Il giapponese Haruki Murakami al Premio Lattes Grinzane

in CULTURA E SPETTACOLI

IX Edizione .  Vincitore Sezione La Quercia e sezione Il Germoglio
Non sembra, ma il tempo vola e il Premio Lattes Grinzane, sorto sulle ceneri del vecchio Grinzane Cavour, è giunto alla sua nona edizione ed è legato alla memoria dello scrittore, pittore ed editore Mario Lattes.


Un crescendo culturale che ad Alba offre anche una mostra delle opere del poliedrico Mario Lattes presso la sede della Famija Albeisa (Orario apertura 15-18).
Come di consueto, al Teatro Busca di Alba, le celebrazioni del Premio sono iniziate con una Lectio Magistralis, quest’anno, letta in giapponese dallo scrittore Haruki Murakani (tradotta da Antonietta Pastore e Giorgio Amitrano) dal titolo “ Un piccolo falò nella caverna” e riletta quasi in contemporanea da una melodiosa voce maschile.
Moderatore dell’evento lo scrittore giallista Marcello Fois, molto conosciuto anche in Giappone, che ha intervistato i traduttori dello scrittore riconoscendogli quella gloria e visibilità che fino a poco tempo fa nessuno riconosceva loro e tanto meno le Case Editrici: erano sostanzialmente delle persone invisibili, come se non ci fossero.
Non è così, il traduttore interviene nella traduzione con la sua personalità e non è cosa da poco, tanto che la versione in lingua originale è spesso leggermente diversa da quella tradotta. Per quelle di Haruki Murakani è certo e nessuno ha smentito.
Il presidente della Giuria Tecnica Gian Luigi Beccaria (linguista e critico letterario) ha letto la motivazione del Premio sezione La Quercia assegnato allo scrittore giapponese Murakani.
La lettura della Lectio Magistralis è stata appassionante mentre l’ossessione di ripetere che non si potevano scattare foto o effettuare riprese per rispettare la privacy dello scrittore giapponese che non voleva essere ritratto mi è parsa un’esagerazione eccessiva, figuriamoci a quelli che erano della Rai e altre televisioni.
Niente foto quindi e invece no, un fotografo c’è stato ed allora non chiamiamola difesa della privacy quando invece si chiama semplicemente <<esclusiva>>.
Per fortuna il giorno dopo al castello di Grinzane Cavour sabato 12 ottobre alle 16.30, le foto per la sezione “il Germoglio”, si sono potute scattare. Un lavoro prezioso di una Giuria di quasi 400 studenti che ha effettuato con il coordinamento della Giuria tecnica la selezione dei finalisti: Roberto Alajmo con L’estate del ’78 (Sellerio), Jean Echenoz (Francia) con Inviata speciale (Adelphi, traduzione di Federica e Lorenza Di Lella), Yewande Omotoso (Sud Africa) con La signora della porta accanto (66thand2nd, traduzione di Natalia Stabilini), Alessandro Perissinotto con Il silenzio della collina (Mondadori) e Christoph Ransmayr (Austria) con Cox o Il corso del tempo (Feltrinelli, traduzione di Margherita Carbonaro)
La cerimonia di premiazione è stata condotta da Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
«La proposta di quest’anno premia una varietà di esperienze narrative che toccano generi e stili differenti – dalla Francia al Sud Africa, dall’Austria all’Italia – presentando un contrastato e sfaccettato rapporto tra natura e civiltà», commenta la Giuria Tecnica del Premio. «Dal giallo locale che scava nel passato (Perissinotto), al romanzo storico raffinato (Ransmayr), dalla spy story di humor nero (Echenoz), alla memoria familiare (Alajmo), fino ai ritratti femminili sullo sfondo della questione razziale (Omotoso)», spiega la Giuria Tecnica del Premio.

 

Tommaso Lo Russo