Un’astronave “d’acciaio e di luce” per la stralunata Loretta

in CULTURA E SPETTACOLI

Repliche da martedì 28 nello spazio del teatro Marcidofilm!

 

Copi ricordava spesso con affetto le proprie origini italiane, quel paese di Diano Marina da cui il bisnonno paterno era partito per l’America del Sud negli ultimi decenni dell’Ottocento: del resto quel suo vero nome, Raùl Damonte Botana, era lì a testimoniarle.

Di idee anarchiche i genitori, spirito libero e sfrenata genialità lui, omosessuale, Copi fuggì dalla chiusa Argentina per trovare nella Parigi degli anni Sessanta, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, il luogo più ospitale e protettivo. Autore di testi teatrali (tra gli altri Eva Peron, Loretta Strong – debutto nel 1974, prima proposta italiana dieci anni dopo, a Roma -, Le frigo e Une visite inopportune ovvero un sarcastico dialogo con la Morte di un malato di Aids prossimo alla fine, interprete l’autore), romanziere, fumettista eccelso nelle pagine di Le Nouvel Observateur, sbarcò pure da noi, lo pubblicò Linus e Mario Missiroli, con enorme successo, lo invitò nel 1980 allo Stabile torinese per ricoprire il ruolo di Madame nelle Bonnes di Genet, complici Adriana Asti e Manuela Kustermann.

Proprio di Loretta Strong, come terzo appuntamento della loro stagione, omaggio alla “costruzione di un Repertorio e al suo mantenimento nel tempo, impegno fondamentale per la Compagnia”, i Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa propongono da martedì 28 a venerdì 31, ore 20,45, nel miniaturizzato spazio del loro teatro Marcidofilm! (corso Brescia 4) un nuovo allestimento, la rivisitazione di un successo partito nel 2011 e che oggi, balzando al di là delle mode e della contingenza, ha ben fermi gli aspetti del classico. Al centro dello spettacolo, non soltanto la convinta interpretazione di Paolo Oricco, che s’immerge in tutta l’ironia di cui era capace Copi e ne ricava una folle quanto stralunata Loretta, ma bensì l’apparato scenografico pensato e realizzato da Daniela Dal Cin, che proprio per questo suo lavoro si aggiudicò nove anni fa la nomination al prestigioso Premio Ubu. Una vera astronave, “uno strabiliante oggetto cinetico, abbagliante d’acciaio e di luce, un “disco volante” che in qualche segreto modo, sembrerà venir catapultato effettivamente verso le lontananze dello spazio profondo”, scriveva al debutto nelle note di regia Marco Isidori. A fianco di Oricco, a rivestire i ruoli di “topi, granchi, pappagalli, serpenti ed altro vociante ciarpame celeste”, ci saranno Maria Luisa Abate, Batty La Val, Vittorio Berger e Gabriele Scianka, voci non contemplate nella commedia, ma forgiate dall’inarrestabile fantasia del gruppo, un cumulo di stilettate teatrali che vanno ad aggiungersi all’energia verbale dell’autore nonché presenze che “serviranno a dare alla versione-Marcido di questo gioco della dismisura e del grottesco il suo esatto “passo” ritmico”.

 

Elio Rabbione