SPETTACOLI

Stefano Massini in Mein Kampf

Teatro Concordia

Mercoledì 11 marzo, ore 21

 

 

 

Poco più di cento anni ci separano dal 1924, anno di pubblicazione di Mein Kampf. E nove anni sono invece trascorsi dal 2016, quando la Germania ha deciso di consentirne nuovamente la pubblicazione, ritenendo che soltanto la conoscenza possa evitare il ripetersi della catastrofe. Stefano Massini, dopo anni di lavoro incrociando i testi di tutti i comizi del Führer con la prima stesura del libro-manifesto dettato dal giovane Hitler nella cella di Landsberg, consegna al palcoscenico questo spettacolo in cui Mein Kampf emerge in tutta la sua sconcertante portata.  In scena prende forma l’intera impalcatura del nazional-socialismo, offerto senza filtri da Massini attraverso un millimetrico studio teatrale dei ritmi, dei toni e degli affondi verbali del dittatore tedesco.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Mercoledì 11 marzo 2026, ore 21

Mein Kampf

Di e con Stefano Massini

Da Adolf Hitler

Scene Paolo Di Benedetto

Luci Manuel Frenda

Costumi Micol Joanka Medda

Ambienti sonori Andrea Baggio

Produzione: Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

In collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana

In collaborazione con Fondazione Piemonte Dal Vivo

Biglietti: intero 22 euro, ridotto 20 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

Torna il Lovers Film Festival, madrina Donatella Finocchiaro

Il Lovers Film Festival , storico festival italiano che indaga i temi LGBTQl+ ( lesbici, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali), diretto da Vladimir Luxuria e fondato da Giovanni Minerba e Ottavio Mai, torna a Torino dal 16 al 21 aprile prossimi nella multisala del Museo Nazionale del Cinema, al Cinema Massimo.
Uno scatto di Dario Gazziero sarà l’immagine dell’edizione 2026 di Lovers, una fotografia che vuole essere il claim 2026 “Chi guarda chi- Who’s whatching who” con un chiaro riferimento ai diversi livelli del guardare, perché non sempre guardare corrisponde a vedere.

“ Tre soggetti, ognuno con il suo mezzo, che fissano l’obiettivo verso chi guarda – commenta Vladimir Luxuria, direttrice artistica del Festival – Chi si trova davanti a questa immagine si scopre osservato con quella sana inquietudine che si prova quando nel cinema si abbatte la quarta parete, come nel caso degli occhi di Giulietta Masina ne “Le notti di Cabiria”, che fissano la camera puntando dritta negli occhi di chi guarda. Chi osserva è  anche osservato, chi disprezza e discrimina può, a sua volta, essere disprezzato e discriminato. Con un messaggio in positivo, provare a sentirsi ripresi aiuta a riprendersi dall’egoismo, dal pregiudizio e  dalla presunzione di superiorità.
Madrina del festival sarà la celebre attrice catanese Donatella Finocchiaro che ha lavorato, tra gli altri, con Roberto Andò, Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Mimmo Calopresti, Pupi Avati e a teatro con Luca Ronconi, Gigi Dall’Aglio, Andrea de Rosa ed altri importanti registi.

“Sono onorata quest’anno di essere la madrina del Lovers Film  Festival! In un tempo in cui i diritti e le identità  hanno ancora bisogno di essere difesi e raccontati, questo festival rappreenta un luogo dove questo accade. Celebrare il cinema LGBTQI+ significa celebrare l’amore in tutte le sue forme, abbattere stereotipi e costruire una comunità senza pregiudizi. Sono felice di condividere questo viaggio con il pubblico e con tutte le persone che rendono possibile questo festival”.

Il Lovers Film Festival è  realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, con il contributo,del Miv, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.
Mara Martellotta

Al teatro Gobetti debutta “L’uomo dei sogni”

Martedì 10 marzo debutta, per la stagione del Teatro Stabile di Torino, al teatro Gobetti, ‘L’uomo dei sogni’, scritto e diretto da Giampiero Rappa e interpretato dallo stesso Rappa e da Lisa Galantini, Elisabetta Mazzullo, Nicola Pannelli.

Le scene sono firmate da Laura Benzi, i costumi sono di Lucia Mariani, le musiche di Massimo Cordovani e il disegno luci di Gianluca Cappelletti.

Lo spettacolo rimarrà in scena fino a domenica 15 marzo prossimo.

Giovanni, conosciuto nel mondo dei fumetti come Joe Black, è un disegnatore di grande talento ed esperienza. La sua vita è stata sconvolta  da un evento che l’ha fatto precipitare in un abisso così profondo da spingerlo a ritirarsi dal mondo, cercando rifugio nella solitudine della sua casa-studio, lontano dalle persone e dagli impegni di lavoro.
La commedia prende vita nell’oscurità della notte, trasformando la sua casa in un teatro di sogni inquietanti e visioni surreali. Tutto cambia con l’arrivo inatteso di Viola, sua figlia, che porta con sé una verità capace di ribaltare ogni certezza. Realtà o sogno? Meglio non scoprirlo. Tra incubi grotteschi e comicità tagliente si sfuma il confine tra vita e immaginazione. “L’uomo dei sogni” rappresenta un vortice di inquietudine e ironia, dove ridere, riflettere e perdersi diventa inevitabile, perché nel viaggio nei labirinti della mente l’unica certezza è che gli incubi possono sorprendere anche ad occhi aperti.

“Ci sono persone che non ricordano i sogni, altre che vivono notti piene di visioni intense – spiega l’autore nelle note di regia –  e poi ci sono coloro che rimangono intrappolati in un tormento chiamato parassonia. Immaginate di chiudere gli occhi e poco dopo di vedere figure minacciose nella vostra stanza, di sentire voci che vi parlano, di assistere a scene di violenza così realistiche da farvi svegliare urlando o alzandovi  di scatto. Questo è il tormento quotidiano di Giovanni, disegnatore di fumetti che sta attraversando uno dei momenti più bui della sua vita.  Il nostro protagonista non trova sollievo né nelle visite mediche né nelle cure.
“L’uomo dei sogni” rappresenta qualcosa di più di una commedia surreale, una dedica appassionata al mondo del teatro e, soprattutto, al suo pubblico. Gli attori, con generosità,  si muovono sul palco, parlano, si commuovono, cercando di smuovere qualcosa dentro di noi. Se la rappresentazione ci colpisce, applaudiamo con calore , e il nostro inconscio lavora per noi, in silenzio.
Ogni sera, con l’apertura e la chiusura del sipario, gli attori rivivono la stessa esperienza,  sperando di aver offerto un servizio importante alla comunità,  sia che esso abbia raccontato una tragedia, un dramma o una commedia.
Come autore e regista di questa commedia il mio sogno è  il medesimo, regalare , insieme a una compagnia di attori formidabili, sensibili e affiatati, un  viaggio speciale, in cui ogni spettatore possa sorprendersi, divertirsi, riflettere e, soprattutto, sognare. Perché,  in fondo, il teatro è questo, un luogo dove realtà e immaginazione si fondono, dove gli incubi possono essere sconfitti e i sogni possono diventare possibili “.

Info

Teatro Gobetti, via Rossini 8

Orario degli spettacoli martedì giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domenica ore 16.

Biglietteria teatro Carignano,  piazza Carignano 6, Torino

Tel 011 5169555

Email biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Brahms all’Auditorium RAI con Zorman e Dindo e il maestro Treviño

L’orchestra Sinfonica Nazionale della RAI  ha in  programma giovedì 12 marzo all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, alle 20.30, un concerto interamente dedicato all’arte di Johannes Brahms, con protagonisti Itamar Zorman, violinista in ascesa, definito “un virtuoso delle emozioni” e un sommo violoncellista quale è  Enrico Dindo, vincitore del Premio  Rostropovič di Parigi, insieme alla bacchetta di Robert Treviño.

Il concerto sarà trasmesso  in diretta su Radio 3 e alle 22.50  in TV su RAI 5. Replica del concerto a Torino venerdì 13 marzo alle 20.

In apertura il doppio concerto in la minore per violino, violoncello e orchestra op. 102, ultima fatica orchestrale di Brahms, composta nel 1887 durante un soggiorno a Thun, sulle rive del lago svizzero dove il musicista era solito rifugiarsi.

La pagina è  universalmente nota come “Doppio concerto”, poiché affida il ruolo solistico alla coppia di archi, violino e violoncello, impegnati in un dialogo paritetico e serrato. Questa scelta riflette la volontà del compositore di intrecciare due voci soliste in un unico e monumentale discorso sinfonico.

A interpretarlo sono chiamati Itamar Zorman ed Enrico Dindo. Il violinista israeliano è noto per la sua rara capacità narrativa e l’abilità di trasformare ogni esecuzione in un racconto altamente coinvolgente e ha calcato i palcoscenici più prestigiosi al mondo dalla Carnagie Hall di New York al Concertgebouw di Amsterdam, fino alla Suntory  Hall di Tokyo. Suonerà un prezioso violino Guarneri del Gesù del 1734. Il violoncellista torinese è stato definito da Rostropovič musicista di “straordinarie, qualità,  artista compiuto, che possiede un suono eccezionale capace di fluire come una splendida voce italiana”.

In chiusura di serata il maestro Treviño proporrà, sempre di Brahms, il Quartetto n. 1 in sol  minore op. 25, scritto nel 1861 e proposto nella versione orchestrale realizzata nel 1937 da Arnold Schonberg. Si tratta di un capolavoro al quadrato , definito dalla stesso Eschenbach €l’interpretazione di una interpretazione”, dove la grande eredità musicale ottocentesca si fonde con i colori orchestrali del Novecento, assumendo una veste del tutto nuova.

I biglietti per il concerto, da 9 a 30 euro, sono in vendita online sul siti dell’ OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Info 0118104653

biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta

A scuola di jazz con Paolo Fresu

A Rivoli incontro speciale per gli studenti dell’istituto Matteotti

Mercoledì 11 marzo, dalle 11 alle 13, il Centro Congressi di via Dora Riparia ospiterà un appuntamento speciale dedicato agli studenti dell’istituto Comprensivo Giacomo Matteotti  di Rivoli, il dialogo musicale “Kind of Miles” con il trombettista Paolo Fresu e la sua band.
L’iniziativa, curata dall’ Il Jazz va a scuola, nasce con l’obiettivo di avvicinare i più giovani al linguaggio del jazz attraverso un’esperienza diretta e partecipativa, in cui la musica diventa occasione di confronto tra studenti e musicisti.
Gli studenti prenderanno parte a un incontro che unirà esecuzione musicale e dialogo, permettendo di esplorare i processi creativi, l’improvvisazione  e i linguaggi espressivi propri della tradizione jazzistica.
L’appuntamento si inserisce in un percorso educativo che integra musica, creatività  e formazione, offrendo agli studenti l’opportunità di sviluppare capacità di ascolto, curiosità e riflessione critica.
Attraverso il confronto diretto con artisti professionisti,  l’esperienza favorisce anche la comprensione del valore della collaborazione e del lavoro collettivo, elementi fondamentali della musica jazz.
L’evento è  riservato agli studenti dell’Istituto Comprensivo Matteotti.

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Giorgia e Paolo Fresu

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Martedì. Al teatro Colosseo per 2 sere consecutive, il genio di Miles Davis viene raccontato da Paolo Fresu e il suo gruppo per un viaggio musicale che intreccia brani originali, racconti autobiografici, con il suo sound acustico ed elettrico. Al Milk si esibisce il quartetto di Giorgio Poi.

Mercoledì. Al Vinile suona Il Dubbio Di Davide.

Giovedì. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Laila Al Habash. All’Osteria Rabezzana si esibisce il quartetto ArDuoBop. Allo Spazio 211 è di scena Shawn James. Al Circolino suona Calvi Allara Roffino Trio. Al Folk Club si esibiscono: Jeffrey Focault, John Convertino e Ry Cavanaugh.

Venerdì. All’Inalpi Arena arriva Giorgia. Al teatro Colosseo si esibisce Giovanni Lindo Ferretti. Al Blah Blah suonano i Cara Calma. All’Hiroshima  è di scena la Bandabardò. Al Circolino suona Bonadè Uneven Quintet. Alla Divina Commedia si esibiscono i Yourmother.

Sabato. All’Inalpi Arena è di scena Achille Lauro. Allo Spazio 211 si esibisce Umberto Maria Giardini. Al Blah Blah suonano gli Ormai+ Fuco.

Domenica. Al Blah Blah sono di scena i The Cloverhearts.

Pier Luigi Fuggetta

Il Gianduiotto d’Oro a Emanuele Filiberto di Savoia

Nella serata di giovedì 5 marzo, presso il teatro Juvarra, è andato in scena il quarto appuntamento, dei sette previsti, della rassegna EnjoyBook, promossa da Marco Francia, Maurizio Conti e Cristiana Ferrini. Il talk, dal titolo “Identità reale”, moderato dall’inviato Mediaset Marco Graziano, ha avuto come protagonista il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, che si è raccontato a partire dalla sua gioventù vissuta a Ginevra, in Svizzera, fino a oggi. L’evento ha ottenuto un successo pieno, un teatro sold out e i tanti applausi per il rappresentante di Casa Savoia, che ha saputo contemporaneamente salire sul piedistallo solo con la sua eleganza ed essere estremamente “pop”, popolare nell’accezione migliore del termine, quindi vicino alla gente, ironico, divertente e profondo.

“Sono felicissimo di essere qui con voi – ha raccontato il Principe Emanuele Filiberto di Savoia – a Torino respiro la storia della mia famiglia, anche se non ho mai pensato o sognato di essere Re. Sarebbe stato qualcosa di troppo più grande di me, in più ho vissuto i miei primi trent’anni all’estero, a Ginevra, quindi non ero realmente a contatto con la realtà dell’Italia, non mi vedevo all’interno della storia o della narrazione di Casa Savoia. Quando nel 2002 sono tornato in Italia non è stato facile, il mio cognome era pesante: ricordo che, nell’anno in cui ho partecipato al programma televisivo ‘Ballando con le stelle’, ho ricevuto molti fischi, insulti, pregiudizi, e in seguito è capitato nelle mie visite a Napoli e a Torino. Per fortuna, nel tempo, sono riuscito ad affermarmi più come Emanuele Filiberto che non come discendente di Casa Savoia, anche se inevitabilmente le due componenti coincidono, ma posso affermare, oggi, di essermi ritagliato un mio personalissimo ruolo all’interno della storia italiana e della mia famiglia”.

Personaggio eclettico, il Principe Emanuele Filiberto. Durante la serata, che lo ha visto premiato con il Gianduiotto d’Oro, il prestigioso riconoscimento assegnato all’interno della rassegna EnjoyBook, è stata ricordata la sua partecipazione al Festival di Sanremo nel 2010 con la canzone “Italia amore mio”, di cui scrisse il testo e che cantò sul palco insieme a Pupo e al tenore Luca Canonici, ottenendo il secondo posto e un notevole successo al televoto, appena dietro a Valerio Scanu. Oggi è impegnato nella stesura di un romanzo storico dedicato agli ottant’anni della Repubblica Italiana, in ricordo anche del nonno, il Re d’Italia Umberto II, un libro simbolo del “trait d’union” che lega il passato di Casa Savoia al presente, fino al luminoso futuro cui l’Italia potrebbe andare incontro di fronte a una maggiore valorizzazione delle sue bellezze.

“L’Italia per me è amore – ha continuato il Principe Emanuele Filiberto – e mi dispiace vederla spesso bistrattata o poco valorizzata a causa dei lenti e speciosi meccanismi della burocrazia. Solo in Piemonte penso che il complesso delle residenze sabaude possa essere sfruttato meglio di quando non si faccia oggi. Io vivo a Montecarlo, ma passo molto tempo in Italia, nella mia residenza in Umbria, dove possiedo una tenuta in cui produco vino e olio, oltre a occuparmi personalmente dell’orto: ecco, penso che la valorizzazione del territorio debba partire dalla basi, dalle cose semplici, seminando e raccogliendo amore, avendone rispetto e cura”.

“Oggi, per me, l’unica cosa ‘reale’ è la realtà, ciò che sta succedendo – ha spiegato Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia – è il presente. Non associo mai il termine ‘reale’ a qualcosa di regale. Tutto ciò che ho vissuto fa parte della tradizione e della continuità millenaria sabauda, ma per me è stato importantissimo pensare al futuro da lasciare alle mie figlie, e questa è la continuità a cui do valore. Vorrei potessero vivere in un clima più sereno, nella pacificazione tra la storia d’Italia, gli italiani e Casa Savoia, che sta avvenendo. Mi piacerebbe essere ricordato come la persona che ha tenuto insieme la tradizione e la continuità: sto provando a facilitare il passaggio tra la tradizione e ciò che potrà essere il futuro dell’Italia, a patto di viverlo in una dimensione costruttiva e pacifica”.

Il prossimo appuntamento della rassegna EnjoyBook, intitolato “La libertà di raccontare” è previsto per giovedì 19 marzo, alle 20.15, sempre al teatro Juvarra, e avrà come protagonista lo scrittore e giornalista Roberto Parodi. I biglietti sono acquistabili su Mailticket al costo di 33 euro, di cui 3 saranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

https://www.mailticket.it/rassegna-custom/301/enjoybook-2026–storie-di-libert%C3%A0-e-visione

Mara Martellotta

“Slavika Festival” ritorna a Torino

Nona edizione della manifestazione dedicata alle culture slave

Da giovedì 12 a domenica 15 marzo

Quattro giorni di incontri, mostre, presentazioni e workshop. Tre le location ospitanti: l’“Unione Culturale Franco Antonicelli” (via Cesare Battisti, 4), il “Circolo dei lettori e delle lettrici” (via Bogino, 9) e il “CineTeatro Baretti” (via Giuseppe Baretti, 4). E’ un applaudito ritorno sotto la Mole, quello di “Slavika”, il primo Festival italiano dedicato alle “culture slave”, organizzato dall’Associazione Culturale (con sede in via Madama Cristina 47, a Torino) “Polski Kot” e con il sostegno (tra i molti) del “Consolato della Repubblica di Polonia” in Milano e del “Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne” dell’Ateneo torinese. Ormai giunto alla sua nona edizione, l’evento prevede, anche quest’anno, l’arrivo a Torino di illustri ospiti internazionali provenienti dall’area balcanica, dalla Lettonia, Polonia, Ucraina e Repubblica Ceca.

“La IX edizione di Slavika – afferma la vice-presidente dell’Associazione, Anastasia Komarova –  è un laboratorio in cui fotografiaarte e gioco si incontrano creando uno scambio diretto con il pubblico. Grazie alla presenza di ospiti in arrivo da tutta l’area slava, il Festival trasforma Torino in un crocevia di dialogo interculturale e partecipazione attiva. L’obiettivo è dare vita a una contaminazione di linguaggi e storie, capaci di attraversare e coinvolgere tutte le forme d’arte: dalla poesia alla musica, dal cinema all’illustrazione.

Luca Bosonetto, vicepresidente di “Arci Torino”, fra i sostenitori principali del Festival: “Slavika è da anni uno dei contenuti culturali più preziosi che vengono prodotti nella nostra ‘Rete’. I tempi che viviamo rendono necessario ribadire il legame tra il dialogo transculturale e le arti, per un mondo di pace, e questo Festival rappresenta una certezza, in questo senso”.

Il via giovedì 12 marzoalle 18, all’“Unione Culturale Franco Antonicelli”, dove verrà presentato il programma della IX edizione del Festival con un aperitivo dai “sapori balcanici”. La serata proseguirà alle 19 con il vernissage della mostra fotografica “Qui il sentiero si perde. Viaggio fotografico in Asia Centrale” del fotografo marchigiano di Senigallia, Tommaso Aguzzi, a cura di Anna Mangiullo, seguito alle 20,30 da “Versoteka”performance poetico-musicale del Gruppo lettone di lingua russa “Orbita” (Semen Chanin e Sergej Timofeev) con Massimo Maurizio e le musiche di “SabaSaba”. Chiuderà la prima giornata il “PJ set – Poetry Jockey” del poeta di Riga Sergej Timofeev.

Sarà invece dedicata a due workshop di traduzione (dal russo, condotto da Massimo Maurizio sulle opere di Elena Fanajlova e dall’ucraino, curato da Alessandro Achilli Yaryna Grusha, sui poeti Artur Dron e Yaryna Čornohuz) la mattinata di venerdì 13 marzo, sempre all’“Unione Culturale”. Alle 18,30 il festival si sposterà al “Circolo dei lettori e delle lettrici” per la presentazione di “Lusitania” (“Bottega Errante Edizioni”) con l’autore serbo Dejan Atanacković, in dialogo con Neira Merčep e Vesna Šćepanović. La chiusura del venerdì vedrà il ritorno alle 20,30 all’“Unione Culturale” per un dialogo e reading poetico tra la scrittrice Elena Fanajlova Massimo Maurizio.

Sabato 14 marzoalle 10, l’“Unione Culturale” ospita in contemporanea un workshop di illustrazione e poesia curato da Kalina Muhova e un laboratorio di traduzione dal serbo-croato curato da Olja Perišić e Miriam Canavese. Nel pomeriggio, alle 15, appuntamento al “CineTeatro Baretti” per l’evento “Campioni senza nazione”: la proiezione di “The Lost Dream Team” di Jure Pavlović sull’epica jugoslava del basket, seguita dall’incontro con il regista in dialogo con Sebastiano PucciarelliDalle 18, ritorno in via Cesare Battisti per il talk sulla graphic novel “Stretta al cuore” con l’autrice Štěpánka Jislová, mentre alle 20,30 il “Circolo dei lettori e delle lettrici” ospiterà l’incontro con Andrei Kurkov per la presentazione di “La nostra guerra quotidiana” (Keller Editore), in dialogo con Monica Perosino e Vesna Šćepanović.

L’ultima giornata, domenica 15 marzo, si apre alle 14 con un momento ludico e storico: il gioco di società “Postani Partizan!Diventa Partigiano!”, condotto dallo storico Eric Gobetti, per rivivere la lotta partigiana slovena del 1941. Alle 19, dopo il reading dei poeti Stanisław Kalina Jaglarz e Anna Adamowicz, spazio al cinema con le proiezioni dei corti “LINIE” e “La Lunga Vacanza”, seguite da un dibattito con i registi Vittorio Zampinetti e Davor Marinković. Chiusura ufficiale alle 21,30 con la performance artistica “Bis, bis, bis.. di bocca in bocca” di Rada Koželj e “Virgo Torino”.

Per ulteriori info e programma nel dettaglio: www.polskikot.it

g.m.

Quattro compositrici per il concerto delle Domeniche dell’Auditorium RAI

In occasione della Giornata Internazionale per la Donna

È un programma tutto declinato al femminile quello che propone il terzo appuntamento del ciclo dei concerti cameristici delle “Domeniche dell’Auditorium “, previsto domenica 8 marzo alle 10.30 presso l’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Il concerto sarà registrato su Radio 3 e trasmesso domenica 15 marzo alle 20.30.

Sarà  protagonista il Quartetto in Corda dell’Orchestra RAI, composto da Valerio Iaccio e Martina Mazzon al violino, Federico Maria Fabbris alla viola e Fabio Storino al violoncello, che proporrà un viaggio musicale attraverso le opere di quattro compositrici che  hanno sfidato le convenzioni sociali del proprio tempo per affermare le proprie voci artistiche.
Il Concerto si apre con il Quartetto n. 6 di Maddalena Lombardini, che fa parte della sua unica raccolta strumentale data alle stampe nel 1769, i sei Quartetti per archi op. 3. Considerate tra le primissime testimonianze storiche del genere, queste pagine godettero di una straordinaria fortuna editoriale nel Settecento, con pubblicazione nei principali centri musicali europei da Londra a Vienna.
Si prosegue poi con il Quartetto in mi bemolle maggiore di Fanny Mendelssohn, composto nel 1834 rielaborando i materiali di una Sonata pianistica incompiuta di cinque anni prima. Il brano rappresenta l’unica incursione della compositrice nel genere cameristico.
Si tratta di un’opera di rara eleganza e inventiva che, pur guardando alla lezione di Beethoven, rivela una maturità  e un’originalità espressiva sorprendenti per un’opera eseguita privatamente una sola volta durante la vita dell’autrice.

Il percorso prosegue nel Novecento con il Quartet for Springs in un movimento op. 89 di Amy Beach.
Abbozzato tra i boschi del New Hampshire nel 1921 e completato a Roma nel 1929, il brano è un’opera visionaria basata su tre melodie inuit. Amy Beach fonde questi temi ancestrali con un linguaggio moderno e dissonante, privo di centri tonali fissi, ma pervaso da un profondo lirismo. L’opera sarebbe divenuta un pilastro del repertorio della Society of American Women Composers e fu celebrata a Washington nel 1942, in occasione del 75esimo compleanno della compositrice.
In chiusura il programma approda alla contemporaneità con Sofia Gubaidulina  e il suo Quartetto n 2 composto nel 1987 su commissione del Quartetto Sibelius per il Festival di Kuhmo.
Il brano esplora il concetto di ‘simbolismo musicale’ caro all’autrice russa.

I biglietti per il concerto sono proposti al prezzo unico di 5 euro e in vendita online sul sito dell’OSN RAI e presso la biglietteria dell’Auditorium RAI di Torino, in piazza Rossaro
www.osn.rai.it

Mara Martellotta