contrapposta all’esigenza pressante e al bisogno (insito, almeno primariamente, nella natura umana) di “diritti” e “umanità”. Attraverso le esperienze del medico chirurgo di Sesto San Giovanni (dove Strada nasce nel 1948 per finire la sua corsa terrena in Francia, a Honfleur nel 2022) quello narrato sul palco del Teatro “Superga” è “un viaggio appassionato tra esperienze vissute in prima linea, riflessioni sul diritto universale alla salute e la forza di chi ha scelto di ricucire vite invece che dividerle”.

 

Un viaggio e un suggestivo racconto di tutte le non facili esperienze che hanno condotto Gino Strada (“Right Livelihood Award” o “Premio Nobel Alternativo per la Pace”) dalla sua natia “Stalingrado d’Italia” – come Sesto San Giovanni venne definita, quale simbolo della locale “Resistenza operaia” contro il nazifascismo – dopo importanti esperienze professionali negli Stati Uniti fino alle spesso improvvisate sale operatorie in Pakistan, Etiopia, Perù, via via fino all’Afghanistan, al “Centro Salam” di Cardiochirurgia in Sudan e ai Paesi più lontani, per seguire in modo instancabile l’idea portata avanti con estremo coraggio dalla sua “ONG”, fondata nel 1994 insieme alla moglie Teresa Sarti, scomparsa nel 2009: “Salvare vite umane e lottare per i loro diritti”. Impegni di vita, cui Strada fu fedele in ogni istante dei suoi giorni e raccontati con chiarezza e passione nel suo libro – testamento “Una persona alla volta”“Un libro – sottolinea Elio Germano – forte e semplice nel linguaggio che restituisce la voce di Gino, il modo di dire le cose di una persona molto competente che ha vissuto esperienze importanti e non può fare a meno di raccontarle, senza retorica. Il racconto di chi la guerra l’ha vissuta dalla parte di chi ricuce, di una persona che non è interessata ai colori degli schieramenti, ma a rimettere insieme pezzi di umanità scomposta. Cosa forte e rivoluzionaria in questo momento storico”. Parole cui fanno eco quelle di Theo Teardo“Quando leggo le pagine scritte da Gino Strada vengo travolto da un’energia irresistibile che mi fa venir voglia di fare, di costruire qualcosa, di reagire. Anche quando arrivano dall’epicentro di una tragedia umanitaria, dal mondo che va in frantumi. Lo faccio con la musica che è ciò con cui mi sintonizzo con il mondo”.

Scriveva Gino Strada“Gli impegni internazionali, gli equilibri geopolitici, la deterrenza…persino i posti di lavoro vengono evocati da decenni per dire che no, non è possibile togliere soldi alla guerra. E invece un modo diverso di vivere su questo pianeta è possibile. È possibile vivere in una società che rispetta alcuni principi, indiscutibili e non negoziabili: i diritti umani. Non è una questione di risorse che mancano, ma di scelte che non si fanno. È arrivato il momento di decidere che priorità ci diamo come società: la vita delle persone o la guerra? Salute, istruzione gratuita, un lavoro dignitoso e protezione o fame e sofferenza per molti? Non è troppo”. Monito di altissima attualità per chi (i “potenti” che tengono in mano le redini di un mondo miseramente abbrutito) ha orecchio e cuore e volontà d’intendere.

“Curare le vittime e rivendicare i diritti, una persona alla volta … Persona dopo persona, diritto dopo diritto”. Grazie, Gino!

Per info: Teatro “Superga”, via Superga 44, Nichelino (Torino); tel. 011/6279789 o www.teatrosuperga.it

Gianni Milani

Nelle foto: Gino Strada (Ph. Giles Duley); Elio & Theo; Cover “Una persona alla volta”

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