Martedì 2 giugno prossimo inizia la stagione di apertura del Museo Forte Bramafam di Bardonecchia, un luogo dove si è cercato di salvare le memorie della storia militare del Regio esercito, vedendola attraverso quegli uomini che questa storia hanno creato e vissuto. In questi 30 anni di attività, è stata raccolta una notevole massa di materiale e di ricordi, oltre 200 oggetti tra cui uniformi, artiglierie, armi e materiale della vita quotidiana, inseriti in ricostruzioni ambientali che immergono il visitatore dentro la storia.
Nella pausa invernale, anche quest’anno, il Museo non è stato fermo e ha dato vita a una serie di progetti per proseguire nel recupero del Forte Bramafam attraverso bandi con Regione e Fondazioni, per proseguire negli interventi strutturali nel ripristino delle strutture preesistenti degli adeguamenti tecnologici, ma anche nelle evoluzioni legali per proseguire nel futuro del Museo. L’elemento di punta del 2026 è rappresentato da un progetto ambizioso che trasformerà il Museo in un ponte tecnologico tra passato e presente: saranno realizzate 50 installazioni che riprodurranno documentari dell’Istituto Luce e video che riproporranno 700 foto storiche legate agli eventi narrati nel Museo. Tra queste, 500 immagini sono state restaurate con l’intelligenza artificiale. Si è voluta restituire l’umanità e il movimento a uomini che altrimenti sarebbero rimasti statici nella memoria. Una mole di contenuti che su carta avrebbe richiesto spazi immensi. Vengono così ad aprirsi una serie di storie legate alle fortificazioni, alle artiglierie e alle guerre, ma dove emergono i volti degli uomini del passato.
Questa lettura dei documenti storici è resa più fruibile dall’uso dell’IA e dei video, resa piu viva per le nuove generazioni, con la flessibilità di poter aggiornare i contenuti o creare percorsi tematici differenti senza cambiare l’allestimento fisico. Alcuni dei temi che verranno raccontato saranno il Terzo Alpini e la Madonna di Rocciamelone, le artiglierie da fortezza del Regio esercito, la piazza militare del Moncenisio, Susa a inizio Novecento, gli Alpini sciatori a Bardonecchia, Folgore e Monterosa tra Moncenisio e Monginevro, le batterie corazzate e la formazione “ Stellina Giustizia e Libertà”.
Lo scorso anno il Museo aveva ipotizzato di aprire, nel 2026, il nuovo settore della galleria di Gola, ma l’entità degli interventi, i costi e la riduzione dei contributi da parte delle fondazioni bancarie ha costretto a dare una sospensione alle attività e aprire un mutuo per pagare parte dei lavori. Rimangono da completare parte della impermeabilizzazione sulla copertura, impiantistiche elettriche di controllo, la ricostruzione degli interni e gli impianti nel pozzo Gruson.
Il progetto è andato oltre l’aspetto museale e sono stati avviati contatti con l’Amministrazione comunale di Bardonecchia per definire il trasferimento a titolo non oneroso del compendio di Forte Bramafam e, tra gli altri, la presentazione di una domanda per la ricostruzione dell’acquedotto di Forte Bramafam che porterà rifornimento idrico alle Case di Sant’Anna. È stato inoltre promosso dall’Associazione per gli Studi di Storia e Architettura militare del Forte Bramafam un convegno a Bardonecchia dal titolo “Sulle strade bianche delle fortificazioni”.
Info aperture: giugno – martedì 2 e tutte le domeniche – a luglio tutti i sabati e le domeniche – agosto tutti i giorni dall’1 al 30 – settembre tutte le domeniche – novembre tutte le domeniche
Mara Martellotta
Foto Corino – Turismo Torino e Provincia
Il 23 aprile 1919 nacque a Torino la Lenci ,
Ancora oggi si utilizza il panno lenci una stoffa non tessuta che viene usata per fare vestiti, ma anche accessori e collane grazie alla sua facilita’ di utilizzo e che rimanda alle famose bambole che erano foderate con un’ ulteriore strato di mussola, per renderle lavabili, e ricoperte di polvere vellutina.










