Caso Embraco, Cirio chiede chiarezza sulla possibilità di salvataggio

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Gli ammortizzatori sociali sono fin da subito disponibili per i 400 lavoratori della ex Embraco. Così ha detto  la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde dopo l’incontro in Prefettura. Ma ci sono state tensioni in piazza tra i dipendenti insoddisfatti delle risposte 


A proposito dell’incontro con il Sottosegretario allo Sviluppo economico, il Sindaco di Torino Chiara Appendino  e i Sindaci del territorio, le organizzazioni sindacali, il curatore fallimentare, Whirlpool e Invitalia, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato che segue la vicenda di Embraco ormai da due anni ed è inammissibile che solo oggi, per la prima volta, si siano trovati seduti alla stesso tavolo in modo chiaro tutti i soggetti toccati da questa situazione.

Il Presidente ha dichiarato di comprendere perfettamente la frustrazione e la rabbia dei lavoratori, che si sentono presi in giro dall’azienda ma anche dalle istituzioni. Per questo crede che sia fondamentale scoprire le carte in modo chiaro. Ha chiesto, quindi, a Invitalia una data certa a settembre per indicare se esiste un piano di salvataggio possibile. Ma nel caso questo non ci fosse, il Presidente ha rivendicato la necessità di saperlo e il bisogno di verità, perché si deve essere coscienti delle 400 famiglie che avranno bisogno di aiuto.

La Regione non lascerà solo nessuno, ma chiede al Governo di fare lo stesso attivando immediatamente tutti gli ammortizzatori sociali possibili e sollecitando Invitalia ad assumere una posizione chiara. Allo stesso tempo il Presidente ha chiesto a Whirlpool, che di questa situazione è responsabile avendo trasferito la produzione in un altro Paese, di fare la propria parte potenziando il fondo per la reindustrializzazione, che ha a disposizione in questo momento 9 milioni di euro. Risorse che non ripagheranno del danno, ma che almeno potranno essere un supporto in più per il rilancio dello stabilimento o per dare respiro a centinaia di lavoratori e alle loro famiglie.

La Regione  ha assicurato la massima attenzione per la vicenda rendendosi disponibile, laddove ve ne fosse bisogno, a fornire tutto il supporto necessario ai lavoratori per quanto riguarda la formazione, garantendo allo stesso tempo il massimo sostegno dell’Assessorato nel seguire tutti i passaggi tecnici necessari per poter garantire il ricorso agli ammortizzatori sociali.

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