L’isola del libro

in Rubriche

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Joyce Carol Oates   “Ho fatto la spia”   -La nave di Teseo –   euro   20,00

E’ più importante restare fedeli alla propria famiglia, coprendone le colpe, o prima di tutto si deve essere fedeli alla verità e ai propri principi morali?

Questo è l’asse portante dell’ultimo corposo (489 pagine) romanzo della grande scrittrice americana che, a 82 anni, con oltre 100 libri pubblicati –tra saggi, poesie e romanzi- ha scandagliato a fondo i meandri dell’America contemporanea mettendone a nudo soprattutto i difetti.

“Ho fatto la spia” è la tormentata storia di Violet Kerriganultima di 7 figli di una famiglia irlandese, proletaria e cattolicaambientata nella cittadina di Niagara. Il suo ultimo giorno d’infanzia si sfracella ai suoi 12 anni quando la tragedia irrompe e lei sarà la chiave di volta.

Una notte 2 suoi fratelli maggiori tornano a casa ubriachi dopo aver investito e massacrato a suon di mazza da baseball uno studente di colore. Il giovane muore e Violet è l’unica a sapere cosa è  successo. Non vorrebbe, ma alla fine, quasi inconsapevolmente, è proprio lei a denunciarli e mandarli in prigione. Ha fatto la spia, è una traditrice, un “ratto” (nello slang americano è così che viene etichettato uno spione) e per questo viene ostracizzata dalla famiglia.

Da quel momento in poi padre, madri, fratelli e sorelle, le volteranno le spalle e non le perdoneranno mai l’aver tradito quelli che avrebbero dovuto essere i suoi affetti più vincolanti. Viene mandata a vivere lontano, da una zia, si trasforma in un’adolescente chiusa, ma dimostra anche tutta la sua resilienza.

Un romanzo travolgente, di  lucido realismo sociale, che scava nell’anima dei protagonisti e nelle pieghe di una società in cui imperano ancora machismo, razzismo e disuguaglianze sociali.

La storia è datata 2003, ma anticipa echi di cronaca più recente e racconta un episodio di pestaggio e omicidio bianco-razzista di un giovane nero, cosa che di fatto avviene ancora troppo frequentemente in America.

 

Isabelle Desesquelles  “Gli uomini muoiono le donne invecchiano”  -Edizioni Clichy-  euro 17,00

E’ un autentico gioiello questo libro di 197 pagine che racchiudono infinite traiettorie di vita, tutte narrate con estrema maestria, sensibilità, empatia e punte sovrane di ironia.

Dieci donne si raccontano e ruotano tutte intorno all’Eden, l’istituto di bellezza in cui Alice le accoglie, coccola e,all’occasione, consola.

Le statistiche evidenziano che gli uomini hanno vite più brevi, mentre alle donne tocca in sorte continuare ad andare avanti, tra rughe e acciacchi, dolori dell’anima, ricordi struggenti.

Sembra che abbiano in mano le carte migliori…ma non è detto che sia davvero così. Avventurandovi nei racconti delle protagoniste lasciatevi avviluppare dalle loro storie, imbastite intorno all’assenza di Eve, eroina romantica che non è riuscita a sopravvivere alla prematura e tragica morte del marito.

Le altre, in qualche modo tutte legate a lei -madre, sorella, cugine, nipoti e bisnipoti- continuano a vivere, guardandosi indietro ma cercando anche, faticosamente, di andare avanti.

I loro racconti parlano anche di noi e delle nostre vite, sviscerano sentimenti, affetti, dolori, gioie o rinunce in cui possiamo riconoscerci.

Un libro che parla di vita, quella interiore e più profonda, e ci regala frasi magnifiche ed emblematiche come questa: «Le prime settimane, sul viso dei bambini, si cercano le tracce dei genitori. Quando la fine si avvicina, prendiamo gli stessi identici tratti di nostro padre o nostra madre. La somiglianza alla nascita e alla morte. In mezzo, uno prova a vivere».

 

Sara Fruner   “L’istante largo”  -Bollati Boringhieri-  euro 15,00

L’autrice di origine trentina-che vive a New York dove insegna italiano alla New York University– ha già dato alle stampe libri di poesia, ed ora debutta nella narrativa con questo romanzo che parla di formazione e dell’incredibile e  profondo legame tra una nonna artista e il suo geniale nipote.

Lui è Macondo, ha 15 anni, un quoziente intellettivo che sovrasta la media, e il suo passato è racchiuso dentro una scatola che la nonna tiene nascosta nel suo studio, in alto.

Tra loro due c’è un patto: lui non parla della scatola e lei gli spiega tutto. Ma «non parlare della scatola vuol dire non parlare delle tre madri». Perché Macondo sa di averne avute tre, non ne ricorda neanche una, ma una foto sulla scrivania le ritrae tutte insieme. Ed è troppo curioso e  intelligente per aspettare che la nonna gli racconti tutto al compimento dei 18 anni.  

Così inizia la sua sottile indagine: spinto da soverchiante curiosità si mette a raccogliere indizi e aneddoti, frugando abilmente nei ricordi dell’entourage dell’incredibile nonna. L’anticonformista artista cilena Rocío Sánchez, la cui voce è stata azzerata da un intervento alla gola e che comunica scrivendo su foglietti.

Una storia che parla di legami profondi e famiglie che non hanno fondamenta biologiche, ma sono edificate ed innalzate con l’amore. Non tanto legami di sangue, ma di amore, che delineano la ricerca d’identità di Macondo.

 

George Gissing  “New Grub Street”  -Fazi-  euro 20,00

Ecco un autore britannico da riscoprire, attraverso questo suo romanzo del 1891, ora pubblicato per la prima volta in italiano.

Gissing, nato nel 1857 e morto nel 1903, è stato uno degli scrittori inglesi più noti del secondo 800.

Nato in una famiglia borghese, ha avuto una vita travagliata. Il padre farmacista muore quando lui  ha solo 13 anni, ed è l’inizio di una serie di passaggi in collegi. Poi si innamora di Nell, ragazza di malaffare che lui cerca di riportare in carreggiata anche rubando nel college; viene scoperto ed arrestato. Dopo la prigione emigra in America dove stenta a sopravvivere, deluso torna in Inghilterra e sposa la ragazza: ma il matrimonio non regge, lei è un’alcolizzata e morirà nel 1888. Gissing si arrabatta tra romanzi e racconti mal pagati, si sposa una seconda volta, ma sarà un altro fallimento. L’ancora di salvezza della sua vita saranno i viaggi che, da colto latinista e grecista, compie nella Magna Grecia e in Italia. Poi un’altra chance di felicità è nell’incontro con la traduttrice francese Gabrielle  Fleury con la quale vive a Parigi i suoi anni migliori, fino alla morte precoce nel 1903.

“New Grub street” è considerato il suo capolavoro. E’ il nome della strada londinese in cui vennero  aperte le prime stamperie e mette a fuoco il dilemma degli scrittori: bisogna coltivare la letteratura come espressione artistica e assoggettarsi a una vita modesta in nome dell’arte, oppure darsi alla più remunerativa arte commerciale?

I due protagonisti incarnano le due tendenze e Gissing ne intreccia i  destini. Da  un lato c’è il giovane Jasper Milvain, giornalista rampante e calcolatore che crede nell’importanza delle  pubbliche relazioni e nei matrimoni di convenienza, disposto a tutto pur diottenere il successo.

Dall’altra il talentuoso sognatore Edwin Reardon, penalizzato da uno scarso riscontro commerciale e vessato dall’arida moglie Amy, di ceto superiore che lo sprona ad accettare compromessi pur di  sfuggire alla povertà. E sullo sfondo la società vittoriana con i suoi pregi e difetti….

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