IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
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P
ensavo che Giuseppe

G i u l i e t t i fosse scomparso almeno dalle cronache, dopo aver girovagato per decine d’anni in Tv e in Parlamento. Era un personaggio un po’ patetico sopravvissuto a sè stesso; adesso coglie la tragedia di Gaza per riemergere dal fiume dantesco dell’oblio, proponendo l’unica cosa in cui è stato eccellente: uno sciopero di protesta. Il buon uomo ha sempre solo promosso e fatto scioperi e bisogna capirlo. Ma l’aspetto politicamente indecente è che G i u l i e t t i richieda una giustificazione a chi decidesse di non aderire allo sciopero. E questo appare come una gravissima minaccia alla libertà che neppure i sindacalisti della Fiat che picchettavano davanti agli ingressi per impedire agli operai di entrare in fabbrica, facevano. Forse solo i camalli di Genova si comportavano come G i u l i e t t i. Il chiedere una giustificazione è un atto di autoritarismo assoluto, da soviet rivoluzionario: un’anticamera alla fucilazione mediatica alla schiena. C’è anche un oscuro professorino o insigne professorone dell’Università di Palermo che invita a togliere l’amicizia su Facebook agli ebrei. Qui siamo ad un qualcosa che evoca le leggi razziali del ‘38. Verrebbe voglia di dire, parafrasando Kennedy davanti al Muro di Berlino, che anch’io sono ebreo. Il Rettore dell’ Università di Palermo ha subito smentito il prof. apparso con il suo nome e la sua fotografia non tanto per il suo insegnamento o i libri eventualmente scritti, ma per un post su Facebook. Povera Italia! Con Prezzolini verrebbe voglia di dire porca Italia, ma io non sono un anti-italiano e quindi non userò mai quella espressione, anche se i segni della depressione sono evidenti. Spero che non siano inguaribili.
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Caro prof. Quaglieni,
concordo con il tuo pensiero sulle follie per Gaza. Certo che il “giurista” dell’Università di Palermo, tale Luca Nivarra, evoca senza alcun dubbio il tristo periodo delle leggi razziali, che speravo vivamente dimenticate. È tremendo pensare che una genialata come quella del prof di Palermo arrivi da un docente universitario: i cattivi maestri prosperano, ahinoi!
Nessuno si ricorda che i poveri palestinesi sono soprattutto vittime dei terroristi islamici finanziati dall’Iran che li hanno usati ed ancora usano come scudi unani alle proprie armi, li fanno massacrare per aizzare le nostre opinioni pubbliche “progressiste” contro il nemico che vogliono eliminare.. Gli stupidi sono sempre utilizzati.