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Dicembre 2016

Benvenuto, caro 2017. Ecco i nostri piccoli e grandi sogni per Torino

in BREVI DI CRONACA

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Caro 2016, nulla di personale, sperando di non offenderti. Anzi personalmente, parafrasando il protagonista di un cartone animato: solo belle cose

 

Benvenuto, 2017….arriviamo raccomandandoci: non assomigliare al 2016. Caro 2016, nulla di personale, sperando di non offenderti. Anzi personalmente, parafrasando il protagonista di un cartone animato: solo belle cose. Belle cose che mi riguardano personalmente negli affetti più intimi e cari. Proprio così, io non mi posso lamentare…ma in generale il risultato finale è  ampiamente insufficiente.  Incontrando vecchie conoscenze mi foto-natale-bursuc1bursuc-nebbia-molechiedono: come va? Accettabile. Ed elenco le cose positive della mia vita. Capisco d essere fortunato nell’avere una cosi bella famiglia.  Poi? Poi arriva l’elenco delle magagne di gran lunga più cospicuo. 

Ma essere ottimisti è un dovere, con il bicchiere sempre mezzo pieno. Un ottimismo messo a dura prova dai fatti. Ci risentiamo,  caro 2017.

PALAZZO REALE BURSUIC

Cerca di essere migliore dell’anno che ti ha preceduto. In fondo non è poi così difficile.  Ora vi dico cosa desidero per la nostra bella città  di Torino.  Piccole e grandi cose.

  • Chi non ha diritto non parcheggi sugli spazi per handicap. 
  • Non si sporchi le strade. 
  • Che i senzatetto trovino il loro riparo. 
  • I questuanti non siano costretti a chiedere elemosine. 
  • Che nei centri di accoglienza si facciano attività lavorative. 
  • I fiumi, adeguatamente puliti e dragati, evitino le esondazioni.
  • Che si mettano al bando urla e rumori assordanti. 

bursuc superga

Ma sì, esageriamo: che la gente riprenda una convivenza  civile fatta di richieste e garbate risposte. Capisco, mi devo fermare e non apparire troppo utopico e dunque velleitario. 

Scusatemi. Fatemi un po’ sognare ad occhi aperti e chiedere al 2017 d essere l’ anno in cui si realizzeranno questi sogni. Vi assicuro: se solo se ne  realizzassero il 30 per cento vivremmo meglio. Un felice anno a tutti, ma proprio tutti…anche ai “nemici”. Magari anche loro cambieranno.  Buon 2017 

(foto: Mihai Bursuc)

bursuc san carlo 2

 

Nosiglia ai torinesi: “Via il freno a mano, più slancio contro la povertà”

in prima pagina

sindone nosiglia“Quest’anno sono morti 35 sacerdoti e sono stati ordinati 3 giovani. Occorre dunque pregare e lavorare intensamente per le vocazioni sacerdotali”

Nell’ultimo giorno dell’anno l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia alla Consolata esorta i fedeli affinché la prima preoccupazione che dovremmo avere non sia ” tanto quella di guardare al mondo che cambia, quanto di verificare la qualità della nostra fede e la santità della nostra vita. È la Parola di Dio infatti che ci rimette sempre in piedi e ci dà calore e luce per camminare anche sulle acque agitate nella tempesta della storia che stiamo vivendo. Vogliamo poi, come Chiesa di Torino, abitare le debolezze, i timori e le insicurezze di tanta gente condividendone le sofferenze”. Secondo l’arcivescovo bisogna ” cercare, condividere, ascoltare, abitare le fatiche di ogni persona e di ogni famiglia. Sono le fatiche di quelle famiglie e giovani che quest’anno hanno vissuto e stanno ancora vivendo situazioni difficili per la perdita del posto di lavoro e che spesso si vedono soli a lottare contro l’indifferenza di tanti che nonnosiglia e giovani si mostrano solidali e si chiudono dentro il loro mondo sicuro e all’apparenza tranquillo. Richiamo questa emergenza, che sta diventando endemica e sistemica nella nostra società” Nosiglia esorta ancora: “Bisogna cominciare ad agire anche con piccoli segnali ma senza paura di sbagliare, dando comunque esempio di cose concrete che saranno sempre meno risolutive ma avranno il pregio di essere un passo per volta condiviso insieme. Nel secolo scorso i santi sociali di Torino hanno compiuto opere meravigliose venendo incontro a povertà di ogni genere e partendo dalla loro fiducia incrollabile nella Provvidenza di Dio. Oggi noi viviamo sulla loro scia e alla loro ombra… non sappiamo osare come loro cose nuove di fronte a povertà nuove e sfide nuove come è quella degli immigrati e ci arrabattiamo a rispondere alle emergenze senza slancio creativo. Siamo una Chiesa e una società che viaggiano col freno a mano tirato, per cui non riusciremo mai a prendere velocità come potremmo e dovremmo. Segni di speranza in questa direzione comunque ce ne sono stati, e molti, a cominciare dalla straordinaria raccolta di fondi per la tragedia del terremoto (oltre DUOMO SINDONE800 mila euro). Crescono le povertà, ma cresce anche un esercito di pace e di amore, composto da tantissime persone volonterose che, gratuitamente e con coraggio, si fanno carico giorno dopo giorno di quanti soffrono per malattie e povertà”. Poi un appello ai giovani che “hanno risorse di creatività e coraggio che possono mettere a disposizione della Chiesa per aiutarla a diventare sempre più missionaria nel nostro tempo. Ai giovani chiedo di investirsi dunque sia di un impegno di formazione qualificato e permanente sulla fede in Gesù Cristo sia del compito di evangelizzare il mondo dei loro coetanei raggiungendoli nei luoghi dove vivono, studiano, lavorano e si incontrano”. Infine uno sguardo alla situazione del clero in Diocesi. “Quest’anno sono morti 35 sacerdoti e sono stati ordinati 3 giovani. Occorre dunque pregare e lavorare intensamente per le vocazioni sacerdotali e l’invito è rivolto a famiglie, comunità cristiane, sacerdoti, associazioni e movimenti, e all’intero popolo di Dio. Lavorare non solo per far crescere il loro numero, ma anche la qualità delle vocazioni (problema sempre più urgente e decisivo): per questo il Seminario deve essere sostenuto e circondato dalla massima cura e disponibilità da parte dell’intera Diocesi”.

Ultimo giorno dell’anno tragico sulle strade piemontesi: muore pensionato in scontro frontale

in BREVI DI CRONACA

pronto-soccorso- soccorsiUn morto e un ferito a causa di scontro frontale fra un’auto e un furgone,  in provincia di Alessandria sulla strada Provinciale che collega Viguzzolo e Castellar Guidobono. La vittima è un pensionato di 86 anni, residente a Castellar Guidobono. E’ stato estratto dalle lamiere  dai vigili del fuoco di Tortona. Ferito, ma non in pericolo di vita, l’autista del furgone.

 

(foto: archivio)

Se gli “eroi” dei videogiochi prendono il posto dei patrioti

in CULTURA E SPETTACOLI

Torino tende a rimuovere il ricordo della sua storia e il 2016 l’ha dimostratobattisti ancora una volta. Ricorreva il centenario  dell’impiccagione di Cesare Battisti, legato alla storia di Torino,  e della fucilazione di Damiano Chiesa, allievo del nostro Politecnico e laureato honoris causa dopo la sua morte eroica. Battisti è ricordato da un busto al Valentino e da una targa in piazza Carlo Alberto, a dimostrazione di cosa sentissero i torinesi delle generazioni passate. Chiesa è ricordato, si fa per dire, da una lapide resa  illeggibile  dal tempo, in via Baretti. Per quest’ultima lapide ho tentato tutte le vie percorribili perché venisse  restaurata, ma nessuno si è mosso. Sono invece certo che nel 2017 l’anniversario di Caporetto verrà ricordato.

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COMUNISMOSpero almeno con il rigore e il distacco storico necessario. E verrà ricordata anche la Rivoluzione di Ottobre , come ha già cominciato a fare in modo nostalgico l’ARCI. Fassino ebbe il coraggio come Sindaco il 24 maggio 2015 di ricordare l’ingresso in guerra davanti al monumento al Duca d’Aosta, comandante della III Armata nella Grande Guerra. E ricordò quell’evento storico con parole che restano, a suo onore, come segno della sua capacità di andare oltre la sua stessa militanza politica. Nel 2016 ricorreva anche il 130° anniversario dell’uscita del libro “Cuore” di Edmondo de Amicis. Su quel libro ECO UMBERTOche intendeva creare una coscienza nazionale ai giovani nati nel dopo Risorgimento, si sono accaniti con improperi  e giudizi sommari sia Umberto Eco, sia Natalia Ginzburg. Gli studi di Luciano Tamburini, studioso torinese di rango e direttore delle Biblioteche civiche,  hanno dimostrato invece la complessità di un’opera apparentemente semplice e retorica solo agli occhi di chi negava ogni valore alla parola Patria,parola che il presidente Ciampi ci ha insegnato a rispettare insieme al Tricolore, forse senza riuscirci a pieno.

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pinochAd Albenga, in provincia di Savona , il 7 gennaio verrà celebrata la festa del Tricolore, giornata celebrativa nazionale istituita nel 1997,  a Torino del tutto trascurata. Merito di un assessore alla cultura che appare quasi unico. Ricordo che negli anni in cui fu preside del liceo “Segrè”, Primo Merlisenna ,uomo di sinistra, sentì la necessità di far riscoprire ai giovani il patriottismo civile, ponendo la bandiera sul pennone della scuola che nessuno aveva mai utilizzato prima. Anche quiBANDIERA ESERCITO un’eccezione. A Bolzano ho notato recentemente, in un liceo di lingua italiana ricostruito sul vecchio edificio-dove sono stato invitato  a parlare- l’assenza della lapide in ricordo dei caduti che è stata riposta in cantina.  La generazione del Piave che seppe morire per difendere l’Italia dal nemico austriaco , si era formata leggendo il “Cuore” che lo stesso Alberto Asor Rosa sentì ,insieme al “Pinocchio” di Collodi, come espressione dell’”Italia bambina”, la “nuova Italia” di cui scriverà Benedetto Croce. Oggi i bambini, purché non piangano o non disturbino i genitori, vengono lasciati molte ore incollati ai videogiochi.  Della “retorica”  FRECCEottocentesca che profumava di spirito  risorgimentale, si è fatta tabula rasa. Gli eroi dei videogiochi spadroneggiano indisturbati anche quando evocano scene di violenza. Ecco uno dei motivi per cui i patrioti  Cesare Battisti e Damiano Chiesa sono stati dimenticati. Un unico concerto alpino al Circolo Ufficiali di Torino , a cui ha partecipato come unica autorità il Vicepresidente del Consiglio Regionale Boeti, non basta a colmare il deficit di memoria storica che  questa città continua a vivere.  

Pier Franco Quaglieni

Sostegno all’Isis sui social network, aperta inchiesta

in BREVI DI CRONACA

isis2L’Ansa informa che la polizia postale ha individuato nei mesi scorsi a Torino una serie di profili sui  social network che, attraverso  immagini  e video,  praticavano attività di sostegno all’Isis e inneggianti alla jihad. La polizia ha informato la procura della repubblica che ha avviato un’inchiesta.

Dicembre 1895, nasce il cinema con i Lumière

in CULTURA E SPETTACOLI

Lumiere2 cinemaLumiere4 cinemaNonostante la pubblicità data all’evento nei giorni precedenti, si presentarono soltanto trentatré persone, mentre la stampa snobbò completamente l’invito. Ai presenti vennero proposti dieci episodi, della durata ognuno di un minuto scarso. Dal comico L’innaffiatore innaffiato alla tenera La colazione del bimbo (protagonisti Augustine e consorte che imboccano il loro figlioletto), il filo conduttore era la quotidianità riportata senza filtri sullo schermo

Un gruppo di operai, per lo più donne, con indosso abiti tipici della Belle Époque, esce dalla fabbrica al termine della giornata di lavoro. È l’episodio iniziale del cortometraggio proiettato dai fratelli Lumière davanti a una sparuta platea che, alla modica cifra di un franco, assistette a quello che oggi è considerato il primo film della storia del cinema. Esattamente centovent’anni fa – sabato 28 dicembre 1895 –  a Parigi, con “L’arrivo di un treno nella stazione di La Ciotat”, August e Louis Lumière presentavano la loro invenzione al mondo. Il luogo fu scelto dal fotografo Clement Maurice, amico dei Lumière, che affittò il Salon Indien du Grand Café, nel seminterrato dello storico locale parigino di Boulevard des Capucines. Nonostante la pubblicità data all’evento nei giorni precedenti, si presentarono soltanto trentatré persone, mentre la stampa snobbò completamente l’invito. Ai presenti vennero proposti dieci episodi, della durata ognuno di un minuto scarso. Dal comicoLumiere1 cinema L’innaffiatore innaffiato alla tenera La colazione del bimbo (protagonisti Augustine e consorte che imboccano il loro figlioletto), il filo conduttore era la quotidianità riportata senza filtri sullo schermo. Scene di vita reale che fornirono insieme un primitivo esempio di documentario. Gli spettatori ne rimasero strabiliati e in pochi minuti all’ingresso del locale (l’edificio oggi è parte dell’Hotel Scribe, che include il ristorante Café Lumière) si formò una calca di duemila persone, desiderose di scoprire la “meraviglia del secolo“.

Un successo che spinse Augustine e Louis a produrre il cinematrographe su larga scala e a mostrarne il funzionamento in giro per il mondo. I due figli dell’imprenditore e fotografo Antoine Lumière erano da  tempo impegnati in esperimenti sul procedimento fotografico e si erano trovati la strada spianata dall’invenzione di George Eastman, che nel 1885 aveva brevettato la pellicola cinematografica. Da qui partirono per la messa a punto di uno strumento che fosse in grado di catturare e riprodurre immagini, fungendo al contempo sia da camera da presa che da proiettore. Azionarlo era la più semplice delle operazioni: girando una manovella si avviava lo scorrimento e il riavvolgimento della pellicola, in modo da allungare il tempo delle riprese continue e registrare fedelmente le azioni compiute. Il destino volle che venisse brevettata con il titolo di “cinematographe”. Esisteva infatti già un brevetto omonimo rilasciato al connazionale Leon Bouly. Quest’ultimo, per Lumiere3 cinemaristrettezze economiche, non fu più in grado di pagare il canone di locazione per i suoi brevetti, lasciando di nuovo disponibile il nome che i due fratelli poterono riutilizzare per la loro macchina (la storiografia moderna è tuttavia concorde nell’attribuire a Bouly la paternità del termine cinematografo).

Si arrivò così alla prima dimostrazione del suo funzionamento, che avvenne in forma ristretta alla Société d’Encouragement à l’Industrie Nationale di Parigi, nell’aprile del 1895. Otto mesi più tardi ci si organizzò per il suo , già richiamato, “battesimo” pubblico. Anche se gli storici si dividono sul riconoscere ai Lumière il primato di aver inventato il cinema – una parte l’attribuisce al kinetoscopio di Thomas Edison, brevettato nel 1891 – non v’è dubbio alcuno nel considerare la proiezione del 28 dicembre 1895, come il primo film in assoluto nella storia della “settima arte”. Un evento che rappresentò uno spartiacque nell’evoluzione del termine cinematografo (dalle parole greche kinema = “movimento” e grapho = “descrivere”), che già dall’anno dopo iniziò a diffondersi, anche in Italia, nella versione abbreviata “cinema” (pronunciata alla francese con l’accento sull’ultima sillaba).

Marco Travaglini

Primo dell’anno culturale tra storia e meraviglie ai Musei Reali

in Cosa succede in città

giardini reali2Le festività sono un’ottima occasione per concedersi del tempo da dedicare ad attività culturali, e i Musei Reali di Torino sono pronti ad accogliere i visitatori con numerose proposte, per un’esperienza di visita che permetterà al pubblico una vera e propria immersione nella storia e nella cultura. Oltre ai consueti itinerari storici, artistici e culturali, sarà possibile visitare le numerose mostre temporanee ospitate dai Musei. Le meraviglie del mondo. Le collezioni di Carlo Emanuele I di Savoia, percorso che si snoda su due sedi: la Galleria Sabauda con tredici sale dedicate a dipinti, sculture, castello armeria realeantichità, armi, libri, manoscritti, disegni e oggetti preziosi, e la Biblioteca Reale con libri, trattati e straordinari album dipinti dedicati al mondo delle scienze e della natura. Sempre in Galleria Sabauda, appuntamento con lo spazio Confronti: Boldini guarda Van Dyck. Bambini nel tempo, visitabile fino all’8 gennaio, e prosegue la mostra L’occhio fedele. Incisori olandesi del Seicento, in spazio Scoperte, per ammirare incisioni a stampa di importanti artisti olandesi tra i quali Rembrandt van Rijn, Jacob van Ruisdael, Adriaen van Ostade e Paulus Potter. A Palazzo Chiablese continua la grande retrospettiva Toulouse-Lautrec. La Belle Époque, dedicata all’aristocratico bohémien considerato il più grande creatore di manifesti e stampe tra il XIX e XX secolo.

 

(foto: il Torinese)

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INFORMAZIONI

 

Ingresso e biglietteria

presso Palazzo Reale, Piazzetta Reale 1 (dalle 9 fino a un’ora prima della chiusura)

 

Orari

I Musei Reali sono aperti dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.

24 e 31 dicembre chiusura ore 14.

La mostra segue gli stessi orari, fino al 31 dicembre 2016.

I Musei Reali saranno chiusi il 25 dicembre e aperti il 1° gennaio con orario 11.00-19.00.

 

Biglietti

L’ingresso alla mostra Le meraviglie del mondo è incluso nel biglietto dei Musei Reali con l’eccezione di domenica 1° gennaio 2017, quando il costo del biglietto alla mostra sarà di € 10,00.

 

Intero Euro 12

Ridotto Euro 6 (ragazzi dai 18 ai 25 anni).

Gratuito per i minori 18 anni / insegnanti con scolaresche / guide turistiche / personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali / membri ICOM / disabili e accompagnatori / possessori dell’Abbonamento Musei e della Torino+Piemonte Card.

L’ingresso per i visitatori over 65 è previsto secondo le tariffe ordinarie.

 

Visite guidate di approfondimento alla mostra Le meraviglie del mondo:

18 e 28 dicembre

6, 8, 15, 22, 29 gennaio

12, 19, 26 febbraio

12, 29, 26 marzo

Le visite si tengono alle ore 16 e sono comprese nel biglietto d’ingresso; informazioni e prenotazioni: pr-to.info@beniculturali.it

 

Informazioni e prenotazioni per Toulouse-Lautrec. La Belle Époque

www.mostratoulouselautrec.it – T +39 011 02 43 01

Orari:

Lunedì 14.30 – 19.30

Mar, mer, ven, sab e dom 9.30 – 19.30

Giovedì 9.30 – 22.30

(la biglietteria chiude un’ora prima)

 

CAPODANNO:  LAV RICORDA CHE A TORINO E’ IN VIGORE IL DIVIETO DI  FUOCHI PIROTECNICI, BOTTI E PETARDI

in TRIBUNA

fuochiRICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

Il Regolamento n. 320 (art. 23) e il Regolamento di polizia urbana (art. 48 ter) della Città di Torino sanciscono, da oltre tre anni, il divieto assoluto di utilizzare botti e petardi. Il primo recita che l’esplosione di petardi, botti, fuochi d’artificio e simili può configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali, condotte che possono essere considerate, quindi, come lesive del Codice di procedura penale. «Negli ultimi giorni abbiamo assistito, con sorpresa, ad una campagna informativa fuorviante da parte della Città di Torino, nella quale, anziché ricordare ai cittadini il divieto di fare esplodere articoli pirotecnici, si invita a tenere cani e gatti al riparo dalle esplosioni, ignorando evidentemente che queste terrorizzano anche cani9gli animali selvatici, oltre ad infastidire le persone in condizioni di particolare difficoltà, come anziani, neonati e ammalati» dichiara Gualtiero Crovesio, Responsabile LAV Torino, che aggiunge: «Chiediamo all’amministrazione e al servizio pubblico di tener fede al proprio dovere di operare una corretta informazione su quanto previsto dalle normative spookyvigenti, evitando quindi di disorientare i cittadini con comunicazioni contraddittorie». Considerato che ciascuno ha il dovere di rispettare le norme in vigore, la LAV chiede alle forze dell’ordine di intervenire a sanzionare i trasgressori del divieto, a differenza di quanto avvenuto in questi tre anni con innumerevoli segnalazioni rimaste inevase, e invita i cittadini a continuare a segnalare ai suoi indirizzi gli episodi di trasgressione. L’associazione si rivolge infine alla sindaca Chiara Appendino, chiedendole un segno di discontinuità con la giunta precedente, che per anni si era dimostrata del tutto sorda alle innumerevoli sollecitazioni ad informare e sensibilizzare i cittadini – a partire dalle scuole – contro l’uso di articoli pirotecnici.

 

La sindaca: “Tra i cittadini c’è speranza per il futuro. Il cambiamento si fa in modo sabaudo”

in prima pagina

appendino CITTAGORALa sindaca Chiara Appendino, nella conferenza stampa di fine anno, afferma di essere ottimista per il futuro: “La nostra era una città divisa in due e lo è ancora, ma  tra i cittadini riscontro una forte speranza per il futuro. Le idee sono molte e, anche se le risorse sono poche, c’è molta voglia di lavorare: confido che nel 2017 la città possa ripartire”.     A proposito dei conti municipali: “Abbiamo chiuso un bilancio che presentava forti criticità , incominciando a mettere ordine nei conti e, con una manovra da 58 milioni, abbiamo messo in sicurezza i servizi per i cittadini”.  Le sfide citate dalla prima cittadina sono più di una: “a gennaio con la Regione Piemonte cercheremo di chiudere il Patto per Torino, poi ci occuperemo del bilancio previsionale”, ha aggiunto comune municipiola Appendino. La sindaca respinge al mittente le critiche di chi dice che le decisioni della Giunta siano state prese in continuità con la precedente amministrazione: “non c’è un interruttore ‘on-off’, il cambiamento  va fatto con senso sabaudo”. In particolare Stefano Lorusso, capogruppo Pd aveva sottolineato nei giorni scorsi come l’amministrazione pentastellata abbia goduto nei suoi primi mesi di attività del lavoro fatto negli ultimi cinque anni da Fassino. Osvaldo Napoli (nella foto in baso) , cnapoli osvaldoapogruppo di Forza Italia a Palazzo Civico afferma che l’attività dei grillini nel 2016 “non è pervenuta. Sono stati fatti passi avanti e indietro come gamberi su temi importanti quali  l’area ex Westinghouse, la grande distribuzione, il tunnel di corso Grosseto e proclami contro le grandi opere. Ma il risultato è un nulla di fatto. Torino sta affrontando il problema della crisi, della disoccupazione  e dei nuovi poveri. La sindaca dimostri di essere all’altezza nel dare risposte ai torinesi”.

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