Quando al Primo Maggio del '78 sfilò anche la Dc

in POLITICA
1 Maggio 2019, bella giornata di sole. Bella gente, tanta bella gente. Quel popolo che da  tanto tempo sta cercando una sinistra ancora, se non sempre, in crisi. Tutti i candidati alle elezioni regionali, Chiampa ed Appendino a braccetto alla testa del corteo aperto dallo striscione dell’ Anpi
Bello, veramente bello. Fin troppo bello: eccoli lì, pronti, il ciarpame degli antagonisti per rovinare tutto. O perlomeno tentarci, con le solite e successive menzogne di chi li difende.  Paolo Ferrero accusa la Questura di essere responsabile degli scontri. Ferrero è stato determinante e protagonista di tutte le sconfitte della sinistra sbrindellata. Nato politicamente gruppettaro ha portato Rifondazione ad un gruppuscolo extraparlamentare salvo poi dare la colpa al PD. Mente sapendo di mentire. Gli antagonisti sono stati fermati dalla polizia non tanto perché volevano entrare nel corteo, ma perché volevano picchiare e cacciare quelli del Pd, deputati indegni . Politica? Cercano solo vendetta per giustificare la loro pochezza. Nel dargli manforte arrivano i pentastellati. A Valentina Sganga capogruppo in Comune e Viviana Ferrero  nessuno ha detto che sono loro che governano con Salvini. La smettano di giocare a fare i rivoluzionari da strapazzo scimmiottando i No Tav. Sono anche loro responsabili delle non dimissioni di Siri. Ma oramai a nessuno importa delle coerenza .Ed io continuo a rifugiarmi nel ricordo.  Come il 1° maggio del 1978  al comizio di Luciano Lama, indiscusso capo del Sindacato socialcomunista. Erano i mesi del rapimento Moro.  Decisero di far sfilare dopo i sindacati la Democrazia Cristiana, in segno di rispetto. In Piazza non c’ era polizia. Sufficiente il servizio d’ ordine dei Sindacati e del PCI. Lama dal palco disse: non ci sono prigionieri politici.  Ci sono solo delinquenti in carcere.  Rimpianto? Si, tanto. Nessuno essendo convinto di essere sempre stato dalla parte giusta (sicuramente) al netto degli errori fatti. Emozionato nel ricordo. Come il 1° maggio del 1975 . Urlavamo tutta la nostra gioia:  a Saigon stanno sfilando i Vietcong. E noi avevamo  una lunghissima bandiera del Vietnam del Nord e facevamo difficoltà nel portarla perché troppo carica di garofani Rossi gettati dai lati del corteo. Poi all’ angolo di Piazza Castello con Via Roma mio padre, sindacalista ed operaio, compiaciuto mi sorrideva. Eravamo fieri di essere quello che eravamo.
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Ora siamo fieri di quello che siamo stati. Rimanendo quello che siamo stati saremmo diventati ottusi e dunque stupidi. Allora come adesso la madre degli stupidi è sempre incinta. Ma anche la stupidità non è più come quella di una volta. Caratteristica dello stupido è non avere il senso del limite proprio perché stupido. E se mai avesse coscienza della sua stupidità comincerebbe ad essere un po’ meno stupido. Alcuni commentando gli scontri dicono: eravamo presenti, a cominciare è stata la polizia con il servizio d ordine del PD. Dunque? Sono 10 anni che si presentano loschi individui che vogliono cacciare il Pd dal corteo.  Ma non basta.  Gli epigoni degli antagonisti rincarano lo dose. Pd, Cirio o Rosso non hanno diritto di sfilare perché sono di destra. Ma chi siete voi per decidere ciò che è giusto o ingiusto? Ne parlavo con un amico da 50 anni in politica.  Dal PCI al PD.  Da segretario provinciale a deputato e consigliere regionale.  Mi fa parlare.  Mi fa argomentare e poi obbietta: il Pd nel suo insieme si è troppo allontano dal mondo del lavoro. Certamente i violenti essendo tali e solo tali non sono da prendere in considerazione. La distanza siderale tra Pd e sindacato è letale per tutta la sinistra.  Purtroppo ha ragione anche lui, si complica proprio tutto. Così da un lato i pentastellati governando con Salvini si alleano con i No Tav per isolare il PD.  Molti di centrodestra (persone influenti e non) faranno il voto disgiunto votando Chiampa e Forza Italia.  Il motivo è che non sopportano Matteo Salvini.  Zingaretti capisce subito che in Piemonte si sta giocando molto. Non sa poi con chi allearsi.  In più probabilmente non esistono formule politiche possibili. Unica eccezione Meloni e Salvini che spingono fino in fondo i toni polemici della campagna elettorale.  E il 25 Aprile come il primo Maggio sono un pretesto per ulteriori divisioni. Esattamente l’ opposto ciò che sono e che dovrebbero essere: unire e non dividere il popolo. Mi sa che ci vorranno altre generazioni in politica. Adesso la sinistra esalta la vittoria dei socialisti spagnoli, ma in Italia sono gli stessi da decenni. Diciamola ancora in altro modo.  Un’ occasione mancata, tante occasioni mancate.  Fin Troppe.  Mancate non per questo quell’altro partito: mancate per rafforzare la Democrazia.  
Patrizio Tosetto