Fontana dei mesi: Agosto e Settembre allo specchio

in CULTURA E SPETTACOLI

PROVARE PER CREDERE

Tendenzialmente in pieno agosto siamo lontani da tutto, siamo oltre la metà dell’anno e ora se proviamo a pensare all’inverno scorso, pare di ricordarlo a grandi linee. Lo stesso si può dire se proviamo a pensare al prossimo inverno, infatti tutto sommato riusciremo solo vagamente a immaginare cosa ci aspetta. L’estate è stata fin ad ora abbastanza prepotente da averci fatto dimenticare o meglio abbandonare là dove sono accaduti nel tempo e nello spazio gli eventi che abbiamo detestato con un sano bo’ pazienza, ed è stata così determinata da farci guardare avanti. Le conquiste, i goal che abbiamo fatto sono quel po’ d’aria che prendiamo a pieni polmoni, come un atleta dei quattrocento metri piani, quando ha svoltato la curva dei duecento. Ad agosto ci rendiamo conto di qualcosa: del tempo che è passato, di quello che passerà. Ma l’estate specialmente quest’anno è stata così violenta da disorientare e oltretutto come al solito è tanto antipatica da minacciare di finire da un momento all’altro. Potrebbe improvvisamente arrivare settembre, anche prima che agosto finisca; certi anni – chi ha buona memoria e una lunga vita da raccontare- confermerà di certo. Dunque non possiamo fare altro che godere degli ultimi giorni di agosto come se ognuno di essi fosse l’ultimo, come se il calendario non esistesse e nemmeno importasse a nessuno. Non importa più nemmeno al cartellino da timbrare, ad agosto specie oltre la prima metà; chi ha fatto le ferie è pronto per affrontare settembre chi non le ha fatte è sul punto di prenderle, mentre gli altri, quelli che “fanno la stagione”, si godono gli ultimi giorni di pazzo lavoro e poi si vedrà, Tanto siamo all’ultimo.

Agosto e settembre sono una coppia che difficilmente prendiamo in considerazione insieme, si preferisce parlare di agosto insieme a luglio perché luglio è più spensierato è meno solenne, è gioventù senza pensieri. Ma ora che agosto è insieme a settembre uno pensa a un momento che finisce, è come tirare la tenda è fare luce soffusa in una stanza. Tra poco è settembre e allora i ragazzi ricominciano il semestre, i bambini ritornano a scuola, un altro anno che passa in fretta. Quando agosto è insieme a settembre e le luci sono basse a quel punto uno cerca un posto dove mettano la musica giusta per immergersi nello swing; quando agosto è insieme a settembre uno è dell’umore per ballare e guardare la scena, sentire il battito del tamburello, osservare attentamente la nuova ruga che è spuntata nel contorno degli occhi e quella in mezzo alla fronte che si vede meglio nello specchio di casa, non in quello fumoso del locale notturno che stasera era sulla strada di casa. Così tra agosto e settembre siamo in quel particolare stato d’animo che in arte chiamano Naturalismo, abbiamo cioè la tendenza a rappresentare sia il nostro passato che il nostro futuro esattamente come sono, cioè inesistenti se non a grandi linee. Da una parte parliamo a buona memoria e dall’altra avanziamo a migliori progetti e sicuramente, ad un tavolo da gioco qualsiasi, questa volta rovesceremo di nuovo il borsellino, svuotandolo del tutto, pronti a scommettere di nuovo ogni cosa, anche se quelle monete che escono ora sembrano di un metallo diverso, rotolano sul tavolo con un fascino che non avevano, quello che un altro anno in un modo o nell’altro inesorabilmente segna sul nostro calendario personale, il calendario con la scritta “la persona che vogliamo essere da grandi”.

Allora se fate un giro al parco del Valentino a Torino, le due statue che cercate sono sul versante nord della splendida fontana realizzata a fine Ottocento in occasione dell’Esposizione nazionale. Sapete che da qualche parte, nei pressi, Galileo Ferraris nel 1884 realizzò la prima esperienza al mondo di trasmissione di corrente elettrica alternata? E che fu un successo? Perché fu un successo? Perché in quel periodo, alla fine del XIX secolo, in Europa e negli Stati Uniti avvenne una grande disputa tra il sostenitore della corrente continua, Thomas Edison, e i sostenitori della corrente alternata, come ad esempio Nikola Tesla, George Westinghouse e naturalmente Galileo Ferraris, scienziato e ingegnere italiano nato nel 1847, scopritore del campo magnetico roteante, ideatore del motore elettrico in corrente alternata. Quella disputa fu poi definita guerra delle correnti. Infine, non amo le raccomandazioni, ma vi prego, mi raccomando, raccontate ai bambini che i nonni iniziavano la scuola il primo d’ottobre, vale la pena, per ricordare la faccia che fanno dopo averlo saputo. Buon fine estate a tutti; di cuore.

Elettra-ellie-Nicodemi