L’ opera simbolo di speranza viene presentata nel Giorno della Memoria al Piccolo Regio Puccini con le giovani voci del Teatro Regio
“Brundibár”
Il Teatro Regio che, da anni, partecipa alle iniziative legate al Giorno della Memoria, propone sabato 24 e domenica 25 gennaio alle ore 16, un’opera per bambini dal titolo “Brundibár” di Hans Krása, su libretto di Adolf Hoffmeister, nella versione in lingua italiana di Clara e Daria Domenici.
Lo spettacolo sarà introdotto da una presentazione e da una proiezione del documentario “Terezín, la città che Hitler regalò agli ebrei”, a cura di Michele Bongiorno, con la regia di Jan Roncà. Lo spettacolo avrà una durata di un’ora e quindici minuti ed è rivolto ad un pubblico di bambini a partire dai dieci anni. Giovanissimi anche gli interpreti delle parti cantate, tutte scritte per voci bianche.
Brundibár va in scena al Piccolo Regio Puccini nell’ambito della stagione al Regio “In famiglia” sia sabato 24 sia domenica 25 gennaio alle ore 16 e in tre appuntamenti riservati alle scuole martedì 27, mercoledì 28 e venerdì 30 gennaio alle ore 10.30, quest’ultima data aggiunta a grande richiesta, dopo il tutto esaurito dei primi due.
A firmare la regia dello spettacolo è Matteo Anselmi, i costumi sono di Laura Viglione e leluci di Lorenzo Maletto. Il maestro Claudio Fenoglio accompagnerà al pianoforte, dirigendo i Solisti del Coro di Voci Bianche del Regio e il Coro di Voci Bianche del Teatro.
La produzione del Teatro Regio, realizzata interamente con i giovani Solisti del Coro di Voci bianche e il Coro di Voci bianche diretto da Claudio Fenoglio, rappresenta un progetto unico che celebra la musica come linguaggio universale e strumento di memoria. In scena i ragazzi non soltanto interpretano Brundibár, ma trasmettono anche una narrazione di speranza che coinvolge diverse generazioni.
La regia di Matteo Anselmi intreccia l’immaginario dell’infanzia con le sfide della realtà, trasformando lo spettacolo in un’esperienza intensa e formativa per il pubblico come per gli interpreti e mettendo in luce il talento e il lavoro dei giovani artisti del Regio. Si tratta di un’opera per bambini eseguita da bambini.
La memoria della Shoah ancora oggi evoca immagini terribili di prigionieri ridotti allo stremo, bambini con i numeri incisi sulla pelle, file interminabili di baracche, l’orribile scritta “Il lavoro rende liberi”, che sovrasta il campo di sterminio di Auschwitz. L’immensa macchina di annientamento nazista coinvolse anche altre realtà meno note, come il ghetto modello di Terezín ( Theresienstadt), dove l’apparente normalità celava un disegno atroce.
Questa fortezza, vicino a Praga, fu costruita nel 1780 dall’imperatore Giuseppe II come tributo alla madre Maria Teresa. Nel 1941 il governo nazista trasformò la città in un campo per ebrei ritenuti non idonei al lavoro forzato e destinati ai campi di sterminio. La città fortificata fu trasformata in un ghetto modello ma, nonostante un’apparente facciata di vita sociale e culturale, con spettacoli, concerti e rappresentazioni artistiche, al suo interno si consumavano condizioni disumane di sovraffollamento, fame e malattia che causarono un numero impressionante di decessi. Dei 141mila prigionieri passati per Terezín, circa 33.500 morirono nel ghetto, la restante parte fu deportata verso i campi di sterminio. Tra i prigionieri si contadino anche 15 mila bambini, di cui pochissimi sopravvissero.
Il ghetto accolse, oltre ai deportati provenienti da ogni angolo d’Europa, anche intellettuali e artisti di fama internazionale, scrittori, poeti, musicisti, attori e, contrariamente alle aspettative, l’attività culturale non si spense ma fu incoraggiata dai nazisti come mezzo di propaganda. Terezín divenne, tra spettacoli teatrali, opere e concerti, teatro di una resistenza creativa, in cui l’arte si contrapponeva alla disperazione.
Quando nel 1944 la Croce Rossa Internazionale effettuò un’ispezione programmata dalle autorità naziste, lo scopo era quello di mostrare un’immagine fittizia di normalità, negozi finti, scuole improvvisate e falsi spazi pubblici che furono allestiti per ingannare i visitatori. Terezín divenne persino oggetto di un documentario di propaganda dal titolo “ Il Führer dona una città agli ebrei”, che mostrava un’apparente vita serena. Ma Terezìn era solo una tappa verso l’abisso di Auschwitz. Lo scrittore e musicista Viktor Ullman descrisse questa lotta come il tentativo di “trovare ordine nel caos attraverso l’arte”.
Fra le creazioni artistiche più celebri nate a Terezìn spicca l’opera per bambini Brundibár, composta dal musicista Hans Krása su libretto del poeta Adolf Hoffmeister.
Hans Krása, nativo di Praga, era un compositore di talento formatosi tra Parigi e Berlino, poi deportato a Terezín e quindi a Auschwitz, dove perse la vita nel 1944. L’opera fu scritta nel 1938 per un concorso musicale, ma l’occupazione nazistane impedì l’esecuzione pubblica. La prima rappresentazione avvenne nel 1941 presso un orfanotrofio ebraico di Praga e successivamente fu eseguita più di cinquanta volte a Terezìn, divenendo simbolo di speranza e resistenza per i piccoli prigionieri, fatto rilevante Hoffmeister, l’unico sopravvissuto del cast iniziale. Invitato a Londra per ricevere un premio proprio per Brundibár, sfuggì all’arresto e alla deportazione. Il valore simbolico di Brundibár supera il contesto narrativo: l’opera, pur nella sua semplicità, rappresenta il trionfo della solidarietà e dell’innocenza contro l’oppressione e il male. Brundibár, figura subdola e ingannatrice, è spesso indicata come l’incarnazione del dittatore nazista, mentre i bambini riaffermano la loro dignità umana e la forza della speranza.
“In famiglia 2025-2026” presenta spettacoli, opere e concerto pensati per il pubblico più giovane e per i nuclei familiari con condizioni di biglietteria dedicate. Accanto a titoli inerenti a questa linea, sono proposte versioni pocket di capolavori di repertorio, per avvicinare al mondo del teatro musicale. Il prossimo appuntamento sarà con “Il Piccolo Principe”, opera per bambini di Pierangelo Valtinoni su libretto di Paolo Madron, in scena il 13,14, 15 e 22 marzo e il 18 e 19 di aprile prossimi.
Biglietti: ridotto under 16 – 10 euro / intero 20 euro. Con il carnet a libera scelta, sono proposti quattro spettacoli al costo totale di 80 euro. Il carnet include l’ingresso per un adulto e un bambino, consentendo di scegliere liberamente tra le varie proposte in cartellone. In vendita online e presso i punti Vivaticket
Info: www.teatroregio.torino.it – Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino – telefono: 0118815241 – 8815242 – biglietteria@teatroregio.torino.it
Mara Martellotta
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