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SUL GRANDE SCHERMO

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Aladdin – Fantasy. Regia di Guy Ritchie, con Will Smith, Naomi Scott e Mena Massoud. Da un lato Aladdin, che sogna di abbandonare il proprio passato di ragazzo di strada, e dall’altro la principessa Jasmine, la figlia del Sultano della città di Agrabah, anche lei pronta a coltivare i propri sogni, ad esempio uscire da palazzo, entro cui la tengono chiusa un padre iperprotettivo e una dama di compagnia che non la perde mai di vista, per correre in aiuto degli abitanti della città. Mentre il Sultano è alla ricerca di un marito per la figlia, il consigliere Jafar pensa di impadronirsi del trono: ma Aladdin incontrerà Jasmine, verrà suo malgrado coinvolto nei malvagi progetti di Jafar e scoprirà una magica lampada ad olio entro cui vive il Genio, pronto a esaudire ogni suo desiderio. Durata 128 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

 

A mano disarmata – Drammatico. Regia di Claudio Bonivento, con Claudia Gerini. Federica Angeli è una giornalista di cronaca di Repubblica. Nata e cresciuta ad Ostia, assiste ogni giorno ai soprusi che la mafia locale, capitanata dalla famiglia Costa, infligge ai suoi concittadini, e decide di appicare lasua competenza in materia di giornalismo d’inchiesta ad un’indagine sulla criminalità organizzata lungo il litorale romano. Le minacce non tardano ad arrivare, a Federica come a tutta lasua famiglia: il marito Massimo, i tre figli, la sorella, la madre. La giornalista viene messa sotto scorta e la sua vita si trasforma: lei che era abituata alla libertà e all’indipendenza si ritrova a dover rispondere di ogni suo movimento e a dover temere gli attacchi dei Costa e dei loro affiliati. Durata 107 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

American Animals – Drammatico. Regia di Bart Layton, con Blake Jenner, Evan Peters e Jared Abrahamson. Spencer è uno studente d’arte che sente nella sua vita l’assenza di qualcosa di significativo che lo ispiri, fosse anche un evento tragico. Il suo migliore amico d’infanzia, Warren, ha ottenuto una borsa di studio come giocatore di calcio ma è insoddisfatto del college e della sua mediocrità borghese. Quando Spencer scopre che nella biblioteca della Transylvania University di Lexington in Kentucky sono custoditi testi di grande valore, peraltro senza particolari misure di sicurezza, i due iniziano ad architettare una rapina e coinvolgono anche il contabile Erik e lo sportivo Chas. Oltre al colpo nello stesso college che frequentano, Warren progetta anche come piazzare successivamente una refurtiva così rara, entrando in contatto con mercanti d’arte europei. Ma li attende una serie di rocamboleschi imprevisti. Durata 116 minuti. (Nazionale sala 1)

 

L’angelo del crimine – Drammatico. Regia di Luis Ortega, con Lorenzo Ferro e Chino Darìn. Buenos Aires 1971. Giovane, spavaldo, capelli biondi e faccia d’angelo, Carlos entra nelle case dei ricchi e ruba tutto ciò che gli piace. L’incontro a scuola con Ramòn, coetaneo dal quale è attratto, segna il suo ingresso in una banda di criminali, con la quale compie altri furti e soprattutto il suo primo omicidio, di fronte al quale rimane assolutamente impassibile. Fino alla morte dell’amato Ramòn e oltre, Carlos proseguirà indisturbato le sue attività criminali, uccidendo ancora e talvolta facendo ritorno dai genitori come un figlio qualsiasi. Verrà arrestato dopo un colpo non riuscito e l’assassinio di un complice. Da una storia vera. Durata 118 minuti. (Classico, Greenwich Village sala 2)

 

Arrivederci professore – Drammatico. Regia di Wayne Roberts, con Johnny Depp , Rosemarie DeWitt e Danny Huston. Università del New England, il professor Richard si scopre vittima di una malattia grave che rischia di mutare per sempre la sua esistenza. Al diavolo le convenzioni allora, meglio cancellare ogni ipocrisia, meglio adottare uno stile di vita che conosca finalmente coraggio, eccessi, sesso, vizi quanti non se ne sono mai provati, provocazioni e insulti a chiunque provi a stuzzicarlo. Fregarsene di una moglie che coltiva una relazione extraconiugale, di una figlia che ha appena rivelato la propria omosessualità, degli amici che non sono tali e dei colleghi che sono sempre lì a tentare di farti le scarpe, degli studenti che ti seguono ma tra tra mille timori. Durata 90 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)

 

La bambola assassina – Horror. Regia di Lars Klevberg, con Aubrey Plaza, Gabriel Bateman e Brian Tyree Henry. Karen, una mamma single, regala a suo figlio Andy, un adolescente affetto tra l’altro da un handicap uditivo per cui è obbligato a portare un apparecchio acustico, una bambola per il suo compleanno. Il suo nome è Chucky. Avrà inizio un susseguirsi di fatti terrificanti e crudeli, incontrollabili. Nella versione originale la voce della bambola è quella di Mark Hamill, il celebre Luke Skywalker di “Guerre stellari”. Durata 120 minuti. (Massaua, The Space, Uci)

 

Beautiful Boy – Drammatico. Regia i Felix van Groeningen, con Timothée Chalamet e Steve Carell. Nicolas Sheff ha 18 anni ed è un bravo studente: scrive per il giornale della scuola, recita nello spettacolo teatrale di fine anno e fa parte della squadra di pallanuoto. Ama leggere e possiede una spiccata sensibilità artistica; in autuno andrà al college. Da quando ha compiuto i 12 anni, ama però sperimentare le droghe; da qualche tempo ha provato la metamfelamina e, come lui stesso dichiara, “il mondo, da bianco e nero, il mondo improvvisamente è diventato in Technicolor”. In breve tempo Nic, da semplice adolescente che fa uso sporadico di stupefacenti, si trasforma in un vero e proprio tossicodipendente. “Beautiful Boy” è la storia, vera, basata sulle biografie del giovane protagonista e di suo padre David, tanto onesta quanto spietata, di una famiglia che accompagna il proprio figlio nella lotta contro l’assuefazione. Durata 112 minuti. (Reposi, Romano sala 3, Uci)

 

Dolor y gloria – Drammatico. Regia di Pedro Almodòvar, con Antonio Banderas e Penelope Cruz. Tra finzione e autobiografia, l’opera ultima del’autore spagnolo in concorso a Cannes: il regista Salvador Mallo ha perso ogni creatività, le malattie e una recente operazione lo hanno minato non soltanto nel corpo. Soltanto i ricordi dell’infanzia, l’abbandono di certi dissapori con un vecchio amico, l’incontro casuale con un antico amore, la scrittura e il mai abbandonato amore per il cinema lo spingeranno a vedere un tempo di ottimismo. Durata 113 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico, Eliseo Rosso)

 

Godzilla II – King of the Monsters – Fantasy. Regia di Michael Dougherty, con Vera Farmiga, Charles Dance, Sally Hawkins e Kyle Chandler. Trentacinquesimo film dedicato all’orribile mostro. In campo l’agenzia criptozoologica Monarch con tutti i suoi membri pronti a fronteggiare una serie di mostri, tra cui Godzilla appunto in lotta con Mothra e Rodan King Ghidorah, il mostro a tre teste, tutti tornati in vita per affermare la propria supremazia e mettere a rischio l’esistenza dell’umanità. Durata 132 minuti. (The Space, Uci)

 

Il grande salto – Commedia. Regia di Giorgio Tirabassi, con Ricky Memphis e Giorgio Tirabassi. Rufetto (il regista stesso) e Nello sono due rapinatori romani di piccolo calibro, appena usciti di prigione dopo quattro anni per rapina. I soldi continuano a mancare e loro si mettono a cercare un’altra occasione, ma senza grossi successi. Intanto Rufetto continua a vivere in casa del suocero con moglie e figlio e Nello nello scantinato che da sempre è casa sua, nella continua ricerca di una fidanzata. In attesa entrambi del “grande salto” che prima o poi forse arriverà. Durata 92 minuti. (Reposi, Uci)

 

Juliet, naked – Commedia. Regia di Jesse Peretz, con Ethan Hawke, Rose Byrne e Chris O’Dowd. Tratto dal romanzo omonimo di Nick Hornby. Duncan e Annie vivono una relazione abitudinaria da 15 anni. Annie sente crescere in lei un forte desiderio di maternità, ma conoscendo le idee del marito non osa insistere. Duncan è letteralmente ossessionato da Tucker Crowe, un musicista ritiratosi misteriosamente dalle scene, e condivide sui social la propria passione con un gruppo di appassionati sparsi per il mondo. È proprio grazie a questi contatti che riceverà il nuovo album del cantante, intitolato “Juliet, naked”. Ma Annie pubblicherà on line una recensione negativa di quel nuovo album e lo stesso cantante si metterà in contatto con lei per risponderle: così il cantante entrerà nelle vite di Duncan e Annie e le crepe tra i due diverranno insanabili. Soprattutto quando Annie e Crowe inizieranno una relazione. Durata 105 minuti. (Nazionale sala 2)

 

I morti non muoiono – Horror. Regia di Jim Jarmusch, con Bill Murray, Adam Driver, Chloë Sevigny, Tilda Swinton, Steve Buscemi e Danny Glover. Nella tranquilla cittadina di Centreville, più o meno 700 anime, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie che circolano sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati, Ma nessuno prevede la conseguenza più strana e più pericolosa che inizierà presto a tormentare la cittadina: i morti non muoiono, escono dalle loro tombe e iniziano a nutrirsi di esseri viventi mentre gli abitanti dovranno combattere per la loro sopravvivenza. A tentare di respingere quell’invasione tre poliziotti, il commissario Robertson, il giovane agente Peterson e la terrorizzata agente Morrison, in buona compagnia della proprietaria di una ditta di pompe funebre, che usa maneggiare con grande abilità la Katana dei samurai. Il film che ha inaugurato il recente festival di Cannes. Durata 103 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Grande, Greenwich Village sala 1, Ideal, Uci)

 

Pets 2 – Vita da animali – Animazione. Regia di Chris Renaud. La sua padrona si è sposata ed ha avuto un figlio e il cane Max si ritrova improvvisamente ansioso, vittima della sindrome del genitore iperapprensivo, e torturato per questo da un prurito psicosomatico. Quale miglior cura di un soggiorno in campagna? Nel frattempo a New York, a presidiare il quartiere e il pupazzetto preferito di Max, restano Gidget, che imparerà a fingersi un gatto per affrontare la moltitudine di gelini di una vecchia del palazzo, e il coniglio Nevosetto, che avrà modo di soddisfare la sua sete di avventura liberando un cucciolo di tigre dalla gabbia di un losco direttore di circo. Durata 86 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 3, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci)

 

Polaroid – Horror. Regia di Lars Klevberg, con Madelaine Petsch e Kathryn Prescott. Basato sul cortometraggio omonimo realizzato quattro anni fa e premiato al Los Angeles Horror Short Film Festival: un gruppo di ragazzi si ritrovano vittime di una macchina fotografica posseduta da un’entità vendicativa: già in passato morti cruente colpirono quanti furono ripresi con quell’apparecchio. Durata 88 minuti. (Uci)

 

La prima vacanza non si scorda mai – Commedia. Regia di Patrick Cassir, con Camille Chmoux e Jonathan Cohen. Trentenni, Marion e Ben, parigini, diversissimi l’una dall’altro, si conoscono su di un sito per incontri per cuori più o meno solitari o indecisi. Due caratteri che più lontani non si penserebbe, lei tutta per l’avventura e la vita allo sbaraglio, lui tutto ordine maniacale e comodità assoluta in qualche più che confortevole ressort. Sesso sfrenato, tanto per cominciare; poi una vacanza insieme, in quel della Bulgaria, tra risate e vita spensierata, che non c’è niente di meglio nella vita. Una sfida fuori del consentito? Una botta di vita imposta dal destino? Forse l’inizio per un nuovo modo di inventarsi un’esistenza a due. Durata 102 minuti. (Centrale anche V.O., F.lli Marx sala Groucho, Uci)

 

Rapina a Stoccolma – Drammatico. Regia di Robert Budreau, con Ethan Hawke e Noomi Rapace. Durata 95 minuti. Sei giorni di storia convulsa, nell’agosto del 1973, tra rapina e trattative, la prima è quella alla Kredit-banken svedese di Stoccolma da parte del piccolo criminale Jan-Erik Olsson, con quattro impiegati in ostaggio, tre donne e un uomo, le altre danno il via alla pretesa della scarcerazione immediata di un suo compare dalle patrie galere, alla richiesta di un milione di dollari, di una Mustang come se fosse Bullit e di una pronta e sicura via di fuga. Ne nacque anche un aspetto sentimentale, tra il bandito e una donna in ostaggio: la prima tappa di quella che psicologi e criminologi avrebbero definito “la sindrome di Stoccolma”. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)

 

Rocketman – Commedia musicale, biografico. Regia di Dexter Fletcher, con Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden e Bryce Dallas Howard. Prima Freddie Mercury, oggi Elton John. Questa è la sua storia, la vita tutta in salita di uno tra i più grandi e osannati cantanti del mondo, fatta delle tante tappe che ci si possono aspettare: l’infanzia, il rapporto difficile con due genitori privi di affetto, la scoperta del proprio talento, l’incontro con Bernie Taupin e quello con con John Reid, l’ascesa inarrestabile e gli inarrestabili abusi di droga e alcool, la dipendenza dal sesso, la caduta e la riabilitazione e ancora il successo. Durata 121 minuti. (Eliseo Rosso, Lux sala 1, Uci)

 

Sir – Cenerentola a Mumbai – Drammatico. Regia di Rohena Gera, con Tillotama Shome e Vivek Gomber. Ratna lavora come domestica per Ashwin, erede di una ricca famiglia di Mumbai. Lui possiede tutto, ma è disilluso sul futuro; lei invece non possiede nulla ma è piena di speranza e lotta per i suoi sogni. I loro due mondi così distanti si avvicineranno, facendo emergere sentimenti inaspettati. Durata 99 minuti. (Romano sala 2)

 

Il traditore – Drammatico. Regia di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Ferracane e Fausto Russo Alesi. Una pagina di storia italiana, la vicenda della cattura e del processo di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, che ebbe la propria famiglia sterminata dai Corleonesi, i suoi nemici di sempre, le confessioni e la conoscenza offerta a Giovanni Falcone della struttura mafiosa di Cosa Nostra, svelandone la cupola e consegnandola alla giustizia, rivelando le collusioni con il mondo politico e il traffico di droga con la mafia italo-americana. Un film che fuoriesce dai temi e dai racconti cui siamo abituati a collegare il nome di Bellocchio, un film che forse avrebbe preteso un taglio maggiormente documentaristico (alla Rosi o alla Damiani, per intenderci) e meno romanzato, un film che a volte pecca di folclore e di macchiettismo: ma che ha il suo punto di forza nell’interpretazione di Favino, mai così bravo (e c’è da chiedersi seriamente se la giuria di Inarritu a Cannes abbia visto giusto nel dare il palmarès a Banderas scordandosi del nostro attore), padrone del personaggio in ogni più nascosta piega, nella parlata siciliana come nelle trasformazioni del viso e del corpo tutto, con il passare degli anni, nello svolgimento delle azioni delittuose, nei momenti familiari, negli ordini e nelle stragi, nei dialoghi – perfetti – con i propri nemici in tribunale o con il rappresentante della legge. Durata 128 minuti. (Massaua, Eliseo Blu, Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria, Reposi, Romano sala 1, The Space, Uci)

 

X-Men: Dark Phoenix – Fantasy. Regia di Simon Kinberg, con Sophie Turner, Jennifer Lawrence, Michael Fassbender, James McAvoy e Jessica Chastain. L’eroina Jean Grey acquista, a causa di un incidente nello spazio, enormi poteri che si rivelano tuttavia negativi e che la mutano in Dark Phoenix: dovrà essere “recuperata” dal gruppo dei suoi amici, Mystica, Magneto e Bestia, mentre dovrà guardarsi da un’aliena capace di cambiare forma e pronta ad entrare nella sua mente, a manipolarla, a farla esplodere. Durata 120 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

 

 

 

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Aladdin – Fantasy. Regia di Guy Ritchie, con Will Smith, Naomi Scott e Mena Massoud. Da un lato Aladdin, che sogna di abbandonare il proprio passato di ragazzo di strada, e dall’altro la principessa Jasmine, la figlia del Sultano della città di Agrabah, anche lei pronta a coltivare i propri sogni, ad esempio uscire da palazzo, entro cui la tengono chiusa un padre iperprotettivo e una dama di compagnia che non la perde mai di vista, per correre in aiuto degli abitanti della città. Mentre il Sultano è alla ricerca di un marito per la figlia, il consigliere Jafar pensa di impadronirsi del trono: ma Aladdin incontrerà Jasmine, verrà suo malgrado coinvolto nei malvagi progetti di Jafar e scoprirà una magica lampada ad olio entro cui vive il Genio, pronto a esaudire ogni suo desiderio. Durata 128 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

 

A mano disarmata – Drammatico. Regia di Claudio Bonivento, con Claudia Gerini. Federica Angeli è una giornalista di cronaca di Repubblica. Nata e cresciuta ad Ostia, assiste ogni giorno ai soprusi che la mafia locale, capitanata dalla famiglia Costa, infligge ai suoi concittadini, e decide di appicare lasua competenza in materia di giornalismo d’inchiesta ad un’indagine sulla criminalità organizzata lungo il litorale romano. Le minacce non tardano ad arrivare, a Federica come a tutta lasua famiglia: il marito Massimo, i tre figli, la sorella, la madre. La giornalista viene messa sotto scorta e la sua vita si trasforma: lei che era abituata alla libertà e all’indipendenza si ritrova a dover rispondere di ogni suo movimento e a dover temere gli attacchi dei Costa e dei loro affiliati. Durata 107 minuti. (Ambrosio sala 3, Greenwich Village sala 2, Uci)

 

American Animals – Drammatico. Regia di Bart Layton, con Blake Jenner, Evan Peters e Jared Abrahamson. Spencer è uno studente d’arte che sente nella sua vita l’assenza di qualcosa di significativo che lo ispiri, fosse anche un evento tragico. Il suo migliore amico d’infanzia, Warren, ha ottenuto una borsa di studio come giocatore di calcio ma è insoddisfatto del college e della sua mediocrità borghese. Quando Spencer scopre che nella biblioteca della Transylvania University di Lexington in Kentucky sono custoditi testi di grande valore, peraltro senza particolari misure di sicurezza, i due iniziano ad architettare una rapina e coinvolgono anche il contabile Erik e lo sportivo Chas. Oltre al colpo nello stesso college che frequentano, Warren progetta anche come piazzare successivamente una refurtiva così rara, entrando in contatto con mercanti d’arte europei. Ma li attende una serie di rocamboleschi imprevisti. Durata 116 minuti. (Nazionale sala 2)

 

L’angelo del crimine – Drammatico. Regia di Luis Ortega, con Lorenzo Ferro e Chino Darìn. Buenos Aires 1971. Giovane, spavaldo, capelli biondi e faccia d’angelo, Carlos entra nelle case dei ricchi e ruba tutto ciò che gli piace. L’incontro a scuola con Ramòn, coetaneo dal quale è attratto, segna il suo ingresso in una banda di criminali, con la quale compie altri furti e soprattutto il suo primo omicidio, di fronte al quale rimane assolutamente impassibile. Fino alla morte dell’amato Ramòn e oltre, Carlos proseguirà indisturbato le sue attività criminali, uccidendo ancora e talvolta facendo ritorno dai genitori come un figlio qualsiasi. Verrà arrestato dopo un colpo non riuscito e l’assassinio di un complice. Da una storia vera. Durata 118 minuti. (Classico)

 

Beautiful Boy – Drammatico. Regia i Felix van Groeningen, con Timothée Chalamet e Steve Carell. Nicolas Sheff ha 18 anni ed è un bravo studente: scrive per il giornale della scuola, recita nello spettacolo teatrale di fine anno e fa parte della squadra di pallanuoto. Ama leggere e possiede una spiccata sensibilità artistica; in autuno andrà al college. Da quando ha compiuto i 12 anni, ama però sperimentare le droghe; da qualche tempo ha provato la metamfelamina e, come lui stesso dichiara, “il mondo, da bianco e nero, il mondo improvvisamente è diventato in Technicolor”. In breve tempo Nic, da semplice adolescente che fa uso sporadico di stupefacenti, si trasforma in un vero e proprio tossicodipendente. “Beautiful Boy” è la storia, vera, basata sulle biografie del giovane protagonista e di suo padre David, tanto onesta quanto spietata, di una famiglia che accompagna il proprio figlio nella lotta contro l’assuefazione. Durata 112 minuti. (Reposi, Romano sala 1 e 2, Uci)

 

Blue my mind – Il segreto dei miei anni – Drammatico. Regia di Lisa Brühlmann, con Luna Wedler e Zoë Pastelle Holthuizen. Alla fine dell’estate, Mia, irrequieta quindicenne, si trasferisce con i genitori a Zurigo. Estremamente ribelle ad ogni imposizione, affronta il non facile periodo della pubertà, appoggiata da un gruppo di amiche, andando incontro a droghe ed esperienze sessuali: il suo corpo e la sua esistenza subiranno un forte cambiamento. Opera prima dell’attrice/regista svizzera. Durata 97 minuti. (Centrale anche V.O., F.lli Marx sala Harpo)

 

Climax – Drammatico. Regia di Gaspar Noé, con Sofia Boutella e Romain Guillermic. L’autore di “Irréversible” si confronta questa volta con un gruppo di una ventina di giovani ballerini, riuniti in una sala prove per uno spettacolo. Qualcuno decide ad un certo punto per un intervallo a suon di sangria, corretta purtroppo con ogni probabilità da acido lisergico: sarà una notte intensa di aggressività e deliri, di istinti sessuali e malesseri fisici, descritti e portati all’eccesso come soltanto Noé sa fare. Come qualcuno ha scritto, un cinema che si prende o si lascia, senza ripensamenti. Da una storia vera datata 1996. Durata 90 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino, Uci)

 

Dolor y gloria – Drammatico. Regia di Pedro Almodòvar, con Antonio Banderas e Penelope Cruz. Tra finzione e autobiografia, l’opera ultima del’autore spagnolo in concorso a Cannes: il regista Salvador Mallo ha perso ogni creatività, le malattie e una recente operazione lo hanno minato non soltanto nel corpo. Soltanto i ricordi dell’infanzia, l’abbandono di certi dissapori con un vecchio amico, l’incontro casuale con un antico amore, la scrittura e il mai abbandonato amore per il cinema lo spingeranno a vedere un tempo di ottimismo. Durata 113 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico, Eliseo Rosso, Romano sala 1)

 

Godzilla II – King of the Monsters – Fantasy. Regia di Michael Dougherty, con Vera Farmiga, Charles Dance, Sally Hawkins e Kyle Chandler. Trentacinquesimo film dedicato all’orribile mostro. In campo l’agenzia criptozoologica Monarch con tutti i suoi membri pronti a fronteggiare una serie di mostri, tra cui Godzilla appunto in lotta con Mothra e Rodan King Ghidorah, il mostro a tre teste, tutti tornati in vita per affermare la propria supremazia e mettere a rischio l’esistenza dell’umanità. Durata 132 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)

 

Il grande salto – Commedia. Regia di Giorgio Tirabassi, con Ricky Memphis e Giorgio Tirabassi. Rufetto (il regista stesso) e Nello sono due rapinatori romani di piccolo calibro, appena usciti di prigione dopo quattro anni per rapina. I soldi continuano a mancare e loro si mettono a cercare un’altra occasione, ma senza grossi successi. Intanto Rufetto continua a vivere in casa del suocero con moglie e figlio e Nello nello scantinato che da sempre è casa sua, nella continua ricerca di una fidanzata. In attesa entrambi del “grande salto” che prima o poi forse arriverà. Durata 92 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

John Wick 3 – Parabellum – Azione. Regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves, Ian McShane e Halle Berry. E siamo così arrivati alla terza puntata delle avventure del killer per eccellenza che ha la faccia e i modi spicci di Reeves: questa volta ha fatto fuori un prestigioso membro della congrega degli assassini internazionali, sulla sua testa viene posta una taglia di 14 milioni di dollari e parecchi amici e nemici iniziano a dargli la caccia. Avventura e adrenalina, quante se ne vuole. Durata 113 minuti. (Uci)

 

Juliet, naked – Commedia. Regia di Jesse Peretz, con Ethan Hawke, Rose Byrne e Chris O’Dowd. Tratto dal romanzo omonimo di Nick Hornby. Duncan e Annie vivono una relazione abitudinaria da 15 anni. Annie sente crescere in lei un forte desiderio di maternità, ma conoscendo le idee del marito non osa insistere. Duncan è letteralmente ossessionato da Tucker Crowe, un musicista ritiratosi misteriosamente dalle scene, e condivide sui social la propria passione con un gruppo di appassionati sparsi per il mondo. È proprio grazie a questi contatti che riceverà il nuovo album del cantante, intitolato “Juliet, naked”. Ma Annie pubblicherà on line una recensione negativa di quel nuovo album e lo stesso cantante si metterà in contatto con lei per risponderle: così il cantante entrerà nelle vite di Duncan e Annie e le crepe tra i due diverranno insanabili. Soprattutto quando Annie e Crowe inizieranno una relazione. Durata 105 minuti. (Nazionale sala 1)

 

I morti non muoiono – Horror. Regia di Jim Jarmusch, con Bill Murray, Adam Driver, Chloë Sevigny, Tilda Swinton, Steve Buscemi e Danny Glover. Nella tranquilla cittadina di Centreville, più o meno 700 anime, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie che circolano sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati, Ma nessuno prevede la conseguenza più strana e più pericolosa che inizierà presto a tormentare la cittadina: i morti non muoiono, escono dalle loro tombe e iniziano a nutrirsi di esseri viventi mentre gli abitanti dovranno combattere per la loro sopravvivenza. A tentare di respingere quell’invasione tre poliziotti, il commissario Robertson, il giovane agente Peterson e la terrorizzata agente Morrison, in buona compagnia della proprietaria di una ditta di pompe funebre, che usa maneggiare con grande abilità la Katana dei samurai. Il film che ha inaugurato il recente festival di Cannes. Durata 103 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande, Greenwich Village sala 1, Ideal, The Space, Uci anche V.O.)

 

Pets 2 – Vita da animali – Animazione. Regia di Chris Renaud. La sua padrona si è sposata ed ha avuto un figlio e il cane Max si ritrova improvvisamente ansioso, vittima della sindrome del genitore iperapprensivo, e torturato per questo da un prurito psicosomatico. Quale miglior cura di un soggiorno in campagna? Nel frattempo a New York, a presidiare il quartiere e il pupazzetto preferito di Max, restano Gidget, che imparerà a fingersi un gatto per affrontare la moltitudine di gelini di una vecchia del palazzo, e il coniglio Nevosetto, che avrà modo di soddisfare la sua sete di avventura liberando un cucciolo di tigre dalla gabbia di un losco direttore di circo. Durata 86 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 3, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci)

 

Polaroid – Horror. Regia di Lars Klevberg, con Madelaine Petsch e Kathryn Prescott. Basato sul cortometraggio omonimo realizzato quattro anni fa e premiato al Los Angeles Horror Short Film Festival: un gruppo di ragazzi si ritrovano vittime di una macchina fotografica posseduta da un’entità vendicativa: già in passato morti cruente colpirono quanti furono ripresi con quell’apparecchio. Durata 88 minuti. (Ideal, The Space, Uci)

 

Rocketman – Commedia musicale, biografico. Regia di Dexter Fletcher, con Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden e Bryce Dallas Howard. Prima Freddie Mercury, oggi Elton John. Questa è la sua storia, la vita tutta in salita di uno tra i più grandi e osannati cantanti del mondo, fatta delle tante tappe che ci si possono aspettare: l’infanzia, il rapporto difficile con due genitori privi di affetto, la scoperta del proprio talento, l’incontro con Bernie Taupin e quello con con John Reid, l’ascesa inarrestabile e gli inarrestabili abusi di droga e alcool, la dipendenza dal sesso, la caduta e la riabilitazione e ancora il successo. Durata 121 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Rosso, Lux sala 2, Reposi, Uci)

 

Il traditore – Drammatico. Regia di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Ferracane e Fausto Russo Alesi. Una pagina di storia italiana, la vicenda della cattura e del processo di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, che ebbe la propria famiglia sterminata dai Corleonesi, i suoi nemici di sempre, le confessioni e la conoscenza offerta a Giovanni Falcone della struttura mafiosa di Cosa Nostra, svelandone la cupola e consegnandola alla giustizia, rivelando le collusioni con il mondo politico e il traffico di droga con la mafia italo-americana. Un film che fuoriesce dai temi e dai racconti cui siamo abituati a collegare il nome di Bellocchio, un film che forse avrebbe preteso un taglio maggiormente documentaristico (alla Rosi o alla Damiani, per intenderci) e meno romanzato, un film che a volte pecca di folclore e di macchiettismo: ma che ha il suo punto di forza nell’interpretazione di Favino, mai così bravo (e c’è da chiedersi seriamente se la giuria di Inarritu a Cannes abbia visto giusto nel dare il palmarès a Banderas scordandosi del nostro attore), padrone del personaggio in ogni più nascosta piega, nella parlata siciliana come nelle trasformazioni del viso e del corpo tutto, con il passare degli anni, nello svolgimento delle azioni delittuose, nei momenti familiari, negli ordini e nelle stragi, nei dialoghi – perfetti – con i propri nemici in tribunale o con il rappresentante della legge. Durata 128 minuti. (Massaua, Eliseo Blu, Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria, Reposi, Romano sala 2 e 3, The Space, Uci)

 

X-Men: Dark Phoenix – Fantasy. Regia di Simon Kinberg, con Sophie Turner, Jennifer Lawrence, Michael Fassbender, James McAvoy e Jessica Chastain. L’eroina Jean Grey acquista, a causa di un incidente nello spazio, enormi poteri che si rivelano tuttavia negativi e che la mutano in Dark Phoenix: dovrà essere “recuperata” dal gruppo dei suoi amici, Mystica, Magneto e Bestia, mentre dovrà guardarsi da un’aliena capace di cambiare forma e pronta ad entrare nella sua mente, a manipolarla, a farla esplodere. Durata 120 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche 3D)

 

 

 

 

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino 

A cura di Elio Rabbione

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AladdinFantasy. Regia di Guy Ritchie, con Will Smith, Naomi Scott e Mena Massoud. Da un lato Aladdin, che sogna di abbandonare il proprio passato di ragazzo di strada, e dall’altro la principessa Jasmine, la figlia del Sultano della città di Agrabah, anche lei pronta a coltivare i propri sogni, ad esempio uscire da palazzo, entro cui la tengono chiusa un padre iperprotettivo e una dama di compagnia che non la perde mai di vista, per correre in aiuto degli abitanti della città. Mentre il Sultano è alla ricerca di un marito per la figlia, il consigliere Jafar pensa di impadronirsi del trono: ma Aladdin incontrerà Jasmine, verrà suo malgrado coinvolto nei malvagi progetti di Jafar e scoprirà una magica lampada ad olio entro cui vive il Genio, pronto a esaudire ogni suo desiderio. Durata 128 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 2, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

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A mano disarmata Drammatico. Regia di Claudio Bonivento, con Claudia Gerini. Federica Angeli è una giornalista di cronaca di Repubblica. Nata e cresciuta ad Ostia, assiste ogni giorno ai soprusi che la mafia locale, capitanata dalla famiglia Costa, infligge ai suoi concittadini, e decide di appicare lasua competenza in materia di giornalismo d’inchiesta ad un’indagine sulla criminalità organizzata lungo il litorale romano. Le minacce non tardano ad arrivare, a Federica come a tutta lasua famiglia: il marito Massimo, i tre figli, la sorella, la madre. La giornalista viene messa sotto scorta e la sua vita si trasforma: lei che era abituata alla libertà e all’indipendenza si ritrova a dover rispondere di ogni suo movimento e a dover temere gli attacchi dei Costa e dei loro affiliati. Durata 107 minuti. (Ambrosio sala 1, Greenwich Village sala 1, The space, Uci)

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American AnimalsDrammatico. Regia di Bart Layton, con Blake Jenner, Evan Peters e Jared Abrahamson. Spencer è uno studente d’arte che sente nella sua vita l’assenza di qualcosa di significativo che lo ispiri, fosse anche un evento tragico. Il suo migliore amico d’infanzia, Warren, ha ottenuto una borsa di studio come giocatore di calcio ma è insoddisfatto del college e della sua mediocrità borghese. Quando Spencer scopre che nella biblioteca della Transylvania University di Lexington in Kentucky sono custoditi testi di grande valore, peraltro senza particolari misure di sicurezza, i due iniziano ad architettare una rapina e coinvolgono anche il contabile Erik e lo sportivo Chas. Oltre al colpo nello stesso college che frequentano, Warren progetta anche come piazzare successivamente una refurtiva così rara, entrando in contatto con mercanti d’arte europei. Ma li attende una serie di rocamboleschi imprevisti. Durata 116 minuti. (Nazionale sala 2)

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L’angelo del crimine Drammatico. Regia di Luis Ortega, con Lorenzo Ferro e Chino Darìn. Buenos Aires 1971. Giovane, spavaldo, capelli biondi e faccia d’angelo, Carlos entra nelle case dei ricchi e ruba tutto ciò che gli piace. L’incontro a scuola con Ramòn, coetaneo dal quale è attratto, segna il suo ingresso in una banda di criminali, con la quale compie altri furti e soprattutto il suo primo omicidio, di fronte al quale rimane assolutamente impassibile. Fino alla morte dell’amato Ramòn e oltre, Carlos proseguirà indisturbato le sue attività criminali, uccidendo ancora e talvolta facendo ritorno dai genitori come un figlio qualsiasi. Verrà arrestato dopo un colpo non riuscito e l’assassinio di un complice. Da una storia vera. Durata 118 minuti. (Greenwich Village sala 2)

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Dolor y gloriaDrammatico. Regia di Pedro Almodòvar, con Antonio Banderas e Penelope Cruz. Tra finzione e autobiografia, l’opera ultima del’autore spagnolo in concorso a Cannes: il regista Salvador Mallo ha perso ogni creatività, le malattie e una recente operazione lo hanno minato non soltanto nel corpo. Soltanto i ricordi dell’infanzia, l’abbandono di certi dissapori con un vecchio amico, l’incontro casuale con un antico amore, la scrittura e il mai abbandonato amore per il cinema lo spingeranno a vedere un tempo di ottimismo. Durata 113 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico, Eliseo Rosso, Reposi, Romano sala 1)

 

Godzilla II – King of the MonstersFantasy. Regia di Michael Dougherty, con Vera Farmiga, Charles Dance, Sally Hawkins e Kyle Chandler. Trentacinquesimo film dedicato all’orribile mostro. In campo l’agenzia criptozoologica Monarch con tutti i suoi membri pronti a fronteggiare una serie di mostri, tra cui Godzilla appunto in lotta con Mothra e Rodan King Ghidorah, il mostro a tre teste, tutti tornati in vita per affermare la propria supremazia e mettere a rischio l’esistenza dell’umanità. Durata 132 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

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John Wick 3 – ParabellumAzione. Regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves, Ian McShane e Halle Berry. E siamo così arrivati alla terza puntata delle avventure del killer per eccellenza che ha la faccia e i modi spicci di Reeves: questa volta ha fatto fuori un prestigioso membro della congrega degli assassini internazionali, sulla sua testa viene posta una taglia di 14 milioni di dollari e parecchi amici e nemici iniziano a dargli la caccia. Avventura e adrenalina, quante se ne vuole. Durata 113 minuti. (Reposi, Uci)

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Juliet, naked – Commedia. Regia di Jesse Peretz, con Ethan Hawke, Rose Byrne e Chris O’Dowd. Tratto dal romanzo omonimo di Nick Hornby. Duncan e Annie vivono una relazione abitudinaria da 15 anni. Annie sente crescere in lei un forte desiderio di maternità, ma conoscendo le idee del marito non osa insistere. Duncan è letteralmente ossessionato da Tucker Crowe, un musicista ritiratosi misteriosamente dalle scene, e condivide sui social la propria passione con un gruppo di appassionati sparsi per il mondo. È proprio grazie a questi contatti che riceverà il nuovo album del cantante, intitolato “Juliet, naked”. Ma Annie pubblicherà on line una recensione negativa di quel nuovo album e lo stesso cantante si metterà in contatto con lei per risponderle: così il cantante entrerà nelle vite di Duncan e Annie e le crepe tra i due diverranno insanabili. Soprattutto quando Annie e Crowe inizieranno una relazione. Durata 105 minuti. (Nazionale sala 1, Uci)

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Pets 2 – Vita da animali – Animazione. Regia di Chris Renaud. La sua padrona si è sposata ed ha avuto un figlio e il cane Max si ritrova improvvisamente ansioso, vittima della sindrome del genitore iperapprensivo, e torturato per questo da un prurito psicosomatico. Quale miglior cura di un soggiorno in campagna? Nel frattempo a New York, a presidiare il quartiere e il pupazzetto preferito di Max, restano Gidget, che imparerà a fingersi un gatto per affrontare la moltitudine di gelini di una vecchia del palazzo, e il coniglio Nevosetto, che avrà modo di soddisfare la sua sete di avventura liberando un cucciolo di tigre dalla gabbia di un losco direttore di circo. Durata 86 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 3, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci anche 3D)

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Polaroid – Horror. Regia di Lars Klevberg, con Madelaine Petsch e Kathryn Prescott. Basato sul cortometraggio omonimo realizzato quattro anni fa e premiato al Los Angeles Horror Short Film Festival: un gruppo di ragazzi si ritrovano vittime di una macchina fotografica posseduta da un’entità vendicativa: già in passato morti cruente colpirono quanti furono ripresi con quell’apparecchio. Durata 88 minuti. (Ideal, The Space, Uci)

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Quel giorno d’estateDrammatico. Regia di Mikhaël Hers, con Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Greta Scacchi e Stacy Martin. David vive a Parigi dove si arrangia con piccoli lavori occasionali. L’unico contatto familiare è rappresentato dallo stretto legame con la sorella Sandrine e Amanda, la nipotina di sette anni, cresciuta senza un padre. Durante l’estatyeDavid incontra Lena, appena trasferitasi nella capitale, e tra i due nasce presto un amore. Quando tutto sembra andare per il meglio, le loro vite vengono sconvolte da un attacco terroristico nel cuore di Parigi, nel quale Sandrine perde la vita. Oltre a dover affrontare lo shock e il dolore per la perdita, David deve ora prendersi cura della giovanissima nipote e trovare, insieme a Lena, una nuova serenità per ricominciare insieme a vivere. Durata 106 minuti. (Romano sala 3)

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RocketmanCommedia musicale, biografico. Regia di Dexter Fletcher, con Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden e Bryce Dallas Howard. Prima Freddie Mercury, oggi Elton John. Questa è la sua storia, la vita tutta in salita di uno tra i più grandi e osannati cantanti del mondo, fatta delle tante tappe che ci si possono aspettare: l’infanzia, il rapporto difficile con due genitori privi di affetto, la scoperta del proprio talento, l’incontro con Bernie Taupin e quello con con John Reid, l’ascesa inarrestabile e gli inarrestabili abusi di droga e alcool, la dipendenza dal sesso, la caduta e la riabilitazione e ancora il successo. Durata 121 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua, Eliseo Blu, Ideal, Lux  sala 2, Reposi, The Space, Uci)

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Takara – La notte che ho nuotatoDrammatico. Regia di Kohei Igarashi e Damien Manivel, con Takara Kogawa. L’avventura di un bambino di sei anni, alla ricerca di un padre che vede molto poco, tra le montagne piene di neve del Giappone: un mattino si metterà in viaggio per consegnargli un piccolo disegno che lui ha fatto nella notte. Durata 79 minuti. (F.lli Marx sala Chico)

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Il traditore – Drammatico. Regia di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Ferracane e Fausto Russo Alesi. Una pagina di storia italiana, la vicenda della cattura e del processo di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, che ebbe la propria famiglia sterminata dai Corleonesi, i suoi nemici di sempre, le confessioni e la conoscenza offerta a Giovanni Falcone della struttura mafiosa di Cosa Nostra, svelandone la cupola e consegnandola alla giustizia, rivelando le collusioni con il mondo politico e il traffico di droga con la mafia italo-americana. Un film che fuoriesce dai temi e dai racconti cui siamo abituati a collegare il nome di Bellocchio, un film che forse avrebbe preteso un taglio maggiormente documentaristico (alla Rosi o alla Damiani, per intenderci) e meno romanzato, un film che a volte pecca di folclore e di macchiettismo: ma che ha il suo punto di forza nell’interpretazione di Favino, mai così bravo (e c’è da chiedersi seriamente se la giuria di Inarritu a Cannes abbia visto giusto nel dare il palmarès a Banderas scordandosi del nostro attore), padrone del personaggio in ogni più nascosta piega, nella parlata siciliana come nelle trasformazioni del viso e del corpo tutto, con il passare degli anni, nello svolgimento delle azioni delittuose, nei momenti familiari, negli ordini e nelle stragi, nei dialoghi – perfetti – con i propri nemici in tribunale o con il rappresentante della legge. Durata 128 minuti. (Massaua, Eliseo Grande, Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)

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Torna a casa, Jimy! Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Chico)

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Tutti pazzi a Tel AvivCommedia. Regia di Sameh Zoabi, con Kais Nashif, Lubna Azabal e Yaniv Biton. Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l’assistente ai dialoghi per una nota e seguitissima soap opera intitolata “Tel Aviv brucia”, prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiungere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia che è ambientata a Tel Aviv nel 1967. Durata 97 minuti. (Romano sala 3)

X-Men: Dark Phoenix – Fantasy. Regia di Simon Kinberg, con Sophie Turner, Jennifer Lawrence, Michael Fassbender, James McAvoy e Jessica Chastain. L’eroina Jean Grey acquista, a causa di un incidente nello spazio, enormi poteri che si rivelano tuttavia negativi e che la mutano in Dark Phoenix: dovrà essere “recuperata” dal gruppo dei suoi amici, Mystica, Magneto e Bestia, mentre dovrà guardarsi da un’aliena capace di cambiare forma e pronta ad entrare nella sua mente, a manipolarla, a farla esplodere. Durata 120 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci anche 3D e V.O.)

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
Aladdin – Fantasy. Regia di Guy Ritchie, con Will Smith, Naomi Scott e Mena Massoud. Da un lato Aladdin, che sogna di abbandonare il proprio passato di ragazzo di strada, e dall’altro la principessa Jasmine, la figlia del Sultano della città di Agrabah, anche lei pronta a coltivare i propri sogni, ad esempio uscire da palazzo, entro cui la tengono chiusa un padre iperprotettivo e una dama di compagnia che non la perde mai di vista, per correre in aiuto degli abitanti della città. Mentre il Sultano è alla ricerca di un marito per la figlia, il consigliere Jafar pensa di impadronirsi del trono: ma Aladdin incontrerà Jasmine, verrà suo malgrado coinvolto nei malvagi progetti di Jafar e scoprirà una magica lampada ad olio entro cui vive il Genio, pronto a esaudire ogni suo desiderio. Durata 128 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 2, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci anche 3D)
 
L’angelo del crimine – Drammatico. Regia di Luis Ortega, con Lorenzo Ferro e Chino Darìn. Buenos Aires 1971. Giovane, spavaldo, capelli biondi e faccia d’angelo, Carlos entra nelle case dei ricchi e ruba tutto ciò che gli piace. L’incontro a scuola con Ramòn, coetaneo dal quale è attratto, segna il suo ingresso in una banda di criminali, con la quale compie altri furti e soprattutto il suo primo omicidio, di fronte al quale rimane assolutamente impassibile. Fino alla morte dell’amato Ramòn e oltre, Carlos proseguirà indisturbato le sue attività criminali, uccidendo ancora e talvolta facendo ritorno dai genitori come un figlio qualsiasi. Verrà arrestato dopo un colpo non riuscito e l’assassinio di un complice. Da una storia vera. Durata 118 minuti. (Greenwich Village sala 2)
 
L’angelo del male – Horror. Regia di David Yarovesky, con Jackson A. Dunn, Elisabeth Banks e David Denman. Tori è una donna felicemente sposata, cui manca ancora dopo anni di matrimonio il dono della maternità. Finalmente un bel pargolo arriva e nei primi anni di vita ha tutte le carte in regola per far felici papà e mamma: ma con la pubertà un prepotente lato oscuro inizia ad inquietare la famiglia e i dubbi più terribili si insinuano nella mente di Tori. Durata 91 minuti. (The Space, Uci)
 
Attenti a quelle due – Commedia. Regia di Chris Addison, con Anne Hathaway e Rebel Wilson. Due ragazze, provenienti da diverse estrazioni sociali ma ambedue con la frenesia di far quattrini. Il signore preso di mira è un ricco genio del settore tecnologico. Comico, ma capace di guardare anche al giallo e al thriller. Durata 94 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Uci)
 
Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Uci)
 
Bangla – Commedia. Regia di Pahim Bhuyian, con Carlotta Antonelli, Pietro Sermonti e Pahim Bhuyian. Quartiere romano di Torpignattara, immigrazione e integrazione, il ventiduenne attore e regista alla sua opera prima, musulmano proveniente dal Bangladesh, nato in Italia, si innamora di Asia, una effervescente quanto spericolata ragazza nostrana, ricambiato: ma tutto viene rimesso in discussione davanti al principio di una religione che prevede la castità prima del matrimonio e all’aut aut della famiglia di lei, conservatrice all’eccesso che certo non può vedere di buon occhio quell’amoretto giovanile. Un’esperienza personale che l’autore ha voluto raccontare sullo schermo, a rendere più verosimile il racconto vi ha inserito la la mamma vera e propria. Durata 86 minuti. (Cinema Massimo – Museo del Cinema sala Rondolino)
 
Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Greenwich Village sala 2)
 
Dolor y gloria – Drammatico. Regia di Pedro Almodòvar, con Antonio Banderas e Penelope Cruz. Tra finzione e autobiografia, l’opera ultima del’autore spagnolo in concorso a Cannes: il regista Salvador Mallo ha perso ogni creatività, le malattie e una recente operazione lo hanno minato non soltanto nel corpo. Soltanto i ricordi dell’infanzia, l’abbandono di certi dissapori con un vecchio amico, l’incontro casuale con un antico amore, la scrittura e il mai abbandonato amore per il cinema lo spingeranno a vedere un tempo di ottimismo. Durata 113 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico, Eliseo Rosso, Reposi, Romano sala 1, The Space, Uci)
 
Godzilla II – King of the Monsters – Fantasy. Regia di Michael Dougherty, con Vera Farmiga, Charles Dance, Sally Hawkins e Kyle Chandler. Trentacinquesimo film dedicato all’orribile mostro. In campo l’agenzia criptozoologica Monarch con tutti i suoi membri pronti a fronteggiare una serie di mostri, tra cui Godzilla appunto in lotta con Mothra e Rodan King Ghidorah, il mostro a tre teste, tutti tornati in vita per affermare la propria supremazia e mettere a rischio l’esistenza dell’umanità. Durata 132 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche V.O. e 3D)
 
John Wick 3 – Parabellum – Azione. Regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves, Ian McShane e Halle Berry. E siamo così arrivati alla terza puntata delle avventure del killer per eccellenza che ha la faccia e i modi spicci di Reeves: questa volta ha fatto fuori un prestigioso membro della congrega degli assassini internazionali, sulla sua testa viene posta una taglia di 14 milioni di dollari e parecchi amici e nemici iniziano a dargli la caccia. Avventura e adrenalina, quante se ne vuole. Durata 113 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)
 
Pet Sematary – Horror. Regia di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, con Jason Clarke. Dal romanzo di Stephen King. Louis Creed si trasferisce con la famiglia da Boston ad una piccola città del Maine, in mezzo ai boschi, scoprendo una natura quasi magica. Un giorno il vicino di casa gli mostra l’esistenza di un cimitero in cui vengono sepolti gli animali domestici dei vari proprietari lì intorno: anche il gatto di casa Creed viene travolto da un camion e dopo poco ritorna, vivo ma completamente cambiato. Durata 101 minuti. (Uci)
 
Quando eravamo fratelli – Drammatico. Regia di Jeremiah Zagar. Opera prima, tratta dal romanzo “Noi, gli animali” di Justin Torres (pubblicato in Italia da Bompiani). Le esistenze, nella Pennsylvania rurale e delle grandi coltivazioni, di Manny, Jonah e Joel e dei loro genitori, padre portoricano e madre bianca, un nucleo familiare difficile, tra litigi continui che portano a separazioni traumatiche e a riconciliazioni. I ragazzi, di differenti età, vi si trovano al centro, per Manny e Joel la figura di riferimento è quella del padre, mentre Jonah, non ancora decenne, voce narrante della vicenda e sguardo attraverso il quale autore e direttore della fotografia filtrano il panorama di quanto sta intorno, guarda alla madre e sviluppa un carattere taciturno e introverso. Durata 94 minuti. (F.lli Marx sala Groucho)
 
Quel giorno d’estate – Drammatico. Regia di Mikhaël Hers, con Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Greta Scacchi e Stacy Martin. David vive a Parigi dove si arrangia con piccoli lavori occasionali. L’unico contatto familiare è rappresentato dallo stretto legame con la sorella Sandrine e Amanda, la nipotina di sette anni, cresciuta senza un padre. Durante l’estatyeDavid incontra Lena, appena trasferitasi nella capitale, e tra i due nasce presto un amore. Quando tutto sembra andare per il meglio, le loro vite vengono sconvolte da un attacco terroristico nel cuore di Parigi, nel quale Sandrine perde la vita. Oltre a dover affrontare lo shock e il dolore per la perdita, David deve ora prendersi cura della giovanissima nipote e trovare, insieme a Lena, una nuova serenità per ricominciare insieme a vivere. Durata 106 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Pallottole in libertà – Commedia. Regia di Pierre Salvadori, con Pio Marmaï, Adèle Haenel e Audrey Tautou. In una piccola città della Costa Azzurra, la giovane detective Yvonne scopre che il suo defunto marito era ben lontano dall’immagine di eroe che lei credeva e che, tra le altre cose, aveva mandato ingiustamente in prigione l’innocente Antoine per otto anni, sfruttandolo come suo capo espiatorio. La donna è decisa a rimediare e decide di aiutare l’uomo all’uscita dal carcere: ma quell’incontro sarà fatale anche per le loro due esistenze. Durata 107 minuti. (Ambrosio sala 3, Uci)
 
Rocketman – Commedia musicale, biografico. Regia di Dexter Fletcher, con Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden e Bryce Dallas Howard. Prima Freddie Mercury, oggi Elton John. Questa è la sua storia, la vita tutta in salita di uno tra i più grandi e osannati cantanti del mondo, fatta delle tante tappe che ci si possono aspettare: l’infanzia, il rapporto difficile con due genitori privi di affetto, la scoperta del proprio talento, l’incontro con Bernie Taupin e quello con con John Reid, l’ascesa inarrestabile e gli inarrestabili abusi di droga e alcool, la dipendenza dal sesso, la caduta e la riabilitazione e ancora il successo. Durata 121 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 1, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Romano sala 3)
 
Takara – La notte che ho nuotato – Drammatico. Regia di Kohei Igarashi e Damien Manivel, con Takara Kogawa. L’avventura di un bambino di sei anni, alla ricerca di un padre che vede molto poco, tra le montagne piene di neve del Giappone: un mattino si metterà in viaggio per consegnargli un piccolo disegno che lui ha fatto nella notte. Durata 79 minuti. (F.lli Marx sala Harpo)
 
Ted Bundy – Fascino criminale – Drammatico. Regia di Joe Berlinger, con Zac Efron, John Malkovich e Lily Collins. La storia vera di un serial killer dalla faccia innocente e dai modi estremamente gentili, che convinse la propria fidanzata e altre donne innamorate di lui di essere accusato ingiustamente, come pure gran parte della platea televisiva (fu il primo processo in diretta tv) che seguì il dibattito, riuscendo a rimandare la propria esecuzione per oltre dieci anni, sul finire degli anni Ottanta. Non soltanto una ricostruzione dei fatti, ma pure l’uso di materiale d’archivio, servizi e telegiornali dell’epoca, immagini. Durata 110 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Uci)
 
Il traditore – Drammatico. Regia di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Ferracane e Fausto Russo Alesi. Una pagina di storia italiana, la vicenda della cattura e del processo di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, che ebbe la propria famiglia sterminata dai Corleonesi, i suoi nemici di sempre, le confessioni e la conoscenza offerta a Falcone e Borsellino della struttura mafiosa di Cosa Nostra, svelandone la cupola e consegnandola alla giustizia, rivelando le collusioni con il mondo politico e il traffico di droga con la mafia italo-americana. Durata 128 minuti. (Massaua, Eliseo Grande, Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Harpo)
 
Tutti pazzi a Tel Aviv – Commedia. Regia di Sameh Zoabi, con Kais Nashif, Lubna Azabal e Yaniv Biton. Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l’assistente ai dialoghi per una nota e seguitissima soap opera intitolata “Tel Aviv brucia”, prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiungere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia che è ambientata a Tel Aviv nel 1967. Durata 97 minuti. (Nazionale sala 2)
 

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
Aladdin – Fantasy. Regia di Guy Ritchie, con Will Smith, Naomi Scott e Mena Massoud. Da un lato Aladdin, che sogna di abbandonare il proprio passato di ragazzo di strada, e dall’altro la principessa Jasmine, la figlia del Sultano della città di Agrabah, anche lei pronta a coltivare i propri sogni, ad esempio uscire da palazzo, entro cui la tengono chiusa un padre iperprotettivo e una dama di compagnia che non la perde mai di vista, per correre in aiuto degli abitanti della città. Mentre il Sultano è alla ricerca di un marito per la figlia, il consigliere Jafar pensa di impadronirsi del trono: ma Aladdin incontrerà Jasmine, verrà suo malgrado coinvolto nei malvagi progetti di Jafar e scoprirà una magica lampada ad olio entro cui vive il Genio, pronto a esaudire ogni suo desiderio. Durata 128 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 2, Lux sala 3, Reposi, The SpaceUci anche 3D e V.O.)
 
L’angelo del male – Horror. Regia di David Yarovesky, con Jackson A. Dunn, Elisabeth Banks e David Denman. Tori è una donna felicemente sposata, cui manca ancora dopo anni di matrimonio il dono della maternità. Finalmente un bel pargolo arriva e nei primi anni di vita ha tutte le carte in regola per far felici papà e mamma: ma con la pubertà un prepotente lato oscuro inizia ad inquietare la famiglia e i dubbi più terribili si insinuano nella mente di Tori. Durata 91 minuti. (Ambrosio sala 3,Ideal, Reposi, The Space, Uci)
 
Attenti a quelle due – Commedia. Regia di Chris Addison, con Anne Hathaway e Rebel Wilson. Due ragazze, provenienti da diverse estrazioni sociali ma ambedue con la frenesia di far quattrini. Il signore preso di mira è un ricco genio del settore tecnologico. Comico, ma capace di guardare anche al giallo e al thriller. Durata 94 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)
 
Bangla – Commedia. Regia di Pahim Bhuyian, con Carlotta Antonelli, Pietro Sermonti e Pahim Bhuyian. Quartiere romano di Torpignattara, immigrazione e integrazione, il ventiduenne attore e regista alla sua opera prima, musulmano proveniente dal Bangladesh, nato in Italia, si innamora di Asia, una effervescente quanto spericolata ragazza nostrana, ricambiato: ma tutto viene rimesso in discussione davanti al principio di una religione che prevede la castità prima del matrimonio e all’aut aut della famiglia di lei, conservatrice all’eccesso che certo non può vedere di buon occhio quell’amoretto giovanile. Un’esperienza personale che l’autore ha voluto raccontare sullo schermo, a rendere più verosimile il racconto vi ha inserito la la mamma vera e propria. Durata 86 minuti. (Cinema Massimo – Museo del Cinema sala Rondolino, Uci)
 
Cafarnao – Caos e miracoli – Drammatico. Regia di Nadine Labaki, con Zain Alrafeea e Nadine Labaki. Zain è un ragazzino di dodici anni, un rifugiato siriano che vive di stenti in un quartiere poverissimo di Beirut, non va a scuola, si arrangia con qualche lavoretto, bada ai fratellini. Viene arrestato per aver accoltellato l’uomo – è il loro padrone di casa – cui la famiglia ha dato in sposa la sorellina, di soli undici anni: e al giudice dichiara di voler far causa ai genitori per averlo messo al mondo senza avere i mezzi per farlo crescere con dignità. Con il processo si dà vita alla vicenda di Zain, all’abbandono della famiglia, al suo cercare rifugio presso Rahil, un’immigrata etiope senza documenti, che fa la prostituta e deve accudire al suo piccolo di nemmeno due anni. Quando la donna viene arrestata, Zain se ne prenderà cura, attraverso le strade della capitale, incontrando altri ragazzini miseri e sbandati come lui, profittatori, tossicodipendenti, poveri. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
Dolor y gloria – Drammatico. Regia di Pedro Almodòvar, con Antonio Banderas e Penelope Cruz. Tra finzione e autobiografia, l’opera ultima del’autore spagnolo in concorso a Cannes: il regista Salvador Mallo ha perso ogni creatività, le malattie e una recente operazione lo hanno minato non soltanto nel corpo. Soltanto i ricordi dell’infanzia, l’abbandono di certi dissapori con un vecchio amico, l’incontro casuale con un antico amore, la scrittura e il mai abbandonato amore per il cinema lo spingeranno a vedere un tempo di ottimismo. Durata 113 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico, Eliseo Rosso, Reposi, Romano sala 1, The Space, Uci)
 
I figli del fiume giallo – Commedia. Regia di Jia Zhangke, con Zhao Tao e Liao Fan. Dal regista di “Still life”, Leone d’oro a Venezia nel 2006, e del “Tocco del peccato”, palmarès per la migliore sceneggiatura a Cannes nel 2013, la storia di Quio, all’inizio dei Duemila, una ballerina che si è innamorata di un gangster e che un giorno, durante uno scontro con la polizia, spara un colpo di pistola. Sarà condannata a cinque anni di prigione: quando uscirà la realtà attorno a lei è cambiata e anche l’unione che aveva costruito con il suo uomo. Durata 108 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village sala 1)
 
I fratelli Sisters – Commedia. Regia di Jacques Audiard, con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. Oregon, 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del Commodore, padrino locale che li lancia sulle tracce di Herman Warm, cercatore d’oro fuggito in California. L’uomo ha messo a punto un processo chimico per separare l’oro dagli altri residui minerali su cui il Commodore vuole mettere le mani. A cavallo, i Sisters avanzano verso il loro obiettivo per torturarlo e poi eliminarlo. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all’arrivo dei due sicari. Ma il chimico è pieno di sorprese e finisce per sorprendere Morris, coinvolgendolo nella sua impresa: trovare l’oro e costruire una società ideale a Dallas. Dal regista francese di “Il profeta” e “Un sapore di ruggine e ossa”. Durata 122 minuti. (Ambrosio sala 1)
 
Le invisibili – Commedia. Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena. Quattro donne lavorano come assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicando gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno a dimostrare infine che la solidarietà al femminile può fare miracoli. Successone oltralpe con un incasso di oltre dieci milioni di euro. Durata 102 minuti. (Nazionale sala 2)
 
John Wick 3 – Parabellum – Azione. Regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves, Ian McShane e Halle Berry. E siamo così arrivati alla terza puntata delle avventure del killer per eccellenza che ha la faccia e i modi spicci di Reeves: questa volta ha fatto fuori un prestigioso membro della congrega degli assassini internazionali, sulla sua testa viene posta una taglia di 14 milioni di dollari e parecchi amici e nemici iniziano a dargli la caccia. Avventura e adrenalina, quante se ne vuole. Durata 113 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)
 
Pet Sematary – Horror. Regia di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, con Jason Clarke. Dal romanzo di Stephen King. Louis Creed si trasferisce con la famiglia da Boston ad una piccola città del Maine, in mezzo ai boschi, scoprendo una natura quasi magica. Un giorno il vicino di casa gli mostra l’esistenza di un cimitero in cui vengono sepolti gli animali domestici dei vari proprietari lì intorno: anche il gatto di casa Creed viene travolto da un camion e dopo poco ritorna, vivo ma completamente cambiato. Durata 101 minuti. (Uci)
 
Quando eravamo fratelli – Drammatico. Regia di Jeremiah Zagar. Opera prima, tratta dal romanzo “Noi, gli animali” di Justin Torres (pubblicato in Italia da Bompiani). Le esistenze, nella Pennsylvania rurale e delle grandi coltivazioni, di Manny, Jonah e Joel e dei loro genitori, padre portoricano e madre bianca, un nucleo familiare difficile, tra litigi continui che portano a separazioni traumatiche e a riconciliazioni. I ragazzi, di differenti età, vi si trovano al centro, per Manny e Joel la figura di riferimento è quella del padre, mentre Jonah, non ancora decenne, voce narrante della vicenda e sguardo attraverso il quale autore e direttore della fotografia filtrano il panorama di quanto sta intorno, guarda alla madre e sviluppa un carattere taciturno e introverso. Durata 94 minuti. (F.lli Marx sala Harpo)
 
Red Joan – Drammatico. Regia di Trevor Nunn, con Judi Dench e Sophie Cookson. L’anziana Joan Stanley vive serenamente in un elegante sobborgo londinese, tra le fotografie dei nipotini e la passione per il giardinaggio, quando viene arrestata con l’accusa di spionaggio (avrebbe passato importanti informazioni sulla bomba atomica ai sovietici) e tradimento. Il figlio avvocato, Nick, non crede ai suoi occhi, ma durante l’interrogatorio Joan viene spinta a ricordare i tempi in cui studiava fisica a Cambridge, la passione per il comunista Leo, un ebreo russo rifugiatosi in Inghilterra, e il lavoro negli uffici del segretissimo Tube Alloys Project, alle dipendenze del professor Davies, e il passato riaffiora, più complesso e drammatico di quanto Nick avesse mai potuto immaginare. Ispirato alla vera storia di Melita Stedman Norwood. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 3)
 
Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Soldati V.O., Romano sala 3)
 
Stanlio & Ollio – Commedia. Regia di Jon S. Baird, con Steve Coogan e John C. Reilly. Stan Laurel e Oliver Hardy, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro ad un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così nasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, la i due comici non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia. Durata 97 minuti. (Eliseo Blu, Greenwich Village sala 3, Reposi, Uci)
 
Takara – La notte che ho nuotato – Drammatico. Regia di Kohei Igarashi e Damien Manivel, con Takara Kogawa. L’avventura di un bambino di sei anni, alla ricerca di un padre che vede molto poco, tra le montagne piene di neve del Giappone: un mattino si metterà in viaggio per consegnargli un piccolo disegno che lui ha fatto nella notte. Durata 79 minuti. (Centrale V.O., F.lli Marx sala Groucho e Harpo V.O.)
 
Ted Bundy – Fascino criminale – Drammatico. Regia di Joe Berlinger, con Zac Efron, John Malkovich e Lily Collins. La storia vera di un serial killer dalla faccia innocente e dai modi estremamente gentili, che convinse la propria fidanzata e altre donne innamorate di lui di essere accusato ingiustamente, come pure gran parte della platea televisiva (fu il primo processo in diretta tv) che seguì il dibattito, riuscendo a rimandare la propria esecuzione per oltre dieci anni, sul finire degli anni Ottanta. Non soltanto una ricostruzione dei fatti, ma pure l’uso di materiale d’archivio, servizi e telegiornali dell’epoca, immagini. Durata 110 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Uci)
 
Il traditore – Drammatico. Regia di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Ferracane e Fausto Russo Alesi. Una pagina di storia italiana, la vicenda della cattura e del processo di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, che ebbe la propria famiglia sterminata dai Corleonesi, i suoi nemici di sempre, le confessioni e la conoscenza offerta a Falcone e Borsellino della struttura mafiosa di Cosa Nostra, svelandone la cupola e consegnandola alla giustizia, rivelando le collusioni con il mondo politico e il traffico di droga con la mafia italo-americana. In concorso per l’Italia al festival di Cannes. Durata 128 minuti. (Massaua, Eliseo Grande, Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Groucho)
 
Tutti pazzi a Tel Aviv – Commedia. Regia di Sameh Zoabi, con Kais Nashif, Lubna Azabal e Yaniv Biton. Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l’assistente ai dialoghi per una nota e seguitissima soap opera intitolata “Tel Aviv brucia”, prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiungere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia che è ambientata a Tel Aviv nel 1967. Durata 97 minuti. (Nazionale sala 1 e 2)
 
 
 
 

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
Attacco a Mumbai – Drammatico. Regia di Anthony Maras, con Dev Patel e Armie Hammer. Nel novembre del 2008, portato all’attenzione di tutto il mondo dagli ampi servizi televisivi e dei quotidiani, un gruppo di una decina di terroristi tenne sotto assedio il famoso ed elegante Taj Mahal Palace Hotel di Mumbai e gli spazi circostanti, facendo in totale oltre centosettanta morti. Tre giorni di lotta, con ben 500 persone tenute in ostaggio all’interno dell’albergo. Il film è il resoconto, raccontato attraverso testimonianze e documenti, dei tanti episodi di eroismo che si succedettero in quei giorni, di quelle azioni di cui le immagini non poterono allora rendere conto. Durata 110 minuti. (Uci)
 
Attenti a quelle due – Commedia. Regia di Chris Addison, con Anne Hathaway e Rebel Wilson. Due ragazze, provenienti da diverse estrazioni sociali ma ambedue con la frenesia di far quattrini. Il signore preso di mira è un ricco genio del settore tecnologico. Comico, ma capace di guardare anche al giallo e al thriller. Durata 94 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)
 
Bangla – Commedia. Regia di Pahim Bhuyian, con Carlotta Antonelli, Pietro Sermonti e Pahim Bhuyian. Quartiere romano di Torpignattara, immigrazione e integrazione, il ventiduenne attore e regista alla sua opera prima, musulmano proveniente dal Bangladesh, nato in Italia, si innamora di Asia, una effervescente quanto spericolata ragazza nostrana, ricambiato: ma tutto viene rimesso in discussione davanti al principio di una religione che prevede la castità prima del matrimonio e all’aut aut della famiglia di lei, conservatrice all’eccesso che certo non può vedere di buon occhio quell’amoretto giovanile. Un’esperienza personale che l’autore ha voluto raccontare sullo schermo, a rendere più verosimile il racconto vi ha inserito la la mamma vera e propria. Durata 86 minuti. (Cinema Massimo – Museo del Cinema sala Cabiria, Uci)
 
Cafarnao – Caos e miracoli – Drammatico. Regia di Nadine Labaki, con Zain Alrafeea e Nadine Labaki. Zain è un ragazzino di dodici anni, un rifugiato siriano che vive di stenti in un quartiere poverissimo di Beirut, non va a scuola, si arrangia con qualche lavoretto, bada ai fratellini. Viene arrestato per aver accoltellato l’uomo – è il loro padrone di casa – cui la famiglia ha dato in sposa la sorellina, di soli undici anni: e al giudice dichiara di voler far causa ai genitori per averlo messo al mondo senza avere i mezzi per farlo crescere con dignità. Con il processo si dà vita alla vicenda di Zain, all’abbandono della famiglia, al suo cercare rifugio presso Rahil, un’immigrata etiope senza documenti, che fa la prostituta e deve accudire al suo piccolo di nemmeno due anni. Quando la donna viene arrestata, Zain se ne prenderà cura, attraverso le strade della capitale, incontrando altri ragazzini miseri e sbandati come lui, profittatori, tossicodipendenti, poveri. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Che fare quando il mondo è in fiamme? – Documentario. Regia di Roberto Minervini. Una cronaca in bianco e nero, girata nell’estate del 2017, tra Baton Rouge e Jackson, all’indomani di disordini e delle uccisioni di due afroamericani ad opera della polizia, la comunità bianca e la comunità nera, la storia di una donna di colore con un passato di errori e di droga da dimenticare, di due ragazzi che hanno il padre in galera e girano senza meta ogni giorno per quelle strade dove la violenza è di casa, dei nuovi appartenenti, uomini e donne, al Black Panthers Party. Durata 123 minuti. (Centrale V.O., F.lli Marx sala Groucho e Harpo V.O.)
 
Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
Dumbo – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green e Alan Arkin. La guerra è finita e Holt Farrier ritorna a casa, al suo circo e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero con i cavalli e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximillian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. I due ragazzi al contrario si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e grandi e scoprono che, dietro l’handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo – questo il vezzeggiativo che il pubblico ha affibbiato all’elefantino – può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai. La favola Disney rivista dalla fantasia esplosiva di Burton. Durata 130 minuti. (Massaua, Reposi)
 
I figli del fiume giallo – Commedia. Regia di Jia Zhangke, con Zhao Tao e Liao Fan. Dal regista di “Still life”, Leone d’oro a Venezia nel 2006, e del “Tocco del peccato”, palmarès per la migliore sceneggiatura a Cannes nel 2013, la storia di Quio, all’inizio dei Duemila, una ballerina che si è innamorata di un gangster e che un giorno, durante uno scontro con la polizia, spara un colpo di pistola. Sarà condannata a cinque anni di prigione: quando uscirà la realtà attorno a lei è cambiata e anche l’unione che aveva costruito con il suo uomo. Durata 108 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village sala 2)
 
I fratelli Sisters – Commedia. Regia di Jacques Audiard, con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. Oregon, 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del Commodore, padrino locale che li lancia sulle tracce di Herman Warm, cercatore d’oro fuggito in California. L’uomo ha messo a punto un processo chimico per separare l’oro dagli altri residui minerali su cui il Commodore vuole mettere le mani. A cavallo, i Sisters avanzano verso il loro obiettivo per torturarlo e poi eliminarlo. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all’arrivo dei due sicari. Ma il chimico è pieno di sorprese e finisce per sorprendere Morris, coinvolgendolo nella sua impresa: trovare l’oro e costruire una società ideale a Dallas. Dal regista francese di “Il profeta” e “Un sapore di ruggine e ossa”. Durata 122 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande)
 
Il grande spirito – Commedia. Regia di Sergio Rubini, con Rocco Papaleo, Bianca Guaccero e Sergio Rubini. Nel panorama dell’Ilva di Taranto, l’incontro tra Tonino, un criminale in continua fuga, e Renato, che vive tra la sopportazione dei condomini sul terrazzo di una casa, spirito libero e un po’ filosofo, nella piena convinzione di essere un indiano Sioux. Durata 113 minuti. (Museo del Cinema – sala Rondolino, Reposi, Uci)
 
Le invisibili – Commedia. Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena. Quattro donne lavorano come assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicando gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno a dimostrare infine che la solidarietà al femminile può fare miracoli. Successone oltralpe con un incasso di oltre dieci milioni di euro. Durata 102 minuti. (Nazionale sala 2)
 
John Wick 3 – Parabellum – Azione. Regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves, Ian McShane e Halle Berry. E siamo così arrivati alla terza puntata delle avventure del killer per eccellenza che ha la faccia e i modi spicci di Reeves: questa volta ha fatto fuori un prestigioso membro della congrega degli assassini internazionali, sulla sua testa viene posta una taglia di 14 milioni di dollari e parecchi amici e nemici iniziano a dargli la caccia. Avventura e adrenalina, quante se ne vuole. Durata 113 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)
 
Ma cosa ci dice il cervello – Commedia. Regia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, Carla Signoris, Claudia Pandolfi e Stefano Fresi. Smessi i panni della Befana in quello che forse rimane uno dei più brutti film dell’annata – lì eravamo manco a dirlo all’Epifania -, adesso, in tempo di palme e di colombe pasquali, la prolifera Cortellesi in coppia con il fedelissimo consorte (firmano anche come sceneggiatori) incarna il doppio ruolo di puntuale impiegata del Ministero e di James Bond in gonnella agli ordini dei servizi segreti, vale a dire che terrorismo internazionale e sbarchi clandestini sono il suo pane quotidiano. Poi il film vira intorno al riappropriarsi delle buone maniere, dell’educazione di un tempo ai danni di una prepotenza e di un inselvaticume che oggi sono all’ordine del giorno in ogni dove e in ogni situazione. I presi di mira (e i ridenti) sono quattro vecchi compagni di liceo della Nostra, saprà lei come incanalare tutta quella rabbia e il carico di indignazione che le bollono dentro. Durata 100 minuti. (Reposi, Uci)
 
Pet Sematary – Horror. Regia di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, con Jason Clarke. Dal romanzo di Stephen King. Louis Creed si trasferisce con la famiglia da Boston ad una piccola città del Maine, in mezzo ai boschi, scoprendo una natura quasi magica. Un giorno il vicino di casa gli mostra l’esistenza di un cimitero in cui vengono sepolti gli animali domestici dei vari proprietari lì intorno: anche il gatto di casa Creed viene travolto da un camion e dopo poco ritorna, vivo ma completamente cambiato. Durata 101 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)
 
Quando eravamo fratelli – Drammatico. Regia di Jeremiah Zagar. Opera prima, tratta dal romanzo “Noi, gli animali” di Justin Torres (pubblicato in Italia da Bompiani). Le esistenze, nella Pennsylvania rurale e delle grandi coltivazioni, di Manny, Jonah e Joel e dei loro genitori, padre portoricano e madre bianca, un nucleo familiare difficile, tra litigi continui che portano a separazioni traumatiche e a riconciliazioni. I ragazzi, di differenti età, vi si trovano al centro, per Manny e Joel la figura di riferimento è quella del padre, mentre Jonah, non ancora decenne, voce narrante della vicenda e sguardo attraverso il quale autore e direttore della fotografia filtrano il panorama di quanto sta intorno, guarda alla madre e sviluppa un carattere taciturno e introverso. Durata 94 minuti. (F.lli Marx sala Groucho)
 
Red Joan – Drammatico. Regia di Trevor Nunn, con Judi Dench e Sophie Cookson. L’anziana Joan Stanley vive serenamente in un elegante sobborgo londinese, tra le fotografie dei nipotini e la passione per il giardinaggio, quando viene arrestata con l’accusa di spionaggio (avrebbe passato importanti informazioni sulla bomba atomica ai sovietici) e tradimento. Il figlio avvocato, Nick, non crede ai suoi occhi, ma durante l’interrogatorio Joan viene spinta a ricordare i tempi in cui studiava fisica a Cambridge, la passione per il comunista Leo, un ebreo russo rifugiatosi in Inghilterra, e il lavoro negli uffici del segretissimo Tube Alloys Project, alle dipendenze del professor Davies, e il passato riaffiora, più complesso e drammatico di quanto Nick avesse mai potuto immaginare. Ispirato alla vera storia di Melita Stedman Norwood. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 2, Greenwich Village sala 1, Uci)
 
Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Romano sala 3)
 
Stanlio & Ollio – Commedia. Regia di Jon S. Baird, con Steve Coogan e John C. Reilly. Stan Laurel e Oliver Hardy, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro ad un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così nasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, la i due comici non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia. Durata 97 minuti. (Classico, Eliseo Blu, Reposi, The Space, Uci)
 
Ted Bundy – Fascino criminale – Drammatico. Regia di Joe Berlinger, con Zac Efron, John Malkovich e Lily Collins. La storia vera di un serial killer dalla faccia innocente e dai modi estremamente gentili, che convinse la propria fidanzata e altre donne innamorate di lui di essere accusato ingiustamente, come pure gran parte della platea televisiva (fu il primo processo in diretta tv) che seguì il dibattito, riuscendo a rimandare la propria esecuzione per oltre dieci anni, sul finire degli anni Ottanta. Non soltanto una ricostruzione dei fatti, ma pure l’uso di materiale d’archivio, servizi e telegiornali dell’epoca, immagini. Durata 110 minuti. (Ideal, Lux sala 3, The Space, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Harpo)
 
Tutti pazzi a Tel Aviv – Commedia. Regia di Sameh Zoabi, con Kais Nashif, Lubna Azabal e Yaniv Biton. Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l’assistente ai dialoghi per una nota e seguitissima soap opera intitolata “Tel Aviv brucia”, prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiungere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia che è ambientata a Tel Aviv nel 1967. Durata 97 minuti. (Romano sala 1)
 
Un’altra vita – Mug – Drammatico. Regia di Malgorzata Szumowska, con Mateusz Kosciukiewicz e Agnieszka Podsiadlik. La storia di Jacek, un tipo bizzarro, un ragazzo che abita in una piccola comunità rurale polacca e che adora l’heavy metal. Lavora presso un cantiere edile alla costruzione di quella che sarà la più alta statua di Cristo al mondo: ma un giorno un terribile incidente lo sfigura completamente. Dovrà sottoporsi al primo trapianto facciale del Paese, mentre i suoi concittadini cominciano a girargli le spalle. Durata 91 minuti. (Greenwich Village sala 3)

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
Attacco a Mumbai – Drammatico. Regia di Anthony Maras, con Dev Patel e Armie Hammer. Nel novembre del 2008, portato all’attenzione di tutto il mondo dagli ampi servizi televisivi e dei quotidiani, un gruppo di una decina di terroristi tenne sotto assedio il famoso ed elegante Taj Mahal Palace Hotel di Mumbai e gli spazi circostanti, facendo in totale oltre centosettanta morti. Tre giorni di lotta, con ben 500 persone tenute in ostaggio all’interno dell’albergo. Il film è il resoconto, raccontato attraverso testimonianze e documenti, dei tanti episodi di eroismo che si succedettero in quei giorni, di quelle azioni di cui le immagini non poterono allora rendere conto. Durata 110 minuti. (Lux sala 3, The Space, Uci)
 
Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci anche in 3D)
 
La caduta dell’impero americano – Drammatico. Regia di Denys Arcand, con Alexandre Landry, Maxim Roy, Vincent Leclerc, Maripier Morin e Remy Girard. Rifacendosi ad un fatto di cronaca realmente accaduto, Arcand continua il proprio viaggio dentro l’aridità di sentimenti e di carità che ha ormai avvolto questo nostro mondo, un percorso iniziato più di trent’anni fa con “Il declino dell’impero americano” e proseguito con “Le invasioni barbariche”, passando attraverso l’apologo di “Jésus di Montreal”. Oggi narra la vicenda di Pierre-Paul, canadese, giovane intellettuale abbandonato dalla fidanzata, un laureato in filosofia costretto ad arrangiarsi con un lavoro di fattorino, con consegne a domicilio, impegnato pure alla mensa dei poveri: che si ritrova testimone di una rapina finita male, con due cadaveri sulla strada, due borsoni pieni di soldi da nascondere nel proprio furgone, una banda di malviventi e un gruppo di poliziotti ad inseguirlo contemporaneamente. Cercherà l’aiuto di una prostituta, di un ex carcerato che ha approfondito gli studi di finanza tra le mura del carcere, di un tale che tutto sa di paradisi fiscali. Un film che mostra come la ricchezza possa anche pesare nella vita dell’animo più puro, ma è soprattutto un limpido esempio di scrittura, raccontato con il piacere delle citazioni filosofiche e letterarie, con gli incastri del racconto ognuno al proprio posto, con l’ironia e il divertimento che si conviene. Aggiungeteci un gruppo di attori, per noi sconosciuto, guidati con garbo e gusto, e capaci di immedesimarsi appieno nei propri personaggi: assolutamente da vedere. Durata 127 minuti. (Ambrosio sala 2)
 
Cafarnao – Caos e miracoli – Drammatico. Regia di Nadine Labaki, con Zain Alrafeea e Nadine Labaki. Zain è un ragazzino di dodici anni, un rifugiato siriano che vive di stenti in un quartiere poverissimo di Beirut, non va a scuola, si arrangia con qualche lavoretto, bada ai fratellini. Viene arrestato per aver accoltellato l’uomo – è il loro padrone di casa – cui la famiglia ha dato in sposa la sorellina, di soli undici anni: e al giudice dichiara di voler far causa ai genitori per averlo messo al mondo senza avere i mezzi per farlo crescere con dignità. Con il processo si dà vita alla vicenda di Zain, all’abbandono della famiglia, al suo cercare rifugio presso Rahil, un’immigrata etiope senza documenti, che fa la prostituta e deve accudire al suo piccolo di nemmeno due anni. Quando la donna viene arrestata, Zain se ne prenderà cura, attraverso le strade della capitale, incontrando altri ragazzini miseri e sbandati come lui, profittatori, tossicodipendenti, poveri. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Che fare quando il mondo è in fiamme? – Documentario. Regia di Roberto Minervini. Una cronaca in bianco e nero, girata nell’estate del 2017, tra Baton Rouge e Jackson, all’indomani di disordini e delle uccisioni di due afroamericani ad opera della polizia, la comunità bianca e la comunità nera, la storia di una donna di colore con un passato di errori e di droga da dimenticare, di due ragazzi che hanno il padre in galera e girano senza meta ogni giorno per quelle strade dove la violenza è di casa, dei nuovi appartenenti, uomini e donne, al Black Panthers Party. Durata 123 minuti. (Centrale V.O., F.lli Marx sala Groucho V.O.)
 
Cyrano, mon amour – Commedia. Regia di Alexis Michalik, con Thomas Solivéres, Olivier Gourmet e Mathilde Seigner. Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni è afflitto dal blocco dello scrittore. Ma grazie alla sua ammiratrice Sarah Bernhardt, Rostand conosce il più celebre attore del momento, Constant Coquelin, che insiste nel voler recitare nella sua prossima commedia e vorrebbe farla debuttare in sole tre settimane. Il problema è che Rostand quella commedia non l’ha ancora scritta! Nonostante le esigenze dei produttori, i capricci delle attrici, la gelosia della compagnia e i problemi del suo migliore amico, Rostand inizia a scrivere la sua nuova commedia, di cui non sa nulla e in cui inizialmente nessuno sembra credere. La sola cosa che conosce è il titolo: “Cyrano di Bergerac”. Durata 109 minuti. (Ambrosio sala 3)
 
Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
Dumbo – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green e Alan Arkin. La guerra è finita e Holt Farrier ritorna a casa, al suo circo e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero con i cavalli e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximillian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. I due ragazzi al contrario si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e grandi e scoprono che, dietro l’handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo – questo il vezzeggiativo che il pubblico ha affibbiato all’elefantino – può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai. La favola Disney rivista dalla fantasia esplosiva di Burton. Durata 130 minuti. (Massaua, Museo del Cinema – sala Soldati V.O., Reposi, Uci)
 
I figli del fiume giallo – Commedia. Regia di Jia Zhangke, con Zhao Tao e Liao Fan. Dal regista di “Still life”, Leone d’oro a Venezia nel 2006, e del “Tocco del peccato”, palmarès per la migliore sceneggiatura a Cannes nel 2013, la storia di Quio, all’inizio dei Duemila, una ballerina che si è innamorata di un gangster e che un giorno, durante uno scontro con la polizia, spara un colpo di pistola. Sarà condannata a cinque anni di prigione: quando uscirà la realtà attorno a lei è cambiata e anche l’unione che aveva costruito con il suo uomo. Durata 108 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village sala 2 V.O.)
 
I fratelli Sisters – Commedia. Regia di Jacques Audiard, con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. Oregon, 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del Commodore, padrino locale che li lancia sulle tracce di Herman Warm, cercatore d’oro fuggito in California. L’uomo ha messo a punto un processo chimico per separare l’oro dagli altri residui minerali su cui il Commodore vuole mettere le mani. A cavallo, i Sisters avanzano verso il loro obiettivo per torturarlo e poi eliminarlo. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all’arrivo dei due sicari. Ma il chimico è pieno di sorprese e finisce per sorprendere Morris, coinvolgendolo nella sua impresa: trovare l’oro e costruire una società ideale a Dallas. Dal regista francese di “Il profeta” e “Un sapore di ruggine e ossa”. Durata 122 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Rosso, Museo del Cinema – sala Rondolino, Uci)
 
Il grande spirito – Commedia. Regia di Sergio Rubini, con Rocco Papaleo, Bianca Guaccero e Sergio Rubini. Nel panorama dell’Ilva di Taranto, l’incontro tra Tonino, un criminale in continua fuga, e Renato, che vive tra la sopportazione dei condomini sul terrazzo di una casa, spirito libero e un po’ filosofo, nella piena convinzione di essere un indiano Sioux. Durata 113 minuti. (Museo del Cinema – sala Cabiria, Reposi, Uci)
 
Le invisibili – Commedia. Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena. Quattro donne lavorano come assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicando gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno a dimostrare infine che la solidarietà al femminile può fare miracoli. Successone oltralpe con un incasso di oltre dieci milioni di euro. Durata 102 minuti. (Nazionale sala 2)
 
Ma cosa ci dice il cervello – Commedia. Regia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, Carla Signoris, Claudia Pandolfi e Stefano Fresi. Smessi i panni della Befana in quello che forse rimane uno dei più brutti film dell’annata – lì eravamo manco a dirlo all’Epifania -, adesso, in tempo di palme e di colombe pasquali, la prolifera Cortellesi in coppia con il fedelissimo consorte (firmano anche come sceneggiatori) incarna il doppio ruolo di puntuale impiegata del Ministero e di James Bond in gonnella agli ordini dei servizi segreti, vale a dire che terrorismo internazionale e sbarchi clandestini sono il suo pane quotidiano. Poi il film vira intorno al riappropriarsi delle buone maniere, dell’educazione di un tempo ai danni di una prepotenza e di un inselvaticume che oggi sono all’ordine del giorno in ogni dove e in ogni situazione. I presi di mira (e i ridenti) sono quattro vecchi compagni di liceo della Nostra, saprà lei come incanalare tutta quella rabbia e il carico di indignazione che le bollono dentro. Durata 100 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)
 
Non sono un assassino – Thriller. Regia di Andrea Zaccariello, con Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce e Claudia Gerini. Il vice questore Francesco Prencipe esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa. Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Soltanto sue le impronte nella casa, soltanto suo il tempo per uccidere. A interrogarlo e accusarlo una PM che conosce il suo passato, a difenderlo un avvocato amico di una vita. Nell’attesa che lo separa dal processo, le immagini del passato di Francesco si accavallano incoerenti nel disperato tentativo di arrivare al vero assassino. E alla verità di una vita intera. Durata 111 minuti. (Eliseo Blu, The Space, Uci)
 
Oro verde – C’era una volta in Colombia – Drammatico. Regia di Ciro Guerra e Cristina Gallego, con Natalia Reyes e José Acosta. Un arco di tempo di dodici anni, a partire dalla fine degli anni Sessanta, una suddivisione in cinque capitoli (“Erba selvatica”, “Le tombe”, “La prosperità”, “La guerra”, “Il limbo”), le origini del narcotraffico colombiano, attraverso la storia epica di una famiglia indigena e contadina della comunità wayuu. Tutto ha inizio quando il giovane Rapayet alla ricerca della dote con cui poter sposare la bellissima Zaida incrocia il ricco mercato della marijuana, mercato che ha il proprio principale obiettivo negli americani degli anni Settanta, coinvolgendo il clan famigliare che ha a capo la bellicosa Ursula, formando nuove alleanze e distruggendo quelle già da tempo consolidate, sfociando ogni operazione in vendette e morti. Quando avidità, passione e onore si scontrano, si scatena una guerra fratricida che metterà in gioco le loro vite, la loro cultura e le loro ancestrali tradizioni. Durata 125 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino)
 
Pet Sematary – Horror. Regia di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, con Jason Clarke. Dal romanzo di Stephen King. Louis Creed si trasferisce con la famiglia da Boston ad una piccola città del Maine, in mezzo ai boschi, scoprendo una natura quasi magica. Un giorno il vicino di casa gli mostra l’esistenza di un cimitero in cui vengono sepolti gli animali domestici dei vari proprietari lì intorno: anche il gatto di casa Creed viene travolto da un camion e dopo poco ritorna, vivo ma completamente cambiato. Durata 101 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)
 
Red Joan – Drammatico. Regia di Trevor Nunn, con Judi Dench e Sophie Cookson. L’anziana Joan Stanley vive serenamente in un elegante sobborgo londinese, tra le fotografie dei nipotini e la passione per il giardinaggio, quando viene arrestata con l’accusa di spionaggio (avrebbe passato importanti informazioni sulla bomba atomica ai sovietici) e tradimento. Il figlio avvocato, Nick, non crede ai suoi occhi, ma durante l’interrogatorio Joan viene spinta a ricordare i tempi in cui studiava fisica a Cambridge, la passione per il comunista Leo, un ebreo russo rifugiatosi in Inghilterra, e il lavoro negli uffici del segretissimo Tube Alloys Project, alle dipendenze del professor Davies, e il passato riaffiora, più complesso e drammatico di quanto Nick avesse mai potuto immaginare. Ispirato alla vera storia di Melita Stedman Norwood. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 1, Greenwich Village sala 1, Uci)
 
Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Romano sala 1)
 
Stanlio & Ollio – Commedia. Regia di Jon S. Baird, con Steve Coogan e John C. Reilly. Stan Laurel e Oliver Hardy, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro ad un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così nasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, la i due comici non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia. Durata 97 minuti. (Classico, Massaua, Eliseo Grande, Reposi, The Space, Uci)
 
Ted Bundy – Fascino criminale – Drammatico. Regia di Joe Berlinger, con Zac Efron, John Malkovich e Lily Collins. La storia vera di un serial killer dalla faccia innocente e dai modi estremamente gentili, che convinse la propria fidanzata e altre donne innamorate di lui di essere accusato ingiustamente, come pure gran parte della platea televisiva (fu il primo processo in diretta tv) che seguì il dibattito, riuscendo a rimandare la propria esecuzione per oltre dieci anni, sul finire degli anni Ottanta. Non soltanto una ricostruzione dei fatti, ma pure l’uso di materiale d’archivio, servizi e telegiornali dell’epoca, immagini. Durata 110 minuti. (Ideal, Lux sala 3, The Space, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Harpo)
 
Tutti pazzi a Tel Aviv – Commedia. Regia di Sameh Zoabi, con Kais Nashif, Lubna Azabal e Yaniv Biton. Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l’assistente ai dialoghi per una nota e seguitissima soap opera intitolata “Tel Aviv brucia”, prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiungere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia che è ambientata a Tel Aviv nel 1967. Durata 97 minuti. (Romano sala 2)
 
Un’altra vita – Mug – Drammatico. Regia di Malgorzata Szumowska, con Mateusz Kosciukiewicz e Agnieszka Podsiadlik. La storia di Jacek, un tipo bizzarro, un ragazzo che abita in una piccola comunità rurale polacca e che adora l’heavy metal. Lavora presso un cantiere edile alla costruzione di quella che sarà la più alta statua di Cristo al mondo: ma un giorno un terribile incidente lo sfigura completamente. Dovrà sottoporsi al primo trapianto facciale del Paese, mentre i suoi concittadini cominciano a girargli le spalle. Durata 91 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
 
 

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
After – Commedia. Regia di Jenny Gage, con Hero Fiennes-Tiffin, Josephine Langford e Selma Blair. Il romanzo omonimo, dovuto alla penna della giovane scrittrice statunitense Anna Todd e dedicato Harry Styles, componente della band One Direction, è risultato tra i libri più venduti nel 2015. Oggi il primo titolo è divenuto una serie di cinque libri “rosa” con tanto di prequel eccetera eccetera, tutti bocconi decisamente ghiotti per il mondo del cinema: per cui non c’è da stupirsi se l’innamoramento, gli affetti e la passione che coinvolgono una studentessa al primo anno di college, di buona famiglia e dai modi garbati, e un giovanotto che forse non è proprio uno stinco di santo, ribellione e tatuaggi compresi, avranno in futuro il loro bel seguito. Anzi, la sceneggiatura della seconda puntata è già pronta, prepariamoci. Durata 91 minuti. (Reposi, The Space, Uci)
 
Attacco a Mumbai – Drammatico. Regia di Anthony Maras, con Dev Patel e Armie Hammer. Nel novembre del 2008, portato all’attenzione di tutto il mondo dagli ampi servizi televisivi e dei quotidiani, un gruppo di una decina di terroristi tenne sotto assedio il famoso ed elegante Taj Mahal Palace Hotel di Mumbai e gli spazi circostanti, facendo in totale oltre centosettanta morti. Tre giorni di lotta, con ben 500 persone tenute in ostaggio all’interno dell’albergo. Il film è il resoconto, raccontato attraverso testimonianze e documenti, dei tanti episodi di eroismo che si succedettero in quei giorni, di quelle azioni di cui le immagini non poterono allora rendere conto. Durata 110 minuti. (Lux sala 3, The Space, Uci)
 
Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci anche in 3D)
 
Book Club – Tutto può succedere – Commedia. Regia di Bill Holderman, con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen e Mary Steenburgen. Quattro amiche non più giovani fanno parte di un club del libro nel quale condividono letture e si scambiano consigli. Diane è rimasta vedova dopo 40 anni di matrimonio, Vivian, nonostante l’età, ancora si rifiuta di imbarcarsi in una relazione seria, Sharon è un giudice federale ritiratasi a vita privata dopo il divorzio e Carol ha un matrimonio saldo ma affievolito dalla routine. La lettura del best seller erotico “Cinquanta sfumature di grigio” sconvolge le vite sentimentali delle quattro donne, ciascuna alle prese con nuovi incontri o vecchi rapporti da ravvivare: Diane comincia una relazione con Mitchell, Vivian teme di innamorarsi di Arthur, una sua vecchia fiamma, Sharon si iscrive ad una chat per appuntamenti, mentre Carol fa di tutto per spingere il marito a ritrovare la passione. Durata 104 minuti. (Romano sala 3)
 
La caduta dell’impero americano – Drammatico. Regia di Denys Arcand, con Alexandre Landry, Maxim Roy, Vincent Leclerc, Maripier Morin e Remy Girard. Rifacendosi ad un fatto di cronaca realmente accaduto, Arcand continua il proprio viaggio dentro l’aridità di sentimenti e di carità che ha ormai avvolto questo nostro mondo, un percorso iniziato più di trent’anni fa con “Il declino dell’impero americano” e proseguito con “Le invasioni barbariche”, passando attraverso l’apologo di “Jésus di Montreal”. Oggi narra la vicenda di Pierre-Paul, canadese, giovane intellettuale abbandonato dalla fidanzata, un laureato in filosofia costretto ad arrangiarsi con un lavoro di fattorino, con consegne a domicilio: che si ritrova testimone di una rapina finita male, con due cadaveri sulla strada, due borsoni pieni di soldi da nascondere nel proprio furgone, una banda di malviventi e un gruppo di poliziotti ad inseguirlo contemporaneamente. Cercherà l’aiuto di una prostituta, di un ex carcerato che ha approfondito la finanza tra le mura del carcere, di un tale che tutto sa di paradisi fiscali. Un film che è soprattutto un limpido esempio di scrittura, raccontato con il piacere delle citazioni filosofiche e letterarie, con gli incastri del racconto ognuno al proprio posto, con l’ironia e il divertimento che si conviene. Aggiungeteci un gruppo di attori, per noi sconosciuto, guidati con garbo e gusto, e capaci di immedesimarsi appieno nei propri personaggi: assolutamente da vedere. Durata 127 minuti. (Ambrosio sala 2)
 
Cafarnao – Caos e miracoli – Drammatico. Regia di Nadine Labaki, con Zain Alrafeea e Nadine Labaki. Zain è un ragazzino di dodici anni, un rifugiato siriano che vive di stenti in un quartiere poverissimo di Beirut, non va a scuola, si arrangia con qualche lavoretto, bada ai fratellini. Viene arrestato per aver accoltellato l’uomo – è il loro padrone di casa – cui la famiglia ha dato in sposa la sorellina, di soli undici anni: e al giudice dichiara di voler far causa ai genitori per averlo messo al mondo senza avere i mezzi per farlo crescere con dignità. Con il processo si dà vita alla vicenda di Zain, all’abbandono della famiglia, al suo cercare rifugio presso Rahil, un’immigrata etiope senza documenti, che fa la prostituta e deve accudire al suo piccolo di nemmeno due anni. Quando la donna viene arrestata, Zain se ne prenderà cura, attraverso le strade della capitale, incontrando altri ragazzini miseri e sbandati come lui, profittatori, tossicodipendenti, poveri. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Il campione – Commedia. Regia di Leonardo D’Agostini, con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Massimo Popolizio e Anita Caprioli. Il mondo del calcio visto attraverso gli occhi di Christian Ferro, giovane campione cui immancabilmente viene appiccicato addosso il termine talento (quante volte sprecato!), spavalderia con la sua buona dose di zona buia e tanta sregolatezza. La squadra di cui fa parte gli impone il conseguimento della maturità liceale, pena l’essere escluso da ogni partita: a convincerlo gli verrà affiancato un giovane insegnante, già segnato dai dolori della vita, per dargli efficaci insegnamenti e soprattutto un nuovo stile di vita. S’instaurerà tra i due un dialogo costruttivo e un rapporto che somiglia a quello tra un padre e un figlio. Termini di riferimento Balotelli, Cassano e Donnarumma (o a voi trovarne altri, non mancano di certo). Durata 105 minuti. (F.lli Marx sala Groucho, The Space, Uci)
 
Il colpevole – The Guilty – Thriller. Regia di Gustav Möller, con Jakob Cedergren. Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere ad un numero di emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l’indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri. Un film perfetto, teso, con una sceneggiatura e una regia senza una sbavatura, ottimamente interpretato: assolutamente da vedere. Grande successo all’ultimo TFF. Durata 85 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
Cyrano, mon amour – Commedia. Regia di Alexis Michalik, con Thomas Solivéres, Olivier Gourmet e Mathilde Seigner. Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni è afflitto dal blocco dello scrittore. Ma grazie alla sua ammiratrice Sarah Bernhardt, Rostand conosce il più celebre attore del momento, Constant Coquelin, che insiste nel voler recitare nella sua prossima commedia e vorrebbe farla debuttare in sole tre settimane. Il problema è che Rostand quella commedia non l’ha ancora scritta! Nonostante le esigenze dei produttori, i capricci delle attrici, la gelosia della compagnia e i problemi del suo migliore amico, Rostand inizia a scrivere la sua nuova commedia, di cui non sa nulla e in cui inizialmente nessuno sembra credere. La sola cosa che conosce è il titolo: “Cyrano di Bergerac”. Durata 109 minuti. (Ambrosio sala 3 anche V.O.)
 
Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Greenwich Village sala 2)
 
Dumbo – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green e Alan Arkin. La guerra è finita e Holt Farrier ritorna a casa, al suo circo e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero con i cavalli e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximillian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. I due ragazzi al contrario si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e grandi e scoprono che, dietro l’handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo – questo il vezzeggiativo che il pubblico ha affibbiato all’elefantino – può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai. La favola Disney rivista dalla fantasia esplosiva di Burton. Durata 130 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
I fratelli Sisters – Commedia. Regia di Jacques Audiard, con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. Oregon, 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del Commodore, padrino locale che li lancia sulle tracce di Herman Warm, cercatore d’oro fuggito in California. L’uomo ha messo a punto un processo chimico per separare l’oro dagli altri residui minerali su cui il Commodore vuole mettere le mani. A cavallo, i Sisters avanzano verso il loro obiettivo per torturarlo e poi eliminarlo. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all’arrivo dei due sicari. Ma il chimico è pieno di sorprese e finisce per sorprendere Morris, coinvolgendolo nella sua impresa: trovare l’oro e costruire una società ideale a Dallas. Dal regista francese di “Il profeta” e “Un sapore di ruggine e ossa”. Durata 122 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo)
 
Green Book – Drammatico. Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortersen e Mahershala Ali. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la chiusura del locale di New York in cui lavora come buttafuori, l’italoamericano Tony Vallelonga detto Lip dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Lo assolda come chauffeur un pianista raffinato, tranquillo e omosessuale, Don Shirley, dal momento che lo vede menar le mani in maniera rassicurativa e nonostante i pregiudizi razziali che riempiono i discorsi dell’uomo: Don deve andarsene nel Sud per lavoro e in quegli anni nessun uomo di colore osava avventurarsi là senza l’aiuto del “Greenbook”, vademecum necessario a conoscere gli hotel, i ristoranti, i luoghi pubblici in cui i neri erano ammessi. Tuttavia nel lungo viaggio qualcosa cambia, i due uomini imparano a conoscersi. Tratto da una storia vera, il film poggia sull’enorme bravura di Mortensen, tralasciando lo spettatore tutta la prevedibilità della storia (vera) e certi momenti (la cena di Natale nel finale) troppo zuccherosi; ha tra gli sceneggiatori Nick Vallelonga, il figlio di Tony: all’attivo cinque Golden Globe, tre Oscar conquistati, tra cui quello inatteso e certo azzardato per il miglior film. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 3)
 
Hellboy – Fantasy. Regia di Neil Marshall, con David Harbour e Milla Jovovic. Il “rosso” protagonista – muscoli in bella evidenza, corna stampate in fronte, coda arricciata e braccio destro ultrasviluppato – deve questa volta sottrarre la piccola Alice dalle grinfie e dall’odio della Regina di Sangue, in cerca di quella vendetta da sempre nutrita contro gli umani, colpevoli dell’atroce trattamento riservato nei secoli alla sua stirpe. Durata 120 minuti. (Uci)
 
Le invisibili – Commedia. Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena. Quattro donne lavorano come assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicando gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno a dimostrare infine che la solidarietà al femminile può fare miracoli. Successone oltralpe con un incasso di oltre dieci milioni di euro. Durata 102 minuti. (Nazionale sala 2)
 
La Llorona – Le lacrime del male – Horror. Regia di Michael Chaves, con Linda Cardellini, Patricia Velasquez e Madeleine McGraw. Nella Los Angeles degli anni Settanta, L’assistente sociale Anna, vedova con due figli, tenta di aiutare una sua vicina di casa, indagata dalla polizia, a seguito di lamentele poiché dalla sua casa provengono strani rumori. Una volta entrata lei stessa nella casa, s’imbatte subito in una quantità inverosimile di candele sparse qua e là, nei bambini della donna chiusi a chiave in camera e la donna che riferisce di storie inverosimili. In seguito alle sue ricerche personali, Anna ha la certezza che in tutto il quartiere circola un’atmosfera di superstizione, oppure, come qualcuno va dicendo, è di nuovo il tempo della Llarona, ovvero la donna che piange, un fantasma inventato e terribile della cultura sudamericana, colpevole d’aver ucciso i propri figli per vendetta nei confronti di un marito traditore e che ora minaccia i figli delle altre donne. Durata 98 minuti. (Ideal, The Space, Uci)
 
Ma cosa ci dice il cervello – Commedia. Regia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, Carla Signoris, Claudia Pandolfi e Stefano Fresi. Smessi i panni della Befana in quello che forse rimane uno dei più brutti film dell’annata – lì eravamo manco a dirlo all’Epifania -, adesso, in tempo di palme e di colombe pasquali, la prolifera Cortellesi in coppia con il fedelissimo consorte (firmano anche come sceneggiatori) incarna il doppio ruolo di puntuale impiegata del Ministero e di James Bond in gonnella agli ordini dei servizi segreti, vale a dire che terrorismo internazionale e sbarchi clandestini sono il suo pane quotidiano. Poi il film vira intorno al riappropriarsi delle buone maniere, dell’educazione di un tempo ai danni di una prepotenza e di un inselvaticume che oggi sono all’ordine del giorno in ogni dove e in ogni situazione. I presi di mira (e i ridenti) sono quattro vecchi compagni di liceo della Nostra, saprà lei come incanalare tutta quella rabbia e il carico di indignazione che le bollono dentro. Durata 100 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Ideal, Lux sala 2, Reposi, Uci)
 
Non sono un assassino – Thriller. Regia di Andrea Zaccariello, con Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce e Claudia Gerini. Il vice questore Francesco Prencipe esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa. Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Soltanto sue le impronte nella casa, soltanto suo il tempo per uccidere. A interrogarlo e accusarlo una PM che conosce il suo passato, a difenderlo un avvocato amico di una vita. Nell’attesa che lo separa dal processo, le immagini del passato di Francesco si accavallano incoerenti nel disperato tentativo di arrivare al vero assassino. E alla verità di una vita intera. Durata 111 minuti. (Eliseo Rosso, Reposi, The Space, Uci)
 
Oro verde – C’era una volta in Colombia – Drammatico. Regia di Ciro Guerra e Cristina Gallego, con Natalia Reyes e José Acosta. Un arco di tempo di dodici anni, a partire dalla fine degli anni Sessanta, una suddivisione in cinque capitoli (“Erba selvatica”, “Le tombe”, “La prosperità”, “La guerra”, “Il limbo”), le origini del narcotraffico colombiano, attraverso la storia epica di una famiglia indigena e contadina della comunità wayuu. Tutto ha inizio quando il giovane Rapayet alla ricerca della dote con cui poter sposare la bellissima Zaida incrocia il ricco mercato della marijuana, mercato che ha il proprio principale obiettivo negli americani degli anni Settanta, coinvolgendo il clan famigliare che ha a capo la bellicosa Ursula, formando nuove alleanze e distruggendo quelle già da tempo consolidate, sfociando ogni operazione in vendette e morti. Quando avidità, passione e onore si scontrano, si scatena una guerra fratricida che metterà in gioco le loro vite, la loro cultura e le loro ancestrali tradizioni. Durata 125 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria)
 
Il professore e il pazzo – Drammatico. Regia di P.B. Shemran, con Mel Gibson, Sean Penn e Natalie Dormer. La vera storia del professor James Murray al quale è affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le regole di lingua inglese. Per far ciò l’uomo avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a inviare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato tuttavia ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester, un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza pronta a trasformarsi in una splendida amicizia. Durata 124 minuti. (Eliseo Blu)
 
Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Romano sala 1)
 
Shazam! – Fantasy. Regia di David F. Sandberg, con Zachary Levi e Asher Angel. Da un lato un marcantonio con oltre uno e 90 d’altezza e muscoli e niente cervello, dall’altro un ragazzino di quattordici anni vero supereroe: e la combinazione è fatta. Durata 132 minuti. (Ideal, Uci)
 
Stanlio & Ollio – Commedia. Regia di Jon S. Baird, con Steve Coogan e John C. Reilly. Stan Laurel e Oliver Hardy, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro ad un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così nasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, la i due comici non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia. Durata 97 minuti. (Classico, Eliseo Grande, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Centrale, Due Giardini sala Ombrerosse)
 
Il viaggio di Yao – Commedia. Regia di Philippe Godeau, con Omar Sy e Lionel Basse. Yao è un bambino che vive in un piccolo villaggio del Senegal. Ama i libri e le avventure. Un giorno parte per Dakar alla ricerca del suo mito, Seydou, un attore francese di grande successo in visita nella città in occasione di un festival cinematografico. Il sogno di un autografo e di un sorriso per lui. Seydou conosce Yao e colpito dal carattere del bambino decide di riaccompagnarlo a casa. Il viaggio, pieno di rocambolesche avventure e situazioni divertenti, sarà per il famoso attore un ritorno alle proprie radici. Durata 103 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
Una giusta causa – Drammatico. Regia di Mimi Leder, con Felicity Jones, Armie Hammer e Katie Bates. Ruth Bader Ginsburg è una delle nove donne ad entrare, nel 1956, al corso di Legge dell’Università di Harvard e che, nonostante il suo talento, fu rifiutata da tutti gli studi legali in quanto donna. Sostenuta dall’amore del marito Martin e dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon, accetta un controverso caso di discriminazione di genere. contro il parere di tutti, Ruth vinse il processo, determinando un epocale precedente nella storia degli stati uniti sul fronte dela parità dei diritti. un tributo a una delle figure più influenti del nostro tempo, seconda donna a essere nominata giudice della corte suprema, un omaggio a tutte le donne, un invito a non farsi sopraffare. Durata 120 minuti. (Eliseo Blu)
 
Un’altra vita – Mug – Drammatico. Regia di Malgorzata Szumowska, con Mateusz Kosciukiewicz e Agnieszka Podsiadlik. La storia di Jacek, un tipo bizzarro, un ragazzo che abita in una piccola comunità rurale polacca e che adora l’heavy metal. Lavora presso un cantiere edile alla costruzione di quella che sarà la più alta statua di Cristo al mondo: ma un giorno un terribile incidente lo sfigura completamente. Dovrà sottoporsi al primo trapianto facciale del Paese, mentre i suoi concittadini cominciano a girargli le spalle. Durata 91 minuti. (Greenwich Village sala 2)
 
L’uomo fedele – Drammatico. Regia di Louis Garrel, con Laetitia Casta, Lily-Rose Depp e Louis Garrel. Nella scena iniziale del film, Marianne annuncia ad Abel, con cui vive da tre anni, che sta per abbandonarlo, ha conosciuto un altro uomo, Paul, se ne è innamorata, andrà a vivere con lui e da lui aspetta un figlio. Otto anni dopo i due si incontrano di nuovo, l’occasione è il funerale di Paul: i due si rimettono insieme, ma adesso c’è anche il figlio di Marianne, adesso c’è anche Eva, la sorella di Paul, per cui Abel è da sempre il personale tormento amoroso. E poi, come è morto Paul? Un omaggio alla Nouvelle Vague, un po’ Chabrol un po’ Hitchcock scritto dal giovane regista e dal più che novantenne Jean- Claude Carrière, prestigioso collaboratore di Bunuel. Durata 78 minuti. (F.lli Marx sala Harpo)
 
 

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
After – Commedia. Regia di Jenny Gage, con Hero Fiennes-Tiffin, Josephine Langford e Selma Blair. Il romanzo omonimo, dovuto alla penna della giovane scrittrice statunitense Anna Todd e dedicato Harry Styles, componente della band One Direction, è risultato tra i libri più venduti nel 2015. Oggi il primo titolo è divenuto una serie di cinque libri “rosa” con tanto di prequel eccetera eccetera, tutti bocconi decisamente ghiotti per il mondo del cinema: per cui non c’è da stupirsi se l’innamoramento, gli affetti e la passione che coinvolgono una studentessa al primo anno di college, di buona famiglia e dai modi garbati, e un giovanotto che forse non è proprio uno stinco di santo, ribellione e tatuaggi compresi, avranno in futuro il loro bel seguito. Anzi, la sceneggiatura della seconda puntata è già pronta, prepariamoci. Durata 91 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)
 
Ancora un giorno – Biografico. Regia di Raùl de la Fuente e Damian Nenow, con Miroslaw Haniszewski e Olga Boladz. Il reporter Ryszard Kapuścinski percorre le strade sterrate e i villaggi dell’Angola in piena guerra civile per raccontare al mondo le storie di chi sta vivendo quei tragici giorni. Come il riluttante comandante Farrusco, che ha deciso di schierarsi con i più deboli, o l’affascinante guerrigliera Carlota, che anziché sparare alle persone vorrebbe guarirle… Finché, nei suoi peregrinaggi, il giornalista entra in possesso di una notizia che, se divulgata, potrebbe cambiare le sorti della guerra fredda e causare la morte di migliaia di persone. Il suo dovere di cronista gli imporrebbe di diffonderla, ma come può la sua coscienza sopportare un simile peso? Tra fiction e interviste ai veri protagonisti. Durata 85 minuti. (Nazionale sala 2)
 
Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2 e 3, Reposi, The Space, Uci anche in 3D)
 
Bentornato Presidente – Commedia. Regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, con Claudio Bisio, Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti e Cesare Bocci. Ovvero il ritorno nei palazzi della politica di Peppino Garibaldi, dopo un periodo ripassato tra i monti in compagnia dell’amatissima Janis e della piccola Guevara. Ma Janis è sempre più insofferente e contraria ad una simile vita tranquilla e non appena è richiamata a Roma non ci pensa due volte a fare le valigie, con prole appresso. Peppino mugugna e dopo qualche tentennamento raggiungerà la donna che ama: per indossare la nuova veste di Presidente del Consiglio, deciso a far pagare le tasse a tutti gli italiani. Intanto la politica ferve, governo e opposizione stanno alla berlina in una perfetta mescolanza di realtà e fiction dettata da una solida e divertente sceneggiatura (alla regia gli autori di “Metti la nonna in freezer” hanno sostituito Riccardo Milani mentre la Felberbaum ha scalzato la Smutniak). Un’opera che gronda attualità, vedere per credere. Durata 96 minuti. (Reposi)
 
Book Club – Tutto può succedere – Commedia. Regia di Bill Holderman, con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen e Mary Steenburgen. Quattro amiche non più giovani fanno parte di un club del libro nel quale condividono letture e si scambiano consigli. Diane è rimasta vedova dopo 40 anni di matrimonio, Vivian, nonostante l’età, ancora si rifiuta di imbarcarsi in una relazione seria, Sharon è un giudice federale ritiratasi a vita privata dopo il divorzio e Carol ha un matrimonio saldo ma affievolito dalla routine. La lettura del best seller erotico “Cinquanta sfumature di grigio” sconvolge le vite sentimentali delle quattro donne, ciascuna alle prese con nuovi incontri o vecchi rapporti da ravvivare: Diane comincia una relazione con Mitchell, Vivian teme di innamorarsi di Arthur, una sua vecchia fiamma, Sharon si iscrive ad una chat per appuntamenti, mentre Carol fa di tutto per spingere il marito a ritrovare la passione. Durata 104 minuti. (Romano sala 3)
 
La caduta dell’impero americano – Drammatico. Regia di Denys Arcand, con Alexandre Landry, Maxim Roy, Vincent Leclerc, Maripier Morin e Remy Girard. Rifacendosi ad un fatto di cronaca realmente accaduto, Arcand continua il proprio viaggio dentro l’aridità di sentimenti e di carità che ha ormai avvolto questo nostro mondo, un percorso iniziato più di trent’anni fa con “Il declino dell’impero americano” e proseguito con “Le invasioni barbariche”, passando attraverso l’apologo di “Jésus di Montreal”. Oggi narra la vicenda di Pierre-Paul, canadese, giovane intellettuale abbandonato dalla fidanzata, un laureato in filosofia costretto ad arrangiarsi con un lavoro di fattorino, con consegne a domicilio: che si ritrova testimone di una rapina finita male, con due cadaveri sulla strada, un borsone pieno di soldi da nascondere nel proprio furgone, una banda di malviventi e un gruppo di poliziotti ad inseguirlo contemporaneamente. Cercherà l’aiuta di una prostituta, di un ex carcerato che ha approfondito la finanza tra le mura del carcere, di un tale che tutto sa di paradisi fiscali. Durata 127 minuti. (Ambrosio sala 1)
 
Cafarnao – Caos e miracoli – Drammatico. Regia di Nadine Labaki, con Zain Alrafeea e Nadine Labaki. Zain è un ragazzino di dodici anni, un rifugiato siriano che vive di stenti in un quartiere poverissimo di Beirut, non va a scuola, si arrangia con qualche lavoretto, bada ai fratellini. Viene arrestato per aver accoltellato l’uomo – è il loro padrone di casa – cui la famiglia ha dato in sposa la sorellina, di soli undici anni: e al giudice dichiara di voler far causa ai genitori per averlo messo al mondo senza avere i mezzi per farlo crescere con dignità. Con il processo si dà vita alla vicenda di Zain, all’abbandono della famiglia, al suo cercare rifugio presso Rahil, un’immigrata etiope senza documenti, che fa la prostituta e deve accudire al suo piccolo di nemmeno due anni. Quando la donna viene arrestata, Zain se ne prenderà cura, attraverso le strade della capitale, incontrando altri ragazzini miseri e sbandati come lui, profittatori, tossicodipendenti, poveri. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Il campione – Commedia. Regia di Leonardo D’Agostini, con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Massimo Popolizio e Anita Caprioli. Il mondo del calcio visto attraverso gli occhi di Christian Ferro, giovane campione cui immancabilmente viene appiccicato addosso il termine talento (quante volte sprecato!), spavalderia con la sua buona dose di zona buia e tanta sregolatezza. La squadra di cui fa parte gli impone il conseguimento della maturità liceale, pena l’essere escluso da ogni partita: a convincerlo gli verrà affiancato un giovane insegnante, già segnato dai dolori della vita, per dargli efficaci insegnamenti e soprattutto un nuovo stile di vita. S’instaurerà tra i due un dialogo costruttivo e un rapporto che somiglia a quello tra un padre e un figlio. Termini di riferimento Balotelli, Cassano e Donnarumma (o a voi trovarne altri, non mancano di certo). Durata 105 minuti. (Massaua, F.lli Marx sala Groucho, Reposi, The Space, Uci)
 
Il colpevole – The Guilty – Thriller. Regia di Gustav Möller, con Jakob Cedergren. Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere ad un numero di emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l’indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri. Un film perfetto, teso, con una sceneggiatura e una regia senza una sbavatura, ottimamente interpretato: assolutamente da vedere. Grande successo all’ultimo TFF. Durata 85 minuti. (Greenwich Village sala 1)
 
Cyrano, mon amour – Commedia. Regia di Alexis Michalik, con Thomas Solivéres, Olivier Gourmet e Mathilde Seigner. Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni è afflitto dal blocco dello scrittore. Ma grazie alla sua ammiratrice Sarah Bernhardt, Rostand conosce il più celebre attore del momento, Constant Coquelin, che insiste nel voler recitare nella sua prossima commedia e vorrebbe farla debuttare in sole tre settimane. Il problema è che Rostand quella commedia non l’ha ancora scritta! Nonostante le esigenze dei produttori, i capricci delle attrici, la gelosia della compagnia e i problemi del suo migliore amico, Rostand inizia a scrivere la sua nuova commedia, di cui non sa nulla e in cui inizialmente nessuno sembra credere. La sola cosa che conosce è il titolo: “Cyrano di Bergerac”. Durata 109 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Rosso)
 
Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Greenwich Village sala 2)

 
Dumbo – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green e Alan Arkin. La guerra è finita e Holt Farrier ritorna a casa, al suo circo e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero con i cavalli e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximillian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. I due ragazzi al contrario si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e grandi e scoprono che, dietro l’handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo – questo il vezzeggiativo che il pubblico ha affibbiato all’elefantino – può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai. La favola Disney rivista dalla fantasia esplosiva di Burton. Durata 130 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
Green Book – Drammatico. Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortersen e Mahershala Ali. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la chiusura del locale di New York in cui lavora come buttafuori, l’italoamericano Tony Vallelonga detto Lip dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Lo assolda come chauffeur un pianista raffinato, tranquillo e omosessuale, Don Shirley, dal momento che lo vede menar le mani in maniera rassicurativa e nonostante i pregiudizi razziali che riempiono i discorsi dell’uomo: Don deve andarsene nel Sud per lavoro e in quegli anni nessun uomo di colore osava avventurarsi là senza l’aiuto del “Greenbook”, vademecum necessario a conoscere gli hotel, i ristoranti, i luoghi pubblici in cui i neri erano ammessi. Tuttavia nel lungo viaggio qualcosa cambia, i due uomini imparano a conoscersi. Tratto da una storia vera, il film poggia sull’enorme bravura di Mortensen, tralasciando lo spettatore tutta la prevedibilità della storia (vera) e certi momenti (la cena di Natale nel finale) troppo zuccherosi; ha tra gli sceneggiatori Nick Vallelonga, il figlio di Tony: all’attivo cinque Golden Globe, tre Oscar conquistati, tra cui quello inatteso e certo azzardato per il miglior film. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 3)
 
Hellboy – Fantasy. Regia di Neil Marshall, con David Harbour e Milla Jovovic. Il “rosso” protagonista – muscoli in bella evidenza, corna stampate in fronte, coda arricciata e braccio destro ultrasviluppato – deve questa volta sottrarre la piccola Alice dalle grinfie e dall’odio della Regina di Sangue, in cerca di quella vendetta da sempre nutrita contro gli umani, colpevoli dell’atroce trattamento riservato nei secoli alla sua stirpe. Durata 120 minuti. (Massaua, Uci)
 
Le invisibili – Commedia. Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena. Quattro donne lavorano come assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicando gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno a dimostrare infine che la solidarietà al femminile può fare miracoli. Successone oltralpe con un incasso di oltre dieci milioni di euro. Durata 102 minuti. (Classico, Eliseo Grande)
 
La Llorona – Le lacrime del male – Horror. Regia di Michael Chaves, con Linda Cardellini, Patricia Velasquez e Madeleine McGraw. Nella Los Angeles degli anni Settanta, L’assistente sociale Anna, vedova con due figli, tenta di aiutare una sua vicina di casa, indagata dalla polizia, a seguito di lamentele poiché dalla sua casa provengono strani rumori. Una volta entrata lei stessa nella casa, s’imbatte subito in una quantità inverosimile di candele sparse qua e là, nei bambini della donna chiusi a chiave in camera e la donna che riferisce di storie inverosimili. In seguito alle sue ricerche personali, Anna ha la certezza che in tutto il quartiere circola un’atmosfera di superstizione, oppure, come qualcuno va dicendo, è di nuovo il tempo della Llarona, ovvero la donna che piange, un fantasma inventato e terribile della cultura sudamericana, colpevole d’aver ucciso i propri figli per vendetta nei confronti di un marito traditore e che ora minaccia i figli delle altre donne. Durata 98 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)
 
Ma cosa ci dice il cervello – Commedia. Regia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, Carla Signoris, Claudia Pandolfi e Stefano Fresi. Smessi i panni della Befana in quello che forse rimane uno dei più brutti film dell’annata – lì eravamo manco a dirlo all’Epifania -, adesso, in tempo di palme e di colombe pasquali, la prolifera Cortellesi in coppia con il fedelissimo consorte (firmano anche come sceneggiatori) incarna il doppio ruolo di puntuale impiegata del Ministero e di James Bond in gonnella agli ordini dei servizi segreti, vale a dire che terrorismo internazionale e sbarchi clandestini sono il suo pane quotidiano. Poi il film vira intorno al riappropriarsi delle buone maniere, dell’educazione di un tempo ai danni di una prepotenza e di un inselvaticume che oggi sono all’ordine del giorno in ogni dove e in ogni situazione. I presi di mira (e i ridenti) sono quattro vecchi compagni di liceo della Nostra, saprà lei come incanalare tutta quella rabbia e il carico di indignazione che le bollono dentro. Durata 100 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Ideal, Lux sala 1, Reposi, Uci)
 
Oro verde – C’era una volta in Colombia – Drammatico. Regia di Ciro Guerra e Cristina Gallego, con Natalia Reyes e José Acosta. Un arco di tempo di dodici anni, a partire dalla fine degli anni Sessanta, una suddivisione in cinque capitoli (“Erba selvatica”, “Le tombe”, “La prosperità”, “La guerra”, “Il limbo”), le origini del narcotraffico colombiano, attraverso la storia epica di una famiglia indigena e contadina della comunità wayuu. Tutto ha inizio quando il giovane Rapayet alla ricerca della dote con cui poter sposare la bellissima Zaida incrocia il ricco mercato della marijuana, mercato che ha il proprio principale obiettivo negli americani degli anni Settanta, coinvolgendo il clan famigliare che ha a capo la bellicosa Ursula, formando nuove alleanze e distruggendo quelle già da tempo consolidate, sfociando ogni operazione in vendette e morti. Quando avidità, passione e onore si scontrano, si scatena una guerra fratricida che metterà in gioco le loro vite, la loro cultura e le loro ancestrali tradizioni. Durata 125 minuti. (Romano sala 2)
 
Il professore e il pazzo – Drammatico. Regia di P.B. Shemran, con Mel Gibson, Sean Penn e Natalie Dormer. La vera storia del professor James Murray al quale è affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le regole di lingua inglese. Per far ciò l’uomo avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a inviare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato tuttavia ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester, un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza pronta a trasformarsi in una splendida amicizia. Durata 124 minuti. (Eliseo Blu)
 
Il ragazzo che diventerà re – Fantasy. Regia di Joe Cornish, con Rebecca Ferguson, Patrick Stewart e Tom Taylor. Il dodicenne Alex scopre un giorno la spada di Excalibur. I poteri che ormai gli derivano sono straordinari e il ragazzo cerca di sfruttarli per risolvere i tanti problemi di ogni giorno. Ma capita che dal medioevo arrivi Morgana con l’intenzione di distruggere il mondo. Durata 140 minuti. (Reposi, Uci)
 
Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Romano sala 1)
 
Shazam! – Fantasy. Regia di David F. Sandberg, con Zachary Levi e Asher Angel. Da un lato un marcantonio con oltre uno e 90 d’altezza e muscoli e niente cervello, dall’altro un ragazzino di quattordici anni vero supereroe: e la combinazione è fatta. Durata 132 minuti. (Ideal, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Centrale anche V.O.)
 
Il viaggio di Yao – Commedia. Regia di Philippe Godeau, con Omar Sy e Lionel Basse. Yao è un bambino che vive in un piccolo villaggio del Senegal. Ama i libri e le avventure. Un giorno parte per Dakar alla ricerca del suo mito, Seydou, un attore francese di grande successo in visita nella città in occasione di un festival cinematografico. Il sogno di un autografo e di un sorriso per lui. Seydou conosce Yao e colpito dal carattere del bambino decide di riaccompagnarlo a casa. Il viaggio, pieno di rocambolesche avventure e situazioni divertenti, sarà per il famoso attore un ritorno alle proprie radici. Durata 103 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
Una giusta causa – Drammatico. Regia di Mimi Leder, con Felicity Jones, Armie Hammer e Katie Bates. Ruth Bader Ginsburg è una delle nove donne ad entrare, nel 1956, al corso di Legge dell’Università di Harvard e che, nonostante il suo talento, fu rifiutata da tutti gli studi legali in quanto donna. Sostenuta dall’amore del marito Martin e dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon, accetta un controverso caso di discriminazione di genere. contro il parere di tutti, Ruth vinse il processo, determinando un epocale precedente nella storia degli stati uniti sul fronte dela parità dei diritti. un tributo a una delle figure più influenti del nostro tempo, seconda donna a essere nominata giudice della corte suprema, un omaggio a tutte le donne, un invito a non farsi sopraffare. Durata 120 minuti. (Eliseo Blu e Rosso)
 
Un’altra vita – Mug – Drammatico. Regia di Malgorzata Szumowska, con Mateusz Kosciukiewicz e Agnieszka Podsiadlik. La storia di Jacek, un tipo bizzarro, un ragazzo che abita in una piccola comunità rurale polacca e che adora l’heavy metal. Lavora presso un cantiere edile alla costruzione di quella che sarà la più alta statua di Cristo al mondo: ma un giorno un terribile incidente lo sfigura completamente. Dovrà sottoporsi al primo trapianto facciale del Paese, mentre i suoi concittadini cominciano a girargli le spalle. Durata 91 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Greenwich Village sala 1 e 2)
 
L’uomo fedele – Drammatico. Regia di Louis Garrel, con Laetitia Casta, Lily-Rose Depp e Louis Garrel. Nella scena iniziale del film, Marianne annuncia ad Abel, con cui vive da tre anni, che sta per abbandonarlo, ha conosciuto un altro uomo, Paul, se ne è innamorata, andrà a vivere con lui e da lui aspetta un figlio. Otto anni dopo i due si incontrano di nuovo, l’occasione è il funerale di Paul: i due si rimettono insieme, ma adesso c’è anche il figlio di Marianne, adesso c’è anche Eva, la sorella di Paul, per cui Abel è da sempre il personale tormento amoroso. E poi, come è morto Paul? Un omaggio alla Nouvelle Vague, un po’ Chabrol un po’ Hitchcock scritto dal giovane regista e dal più che novantenne Jean- Claude Carrière, prestigioso collaboratore di Bunuel. Durata 78 minuti. (F.lli Marx sala Harpo)
 
 

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

 
A cura di Elio Rabbione
 
After – Commedia. Regia di Jenny Gage, con Hero Fiennes-Tiffin, Josephine Langford e Selma Blair. Il romanzo omonimo, dovuto alla penna della giovane scrittrice statunitense Anna Todd e dedicato Harry Styles, componente della band One Direction, è risultato tra i libri più venduti nel 2015. Oggi il primo titolo è divenuto una serie di cinque libri “rosa” con tanto di prequel eccetera eccetera, tutti bocconi decisamente ghiotti per il mondo del cinema: per cui non c’è da stupirsi se l’innamoramento, gli affetti e la passione che coinvolgono una studentessa al primo anno di college, di buona famiglia e dai modi garbati, e un giovanotto che forse non è proprio uno stinco di santo, ribellione e tatuaggi compresi, avranno in futuro il loro bel seguito. Anzi, la sceneggiatura della seconda puntata è già pronta, prepariamoci. Durata 91 minuti. (Massaua, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)
 
A un metro da te – Drammatico. Regia di Justin Baldoni, con Cole Sprouse e Haley Lu Richardson. Giovanissimi, diciassettenni, Stella e Will sono affetti entrambi da fibrosi cistica, la loro casa è l’ospedale. Lui affronta la malattia cinicamente, lei in modo più positivo. Al di là del parere contrario e delle apprensioni di medici e di genitori, i due ragazzi si innamorano, sfidando la legge delle terapie che li vogliono distanti l’uno dall’altra di almeno due metri, riducibili possibilmente a un metro e mezzo (ovvero cinque piedi e infatti “Five Feet Apart” suona il titolo originale, ancora ristretto nella nostra traduzione). È un piccolo passo, che tuttavia ha un risultato positivo soprattutto sui comportamenti di Will, pronto ad accettare una nuova cura. Durata 117 minuti. (Massaua, Uci)
 
Bentornato Presidente – Commedia. Regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, con Claudio Bisio, Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti e Cesare Bocci. Ovvero il ritorno nei palazzi della politica di Peppino Garibaldi, dopo un periodo ripassato tra i monti in compagnia dell’amatissima Janis e della piccola Guevara. Ma Janis è sempre più insofferente e contraria ad una simile vita tranquilla e non appena è richiamata a Roma non ci pensa due volte a fare le valigie, con prole appresso. Peppino mugugna e dopo qualche tentennamento raggiungerà la donna che ama: per indossare la nuova veste di Presidente del Consiglio, deciso a far pagare le tasse a tutti gli italiani. Intanto la politica ferve, governo e opposizione stanno alla berlina in una perfetta mescolanza di realtà e fiction dettata da una solida e divertente sceneggiatura (alla regia gli autori di “Metti la nonna in freezer” hanno sostituito Riccardo Milani mentre la Felberbaum ha scalzato la Smutniak). Un’opera che gronda attualità, vedere per credere. Durata 96 minuti. (Reposi, Uci)
 
Book Club – Tutto può succedere – Commedia. Regia di Bill Holderman, con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen e Mary Steenburgen. Quattro amiche non più giovani fanno parte di un club del libro nel quale condividono letture e si scambiano consigli. Diane è rimasta vedova dopo 40 anni di matrimonio, Vivian, nonostante l’età, ancora si rifiuta di imbarcarsi in una relazione seria, Sharon è un giudice federale ritiratasi a vita privata dopo il divorzio e Carol ha un matrimonio saldo ma affievolito dalla routine. La lettura del best seller erotico “Cinquanta sfumature di grigio” sconvolge le vite sentimentali delle quattro donne, ciascuna alle prese con nuovi incontri o vecchi rapporti da ravvivare: Diane comincia una relazione con Mitchell, Vivian teme di innamorarsi di Arthur, una sua vecchia fiamma, Sharon si iscrive ad una chat per appuntamenti, mentre Carol fa di tutto per spingere il marito a ritrovare la passione. Durata 104 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Harpo, Romano sala 3)
 
Cafarnao – Caos e miracoli – Drammatico. Regia di Nadine Labaki, con Zain Alrafeea e Nadine Labaki. Zain è un ragazzino di dodici anni, un rifugiato siriano che vive di stenti in un quartiere poverissimo di Beirut, non va a scuola, si arrangia con qualche lavoretto, bada ai fratellini. Viene arrestato per aver accoltellato l’uomo – è il loro padrone di casa – cui la famiglia ha dato in sposa la sorellina, di soli undici anni: e al giudice dichiara di voler far causa ai genitori per averlo messo al mondo senza avere i mezzi per farlo crescere con dignità. Con il processo si dà vita alla vicenda di Zain, all’abbandono della famiglia, al suo cercare rifugio presso Rahil, un’immigrata etiope senza documenti, che fa la prostituta e deve accudire al suo piccolo di nemmeno due anni. Quando la donna viene arrestata, Zain se ne prenderà cura, attraverso le strade della capitale, incontrando altri ragazzini miseri e sbandati come lui, profittatori, tossicodipendenti, poveri. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Il campione – Commedia. Regia di Leonardo D’Agostini, con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Massimo Popolizio e Anita Caprioli. Il mondo del calcio visto attraverso gli occhi di Christian Ferro, giovane campione cui immancabilmente viene appiccicato addosso il termine talento (quante volte sprecato!), spavalderia con la sua buona dose di zona buia e tanta sregolatezza. La squadra di cui fa parte gli impone il conseguimento della maturità liceale, pena l’essere escluso da ogni partita: a convincerlo gli verrà affiancato un giovane insegnante, già segnato dai dolori della vita, per dargli efficaci insegnamenti e soprattutto un nuovo stile di vita. S’instaurerà tra i due un dialogo costruttivo e un rapporto che somiglia a quello tra un padre e un figlio. Termini di riferimento Balotelli, Cassano e Donnarumma (o a voi trovarne altri, non mancano di certo). Durata 105 minuti. (Massaua, F.lli Marx sala Groucho, Reposi, The Space, Uci)
 
Captain Marvel – Fantasy. Regia di Anna Boden e Ryan Fleck, con Brie Larson, Jude Law, Samuel L. Jackson e Annette Bening. Carole Denvers, nell’America di metà anni Novanta, è una giovane ragazza con un passato confuso, arruolata nell’esercito dei Kree, ricca di emozioni e di un’aggressività che a stento riesce a tenere a freno. In una Terra su cui è stata catapultata, incontrerà l’agente Fury, che le starà al fianco nella lotta e nella comprensione del proprio passato, dove tra l’altro spicca un periodo di esercitazione in un campo militare agli ordini di una misteriosa donna. Successo certo per gli appassionati, in previsione del prossimo “Avengers: Endgame”, in arrivo a primavera. Durata 126 minuti. (Ideal, Uci)
 
Il colpevole – The Guilty – Thriller. Regia di Gustav Möller, con Jakob Cedergren. Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere ad un numero di emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l’indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri. Un film perfetto, teso, con una sceneggiatura e una regia senza una sbavatura, ottimamente interpretato: assolutamente da vedere. Grande successo all’ultimo TFF. Durata 85 minuti. (Greenwich Village sala 1)
 
Cyrano, mon amour – Commedia. Regia di Alexis Michalik, con Thomas Solivéres, Olivier Gourmet e Mathilde Seigner. Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni è afflitto dal blocco dello scrittore. Ma grazie alla sua ammiratrice Sarah Bernhardt, Rostand conosce il più celebre attore del momento, Constant Coquelin, che insiste nel voler recitare nella sua prossima commedia e vorrebbe farla debuttare in sole tre settimane. Il problema è che Rostand quella commedia non l’ha ancora scritta! Nonostante le esigenze dei produttori, i capricci delle attrici, la gelosia della compagnia e i problemi del suo migliore amico, Rostand inizia a scrivere la sua nuova commedia, di cui non sa nulla e in cui inizialmente nessuno sembra credere. La sola cosa che conosce è il titolo: “Cyrano di Bergerac”. Durata 109 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Rosso)
 
Dumbo – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green e Alan Arkin. La guerra è finita e Holt Farrier ritorna a casa, al suo circo e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero con i cavalli e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximillian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. I due ragazzi al contrario si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e grandi e scoprono che, dietro l’handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo – questo il vezzeggiativo che il pubblico ha affibbiato all’elefantino – può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai. La favola Disney rivista dalla fantasia esplosiva di Burton. Durata 130 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 3, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
Escape Room – Thriller. Regia di Adam Robitel, con Taylor Russell, Tyler Labine e Deborah Ann Woll. Un gioco, pare un gioco con il suo bel milione di dollari come premio in palio. Una sequenza di stanze, la ricerca di una compatta unione da parte dei contendenti, le difficolta, il tempo a disposizione per risolvere gli enigmi (o i tranelli), la paura somministrata a piccole o grandi dosi e da trasmettere allo spettatore. Durata 98 minuti. (Uci)
 
Green Book – Drammatico. Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortersen e Mahershala Ali. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la chiusura del locale di New York in cui lavora come buttafuori, l’italoamericano Tony Vallelonga detto Lip dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Lo assolda come chauffeur un pianista raffinato, tranquillo e omosessuale, Don Shirley, dal momento che lo vede menar le mani in maniera rassicurativa e nonostante i pregiudizi razziali che riempiono i discorsi dell’uomo: Don deve andarsene nel Sud per lavoro e in quegli anni nessun uomo di colore osava avventurarsi là senza l’aiuto del “Greenbook”, vademecum necessario a conoscere gli hotel, i ristoranti, i luoghi pubblici in cui i neri erano ammessi. Tuttavia nel lungo viaggio qualcosa cambia, i due uomini imparano a conoscersi. Tratto da una storia vera, il film poggia sull’enorme bravura di Mortensen, tralasciando lo spettatore tutta la prevedibilità della storia (vera) e certi momenti (la cena di Natale nel finale) troppo zuccherosi; ha tra gli sceneggiatori Nick Vallelonga, il figlio di Tony: all’attivo cinque Golden Globe, tre Oscar conquistati, tra cui quello inatteso e certo azzardato per il miglior film. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 3, Greenwich Village sala 3)
 
Hellboy – Fantasy. Regia di Neil Marshall, con David Harbour e Milla Jovovic. Il “rosso” protagonista – muscoli in bella evidenza, corna stampate in fronte, coda arricciata e braccio destro ultrasviluppato – deve questa volta sottrarre la piccola Alice dalle grinfie e dall’odio della Regina di Sangue, in cerca di quella vendetta da sempre nutrita contro gli umani, colpevoli dell’atroce trattamento riservato nei secoli alla sua stirpe. Durata 120 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)
 
Le invisibili – Commedia. Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena. Quattro donne lavorano come assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicando gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno a dimostrare infine che la solidarietà al femminile può fare miracoli. Successone oltralpe con un incasso di oltre dieci milioni di euro. Durata 102 minuti. (Classico, Eliseo Grande)
 
La Llorona – Le lacrime del male – Horror. Regia di Michael Chaves, con Linda Cardellini, Patricia Velasquez e Madeleine McGraw. Nella Los Angeles degli anni Settanta, L’assistente sociale Anna, vedova con due figli, tenta di aiutare una sua vicina di casa, indagata dalla polizia, a seguito di lamentele poiché dalla sua casa provengono strani rumori. Una volta entrata lei stessa nella casa, s’imbatte subito in una quantità inverosimile di candele sparse qua e là, nei bambini della donna chiusi a chiave in camera e la donna che riferisce di storie inverosimili. In seguito alle sue ricerche personali, Anna ha la certezza che in tutto il quartiere circola un’atmosfera di superstizione, oppure, come qualcuno va dicendo, è di nuovo il tempo della Llarona, ovvero la donna che piange, un fantasma inventato e terribile della cultura sudamericana, colpevole d’aver ucciso i propri figli per vendetta nei confronti di un marito traditore e che ora minaccia i figli delle altre donne. Durata 98 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci anche V.O.)
 
Ma cosa ci dice il cervello – Commedia. Regia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, Carla Signoris, Claudia Pandolfi e Stefano Fresi. Smessi i panni della Befana in quello che forse rimane uno dei più brutti film dell’annata – lì eravamo manco a dirlo all’Epifania -, adesso, in tempo di palme e di colombe pasquali, la prolifera Cortellesi in coppia con il fedelissimo consorte (firmano anche come sceneggiatori) incarna il doppio ruolo di puntuale impiegata del Ministero e di James Bond in gonnella agli ordini dei servizi segreti, vale a dire che terrorismo internazionale e sbarchi clandestini sono il suo pane quotidiano. Poi il film vira intorno al riappropriarsi delle buone maniere, dell’educazione di un tempo ai danni di una prepotenza e di un inselvaticume che oggi sono all’ordine del giorno in ogni dove e in ogni situazione. I presi di mira (e i ridenti) sono quattro vecchi compagni di liceo della Nostra, saprà lei come incanalare tutta quella rabbia e il carico di indignazione che le bollono dentro. Durata 100 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Ideal, Lux sala 1, Reposi, Uci)
 
Momenti di trascurabile felicità – Commedia. Regia di Daniele Luchetti, con Pif, Thony e Renato Carpentieri. Alla base del film del regista del “Portaborse” sono i due libri di Francesco Piccolo (qui anche cosceneggiatore) pubblicati da Einaudi, “Momenti di trascurabile felicità” e “Momenti di trascurabile infelicità”. Momenti che coinvolgono la vita di ognuno: questa volta potrà approfittarne Paolo che, passato a miglior vita per un incidente in motorino – un furgone l’ha messo sotto mentre lui passava con il rosso -, riuscendo a convincere Qualcuno che quella non era assolutamente ancora la sua ora – una sorta di “Il paradiso può attendere” in chiave nostrana -, avrà a disposizione un surplus di 92 minuti (che è poi la durata del film) per intavolare un bilancio della propria esistenza. Durata 92 minuti. (F.lli Marx sala Chico)
 
Noi – Horror. Regia di Jordan Peele, con Lupita Nyong’o. Il prologo è datato 1986, quando vediamo la giovane Adelaide in un luna park, sulla riva dell’oceano californiano, sfuggita ai genitori, mentre si aggira in un ambiente fatto di specchi che riflettono la sua immagine impaurita. Su quella medesima spiaggia la ritroviamo adulta ai giorni nostri, quando ha accompagnato controvoglia il marito e i due figli a passarvi le vacanze. Famiglia senza problemi, benestante, tuttavia nella mente della donna prendono peso coincidenze che le lasciano immaginare un futuro irto di tempeste. Nell’ultima sera delle loro vacanze, qualcuno entra nel giardino della casa, non ladri ma ombre ben concrete, quattro esseri che hanno il loro stesso colore scuro della pelle e le loro sembianze, quattro “copie” in tuta e attrezzati di forbicioni d’oro. Durata 120 minuti. (Ideal, Reposi, Uci)
 
Oro verde – C’era una volta in Colombia – Drammatico. Regia di Ciro Guerra e Cristina Gallego, con Natalia Reyes e José Acosta. Un arco di tempo di dodici anni, a partire dalla fine degli anni Sessanta, una suddivisione in cinque capitoli (“Erba selvatica”, “Le tombe”, “La prosperità”, “La guerra”, “Il limbo”), le origini del narcotraffico colombiano, attraverso la storia epica di una famiglia indigena e contadina della comunità wayuu. Tutto ha inizio quando il giovane Rapayet alla ricerca della dote con cui poter sposare la bellissima Zaida incrocia il ricco mercato della marijuana, mercato che ha il proprio principale obiettivo negli americani degli anni Settanta, coinvolgendo il clan famigliare che ha a capo la bellicosa Ursula, formando nuove alleanze e distruggendo quelle già da tempo consolidate, sfociando ogni operazione in vendette e morti. Quando avidità, passione e onore si scontrano, si scatena una guerra fratricida che metterà in gioco le loro vite, la loro cultura e le loro ancestrali tradizioni. Durata 125 minuti. (Romano sala 2)
 
Il professore e il pazzo – Drammatico. Regia di P.B. Shemran, con Mel Gibson, Sean Penn e Natalie Dormer. La vera storia del professor James Murray al quale è affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le regole di lingua inglese. Per far ciò l’uomo avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a inviare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato tuttavia ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester, un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza pronta a trasformarsi in una splendida amicizia. Durata 124 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu, F.lli Marx sala Chico)
 
Il ragazzo che diventerà re – Fantasy. Regia di Joe Cornish, con Rebecca Ferguson, Patrick Stewart e Tom Taylor. Il dodicenne Alex scopre un giorno la spada di Excalibur. I poteri che ormai gli derivano sono straordinari e il ragazzo cerca di sfruttarli per risolvere i tanti problemi di ogni giorno. Ma capita che dal medioevo arrivi Morgana con l’intenzione di distruggere il mondo. Durata 140 minuti. (Ideal, Reposi, Uci)
 
Shazam! – Fantasy. Regia di David F. Sandberg, con Zachary Levi e Asher Angel. Da un lato un marcantonio con oltre uno e 90 d’altezza e muscoli e niente cervello, dall’altro un ragazzino di quattordici anni vero supereroe: e la combinazione è fatta. Durata 132 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Centrale anche V.O.)
 
Il viaggio di Yao – Commedia. Regia di Philippe Godeau, con Omar Sy e Lionel Basse. Yao è un bambino che vive in un piccolo villaggio del Senegal. Ama i libri e le avventure. Un giorno parte per Dakar alla ricerca del suo mito, Seydou, un attore francese di grande successo in visita nella città in occasione di un festival cinematografico. Il sogno di un autografo e di un sorriso per lui. Seydou conosce Yao e colpito dal carattere del bambino decide di riaccompagnarlo a casa. Il viaggio, pieno di rocambolesche avventure e situazioni divertenti, sarà per il famoso attore un ritorno alle proprie radici. Durata 103 minuti. (Romano sala 1, Uci)
 
Una giusta causa – Drammatico. Regia di Mimi Leder, con Felicity Jones, Armie Hammer e Katie Bates. Ruth Bader Ginsburg è una delle nove donne ad entrare, nel 1956, al corso di Legge dell’Università di Harvard e che, nonostante il suo talento, fu rifiutata da tutti gli studi legali in quanto donna. Sostenuta dall’amore del marito Martin e dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon, accetta un controverso caso di discriminazione di genere. contro il parere di tutti, Ruth vinse il processo, determinando un epocale precedente nella storia degli stati uniti sul fronte dela parità dei diritti. un tributo a una delle figure più influenti del nostro tempo, seconda donna a essere nominata giudice della corte suprema, un omaggio a tutte le donne, un invito a non farsi sopraffare. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 2)
 
L’uomo fedele – Drammatico. Regia di Louis Garrel, con Laetitia Casta, Lily-Rose Depp e Louis Garrel. Nella scena iniziale del film, Marianne annuncia ad Abel, con cui vive da tre anni, che sta per abbandonarlo, ha conosciuto un altro uomo, Paul, se ne è innamorata, andrà a vivere con lui e da lui aspetta un figlio. Otto anni dopo i due si incontrano di nuovo, l’occasione è il funerale di Paul: i due si rimettono insieme, ma adesso c’è anche il figlio di Marianne, adesso c’è anche Eva, la sorella di Paul, per cui Abel è da sempre il personale tormento amoroso. E poi, come è morto Paul? Un omaggio alla Nouvelle Vague, un po’ Chabrol un po’ Hitchcock scritto dal giovane regista e dal più che novantenne Jean- Claude Carrière, prestigioso collaboratore di Bunuel. Durata 78 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria anche V.O.)
 
 

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