Raffaele Gallo (Pd) presenta proposta di legge “salva prima casa”

in POLITICA

FONDO IMMOBILIARE 

INTERVISTA AL CONSIGLIERE REGIONALE  PRIMO FIRMATARIO

Ha presentato in Consiglio regionale una proposta di legge che introduce un Fondo immobiliare “salva prima casa”. Di che cosa si tratta?

 

– Il Fondo immobiliare “salva prima casa” è uno strumento di protezione sociale che ha lo scopo di aiutare le persone in difficoltà con il pagamento delle rate dei mutui per l’acquisto della prima casa. Si tratta di una tutela nei confronti di coloro che si trovano in una condizione di temporaneo disagio economico e che hanno già utilizzato tutti gli strumenti attualmente esistenti: dalla rinegoziazione del mutuo al blocco delle rate. Queste persone potranno cedere, temporaneamente, il mutuo ad un Fondo immobiliare non oneroso, istituito da Regione, Fondazioni bancarie e Istituti di credito, attraverso una vendita amichevole, con la contestuale sottoscrizione del contratto di locazione e dell’opzione di rientro in possesso dell’immobile. Si tratta di un “salvagente” che permetterà alle famiglie di restare nella propria casa e di superare un momento di difficoltà che, in circostanze normali, comporterebbe la perdita dell’immobile. Attualmente, su circa 3,6 milioni di mutui relativi all’acquisto della prima casa, complessivamente accesi in Italia, oltre 350mila sono in sofferenza, per 150mila si è aperta la procedura e per 28mila è già avvenuto il pignoramento. In testa alla classifica dei pignoramenti troviamo proprio Milano e Torino. In questi anni, la crisi economica ha influito in modo pesante sulla vita di tante persone: chi ha perso il posto di lavoro o si trova, improvvisamente, in cassa integrazione spesso non riesce più a sostenere la spesa di un mutuo. La politica deve trovare risposte alle difficoltà dei cittadini e intervenire per consentire loro di conservare un bene così importante come la casa.

 

Come nasce l’idea di questa proposta di legge?

 

– Si parla spesso della necessità della Regione di “fare sistema” con altri partner sui grandi temi. In questo caso la Regione, coinvolgendo, attraverso protocolli d’intesa, Fondazioni bancarie e Istituti di credito, può contribuire a creare uno strumento di tutela e protezione molto importante. Nei Paesi anglossassoni esiste un Fondo Immobiliare di questo genere, ma si tratta di uno strumento oneroso istituito dalle banche. Quello previsto dalla mia proposta di legge sarebbe “non oneroso”, “etico”, ed è stato pensato grazie anche al coinvolgimento di esperti del settore. La proposta di legge non prevede oneri a carico della Regione perché, in questo momento, mi rendo conto della necessità di non gravare sul bilancio dell’Ente. Credo, tuttavia, che se la Regione trovasse risorse per finanziarlo, magari attraverso il Fondo sociale europeo, darebbe un segnale importante non solo ai partner degli Istituti di credito, ma anche a tutta la comunità piemontese. Questa decisione, tuttavia, non compete all’opposizione. E’ importante precisare che la legge può funzionare anche senza fondi regionali.

Nella scorsa legislatura la vostra maggioranza di centrosinistra aveva già approvato una legge su questo tema.

 

– Sì, eravamo già intervenuti sul tema della casa e delle politiche dell’abitare. Fa parte delle priorità del Partito Democratico e di tutto il centrosinistra tutelare il diritto delle persone a costruirsi un futuro e l’acquisto della prima casa fa parte di questo futuro. Per tanti è la realizzazione di un sogno. La “legge salvasfratti” della scorsa legislatura è rivolta ad una platea ristretta: ai nuclei familiari con che hanno un livello ISEE per l’accesso all’edilizia agevolata. La mia proposta di legge ha l’obiettivo di estendere anche al ceto medio che può trovarsi in difficoltà e che è tagliato fuori dai sostegni previsti dalle leggi. Il “salva prima casa” non è in competizione con il “salvasfratti” e nemmeno alternativo, ma complementare. Tra l’altro, è importante segnalare che, purtroppo, la legge “salvasfratti” è, attualmente, ferma perché mancano i decreti attuativi che la nuova maggioranza di governo non ha ancora approvato.

 

Quali saranno, a Suo parere, i tempi di discussione della Sua proposta di legge?

 

– Dopo cinque mesi senza aver discusso nulla, affronteremo, nelle prossime settimane, l’Assestamento di Bilancio. Chiederemo che la discussione della proposta di legge venga calendarizzata in Commissione nel mese di gennaio. Non ci sono altri provvedimenti da affrontare e riteniamo fondamentale che, finalmente, si esaminino proposte importanti per i piemontesi. Chiediamo che si entri nel merito di temi concreti, che ci si confronti, che si discuta e che si metta la parola fine alla politica degli annunci. La protezione sociale e la difesa della casa sono fondamentali per il Partito Democratico.

 

Quali sono gli altri temi sui quali si concentrerà il Partito Democratico in Consiglio regionale?

 

– Personalmente sto lavorando ad altre due proposte di legge che depositerò all’inizio del 2020 e delle quali avremo tempo di discutere. Il nostro Gruppo ha presentato almeno dieci provvedimenti che toccano temi come l’istruzione, l’agenda digitale, l’inserimento delle persone disabili, per citare alcuni temi. Attendono solo di essere calendarizzati.