“La criminalità organizzata non è mai riuscita a infiltrarsi nei cantieri del Tav quando c’era Ltf. E a maggior ragione viene combattuta oggi da Telt. La sentenza del processo San Michele sulla presenza della ‘ndrangheta nel torinese lo conferma”. Attraverso questa nota la società che gestisce la realizzazione della nuova ferrovia ad alta velocità Torino-Lione smentisce ogni infiltrazione mafiosa. Il direttore generale di Telt Mario Virano dice comunque che si continuerà a tenere alta la guardia. La società ricorda che per gli appalti italiani della Torino-Lione sono state eseguite 863 richieste antimafia, delle quali 627 solo per il solo cantiere di Chiomonte. Le “interdittive” emanate dalle prefetture nei confronti delle aziende risultate non in regola con i requisiti sono state due. Le procedure riguardano il protocollo firmato a Torino nel 2012. “Il 7 giugno la Conferenza intergovernativa ha approvato il nuovo regolamento dei contratti, dove sono contenute le modalità di attuazione dell’applicazione della normativa antimafia anche ai cantieri d’oltralpe”.
Recenti:
Una struttura rinnovata, più accessibile e capace di rispondere ai bisogni del territorio: è stata
Formazione, prevenzione e confronto sul futuro della professione. «La cura ha mille volti. Diamo valore
L’ingegnere informatico texano Lee Mongerson Gilley, 39 anni, accusato negli Stati Uniti dell’omicidio della moglie incinta,
L’indagine annuale della Camera di commercio di Torino sulle abitudini di spesa delle famiglie evidenzia anche
Promozione del vino piemontese, Bongioanni: «Un bando da 7,4 milioni di euro per consorzi e associazioni

