“Nuova aggressione ai danni delle Forze dell’Ordine in provincia di Torino. Due militari della Stazione di Cuorgnè sono rimasti feriti domenica pomeriggio durante un intervento per sedare una lite familiare. L’aggressore, un uomo già sottoposto a detenzione domiciliare e recidivo nelle violazioni, ha reagito con estrema violenza al controllo. Verso le 18 del 25 gennaio, i Carabinieri sono intervenuti presso un’abitazione a seguito di una violenta discussione tra l’uomo e un congiunto. Alla vista delle divise, il soggetto si è scagliato contro i militari con calci, pugni e spintoni. Nonostante la ferocia dell’attacco, gli operatori sono riusciti a immobilizzare e trarre in arresto l’individuo. Il bilancio per i carabinieri è di diverse contusioni, con prognosi rispettivamente di 7 e 5 giorni. Esprimiamo totale solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione ai colleghi feriti. Tuttavia, non possiamo limitarci alla solidarietà: siamo stanchi di assistere a una sorta di protezione di fatto per chi delinque. Purtroppo, finché parte della magistratura continuerà ad applicare larghe assoluzioni per ‘tenuità del fatto’, certi soggetti si sentiranno intoccabili. USIC chiede un intervento strutturale che tuteli chi veste una divisa. Questi episodi si ripetono con frequenza allarmante perché manca la certezza della pena. Auspichiamo un deciso intervento del legislatore e un giro di vite da parte della magistratura. Le pene per chi aggredisce i servitori dello Stato durante il servizio devono essere inasprite e, soprattutto, applicate con rigore. Non si può garantire sicurezza ai cittadini se non si garantisce la tutela di chi quella sicurezza la deve attuare”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

