Dibattito rovente in Sala Rossa sulla vicenda dell’ex portavoce della sindaca

Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico
Oggi in aula un dibattito acceso sugli  elementi trapelati sui giornali  a proposito della vicenda giudiziaria dell’ex portavoce della sindaca, Luca Pasquaretta. Su richiesta dei consiglieri Lo Russo, Foglietta (Pd) e Magliano (Moderati), Appendino è intervenuta in Sala Rossa, all’inizio dei lavori del Consiglio Comunale.


La sindaca ha spiegato come nel merito della questione sulle responsabilità giuridiche si esprimeranno le autorità competenti. Appendino ha spiegato che come già affermato in precedenza non vi è stato alcun ricatto nei suoi confronti da parte dell’ex portavoce e il confronto con il carteggio delle indagini lo conferma.
La sindaca ha affermato che l’ex portavoce chiese una maggiore retribuzione, ma l’inquadramento lo impediva. Riguardo un eventuale impiego di Pasquaretta presso una società partecipata dalla Città, Appendino ha ribadito la propria netta contrarietà come già dichiarato negli interrogatori, definendo falso quanto è stato detto in merito.
La sindaca ha affermato che non appena è giunta la notizia di imputazione di reato ha interrotto ogni rapporto professionale e privato con Pasquaretta. Dal momento in cui ha iniziato a maturare la decisione di lasciare l’incarico si è valutato l’impiego in staff politico dell’ex portavoce.

E’ seguito un dibattito al quale sono intervenuti i seguenti Consiglieri comunali:

ll capogruppo di Forza Italia Osvaldo Napoli ha dichiarato che la situazione è “fantozziana” e che comunque non compete ai consiglieri decidere se si è consumato un reato. Si è letto di tutto – ha aggiunto – ma se vi è stata una richiesta di assunzione a un ente pubblico si tratta di un fatto molto grave.

Anche il capogruppo PD Stefano Lo Russo ha ribadito che non interessa discutere in aula i risvolti penali, ma le questioni di etica politica: in particolare, se sia stata contattata Iren e se l’assessore Sacco si sia attivato per far assegnare consulenze pubbliche o private a Pasquaretta.

Silvio Magliano (Moderati) si è domandato se la sindaca non provi imbarazzo e come mai non abbia mai domandato scusa alla sua maggioranza e ai cittadini per le scelte fatte: è stato fatto un danno enorme alla città – ha detto – e prima o poi arriverà la resa dei conti politica.

La capogruppo del M5S Valentina Sganga ha respinto i tentativi di mettere tutti sullo stesso piano, rifiutando di prendere parte al gioco del gossip per colpire l’una o l’altra parte politica, metodo estraneo al Movimento. Sganga ha ricordato che la maggioranza consiliare, unanime, definì pubblicamente inopportuno il comportamento di Pasquaretta sin dall’emergere della vicenda. Sia l’ex capo di gabinetto Giordana che Pasquaretta sono stati giubilati senza attendere l’esito delle indagini, con una severità che va rivendicata. Questo, secondo la capogruppo M5S, non lo possono rivendicare i moralizzatori a giorni alterni che accusano il M5S di incompetenza, mentre quest’ultimo è stato un argine contro manovre mosse da interessi personali, Questa amministrazione, ha concluso Sganga, deve sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, vale per i consiglieri di maggioranza e opposizione, per gli assessori, per la sindaca e per i dirigenti comunali, ma è inaccettabile che si getti discredito sulla macchina amministrativa.

A nome del Gruppo misto di minoranza – Connessione civica, Marina Pollicino ha esordito dicendo che dai resoconti dei giornali emerge un mondo notturno degno di un romanzo di Fruttero e Lucentini: i più stretti collaboratori della sindaca erano stati da lei scelti senza confronto con la maggioranza e senza valutazioni preventive. E il fatto che definisse il suo “pitbull” il capo ufficio stampa, ha sottolineato Pollicino, è indicativo della sua idea di rapporto con i media e i consiglieri. La vicenda, ha un rilevo tale da non poter passare sotto silenzio, la sindaca deve valutare con atteggiamento critico e autocritico le conseguenze delle sue scelte chiarire.

Francesco Tresso (Lista Civica per Torino) si è detto non interessato dal gossip, ritenendo però grave le conseguenze di alcune scelte che erano state della sola sindaca e che danneggiano l’immagine della città. Persone con ruoli importanti nella cosa pubblica si pensa siano di qualità e capaci di fare squadra, i due più stretti collaboratori scelti dalla sindaca sono poi stati da lei allontanati, ha evidenziato Tresso, per motivi di basso lignaggio. Tresso ha poi notato che molti professionisti guadagnano meno della cifra che scontenta l’ex capo ufficio stampa, il quale anche dopo l’allontanamento si voleva tenere nello staff. Fino al decorso processuale non si potrà dire se la sindaca si sia spesa o meno per Pasquaretta verso le società amministrate, ma la stessa maggioranza, chiedendo intervento di assessore Sacco, fa emergere un quadro di solitudine della sindaca, la quale, ha detto Tresso, dimostra la sua mancanza di carisma

È necessario parlare di cosa è successo dopo le dimissioni di Pasquaretta – ha affermato Alberto Morano (Lista Civica Morano) – e sapere se la sindaca abbia chiesto all’assessore Sacco di occuparsene, oppure se lo abbia autorizzato o abbia tollerato che se ne occupasse.

Per Eleonora Artesio (Torino in Comune) sarebbe necessario conoscere meglio le carte processuali, ma è comunque doloroso vedere coinvolta la sfera personale della sindaca, anche se non si è mai registrata una tale ingerenza politica di un consorte nella vita politica di un sindaco. C’è poi un problema di terzietà e fiducia nei vertici dell’Amministrazione – ha concluso.

Deborah Montalbano (DemA) ha affermato che tutti si erano accorti che la consulenza di Pasquaretta per il Salone del Libro era fittizia e che il M5S non ha agito diversamente da chi ha governato prima e che quindi i suoi consiglieri dovrebbero dimettersi.

Nella replica, la sindaca Chiara Appendino ha specificato che sin dall’inizio Pasquaretta le rappresentò più volte che desiderava un riconoscimento economico maggiore e che se ne era discusso più volte, ma che né lei né la Giunta si sono mai adoperate in tal senso. Ha quindi ribadito di avere la massima fiducia nella Magistratura e ha auspicato che ora si possa tornare a discutere di questioni che interessano tutta la collettività.

Ha quindi preso la parola l’assessore al Commercio Alberto Sacco, che ha spiegato di aver seguito la vicenda del Parco Dora e di non essere mai stato sentito né chiamato per un’intercettazione che risale a due anni fa, che riguardava un evento da 10mila euro a cui il Salone dell’Auto aveva rinunciato.

Alberto Morano (Lista Civica Morano) si è domandato a cosa mirasse l’intervento di Sacco: a prevenire domande della Maggioranza?

Valentina Sganga (M5S), ringraziando l’assessore Sacco, ha confermato che si è trattato di una richiesta della Maggioranza per fare chiarezza.

La replica dell’assessore Sacco è stato un errore politico, secondo Osvaldo Napoli (Forza Italia), e – per lui – la questione riguarda soltanto il Movimento 5 Stelle.

Lo Russo è intervenuto ricordando come fossero state poste questioni politiche e non giudiziarie, l’intervento dell’assessore Sacco – su richiesta non ufficiale della capogruppo M5S – crea dubbi sul sereno svolgimento del suo ruolo assessorile. L’argomento affrontato oggi dall’ assessore non era ammissibile in aula in questi termini, ha detto Lo Russo, sollevando un problema di opportunità politica chiedendosi polemicamente se i consiglieri di maggioranza sono certi che ci sia sufficiente serenità da parte di questa amministrazione per governare Torino. Il capogruppo ha inoltre lamentato di non avere avuto risposte a domande precise.

Infine, Marina Pollicino (Con.Ci.) ha ricordato che per la questione del Salone dell’Auto è stato rimosso solo il vicesindaco Montanari.

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