Marilyn Monroe, una vita in salita

Chi fu davvero “La Bomba Bionda”?

 

La leggenda sexy del cinema nasce con il nome di Norma Jeane Baker Mortenson il 1° giugno del 1926, alle 9.30, presso il General Hospital di Los Angeles. Inizia così una vita tutta in salita. Sua madre, Gladys Pearl Monroe, affetta da gravi disturbi psichici, sta lasciando John Newton Baker per sposare Martin Edward Mortenson, pur avendo contemporaneamente altre relazioni, per cui la vera paternità della bimba è destinata a non essere mai chiarita del tutto. Alcuni mesi dopo la nascita, la madre, forse per evitare problemi legali legati all’illegittimità, le cambia il nome in Norma Jeane Baker Monroe.

Privata della stabilità affettiva di cui avrebbe invece disperatamente avuto bisogno, Norma Jeane, dopo troppe esperienze in famiglie affidatarie e orfanotrofi, cerca disperatamente la serenità sposandosi a sedici anni con James Dougherty, di soli cinque anni più grande.

Un’unione destinata a diventare un ulteriore dolore. La giovane coppia vive in casa con la famiglia e, quando Dougherty si arruola nella marina mercantile, la convivenza si fa difficile. È a questo punto che il destino entra in gioco.  Mentre Norma lavora come operaia presso una ditta che produce paracadute per l’industria aeronautica, il fotografo David Conover la immortala per la rivista Yank.

Da quel momento in poi, sotto la guida di Andrè De Dienes, Norma Jeane conquista le copertine delle riviste fino al momento in cui la Fox la nota e le si aprono le porte di Hollywood. Marilyn studia all’Actors Lab di Hollywood e recita al Bliss-Hayden Miniature Theatre di Beverly Hills prima di prendere parte al suo primo film. Siamo nel 1947 e a lei sono affidate poche battute in “The Shocking Miss Pilgrim” di George Seaton. Seguono piccole parti che a volte vengono tagliate in post produzione. In questi anni “muore” Norma Jeane e comincia a brillare Marilyn Monroe, anche se l’identità verrà legalmente cambiata soltanto nel 1956. Nel 1948 diventa Miss California Artichoke Queen, ma è una magra consolazione: nel frattempo la Fox rescinde il contratto e Marilyn si trova senza lavoro. Secondo alcune fonti sarebbe arrivata addirittura a fare la spogliarellista e a prostituirsi per potersi mantenere nonostante un breve periodo di collaborazione con la Columbia Pictures.

L’attrice, pur di lavorare, accetta anche di sottoporsi a piccoli ritocchi di chirurgia plastica al naso e al mento per “ammorbidire” il suo viso e posa nuda. Immagini che poi anche Playboy cercherà di utilizzare.

È ancora il destino a mischiare le carte quando a una festa di fine anno del 1948 incontra l’agente Johnny Hyde che si innamora di lei e la propone per alcune parti.  La inserisce nel cast di “Giungla d’asfalto di John Huston e poi convince Joseph L. Mankiewicz a scritturarla per “Eva contro Eva”. È la svolta decisiva.

Dopo aver recitato in “Il magnifico scherzo” diretta da Howard Hawks, Marilyn nel 1952 ottiene il suo primo ruolo da protagonista in “La tua bocca brucia”. Dal 1953 si conferma una star con  “Come sposare un milionario”  di Jean Negulesco e  “Gli uomini preferiscono le bionde” di Howard Hawks, “La magnifica preda“, del 1954, di  Otto Preminger e “Quando la moglie è in vacanza” di Billy Wilder. Nello stesso anno sposa il famoso giocatore di baseball, Joe Di Maggio. Un’unione destinata a naufragare nel giro di un anno lasciando l’attrice sentimentalmente distrutta tanto da decidere di trasferirsi a News York per cercare un nuovo inizio. È l’ennesimo giro di boa: proprio qui conoscerà il commediografo, Arthur Miller (1915-2005). Un colpo di fulmine che culminerà con le nozze nel 1956. Convinta di aver raggiunto la stabilità e trovato l’uomo della sua vita, Marilyn fonda addirittura una casa di produzione, la Marilyn Monroe Productions, con cui gira un unico film destinato al fallimento: “Il principe e la ballerina”, con Laurence Olivier. Come attrice rinasce invece grazie a Billy Wilder con “A qualcuno piace caldo”. Nel frattempo entra in crisi il matrimonio con Miller e si profila all’orizzonte un nuovo amore: Yves Montand. È un momento magico e la diva, nel 1962, vince il Golden Globe come migliore attrice che la conferma nell’Olimpo di Hollywood. Ma il destino, come sempre, gioca con lei e nella sua vita arrivano il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e il fratello Robert. Per il presidente lei è una conquista, poco più di un gioco, per suo fratello è amore. Un pericoloso triangolo destinato a devastare ancora di più il delicato equilibrio della donna. Nel 1962 “Gli spostati”, scritto per lei dal marito Miller, da cui sta divorziando, è il suo ultimo film. È ormai una donna in crisi e, nella notte fra il 4 e il 5 agosto 1962, Marilyn viene trovata morta, apparentemente suicida, nella sua casa di Los Angeles, per un’overdose di barbiturici. Circostanze mai del tutto chiarite che fanno calare il sipario sulla vita terrena di una donna, ma non sul suo mito.

Debora Bocchiardo

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