Sul 25 aprile

in POLITICA

Di Pier Franco Quaglieni
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Il ministro dell’interno Matteo Salvini ha dichiarato che non ha mai partecipato ad una manifestazione del 25 aprile e che neppure quest’anno, malgrado sia ministro, vi parteciperà. Ha affermato che il 25 aprile riguarda solo i fascisti e i comunisti, dimostrando una scarsissima conoscenza della storia : paradossalmente il ministro ripete, senza conoscerla, la vulgata resistenziale sostenuta dal PCI che pretendeva di avere il monopolio della Resistenza e dell’antifascismo. Sostenere che la Resistenza e’ stata solo rossa – oltre a fare,  per decine di anni, il gioco dei comunisti – rivela una abissale mancanza di conoscenza storica in quanto la guerra di liberazione fu condotta anche da cattolici,liberali, monarchici, repubblicani, anarchici, socialisti, oltre che da soldati che combatterono sotto il tricolore.Il risorto esercito del Regno del Sud si batté eroicamente a fianco degli Alleati, anche se la Resistenza dei militari e’ stata poco ricordata. Ma il 25 aprile vanno anche ricordati gli internati militari in Germania che resistettero nei lager alla fame, al freddo e alle percosse.Anche questa storia e’ poco conosciuta e Salvini dimostra di ignorarla del tutto. Sarebbe perciò indispensabile che il ministro Salvini andasse a studiare ,ad esempio, chi siano stati il generale Perotti e il maggiore Martini Mauri, per non dire del colonnello Cordero di Montezemolo caduto alle Fosse Ardeatine. Ci furono anche partigiani decisamente anticomunisti che si batterono contro la dittatura fascista e contro l’eventuale, possibile dittatura comunista. Il 25 aprile appartiene a tutti gli Italiani,persino ai fascisti perché anche ad essi venne restituita la libertà: nel 1946 ebbero infatti modo di ricostituirsi in partito, il MSI. Poi va aggiunto,come diceva Ennio Flaiano, che ci furono anche degli antifascisti – fascisti in quanto settari,intolleranti,incapaci di comprendere il valore della libertà che è un diritto di tutti.
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Gli antifascisti-fascisti che appaiono come un evidente ossimoro, in effetti ci sono anche oggi e sono i vedovi della vulgata resistenziale che identifica la guerra partigiana con i comunisti. Sono quelli che ritengono che la battaglia delle idee vada combattuta, a colpi di divieti, nelle aule dei tribunali e non sui giornali o in televisione, garantendo a tutti pari opportunità. Il ministro Salvini forse non ha colto neppure questo aspetto, riducendo tutto ad uno scontro tra fascisti e comunisti, tra rossi e neri. Nella Resistenza, ad esempio, c’erano coloro che teorizzavano le autonomie locali e il federalismo, come dimostra la Carta di Chivasso che Salvini con ogni probabilità non ha mai sentito nominare e che forse non gli interessa neppure perché ormai attratto dalle sirene del sovranismo più o meno stoltamente nazionalista. Nella Resistenza erano in tanti, ad esempio, a credere in un’Europa pacifica e unita come antidoto alle guerre, un’Europa di valori ideali,quella delineata nel Risorgimento da Cavour, da Mazzini e da Cattaneo e rivissuta da uomini come Einaudi, Rossi, Spinelli, Chabod. Si trattava di un’idea d’Europa assolutamente incompatibile con le dittature di destra e di sinistra che prevalsero nel secolo scorso, un’idea d’Europa che Salvini ignora, malgrado sia stato anche deputato europeo. Ciò che sgomenta di questa odierna classe politica e’ l’ignoranza storica e politica davvero senza precedenti. Ed appare grottesco che a fare l’antifascista sia di Maio… Con queste sceneggiate non si può costruire nulla di buono e il Paese sembra precipitare nel vuoto di una incoscienza e di una inconsistenza che ci fa davvero accapponare la pelle .Bossi aveva capito cose che Salvini ignora o finge di ignorare.