SPETTACOLI

“Amadeus” di Peter Shaffer Debutta al teatro Carignano

 il 24 febbraio prossimo , per la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con i costumi di Antonio Marras
Debutto al teatro Carignano, martedì 24 febbraio prossimo, alle 19.30, di “Amadeus” di Peter Shaffer, pièce teatrale di Ferdinando Bruni, che ne è anche interprete e ne firma la traduzione, con i costumi di Antonio Marras. Lo spettacolo, prodotto dal teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile fino a domenica 1⁰ marzo. “Amadeus” di Peter Shaffer non è solo la storia di due musicisti, ma anche un duello feroce di desiderio di gloria e l’impossibilità di contenerlo. Al centro della vicenda la storia piu celebre della musica classica: Antonio Salieri, artista rispettato, ma prigioniero dei propri limiti, avvelena il giovane Mozart, incarnazione di un talento naturale, sfrontato e incontrollabile. Dal debutto londinese nel 1979 al trionfo del film di Miloš Forman, con i suoi otto Premi Oscar, quest’opera ha affascinato perché racconta la rabbia di sentirsi oscurati e il piacere e il tormento di vivere accanto a un genio che ci riduce a comparse. Nella sua versione, il testo prende la forma di un sogno barocco e visionario, che si piega in incubo, in gioco di potere e ossessione in cui musica, parole e immagini diventano lo specchio dei nostri conflitti più intimi.
La regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia esalta la forza del testo che ha il ritmo e la profondità di un classico, imprimendo l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso, un sogno che piano piano assume i contorni di un incubo.
Ferdinando Bruni interpreta il personaggio di Salieri che, attraversando l’età della vita come un “deus ex machina”, evoca dal passato i personaggi della “sua” storia. Accanto a lui, nel ruolo del giovane e irriverente Mozart, Daniele Fedeli, l’attore rivelazione di “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”. Lo stilista Antonio Marras firma costumi e vestiti degli interpreti con sontuosi abiti di un Settecento immaginario dagli inserti molto contemporanei. La scena è rappresentata da un salone trasfigurato dalla luce di una lanterna magica, nella quale si muovono musicisti, nobili e dignitari della corte di Giuseppe II.
“La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo – afferma il regista Ferdinando Bruni – si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca, cui gli storici non accreditano alcun fondamento; più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin, che nel suo microdramma ‘Mozart e Salieri’ ne racconta per la prima volta la favola. Antonio Salieri è uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate ed è un artista raffinato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato ad occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio, di devozione in cambio di successo, il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti”.
Teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino
“Amadeus” – 24 febbraio/1⁰ marzo – orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30 – mercoledì e venerdì ore 20.45 – domenica ore 16 – lunedì riposo.
Telefono: 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it  – orario biglietteria: da martedì a sabato dalle 13 alle 19 / domenica dalle 14 alle 19 – lunedì riposo e attivo un’ora prima dello spettacolo per l’acquisto dei biglietti per la recite del medesimo giorno.
Mara Martellotta

“Il flamenco dell’Andalusia”, in scena la compagnia Assemblea Teatro

Sabato 21 febbraio prossimo, alle ore 21, il palcoscenico dell’Auditorium Franca Rame di Rivalta si riaccende con la magia ipnotica del baile andaluz  per antonomasia, ossia il flamenco, con i suoi passi, la sua musica, i suoi canti , la sua poesia.
“Il flamenco dell’Andalusia” è il titolo dello spettacolo e a interpretarlo sarà la bailadora ed attrice Manuela Carretta con i suoi musicisti della compagnia Soleàlma. Questi raffinati artisti approdano all’Auditorium Franca Rame grazie alla compagnia Assemblea Teatro che presenta il cartellone “Una sera a teatro-Adulti”.

Un incanto che si ricrea con la chitarra, le percussioni del cajon e dall’handpan,  per volare con la fantasia sotto il sole dell’Andalusia, cullati dai versi di Federico Garcia Lorca, letti dagli attori di Assemblea Teatro Cristiana Voglino e Luca Occelli.
Così all’Auditorium Franca Rame inizierà un viaggio spirituale  per l’Andalusia: “Cordova / Lontana e sola/ Puledra nera, luna grande/ e olive nella mia bisaccia […]” (Federico García Lorca, Canzone del Cavaliere)

L’Andalusia non è semplice folklore, ma una vera pelle che ti abita fin da giovane diventando molto di più di un fatto culturale, ma vero e proprio DNA.
Grazie alle parole di Federico Garcia Lorca e la danza di Manuela Carretta, si dispiega il racconto dell’Andalusia, con il sole di Cadice, il colore della gente e del vivere quotidiano, la passione d’amore, la festa in famiglia e tutte le emozioni dell’animo umano. Un viaggio nel cuore del flamenco  che  è patrimonio universale Unesco dal 2010.

Sabato 21 febbraio 2026 ore 21
Auditorium Franca Rame
Viale Cadore 133. Rivalta di Torino

Mara Martellotta

“Le tre sedie – Ovvero la scenografia”, al teatro SUperga

Teatro Superga, Nichelino (TO)

Sabato 21 febbraio, ore 21

 

Sul palco tre attrici che interpretano tre donne: Alessandro Fullin, Alessandra Ierse e Ussi Alzati

 

 

 

Gli anni? Passano. Le mode? Passano. Gli amori? Passano. Quello che resta sono i contributi versati allo Stato e la voglia di tornare sul palco. Tre attrici – Alessandra Ierse, Alessandro Fullin, Ussi Alzati – incoraggiate da nessuna produzione, decidono di interpretare tre donne a cui solo in parte assomigliano. I tempi in cui si svolge la commedia sono quelli nostri quindi avventurosi e fragilissimi.

Trama: un’amica comune se ne va all’altro mondo e lascia a tre amiche una casetta orrenda con intorno panorama montano dimenticabilissimo. Non siamo a Cortina, né a Courmayeur ma neanche a Limone Piemonte. Intorno non ci sono piste da sci, seggiovie, negozi di lusso ma un bosco di conifere in cui anche i mirtilli hanno deciso di non crescere. Come passare il tempo allora? Una tisana drenante e molti ricordi per arrivare ad una grande verità: anche un’amica può essere una lama che ci attende nel buio. A disposizione delle protagoniste sul palco solo tre sedie: quindi niente piramidi, palme, elefanti. “Ed è un vero peccato” rivelano le tre manigolde “perché per chiudere in bellezza noi si voleva fare l’Aida”.

 

Info

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino (TO)

Sabato 21 febbraio 2026, ore 21

Le tre sedie – Ovvero la scenografia

Una commedia di Alessandro Fullin

Con Ussi Alzati, Alessandra Ierse, Alessandro Fullin

Biglietti: platea 25,30 euro, galleria 19,55 euro

www.teatrosuperga.it biglietteria@teatrosuperga.it

IG + FB: teatrosuperga

Orari biglietteria: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

Anche un documentario Rai per i 100 anni di Susanna Egri 

Il 18 febbraio prossimo, Susanna Egri, coreografa e ballerina di origine ungherese, figlia dell’allenatore del Grande Torino, Ernő Egri Erbstein, scomparso con la squadra nella tragedia di Superga, compirà 100 anni, un traguardo di notevole rilevanza, considerando che l’artista è ancora attiva, e che non è passato inosservato neanche alla RAI, tanto che per festeggiare i suoi 100 anni, Rai Teche, in collaborazione con il Centro di produzione TV di Torino, proporrà un tributo a una delle più grandi protagoniste della danza del Novecento, con “Susanna Egri, una vita sulle punte”, disponibile su RaiPlay da martedì 17 febbraio, vigilia del compleanno della grande coreografa.
Si tratta di un viaggio alla scoperta di una donna visionaria, che ha saputo trasformare la disciplina classica in un linguaggio contemporaneo e moderno, portandolo nelle case di tutti noi. Quello di Susanna Egri è un caso in cui la vita della donna coincide perfettamente con la sua arte, un’esistenza, forse più d’una, vissuta attraverso la coreografia sperimentata in tutte le sue forme, dal balletto neoclassico al jazz, dal folklore all’espressionismo. Il racconto si snoda attraverso un’intervista originale in cui l’artista ripercorre con straordinaria lucidità i momenti che hanno segnato la sua vita e la sua carriera, a partire dalla sua infanzia cosmopolita al seguito del padre, al trauma delle leggi razziali che la allontaneranno dalle scuole italiane, dal ritorno in Ungheria, dove scoprì la danza come “una nuova maniera di considerare la vita”, fino al rientro a Torino, dove portò la ventata di novità assimilate nel fervore artistico di Budapest. Con la tragedia di Superga del 1949, perse il padre e, con lui, tutto il suo mondo.

“A Superga ho ritrovato la valigia prestata a mio padre – ricorda l’artista – dento c’era la bambolina con il costume portoghese che mi stava portando in dono. È diventata il mio talismano, non l’ho mai rattoppata, è sempre con me”.

Il 1949 fu, nello stesso tempo, l’inizio delle trasmissioni sperimentali, e fu proprio la televisione a dare a Susanna Egri la forza di ricominciare, chiamata da Sergio Pugliese, che intuì come la televisione avesse bisogno di movimenti. La Egri creò il primo teleballetto originale, dal nome “Le foyer de la danse”, e iniziò una stagione di sperimentazione senza precedenti. Ricordiamo le avanguardistiche coreografie jazz, il sontuoso ballo Excelsior, l’audace coreografia “Jeux” di Vaclav Fomič Nižinskij. Dal 1954 le fu affidata una rubrica all’interno di “Orizzonte”, uno dei primi settimanali televisivi della neonata televisione RAI, una prova di rotocalco firmata da Umberto Eco, Gianni Vattimo e Furio Colombo. Per il programma, la Egri presentava un Carnet di ballo, in cui informava i telespettatori su vecchie e nuove tendenze del mondo della danza, dimostrando spiccate doti divulgative oltre al suo talento da ballerina. Nel 1963 la RAI le commissionò tre balletti televisivi, e la Egri decise di ispirarsi ai libretti da cui nacquero opere come “Turandot”, “Vita di Boheme” e “Cavalleria rusticana”. Grazie alla sua rielaborazione dell’opera di Mascagni, tratta dalla novella di Giovanni Verga, e alla capacità creativa di ambientarla in una Sicilia degli anni Cinquanta, influenzata dalla cultura d’oltreoceano, Susanna Egri si aggiudicò la vittoria del prestigioso Prix Italia.

La Fondazione Egri, dal canto suo, festeggia il centenario della sua fondatrice con le celebrazioni che si apriranno il 18 febbraio, giorno del centenario, al teatro Maggiore di Verbania, nell’ambito di Maggiore Danza, rassegna curata dalla stessa Fondazione. Verranno portati in scena due momenti della sua straordinaria carriera: “Istantanee”, del 1953, lo spettacolo che ha segnato la sua giovinezza artistica su musica originale del musicista  ungherese Paul Arma, e “Cantata profana il cervo fatato”, il recentissimo lavoro di Raphael Bianco, creato appositamente per l’occasione sulla musica di Béla Bartók, e dedicato a Susanna Egri, con cui ha fondato la compagnia EgriBiancoDanza.

A breve inizieranno i lavori nell’ex cinema torinese Arlecchino di corso Sommelier angolo via San Secondo, che per volontà di Susanna Egri rinascerà quale teatro Stabile della sua compagnia. Sotto la Mole si sta girando, intanto, in queste settimane, un film sulla sua vita diretta da Giorgio Ferraro, grazie alla Film Commission Piemonte.

MARA MARTELLOTTA

Il libro della giungla a teatro

Teatro Concordia

Domenica 22 febbraio, ore 16

 

 

Il linguaggio del teatro danza e del teatro di narrazione nello spettacolo tratto dai racconti di Kipling

 

 

Il piccolo Mowgli, trovato da un branco di lupi, impara a vivere nella giungla e rispettarne le leggi. I suoi mentori, Baloo l’orso e Bagheera la pantera, lo conducono attraverso le insidie e i pericoli che un cucciolo d’uomo deve affrontare nella foresta tropicale.

Lo spettacolo è tratto dai racconti de Il libro della giungla del premio Nobel per la letteratura Rudyard Kipling, un’opera narrativa di formazione dove emergono valori universali di rispetto dell’altro e di relazione con le leggi della natura. La compagnia Fantateatro mette in scena questo capolavoro attraverso i linguaggi del teatrodanza e del teatro di narrazione. Abili ballerini danno vita agli animali danzando su musiche eseguite dal vivo, mentre un narratore racconta la storia, aiutato da piccole riproduzioni dei protagonisti. A rendere lo spettacolo ancora più speciale sono i costumi creati da Federico Zuntini: spettacolari teste scolpite nel polistirolo che trasformano gli interpreti negli abitanti della giungla.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Domenica 22 febbraio 2026, ore 16

Il libro della giungla

Favole a Merenda

Da Rudyard Kipling

Adattamento e regia di Sandra Bertuzzi

Allestimento scenografico di Federico Zuntini

Musiche eseguite dal vivo da Marco Zanotti (percussioni)

Costumi Atelier Fantateatro

Produzione Fantateatro

Dai 3 anni

Biglietti: adulto 10 euro, bambino 7 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

“Ergo non sei” in scena al Baretti

Per la stagione 2025-2026 del Cineteatro Baretti, giovedì 19 febbraio, alle ore 21, e venerdì 20 febbraio, alle ore 20, andrà in scena la pièce teatrale “Ergo non sei”, per la drammaturgia di Luigi Di Gangi, Julio Garcia e Ugo Giacomazzi. Interpreti e registi Luigi Di Gangi e Luigi Giacomazzi. Accoglie nuovamente Teatrialchemici, nella stagione teatrale “Aurea Familia” del teatro Baretti, è un gesto naturale e fondante. Come ogni ritorno, conferma l’idea di famiglia teatrale. Il lavoro profondo portato in scena lo scorso anno con attori con disabilità cognitive fa di questo ritorno motivo d’orgoglio per l’associazione. “Ergo non sei” è un viaggio intimo e surreale, una riflessione potente sul destino, sulla fede e sull’identità. Dare spazio a questo tipo di teatro significa ribadire che la qualità, la bellezza e il rigore del palcoscenico passano anche e soprattutto attraverso il coraggio di porre domande radicali.

Il conclave di Madonne riunitosi in cielo ha scelto il nuovo Eletto, colui che dovrà scrivere il nuovissimo Testamento e che dovrà parlare al mondo con animo illuminato. La Madonna del Ponte, Avvocata nostra, si fa così tramite del volere celeste e scende in Terra ad annunciare all’eletto il suo destino. Nella tre giorni in cui deve compiersi tutto, il tempo è una spada di Damocle nella vita di un uomo messo di fronte a un fatto compiuto, e a cui non è richiesta alcuna scelta, ma solo l’ammissione della propria responsabilità. Michele, quarantenne ateo, solitario, assistente universitario di Filosofia, vive da sempre con la madre in un routine immobile scandita da gesti e riti familiari. La sua esistenza, silenziosa e priva di slanci, viene sconvolta quando la Madonna del Ponte gli appare annunciandogli che è stato scelto come nuovo Eletto per diffondere un Vangelo rinnovato. Questo evento straordinario innesca un cambiamento profondo, mettendo in crisi le sue certezze e trasformando i rapporti con la madre e il mondo. Accettare di essere l’Eletto non è facile per nessuno, tantomeno per un uomo che non crede in Dio. In tre giorni sospesi tra realtà e visione, Michele si confronta con la responsabilità del proprio destino, in uno spazio scenico essenziale che amplifica il leso delle domande più antiche dell’umanità: chi siano? In che cosa crediamo? Che cosa ci ha chiesto di diventare?

Biglietteria: intero 13 euro – ridotto 11 euro – under 25, over 65, ANPI e Feltrinelli – eniticket.it

In cassa, se disponibili, nei giorni d’apertura o prima dello spettacolo.

Info: teatro Baretti – www.teatrobaretti.it

Mara Martellotta

Fabulae. Un monologo sulla dis-parità di genere

Venerdì 20 febbraio alle 21 allo Spazio Kairos, via Mottalciata 7, va in scena “Fabulae – Un monologo sulla dis-parità di genere”, di e con Massimiliano Loizzi«Avrei voluto intitolarlo “Il mansplaining spiegato alle donne”, ma ci tengo alla mia incolumità e così ho preferito un titolo più fiabesco che piace alle donne. Sono ironico, eh!» afferma Loizzi.

Lo spettacolo

Come si può raccontare uno dei temi più dibattuti della nostra società senza risultare retorico o nella peggiore delle ipotesi senza fare mansplaining? Si può narrare la storia delle favole, e la sua evoluzione nei secoli. Dalle primissime forme di narrazione orale alle raccolte scritte di Basile e Perrault, fino alle più moderne favole dei fratelli Grimm, Andersen e Walt Disney, lo spettacolo mostra il cambiamento della condizione della donna nel tempo,

Fabulae svela quanto spaventosamente poco sappiamo dell’universo delle fiabe e racconta i terribili segreti dietro l’origine del mito: storie fatte di violenza, sesso, tradimenti e stupri dove la donna è sempre e solo assassina, traditrice, moglie, serva o schiava.

 

«E forse è ora che le nostre storie vadano nuovamente e per l’ennesima volta cambiate e

“aggiornate” perché da sempre si adattano ai tempi che devono raccontare» si spiega nella presentazione dello spettacolo, un comedy show che intreccia satira, ironia, poesia e denuncia, raccontando in modo irriverente, spassoso e a tratti toccante, un tema fondamentale della nostra società.

MASSIMILIANO LOIZZI

Massimiliano Loizzi attore, comico, autore, 40 anni superati da un po’, milanese d’adozione, è volto noto de il Terzo Segreto di Satira, protagonista delle due stagioni di “Sandro” in coppia con Francesco Mandelli. Il suo primo film da protagonista con il collettivo, “Si muore tutti democristiani“, è su RayPlay. Autore dei romanzi “Quando diventi piccolo”,  edito da Rizzoli/Fabbri Editori, e di “Maledetta primavera” e “La Bestia” edito da People, scrive una rubrica settimanale per FanPage.it. Ha curato per due anni la copertina di Piazza Verdi su RadioRai3

È autore, interprete e regista degli spettacoli della compagnia Mercanti di Storie in collaborazione con il Teatro della Cooperativa di Milano: attualmente in distribuzione con la serie di tre monologhi di teatro civile il Matto, gli spettacoli di satira e comedy show, e la riscrittura de L’Opera da tre soldi.

Attore della compagnia Stabile/Mobile di Antonio Latella, per diverse stagioni; ha collaborato fra gli altri con Renato Sarti, Paolo Rossi, Tullio Solenghi, Matteo Tarasco, PierPaolo Sepe, Riccardo Goretti, Corrado Accordino, Lino Musella. È interprete di svariati film, fra cui, nel 2024, “Zamora” di Neri Marcorè e “I Soliti Idioti 3″.

Utilità
Informazioni: 3514607575 (anche whatsapp),  biglietteria@ondalarsen.orgwww.ondalarsen.org.

Ingresso riservato ai soci Arci: se ci si tessera in loco, il biglietto del primo spettacolo è a 6 euro.
Spazio Kairos apre un’ora prima degli spettacoli. I biglietti si possono comprare online su www.ticket.it.
Intero: 12 euro. Ridotto (universitari, over 65, TAT, CRAL, carta giovani, abitanti circoscrizione 6, AIACE): 10 euro. Under 18 e persone con disabilità: 8 euro. Ridotto Comitiva (acquisto minimo di 6 biglietti per la stessa serata: 48 euro. Abbonamento “Onda” con 4 spettacoli a scelta: 32 euro.

I Carmina Burana al Concerto di Carnevale dell’OSN RAI

Una delle composizioni sinfonico-corali più celebri del Novecento sarà protagonista di uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico dell’Auditorium RAI, che ha già registrato il tutto esaurito. Il Concerto di Carnevale, dedicato alla celebre opera di Carl Orff, si terrà martedì 17 febbraio alle ore 20.30 presso l’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino. La serata sarà inoltre ripresa da RAI Cultura e trasmessa su RAI 5 alle ore 22.45.

A dirigere l’orchestra sarà John Axelrod che, nel 2026, festeggerà i sessant’anni e trent’anni di carriera, durante i quali ha guidato oltre duecento orchestre in tutto il mondo. Attualmente direttore principale della Bucharest Symphony Orchestra, Axelrod è apprezzato a livello internazionale per energia interpretativa e versatilità stilistica.

Sul palco si esibiranno il soprano Valentina Farcas, il tenore Sunnyboy Dladla e il baritono Alessandro Luongo. Parteciperanno inoltre il Coro Sinfonico di Milano, diretto da Massimo Fiocchi Malaspina, e il Coro di Voci Bianche del Teatro Regio di Torino, preparato da Carlo Fenoglio.

Considerati una pietra miliare della musica del Novecento, i Carmina Burana furono composti da Carl Orff tra il 1935 e il 1936 e debuttarono l’8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno, mentre l’esecuzione italiana avvenne nel 1942 al Teatro alla Scala di Milano.

L’opera si ispira a ventiquattro canti goliardici medievali contenuti nel Codex Buranus, manoscritto rinvenuto presso l’abbazia di Benediktbeuern. Il titolo significa infatti “Canti di Beuern” e fa riferimento a questa raccolta poetica risalente ai secoli XII e XIII, scritta in latino medievale, tedesco medio e francese antico.

Colpito dal fascino di questi testi nel 1934, Orff realizzò una composizione monumentale articolata in cinque sezioni, precedute da un prologo e concluse da un finale. Nonostante una iniziale diffidenza del regime nazista, che criticò lo stile essenziale e le influenze jazzistiche dell’opera, il debutto tedesco riscosse un successo straordinario.

La prima sezione, Primo vere, celebra il risveglio della natura, la giovinezza e l’amore e contiene il celeberrimo coro O Fortuna, diventato nel tempo uno dei brani più riconoscibili e frequentemente utilizzati nel cinema e nella pubblicità. Tra gli altri pezzi figurano Veris leta facies ed Ecce gratum.

La seconda sezione, In taberna, descrive il mondo dei piaceri terreni e della vita dissoluta, mentre la terza, Cours d’amours, affronta i temi della bellezza, dell’amore e dell’ironia dell’esistenza. Tra i momenti più noti figurano Tempus est iocundum, dedicato alla gioia e alla danza, e Ave formosissima, omaggio alla bellezza femminile.

Dal punto di vista musicale, i Carmina Burana si distinguono per la loro forza ritmica ed espressiva. Orff utilizza un vasto organico orchestrale che include un importante apparato di percussioni, ottoni e archi, affiancato da coro misto e solisti vocali. Caratteristico è anche l’impiego percussivo del pianoforte e dei tamburi, elementi che contribuiscono a creare un impatto sonoro energico e coinvolgente.

I biglietti per il concerto, fuori abbonamento, risultano già esauriti.

Per informazioni è possibile contattare la biglietteria dell’Auditorium RAI di Torino, in piazza Rossaro, al numero 0118104653 oppure scrivere all’indirizzo biglietteria.osn@rai.it.

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Giangilberto Monti & Heggy Vezzano e gli Statuto

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Al Blah Blah gli Statuto presentano in concerto il disco “Tempi Moderni”. Allo Ziggy si esibisce il duo Nadja.

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour suona Carletto e gli Impossibili. Al Blah Blah è di scena Gianni TBAY’.

Giovedì. All’Hiroshima si esibiscono i Nobraino. Alla Divina Commedia suonano i The Tramps. Al Magazzino sul Po sono di scena i Leatherette. Allo Spazio 211 si esibiscono i Gazebo Penguins. Al Blah Blah suonano i Carbs + Fango. All ‘ Off Topic è di scena Dario Sansone Trio.

Venerdì. Al Magazzino di Gilgamesh è di scena Taylor & Halsted. Al teatro Colosseo si esibisce Delia. Al Circolino suona il Tokyorama Quartet. Alla Divina Commedia si esibisce la Momo Rock Band. Al Folk Club suona Giangilberto Monti & Heggy Vezzano. All ‘ Off Topic è di scena Scarda. Al Blah Blah suonano i SFC + L’Abisso. Al Magazzino sul Po si esibiscono i Brucherò Nei Pascoli + Cowboysquad.

Sabato. Al Peocio suona il Bermuda Acoustic Trio. Al Folk Club è di scena Dylan Le Blanc. Al Magazzino sul Po suonano Asino + Selce. Al Blah Blah si esibiscono i the Crimson Ghost + Coconut Planters.

Domenica. Al Blah Blah gli Statuto presentano in concerto il disco “RiSKAtto + I Premi Oskar.

Pier Luigi Fuggetta