Coppa Italia 3D Indoor, la seconda edizione a Torino

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A dodici mesi esatti di distanza dall’“esperimento” più che riuscito dell’anno scorso, Torino ospita la seconda edizione della Coppa Italia 3D Indoor, manifestazione nazionale inserita nel calendario federale e organizzata dagli Arcieri delle Alpi. Una gara decisamente particolare, istituita per la prima volta in Italia nella passata stagione dalla stessa società del presidente Roberto Silvestro; gara capace di portare il tiro con l’arco 3D – nel quale i bersagli sono sagome di animali – in un contesto indoor, a differenza di tutte le competizioni di questa specialità che invece si svolgono all’aperto. Si disputa tra oggi e domani presso il quinto padiglione di Torino Esposizioni, in corso Massimo D’Azeglio 15 a Torino.

Oggi è la giornata delle qualifiche di tutte le divsioni – compound, arco nudo, arco istintivo e longbow – mentre domani sono in programma tutte le finali. Come accaduto già nello scorso ottobre, la partecipazione sarà massiccia, con circa 400 atleti iscritti in rappresentanza di oltre 70 società di tutta Italia. Tra loro Giuseppe Seimandi e Irene Franchini (Fiamme Azzurre/Arcieri delle Alpi), rispettivamente argento e bronzo nel compound ai Mondiali di specialità disputati un mese fa in Canada; Michela Donati (Sagitta Arcieri Pesaro) e Fabio Pittaluga (AGA), rispettivamente seconda e terzo nell’arco istintivo nella stessa rassegna iridata; e Giuliano Faletti (Arcieri delle Alpi), bronzo mondiale nel longbow.

Per quanto riguarda l’origine della Coppa Italia 3D Indoor, il progetto è nato da un’idea di Giorgio Botto, Commissario Tecnico della Nazionale 3D e Campagna. “Ci siamo inventati questa nuova formula di gara per avvicinare i giovani al 3D” aveva spiegato alla vigilia della prima edizione, “i ragazzi hanno bisogno di partecipare alle gare per farsi conquistare dalla disciplina e a mio avviso la Coppa Italia Indoor è un modo accattivante per coinvolgerli e farli appassionare. Il 3D può essere affascinante anche al di fuori del classico contesto naturale”. “Il nostro intento non è snaturare le gare di questa specialità arcieristica” aveva proseguito Giorgio Botto, “i valori rimangono gli stessi e la gara al chiuso è un modo per avvicinare le persone al tradizionale tiro 3D in mezzo alla natura”.

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