Molinari, il direttore dal Medio Oriente a Barriera di Milano

in ECONOMIA E SOCIETA'

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Tour del responsabile della Stampa nelle periferie torinesi. La direttrice dei Bagni lapidariamente mi contraddice: i problemi non sono determinati dalle scelte politiche, ma dal karma negativo della Barriera.  La nostra ilarità si è mischiata con la voglia di piangere (foto: Piero Chiariglione)

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I bagni pubblici di via Agliè: se con un ipotetico ed immaginario compasso si tracciasse un cerchio per delimitare il cuore della Barriera di Milano, il centro è lì. Vicini anche pezzi di storia, come la prima pizzeria napoletana della città. Dove storici accordi di sono realizzati, come quello tra il sindaco Sergio Chiamparino e l’ ad dell’allora Fiat Sergio Marchionne. Siamo nel cuore del cuore, scelto da Maurizio Molinari neodirettore  della Stampa. 15 minuti accademici di ritardo, e l’inizio. La paura di non trovare posto a sedere mi ha indotto a presentarmi prima.

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Effettivamente sala piena. Totale mutismo di chi ospitava e introduzione del Direttore. Ha spiegato perché era lì: giro delle periferie per conoscere la realtà, per raccontarla, e poi per promuovere il suo giornale. Ottimo corrispondente estero dagli Usa e poi dal Medio Oriente sta rodandosi per il suo nuovo incarico. Sala attenta e qualificata. Arriva il meglio della serata. Si toglie la giacca, si alza dal tavolo e sollecita i presenti nell’intervenire. Tutti civili nell’esporre le proprie preoccupazioni, tutti concordi nel sottolineare il deteriorarsi della situazione sociale e di convivenza. Alcune persone di colore e una ragazza con il foulard come copricapo. Il primo intervento mi ha colpito. Presidente di una associane di anziani dice che organizza camminate per il quartiere.

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Riprendere il commercio al minuto, isole pedonali per facilitare il non uso dell’auto, poi la suggestione di far diventare la Barriera quartiere più bello di Torino. Il meglio della barriera era lì.Esco un attimo sapendo che alcuni amici sono accaniti fumatori, e siamo raggiunti dalla direttrice dei bagni.Si continua la discussione ed io accentuo su ciò che ha provocato il degrado e che cosa si dovrebbe fare subito. La direttrice lapidariamente mi contraddice: i problemi non sono determinati dalle scelte politiche, ma dal karma negativo della Barriera.  La nostra ilarità si è mischiata con la voglia di piangere.

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Il dibattito si fa più interessante con un’altra parola chiave: convivenza tra le varie diversità. Sicuramente suggestivo, ma complicato nella sua gestione. Finio, sicuramente interessante. Piccolo giro in auto tra Corso Giulio Cesare, via Elvo e via Leini. Chiedo all’autista cosa fanno qui ragazzi di colore. Spacciano droga. La Sala giochi di via Leinì non c’è più, lavori in corso. Cosa costruiscono? Un supermercato. Chiedo: riqualificazione edilizia? Una lontana chimera, il valore degli alloggi è crollato. Proprio vero: tra dire ed il fare c’è di mezzo il mare. Ma voglio essere ottimista, perlomeno vedere il bicchiere mezzo pieno. M’induce speranza l’aver visto queste persone animate da buoni propositi e direttamente impegnati. Speriamo che la politica, i politici ascoltino, capendo ed agendo.

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