Dieci anni di cura Marchionne e la Fiat risorge

Il sogno di grandezza di Sergio Marchionne, che alla presentazione del Piano industriale di FCA ha voluto sottolineare l’importanza, per uomini e aziende,  di lasciare il segno nella storia, forse ha fatto storcere il naso a chi, come Maurizio Landini, leader Fiom, vuole vedere fatti e non soltanto sentire parole

 

fiat arancio“Non voglio essere ringraziato”, è il tormentone di Crozza-Marchionne nell’imitazione dell’ad di Fiat-Chrysler del celebre comico televisivo. Ma qualche ringraziamento, forse, al supermanager va fatto. Quando, esattamente dieci anni fa divenne  amministratore delegato, patrocinato da tempo da  Umberto Agnelli,  la Fiat era allo sbando: un miliardo di euro la perdita annuale.  La cura Marchionne ha funzionato facendo triplicare gli utili. E questo è un dato di fatto.lingotto bandiera

 

Lo stesso ad, in una dichiarazione  rilasciata recentemente ha ricordato  che “Fiat e Chrysler nel 2003 si trovavano al decimo e al dodicesimo posto nella classifica dei costruttori mondiali, insieme sono oggi al settimo posto.   Anche dieci anni fa i volumi erano accettabili, ma la differenza è che entrambe le aziende erano in profondo rosso, mentre oggi hanno un utile di 3,4 miliardi”. Il sogno di grandezza di Sergio Marchionne, che alla presentazione del Piano industriale di FCA ha voluto sottolineare l’importanza, per uomini e aziende,  di lasciare il segno nella storia, forse ha fatto storcere il naso a chi, come Maurizio Landini, leader Fiom, vuole vedere fatti e non soltanto sentire parole. Ma, a giudicare dal primo decennio di Era Marchionne, i frutti incominciano a vedersi.

 

fiat 500A chi teme l’eccessiva globalizzazione del Lingotto targata America , con inevitabile abbandono di Torino da parte dell’azienda, Marchionne risponde così: ” la nostra forza deriva proprio dall’unione di queste due realtà, ognuna conserverà la propria identità e metterà a disposizione dell’altra i propri punti di forza. E’ una prova – ha detto ancora Marchionne – che l’indipendenza oggi nel nostro settore non può più essere considerata un valore. Le economie di scala, le capacità di generare efficienze, lo sviluppo di piattaforme globali, la condivisione dei costi e degli investimenti. E questa è la strategia che abbiamo abbracciato nel 2009 e che ora sta portando i suoi benefici”. Ha poi aggiunto: “la parte più difficile riguarda l’Alfa. Ma comunque i target 2014 non mi preoccupano”.fiat lingotto

 

Torino, comunque, non deve limitarsi a guardare e applaudire. E’ un segnale positivo il fatto che il nuovo presidente della Regione, Sergio Chiamparino, abbia indicato la Fiat e il suo futuro (anche piemontese) tra le sue priorità di governo.

 

(Foto: il Torinese)

 

 

 

 

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