Alla Galleria Gliacrobati di Torino un’epopea pittorica - Il Torinese

Alla Galleria Gliacrobati di Torino un’epopea pittorica

Dedicata da Brigitte Aubignac alla vita della Santa e curata da Dominique Stella

 

La Galleria gliAcrobati ospita da giovedì 20 ottobre scorso, con presentazione del catalogo venerdì 25 novembre, dalle 18 alle 20, l’esposizione dell’artista francese Brigitte Aubignac, dedicata alla Maddalena, e curata da Dominique Stella, che ha dialogato con l’artista e con Guido Brivio dell’Università di Torino. Si è trattato di un dialogo su una pittura che rappresenta un viaggio nella profondità dell’essere umano, in questo caso di una figura femminile che suggerisce una riflessione in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza alle donne.
Si tratta di tre cicli pittorici realizzati in più di dieci anni, tra il 1990 e il 1996, rappresentati da “L’abri tranquille” (il Rifugio tranquillo 1990-1996),” Au sanctuaire” (Al santuario 1997-2000) e “Après les larmes” ( Dopo le lacrime, 1999-2002), realizzati in più di dieci anni tra il 1990 e il 2002, ognuno rivolto a un diverso capitolo della vita di Maria Maddalena, che la pittrice frammenta in tre atti.
Si tratta di un racconto visivo composto di immagini in stretta successione, una sorta di via Crucis lungo la quale la pittrice accompagna lo spettatore a osservare un’esistenza straordinaria, che possiede diversi punti di contatto con la vita delle donne e degli uomini di tutti i tempi.
La storia della Mistica rappresenta un’epica di rivelazione di pentimento, di forza e coraggio e, soprattutto, amore.
“La Maddalena rappresenta l’amore con la A maiuscola – sostiene Brigitte Aubignac – si tratta di una figura moderna si è data all’Amore prima di ogni altra cosa. E’ stata capace di infiammare l’immaginario di numerosi artisti e scrittori presenti e passati, da Rubens a van Dyck fino a Margherite Yourcenar. Simbolo di devozione e sapienza, in quanto prescelta da Gesù, è anche un esempio di peccato e spudoratezza per i suoi trascorsi di cortigiana e la sua attitudine reazionaria. Si tratta della seconda donna di spicco nella Bibbia, in assoluto la più contemporanea”.
Quella di Aubignac per la Maddalena rappresenta una folgorazione che si è scatenata nel 1990 in seguito alla visita alla Chiesa della Santa Trinità di Firenze, sede della scultura lignea di Desiderio da Settignano e Benedetto da Maiano, che ritrae la Santa in un corpo anziano, straziato dal tempo, un incontro che la scrittrice ha definito scioccante, capace di stravolgere il suo sguardo artistico negli anni a venire.
La caratteristica principale del ciclo tematico su Maria Maddalena è l’atmosfera enigmatica e inquietante, quasi in penombra, valorizzata dalla tecnica pittorica dell’artista, attraverso semi-tinte e chiaroscuri, in cui prevale una tonalità verde e in cui i personaggi sono tratteggiati come schizzi.
A partire dal 1990 Brigitte Aubignac si dedica alla produzione de “L’abri tranquille”, una collezione di dodici olii su tela sui quali imprime il racconto secondo cui Maria Maddalena, testimone privilegiata della Passione e Resurrezione di Cristo, sfugge alle persecuzioni di Erode grazie a una zattera di fortuna, approdando in Provenza. Qui sarebbe vissuta per oltre trent’anni nella grotta di Sainte Baume.
L’artista si dedica poi alle sedici tele che compongono il ciclo “Au Sanctuaire”, frutto della lettura di un testo di Gregoire de Tours, in cui è citata la presenza di un sepolcro di Maria Maddalena nella città di Efeso, in Turchia. Questa suggestione scatena in Brigitte Aubignac l’urgenza di costruirle un nido e un santuario in cui poterle rendere grazie. Verrà presentato nel 2005 presso la galleria XI Dong Cheng, Tempio dell’Intelligenza di Pechino, che le vale la censura da parte del governo cinese.
A concludere la trilogia una serie di quindici dittici, che ritraggono uomini e donne comuni, impegnati nell’intimità del quotidiano. Ciascuna scena si sviluppa in due tempi, per esempio un personaggio sogna e l’oggetto del suo sogno si proietta sul secondo pannello del dittico, in cui si materializza il suo pensiero. Egli nasconde un codice, una frase, che si rivela dall’accostamento dei titoli delle singole tavole, offrendone una precisa chiave di lettura.
Si tratta di un tributo alla lezione di umiltà impartita a Maria Maddalena, che esorta ad abbandonare il superfluo per riscoprire la semplicità delle piccole cose.
L’esposizione è sostenuta dal portale Psicoanalisi e Sociale e ha visto venerdì 21 ottobre scorso Brigitte Aubrignac, Dominique Stella e lo psicanalista Tito Baldini, Presidente del Portale, dialogare sulla piattaforma Zoom.
Questo contributo è finalizzato a riscoprire la donna prima dell’asceta, esplorando l’ambiguità con cui questa figura è raccontata nel corso dei secoli, attraverso uno sguardo maschile.
E’ privata del diritto al desiderio e a un corpo capace di sentire, ma è stata elevata ad apostola, dopo la santificazione della sua sessualità.
La Galleriagliacrobati è nata nel 2017 da un’idea di Raffaella Bortino quale spazio espositivo dei linguaggi dell’Art Brut, dell’Arte irregolare e dell’outsider Art. La galleria è diretta da un artista e arteterapista, Francesco Cena, e da Marzia Capannolo, art advisor e storica dell’arte.
Gli artisti da noi rappresentati privilegiano linguaggi fortemente orientati verso l’estetica espressionista che si rifà alla matrice storica dell’Art Brut, evidenziando la necessità di ampliare la ricerca verso il trasversale mondo outsider, accogliendo esperienze autodidatte e frequentando territori che generalmente non sono indagati dai sistemi ufficiali dell’arte, quali la marginalità sociale e il disturbo psichiatrico. L’obiettivo è quello di tessere trame di riconnessione tra l’arte e la sua funzione di cura e di strumento di indagine della psiche, funzione che, pur non costituendo il fine della vocazione creativa, ne rappresenta una delle conseguenze dirette. IL concetto di arte viene investigato in relazione alla sua capacità di sublimare lacerazioni, intercettare fragilità, scavare dentro le emozioni, porre interrogativi e attivare quei processi di visione che l’immaginario collettivo tende a dissimulare sotto l’ordinarietà del quotidiano. Viene, così, recuperata la dimensione sociale dell’arte, restituendo all’artista il ruolo di inventore di nuovi mondi e creatore di ponti tra il vissuto e la profondità dell’esistenza. La galleria Gliacrobati sostiene anche un atelier laboratorio aperto agli artisti e ai pazienti psichiatrici con doppia diagnosi. A coordinarlo sono Carola Lorio e Francesco Sena, è realizzato in collaborazione con due comunità terepeutiche, Fermata d’Autobus e Fragole Celesti.
Brigitte Aubignac lavora a Parugi e nel Sud Ovest della Francia. Laureata presso l’Ecole des Beaux-Arts de Rouen, ha insegnato disegno e pittura nei laboratori del Musée des Art Decoratifs di Parigi.

Mara Martellotta

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