“A Volo D’Angelo”, nel libro di Sòriga tradizione pirandelliana e nuova utopia - Il Torinese

“A Volo D’Angelo”, nel libro di Sòriga tradizione pirandelliana e nuova utopia

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Tutte e undici le novelle che compongono A Volo D’Angelo provano a giocare con gli svincoli, con i bivi della vita. È in questo modo che i racconti si trovano spesso in bilico tra possibile e reale

Antonello Sòriga, ci parli di lei e ci dica, oltre la scrittura, quali sono le sue passioni.

Sono nato a Cagliari, insegno letteratura italiana e esercito come psicoterapeuta. Nascere e vivere in un’isola, in una città di mare, ha la sua rilevanza: mi sento radicato nelle sue atmosfere, dell’aria salmastra, nella lunga spiaggia che fa da limes alla città. Sento scorrere in me la sua storia, la sua cultura millenaria, il suo essere solitaria in mezzo al Mediterraneo; ne percepisco le antiche ferite e i recenti lividi, impressi da innumerevoli dominatori. Questi hanno lasciato il segno del loro passaggio nell’architettura, nella cultura ma soprattutto nella lingua, nella visione del mondo, nel sangue degli abitanti, oserei dire.

Proprio con “A Volo D’Angelo” premiato al Cultural Classic di Napoli e al Premio La Ginestra a Firenze, ho dato il via ad una nuova ricerca narrativa che guarda alla tradizione pirandelliana ma cerca nuovi sbocchi in una sorta di neo-utopia non necessariamente distopica

I personaggi di questi racconti si specchiano nel mare cristallino del basso Sulcis, in Sardegna, e nel farlo si affacciano nel dirupo del tempo permettendo a questo di vedere in loro. Al di là dell’ambientazione, il filo rosso che li lega, è proprio questa relazione/ confronto diretto (o indiretto) con gli ineffabili riflessi del rapporto fra spazio e tempo. Chronos è il motore di questi racconti, nel suo divenire una spirale che genera più universi, se si vuole un multiverso.

Tutte e undici le novelle che compongono A Volo D’Angelo provano a giocare con gli svincoli, con i bivi della vita. È in questo modo che i racconti si trovano spesso in bilico tra possibile e reale. A tratti sembrano scivolare su un crinale friabile, in cui i contorni del concreto si sfrangiano lasciando posto all’improbabile … pur sempre possibile. D’Altra parte – parafrasando Nietzsche – chi ha un perché abbastanza forte… può superare qualsiasi come.

 

Aveva già avuto modo di mettersi in gioco attraverso altri concorsi letterari?

Nella primavera del 2017 ho pubblicato “Nel Pozzo”, edito da Antonio Tombolini, il mio primo romanzo. Con questo ho vinto la VI edizione del Premio Artese, Città di San Salvo – concorso nazionale per opere prime – nell’estate 2018.

 

È un’esperienza che ancora tengo in un angolino del mio cuore per la splendida accoglienza e la gentilezza degli organizzatori ma soprattutto perché per la prima volta nella storia del Premio Artese Nel Pozzo ha messo d’accordo la giuria popolare e quella tecnica vincendo in entrambe le categorie. I miei libri si trovano tutti nei maggiori store on-line e in quelli delle case editrici con cui li ho pubblicati. Si può seguire la mia attività su Facebook e Instagram.

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