Giorgis, un torinese al governo

in POLITICA

Emozionante entrare con il professore e Sottosegretario Andrea Giorgis al Ministero. Finalmente il ritorno di un torinese al governo. E che Ministero. Ancora più emozionante visto che Andrea arriva da Barriera di Milano e si è diplomato al liceo Scientifico Albert Einstein. Dove modestamente mi sono diplomato anche io.
Quando gli chiedo dei suoi genitori si percepisce l’orgoglio: “Mio padre ha lavorato 43 anni in Fiat e i miei vivono ancora in Barriera”. Effettivamente dalla Barriera al Ministero ne ha fatta di strada. Prima ordinario a Giurisprudenza si Diritto Costituzionale. Cominciando col laurearsi con 110 e lode. Prima dottorando a Milano e poi ricercatore Torino.
Prima professore e poi in politica?
Ovviamente. Insieme a fortunati incontri.
“I compagni di zona centro che mi proposero di candidarmi e poi l’incarico di capogruppo in Comune”. Insegni ancora? “No, non potrei e comunque se vuoi fare bene uno dei due mestieri devi scegliere. A suo tempo Chiamparino Sindaco mi propose di fare l’assessore. Lusingato non accettai anche per continuare ad insegnare. Mi è sempre piaciuto studiare e insegnare” L’ l’abitudine alla studio ora torna utile ?
“Studiare e cercare di essere preparato è importante”
I tempi della politica? “ impegnativi. Ieri fino alle 23 30 riunione di maggioranza sulla riforma. Accordo su molti aspetti, anche se non su tutto. Temi caldi la prescrizione e i criteri di scelta dei membri CSM”. Contento d essere sottosegretario alla Giustizia.? “È un incarico difficile e di responsabilità, spero di riuscire a fare bene, o perlomeno non troppo male ”. Come quella bella commedia di Eduardo De Filippo. Gli esami non finiscono mai. Impegnativo come carichi di lavoro. Durerà questo governo? “Noi del PD ce la mettiamo tutta.
E questo Pd risorgerà dalle ceneri? Anche qui ce la
mettiamo tutta? “Personalmente ogni fine settimana ritorno a Torino per dare il mio contributo lavorando sul territorio”. Su cosa deve lavorare il Pd? “Coniugare sviluppo con equità sociale. La disuguaglianza non è solo ingiusta, è anche inefficiente. Escludere qualcuno dal diritto all’istruzione ad esempio significa rinunciare a possibili talenti e a vantaggi per l’intera collettività. Lo stesso vale per il diritto al lavoro o alla salute” Difficile convincere Zingaretti all’inizio contrario al governo rossoverde…
“Zingaretti è un bravo segretario capace di ascoltare. Il suo stile di non “urlare” mi piace. Il nostro Paese è lacerato e diviso. L’intolleranza e la paura sono cresciute con Matteo Salvini. Ecco un altro nostro compito: ripristinare una convivenza civile e politica. In tutto il mondo non
ci capivano più. Ora, forse, stiamo invertendo la rotta anche nei rapporti con gli altri stati”.
Maggiore gratificazione e maggiore delusione?
Gentile e lapidario: “Permettimi di non risponderti”. Facciamo un giro per gli uffici. “Li stiamo predisponendo, sai sei il primo giornalista”. Qui il capo di gabinetto. Sicuramente un Magistrato.
Andrea sei stato iscritto al Pci ? Come ti definisci? Perché fai politica?
“No. Prima tessera Pds. Sempre progressista, mi definisco un socialdemocratico”. Finita la chiacchierata mi accompagna sotto. Militari che scattano sull attenti e il finale caffè che si trasforma in una spremuta…. e il colloquio continua. “Ammetto,  delusioni ce ne sono state. Quando nonostante le perplessità miei e di molti altri (che venimmo sostituiti in commissione) il governo pose la fiducia e il pd votò l’Italicum.Poi, nonostante la sconfitta elettorale sono stato rieletto conquistando i voti uno per uno in zona centro. Possibilità ce n’erano, il collegio era contendibile”. Una elezione che vale due volte?  “ Vale una grande responsabilità verso gli elettori ”. Vivi questo prestigioso incarico
con senso rivalsa? “No. Perché mai? Piuttosto come un’occasione per mettere a disposizione le mie conoscenze. Importante ora è lavorare per questo nostro Paese che ne ha bisogno, molto bisogno”. Buon lavoro,  prof. Andrea Giorgis. Giro per il quartiere Ebraico. Questo governo è sicuramente un azzardo. Ma dopo questa chiacchierata sono decisamente più ottimista.

Patrizio Tosetto

Patrizio Tosetto