Cantù – Reale Mutua Basket Torino 83 – 78: l’allenatore nel pallone

Il basket visto da vicino

Sembra una storia già vista. Alla prima occasione con una “Big”, se così vogliamo chiamare le squadre di A2, si appalesano le mancanze di Torino, che prima ancora dei giocatori paga la gestione “classica” di un allenatore medio al suo esordio da capo allenatore professionista.
In una partita in cui si è andati nuovamente sotto anche di 11 punti, Torino rimonta e va anche sopra di 3 punti. Ma poi… l’allenatore ci mette lo zampino. Sorpresi dalla bella prova delle riserve Zugno e Pagani non bisognerebbe abusare della sorte e arrivare a fine partita con Tray Davies in panchina per quasi tutto il tempo perché gravato di quattro falli, Davon Scott che siede ancora più fermo e De Vico a guardare gli altri due in panca. Analizziamo insieme. L’allenatore modesto (inteso come modeste capacità) ritiene che le partite le vince lui e non i giocatori e che i giocatori con 4 falli devono uscire perché potrebbero commettere il 5°. In questo modo, Tray Davies non ha praticamente più giocato, e quando è rientrato (a poco più di due minuti dalla fine) pur se freddo ha ancora infilato la bomba del meno tre… . Giordano Pagani ha giocato molto bene, ma nel finale Gioca il quintetto base .
De Vico in panchina è una cosa che non si può vedere. Soprattutto nel finale dove la differenza è nella qualità delle giocate sia offensive che difensive. Subire da più 3 a meno 6 nei minuti finali non è un indice di genialità tattica.
Torino è questa. Cinque giocatori, più tre riserve, di cui almeno due ieri han giocato più dei titolari. I tanti “allenatori” che, come me, guardano le partite, diranno che le riserve hanno giocato meglio dei titolari, anche perché non abbiamo la controprova, e quindi possiamo pensare che anche un altro pittore sarebbe in grado di dipingere la Gioconda…ma io preferisco sempre che sia Leonardo quello con in mano il pennello.
Comunque, detto dei talenti mancanti a Torino, la squadra ha giocato non bene ma nemmeno male contro una delle candidate alla promozione, e anche se i protagonisti sono stati un pochino tutti spenderei volentieri due buone parole per Giordano Pagani che, pur se con qualche ingenuità, sta cominciando a giocare da centro in A2.
Male Alibegovic e ottimo ma poi scomparso nel finale Landi. Zugno finalmente appare e gioca discretamente bene. Toscano lotta e porta il suo contributo mentre Scott non ha l’efficacia solita sotto il canestro avversario. Tray Davies, purtroppo, sarebbe il stato il miglior giocatore, ma tenendolo sempre in panchina segna e fa giocare solo nei minuti in cui appare.
Sembra il solito film. C’è chi si innamora di una situazione in cui i motivi sono a tutti oscuri e poi alla fine si perde. Siamo solo alla terza giornata. A Torino manca un giocatore di livello per poter competere a più alte vette. Ma, se il quintetto base riuscisse a giocare, purtroppo, quasi tutta la partita, magari si vincerebbe e una vecchia regola dovrebbe prevedere che, con tutte le debite proporzioni, i più forti non devono entrare quando i buoi sono ormai scappati; sarebbe bene farlo magari qualche minuto prima, se no rivediamo quanto visto negli anni passati.
Ma il campionato è ancora lungo: e sperare è lecito…ancorché chi vive sperando…

Paolo Michieletto

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