Pandoro Gate: Regina Margherita e Uova di Pasqua. Come si chiude l’inchiesta su Chiara Ferragni

Si conclude uno dei casi più discussi e seguiti degli ultimi anni, che ha intrecciato cronaca giudiziaria, comunicazione e costume mediatico. Il cosiddetto “Pandoro Gate”, esploso alla fine del 2023 e che ha coinvolto l’impero imprenditoriale di Chiara Ferragni, arriva oggi al suo epilogo: l’imprenditrice digitale è stata prosciolta da ogni addebito in sede penale.

La decisione dei giudici

Dopo una lunga fase di accertamenti condotti dalla Procura di Milano, focalizzati sulle ipotesi di truffa aggravata legate alle iniziative commerciali del pandoro Balocco “Pink Christmas” e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, il tribunale ha stabilito che non sussistono gli elementi per configurare un reato. Nelle motivazioni viene esclusa l’esistenza di un disegno fraudolento o di una strategia finalizzata a trarre in inganno i consumatori.

Pur riconoscendo criticità nella gestione della comunicazione — già sanzionate in sede amministrativa dall’Antitrust — la giustizia penale ha chiarito che le donazioni dichiarate, comprese quelle destinate al Regina Margherita di Torino, risultavano pianificate o realmente effettuate e che la struttura dell’operazione commerciale non integra gli estremi di truffa.

Beneficenza e attività commerciale: il nodo centrale

L’origine della vicenda risale alla contestazione, da parte dell’Autorità garante, di una possibile ambiguità tra il prezzo maggiorato dei prodotti e la reale entità delle donazioni destinate alla beneficenza. Secondo l’ipotesi iniziale, i consumatori avrebbero potuto credere che l’intero ricavato delle vendite fosse devoluto a fini solidali, mentre in realtà la donazione era stata stabilita a monte in misura fissa dall’azienda produttrice.

I magistrati hanno però ritenuto che, sebbene vi siano stati errori di chiarezza comunicativa — già oggetto di sanzioni amministrative — non sia emersa la volontà di porre in essere un comportamento penalmente rilevante. L’operazione, quindi, è stata giudicata lecita sotto il profilo penale.

La reazione di Chiara Ferragni

Dopo la decisione, Chiara Ferragni ha affidato ai social il suo commento: “Si chiude un periodo difficile che ha segnato profondamente la mia vita”, ha dichiarato, ribadendo la fiducia nella giustizia e la volontà di tornare a concentrarsi sul lavoro e sulla sfera privata. Nelle ore successive sono comparsi scatti che la ritraggono insieme alla madre Marina Di Guardo, figura centrale nel sostegno durante questi mesi complessi.

Il ruolo del Regina Margherita

Tra gli aspetti più delicati del caso figurava il coinvolgimento dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. La sentenza chiarisce che il legame solidale con la struttura non è stato fittizio e che i contributi promessi risultano reali, allontanando definitivamente l’idea che l’ospedale fosse stato utilizzato solo come strumento di marketing.

L’intesa con il Codacons

Un elemento decisivo per la chiusura del procedimento è stata la revoca della querela da parte del Codacons, che aveva inizialmente promosso l’azione legale. La rinuncia è arrivata a seguito di un accordo transattivo che ha visto Chiara Ferragni assumere impegni concreti: il versamento di 200 mila euro all’associazione e la disponibilità a concedere gratuitamente la propria immagine per future iniziative di solidarietà sociale.

CRISTINA TAVERNITI

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