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SALUTE

All’Ospedalino Koelliker il nuovo centro perinatale

in Cosa succede in città

Cresce l’Ospedalino Koelliker di Torino che, a poco più di un anno dalla sua inaugurazione, apre il nuovo Centro Perinatale: un’intera unità dedicata alla salute di neo mamme e bambini, dalla gravidanza fino al primo anno di vita del bimbo.

Ostetricia, Medicina Materno-Fetale, Neonatologia e Pediatria: il Centro Perinatale Koelliker si avvale di un team multidisciplinare di specialisti altamente qualificati, coordinato dal Dott. Mario Frigerio, in grado di offrire a genitori e neonati un percorso integrato e di rispondere alle loro esigenze in termini di prevenzione, diagnosi, cura e accompagnamento prima e dopo il parto.

Dagli esami di laboratorio alle ecografie ostetriche in gravidanza, dagli incontri di accompagnamento al parto alle visite ginecologiche, dal sostegno all’allattamento ai controlli e agli esami neonatali.

Un pool di servizi specifici volti al benessere fisico e mentale di molti soggetti – le donne in gravidanza, i loro bimbi “in formazione”, le neo-mamme, i neonati, la coppia di neo genitori – per accompagnarli in un momento della vita particolare e delicato.

Fiori all’occhiello del reparto:

–       L’ecocardiografia fetale, un esame accurato dell’anatomia e della funzionalità del cuore del feto, effettuato da uno specialista con particolare esperienza nell’ambito neonatale e con l’impiego di un ecografo con elevate prestazioni, in grado di individuare oltre il 90% delle cardiopatie congenite, che sono le malformazioni congenite più comuni, responsabili di circa il 20% delle morti neonatali e fino al 50% delle morti per malformazioni congenite nell’infanzia.

–       Il dosaggio transcutaneo della bilirubina che permette di quantificare l’ittero neonatale nelle prime settimane di vita del bambino, senza prelievo di sangue.

–       L’ecografia delle anche del neonato che consente di individuare precocemente la Displasia Congenita dell’Anca (DCA) e, se presente, trattarla immediatamente grazie alla disponibilità di un ortopedico pediatrico specializzato in patologie del neonato.

–       L’ecografia “morfologica” della 20° settimana di gravidanza, che è l’ecografia più importante per rilevare la presenza o meno di malformazioni del feto: eseguita da professionisti certificati con solida esperienza e particolare capacità di comunicazione ed empatia nei confronti dei futuri genitori

Il tutto all’interno dell’Ospedalino per bambini di Koelliker, un centro d’eccellenza dove i reparti ospedalieri si sono trasformati nelle pagine colorate di una fiaba illustrata per accogliere con empatia e professionalità i piccoli pazienti e le loro famiglie.

Quello del Centro Perinatale Koelliker è un percorso privato, che si affianca ai servizi della Sanità Pubblica, per offrire ai futuri genitori un unico interlocutore e una sola struttura di riferimento in grado di seguire tutto l’iter pre e post nascita. Tutti i servizi del Centro sono già disponibili sull’App Prenoting Koelliker che consente di gestire le prenotazioni direttamente dal proprio smartphone, tablet o PC, 24h/24, 7gg/7, senza code allo sportello e senza doversi recare in ospedale per il ritiro degli esiti.

Elenco completo dei servizi del Centro Perinatale Koelliker:

  • Visite Ginecologico – Ostetriche in gravidanza
  • Esami di laboratorio in gravidanza
  • Ecografie Ostetriche in gravidanza
  • Colloquio prenatale con il Chirurgo Pediatra
  • Ecocardiografia fetale
  • Incontri individuali di coppia con l’Ostetrica
  • Colloquio prenatale con il Neonatologo
  • Visita domiciliare in puerperio con sostegno all’allattamento
  • Visita Neonatologica
  • Dosaggio transcutaneo della bilirubina per ittero neonatale
  • Riflesso rosso oculare
  • Ecografia encefalica
  • Ecografia delle anche del neonato
  • Follow-up delle anomalie e malformazioni nefrourologiche
  • Visita ortopedica neonatale 0-12 mesi

www.ospedalinokoelliker.it

Medicina a misura di donna, la camminata è virtuale

in Cosa succede in città
RICONVERTITA LA TERZA EDIZIONE DELLA CORSA- CAMMINATA DELLA FONDAZIONE

Partecipa al progetto “Esercizi di sguardo”. Un’occasione per nutrire la mente, l’anima e il fisico
In base alle nuove normative anti Covid, la Corsa-camminata della Fondazione Medicina a Misura
di Donna si svolgerà in modo virtuale, attraverso gli “Esercizi di sguardo”.
Consigliamo a tutti gli iscritti di non rinunciare a una passeggiata la domenica mattina, in ogni
luogo, nel giardino vicino alla vostra casa, o ai parchi cittadini: è un grande nutrimento per la
mente, l’anima e il fisico. Partecipate al progetto
“Esercizi di sguardo”: fotografate ciò che vedete
(senza persone), inviate tre immagini all’indirizzo e-mail info@medicinamisuradidonna.it
entro il 25 di ottobre 2020

Tutti i pettorali acquisiti per la corsa parteciperanno all’estrazione dei numerosi premi sotto
elencati.
Chi non avesse ancora ritirato il suo pettorale può scrivere a:
aderenti@medicinamisuradidonna.com.  Le estrazioni dei pettorali si effettueranno entro il 30
ottobre.
Le migliori fotografie pervenute, scelte dalla giuria composta da Mauro Banfo (artista), Cristina
Casoli (comunicazione Fondazione Medicina a Misura di Donna), Franco Fontana (artista),
Valentina Marocco (responsabile Eventi e Public Program Tosetti Value per l’Arte), Laura Olivero
(vicepresidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna) e Giangavino Pazzolla (curatore di
Camera) verranno pubblicate nella gallery del sito www.medicinamisuradidonna.it
I fotografi dei primi tre lavori individuati, avranno il privilegio di una visita guidata riservata con il
curatore a una prestigiosa mostra, a Camera (Centro Italiano per la Fotografia) o presso Tosetti
per l’Arte, entro fine dicembre.
I risultati del progetto, curato da Carla Di Grazia, verranno pubblicati sul sito della
Fondazione
www.medicinamisuradidonna.it
Sarà bello stare insieme in modo virtuale, uniti dai valori e da un sorriso.

Ars Pallium Academy per la diffusione delle cure palliative

in ECONOMIA E SOCIETA'

In occasione della giornata mondiale delle cure palliative (lo scorso 10 ottobre) si è costituito l’ente del terzo settore Ars Pallium Academy, per promuovere la cultura e la diffusione delle cure palliative, su iniziativa di Anemos curando s’impara, Fondazione FARO e Luce per la Vita. 

È una rete costituita da tre enti che fin dalla loro fondazione si occupano di assistenza diretta nell’ambito delle cure palliative, di formazione degli operatori, e che si avvale della collaborazione dell’Istituto Universitario Studi Europei.
Il consiglio direttivo è presieduto da Oscar Bertetto ed è composto da Carlo Della Pepa, Eugenia Malinverni, Riccardo Petrignani e Alessandro Valle.
In piena pandemia da COVID-19, la costituzione di Ars Pallium Academy è una risposta coraggiosa per mostrare le potenzialità delle cure palliative a sostegno di malati e familiari, per promuovere l’aggiornamento professionale e per sensibilizzare la cittadinanza.
Solo valorizzando tutte le esperienze maturate in questi anni sul nostro territorio, si potranno raggiungere gli obiettivi e consolidare una cultura condivisa delle cure palliative.

 

Intervento al cuore unico al mondo alle Molinette salva un paziente

in prima pagina
Per la prima volta al mondo effettuato intervento in emergenza sulla valvola mitrale a cuore battente con posizionamento di corde in gore-tex, presso l’ospedale Molinette di Torino

Per la prima volta al mondo nei giorni scorsi è stato effettuato un intervento in emergenza sulla valvola mitrale a cuore battente con la tecnica Neochord (con il posizionamento di corde in gore-tex sul lembo malato della mitrale) per salvare un uomo di 65 anni, presso il reparto di Cardiochirugia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (diretto dal professor Mauro Rinaldi).

L’uomo, ricoverato in un ospedale periferico, è stato intubato in urgenza per un edema polmonare acuto causato dalla rottura di una corda della valvola mitrale. Considerato che le sue condizioni stavano rapidamente peggiorando, nonostante la ventilazione meccanica, è stato trasferito d’urgenza direttamente presso l’ospedale Molinette.

Arrivato in serata direttamente in terapia intensiva, si è deciso di tentare il tutto per tutto e di sottoporre subito il paziente ad un intervento innovativo, mai eseguito prima in emergenza

Vista la gravità della situazione i medici hanno deciso di ricorrere alla tecnica Neochord, un intervento innovativo eseguito però in pazienti con insufficienza mitralica stabile, che questa volta è stato però adattato ad una situazione acuta e di emergenza.

Attraverso un piccolo taglio di 5 cm nel torace per accedere al ventricolo sinistro e, mediante uno strumento dedicato (Neochord), si è agganciato il lembo malato della mitrale. Quindi si sono posizionate delle corde in gore-tex per sostituire quelle che si erano rotte e avevano causato l’insufficienza della valvola.

Questa tecnica, di cui il centro di Torino è tra i leader nel mondo, ha permesso di eseguire l’intervento a cuore battente e senza l’ausilio della circolazione extracorporea che avrebbe potuto avere degli effetti catastrofici sui polmoni già compromessi.

I cardiochirurghi Mauro Rinaldi e Stefano Salizzoni, sotto la guida ecocardiografica del dottor Alessandro Vairo e la gestione anestesiologica del dottor Federico Canavosio, sono così riusciti in poco più di un’ora a riparare la valvola e salvare il paziente.

L’intervento è perfettamente riuscito ed il paziente è stato dimesso dall’ospedale dopo pochi giorni.

Influenza, vaccini dal 26 ottobre

in BREVI DI CRONACA

La vaccinazione antinfluenzale in Piemonte partirà lunedì 26 ottobre 2020 e potrà continuare anche oltre il mese di dicembre 2020.

Lo annuncia la Direzione dell’Assessorato regionale alla Sanità del Piemonte, comunicando ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta che, a partire dal 5 ottobre, possono effettuare la prenotazione delle prime dosi presso qualsiasi farmacia.

Sia per motivi di distribuzione che di contenimento delle quantità inutilizzate e della corretta conservazione, gli ordini di vaccino saranno commisurati alla seduta vaccinale programmata dal singolo medico.

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte ricorda che la Regione ha provveduto per tempo, fin dall’aprile scorso, all’ordinazione di un milione e 100 dosi di vaccino, vale a dire il 54 per cento delle dosi in più rispetto a quelle utilizzate l’anno scorso (700 mila), con l’intento di allargare il più possibile la platea degli utilizzatori e facilitare così l’emergere delle diagnosi covid che, appunto, potrebbero essere condizionate dai medesimi sintomi dell’influenza stagionale.

Il vaccino antinfluenzale disponibile per la campagna di vaccinazione 2020-2021 è il Vaxigrip Tetra (inattivato tetravalente), disponibile in maggior quantità in formato monodose. La prima tranche di fornitura è di 400 mila dosi, alla quale seguiranno altre tre tranche nelle settimane de 2, del 9 e del 16 novembre.

All’Oftalmico la nuova area di degenza Covid

in prima pagina

Alla presenza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del Commissario per la gestione delle politiche sanitarie dell’Unità di Crisi Carlo Picco e del direttore sanitario del Presidio Oftalmico Michele Morandi, si è tenuta oggi la presentazione della nuova area di degenza COVID dell’ASL Città di Torino.

 

Presenti anche il commissario generale dell’Unità di crisi, Vincenzo Coccolo, e il coordinatore dell’Area Giuridico-Amministrativa, Antonio Rinaudo, con il segretario generale di Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi, e il presidente di Fondazione Crt, Giovanni Quaglia.

 

Il progetto ricolloca presso il Presidio Ospedaliero Sperino Oftalmico i posti letto dell’ex area temporanea del Covid Hospital delle OGR di Fondazione Crt.

 

Il nuovo Covid Hospital sarà articolato in 3 reparti, suddivisi in camere a 2 posti letto e in un’area, con 15 posti letto, dedicata alla terapia sub-intensiva.

 

Come da programmazione è stata rispettata la tempistica di esecuzione dei lavori, sono infatti terminati gli interventi dell’area di degenza COVID del secondo e del terzo piano, per un totale di 40 posti letto.
Ogni reparto è stato ristrutturato rispettando i requisiti per la cura dei pazienti COVID.
L’investimento complessivo, di oltre 600.000,00 €, è stato sostenuto interamente dalla Compagnia di San Paolo, attingendo a quanto risparmiato dall’allestimento del COVID Hospital delle Ogr.

 

Entro l’inizio del mese di novembre sarà consegnata un’altra area di degenza, al 1° piano, dotata di 25 posti letto e dopo il 15 novembre sarà operativa l’area dedicata alla terapia sub intensiva, che trova la sua collocazione al 4° piano dell’edificio.
In questo modo l’area di Torino potrà contare su un “polmone” complessivamente di 80 posti letto dedicato ad affrontare le eventuali necessità di ricovero di pazienti COVID+, a bassa e media intensità di cura, così come era stato previsto dal modello COVID Hospital Ogr.

 

Venerdì sono previsti i primi ingressi dei pazienti COVID positivi.

 

“L’apertura di questo ospedale Covid è importante – sottolinea il presidente Cirio – perché dà al nostro territorio un supporto fondamentale per la gestione dell’emergenza sanitaria, ma anche perché l’Oftalmico è una struttura ospedaliera che doveva chiudere e che invece riapriamo, perché se c’è una cosa che il Covid ci ha insegnato è che sulla sanità non si taglia”.

 

“L’impegno è stato rispettato nei tempi e nei modi concordati con la Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, dobbiamo gratitudine a quanti hanno reso possibile centrare l’obiettivo, con encomiabile dedizione e generosità. Sappiamo quanto sia preziosa la disponibilità di posti letto covid, soprattutto per venire incontro, in caso di necessità, alle esigenze degli ospedali. È un modello che abbiamo sperimentato con successo nella fase più acuta della pandemia, certamente è stato importante mantenerlo attivo”.

Danzaterapia e Parkinson: si torna a danzare insieme

in Cosa succede in città

L’Associazione “è” – affiliata al Comitato Arci Torino – in collaborazione con l’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) e l’Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte (AAPP) vara un nuovo ciclo del progetto E-Motus – Danzaterapia e Parkinson.

Mercoledì 14 ottobre dalle 14 alle 15 nello spazio AIP/AAPP, corso Cincinnato 233/A a Torino, partirà un percorso di dieci incontri a cadenza settimanale ai quali possono partecipare le persone con il Parkinson ma anche i loro famigliari e caregiver che non sono solo accompagnatori, sottolineano gli organizzatori, ma veri e propri destinatari dell’intervento, nell’ottica di una condivisione della salute come è intesa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia.

La pratica, che negli ultimi mesi si è svolta online, sarà ora adattata alle norme di protezione e distanziamento fisico di prevenzione alla diffusione del Nuovo Coronavirus, in un momento in cui è  possibile ritrovarsi in presenza per valorizzare la socialità e la condivisione.

La Danzaterapia fa tesoro del ruolo primario del corpo come contenitore e comunicatore di emozioni. Danzando si può entrare in contatto con il  mondo interiore, esprimerlo, valorizzarlo e trasformarlo. Si attivano le risorse creative di ognuno, indipendentemente dalle abilità fisiche, come strumenti di consapevolezza e autodeterminazione, favorendo un processo di fioritura personale. Si costruisce una “zona di vita simbolica” dove sperimentare idee e sentimenti, dove portare alla luce complessità e contraddizioni della vita, accogliere e riparare il conflitto, trovare piacere: i mutamenti prendono facilmente corpo nella danza, per arrivare successivamente a esprimersi anche nella vita quotidiana.

La metodologia DanceCare proposta integra l’impostazione proposta dalla danzatrice argentina Maria Fux con tecniche d’improvvisazione e composizione del teatrodanza. Ne diventa parte integrante la musica, vista come fondamentale motore cinetico ed emozionale. La cornice teorica si organizza attorno ai concetti cardine della psicoanalisi della relazione, della fenomenologia, della riabilitazione e delle neuroscienze.

Nel Parkinson l’attività motoria, la socialità e la possibilità di prendersi cura delle proprie emozioni hanno un ruolo fondamentale nel miglioramento del decorso della malattia. La danzaterapia propone una delicata stimolazione a livello sia motorio sia emotivo in una patologia caratterizzata proprio da disturbi che coinvolgono queste due sfere. Coinvolge aspetti funzionali, cognitivi e psicologici per portarli verso un reciproco sostegno, contribuendo a un maggior benessere psicofisico.

Il progetto è nato in collaborazione con Lyceum Academy di Milano, sviluppato a Torino in collaborazione con Associazione Italiana Parkinsoniani / Amici Parkinsonani Piemonte ed è patrocinato da APID – Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia. È a cura di Elena Maria Olivero, danzaterapeuta clinica.

Grazie al crowdfunding su Produzioni dal Basso l’attività manterrà la quota di partecipazione a 50 euro a persona per l’intero percorso.

Per info e prenotazioni: Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte
Via Negarville, 8/28. Segreteria 011-3119392 (LUN – VEN 9 -13)
Numero Verde 800884422 (MA – VEN 15 – 18)
info@parkinsoninpiemonte.it
www.parkinsonpiemonte.it

Tutto il Mauriziano in un’app

in BREVI DI CRONACA

Nasce l’App dell’ospedale Mauriziano di Torino: il primo Google Maps di un ospedale in Europa per pagare ticket, prenotare esami e ritirare referti

L’ospedale Mauriziano di Torino è la prima struttura ospedaliera in Europa che si dota di un’App (“entrainmauriziano”), che permette un tour virtuale di google, integrandolo con indicazioni e mappa dell’ospedale, e di pagare i ticket, prenotare esami e visite e ritirare gli esiti.

Su idea del Direttore generale dell’Azienda ospedaliera Mauriziano dottor Maurizio Dall’Acqua, è stata realizzatagratuitamente dalla start-up Altura Srl di Torino.

Il tour guida i visitatori all’interno dell’ospedale, consentendo loro di raggiungere i reparti con estrema facilità. Tramite l’applicazione sarà possibile inoltre pagare i ticket cliccando sui punti gialli o prenotare esami e visite e ritirare gli esiti entrando virtualmente nel CUP (Centro Unificato Prenotazioni).

Il sistema sarà disponibile da lunedì 5 ottobre 2020 per smartphone, tablet o pc semplicemente fotografando il QRcode o digitando www.entrainmauriziano.it.

A breve sarà scaricable da googleplay ( per il sistema android) o appstore per Apple.

All’inizio del percorso un tutorial spiegherà come usare adeguatamente l’applicazione.

Il Direttore generale Dall’Acqua: “Si tratta di un’idea innovativa per migliorare l’accessibilità del nostro ospedale e migliorare l’umanizzazione e la comunicazione con i nostri utenti

Aborto farmacologico, la circolare di indirizzo della Regione

in prima pagina

Sulle criticità giuridiche delle Linee ministeriali / A seguito dell’emanazione, ad agosto, da parte del Ministero della Salute delle Linee di indirizzo sull’interruzione farmacologica volontaria di gravidanza, come noto, la Regione Piemonte ha avviato una verifica di carattere giuridico sulla compatibilità di tali Linee con la legge 194/1978 che disciplina la materia.

Alla luce dei nodi critici emersi dagli approfondimenti, la Regione ha voluto confrontarsi, in questi giorni, con esponenti delle diverse realtà sanitarie e sociali, tra le quali la Federazione Federvi.PA.

e il dott. Silvio Viale, responsabile del Servizio Unificato IVG dell’Ospedale Sant’Anna di Torino, con i quali è stata condivisa l’opportunità di emanare una circolare di chiarimento e indirizzo destinata ad ASO e ASL piemontesi, che nei contenuti prevede:

  • il divieto di aborto farmacologico direttamente nei consultori piemontesi, riservando l’attuazione dell’interruzione di gravidanza – anche farmacologica – alle strutture tassativamente elencate nell’art. 8 della legge 194, ovvero in ambito ospedaliero;
  • in attuazione dell’art. 2 lett. d della Legge 194, l’attivazione di sportelli informativi all’interno degli ospedali piemontesi, consentita ad idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita (a titolo esemplificativo: il Progetto Gemma avviato da Movimento per la vita e Centri di aiuto alla vita (CAV) con aiuto economico mediante adozione prenatale a distanza, il servizio telefonico SOS Vita, etc);
  • per quanto riguarda l’aborto farmacologico le modalità di ricovero sono valutate dal medico e dalla direzione sanitaria.

Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Assessore alla Sanità Luigi Icardi e l’Assessore agli Affari legali  MAurizio Marrone sottolineano che “tali indirizzi rispondono alla volontà, unanimemente condivisa dalla Giunta regionale e dai Presidenti dei Gruppi Consiliari di maggioranza, di garantire il pieno rispetto di tutte quelle disposizioni della legge nazionale 194/1978 poste a:

  • garanzia della piena libertà di scelta della donna se interrompere volontariamente la gravidanza o se proseguirla superando le cause che potrebbero indurre all’interruzione con la tutela sociale della maternità;
  • garanzia del perseguimento di pratiche abortive rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna, della sua dignità personale e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”.

 

I commenti

“La circolare di chiarimento e indirizzo alle aziende sanitarie piemontesi sulle criticità giuridiche delle linee ministeriali sull’aborto farmacologico non è altro che l’esito di un braccio di ferro di uomini senza scrupoli. Il solito compromesso tra falchi oltranzisti e TeoCon. Non posso gioire che siano tornati indietro sui day ospital negli ospedali perché questa campagna rimane un attacco alla libertà delle donne, il cui corpo è usato solo per una battaglia elettorale” – è il commento di Marco Grimaldi capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

“La scelta del Ministero della Sanità era il punto di partenza per applicare una legislazione regionale volta a garantire maggiore sicurezza per le donne, e un percorso di vero supporto ad una scelta che è sempre dolorosa. La destra in Regione, invece, apre la strada agli sportelli pro-vita e alla solita litania contro i consultori”.

***

Con un comunicato stampa, datato 2 ottobre, la Regione Piemonte ha annunciato una circolare indirizzata alle Asl che, solo in parte, andrà a correggere le gravi indicazioni fornite dalle linee guida ministeriali sull’aborto praticato con RU486. Queste ultime, ignorando la legge 194 e i rischi maggiori per le donne, avevano consentito di ricorrere all’aborto “farmacologico” sino alla nona settimana di gestazione (anziché fino alla settima), anche senza ricovero e al di fuori delle strutture ospedaliere, addirittura nei consultori o in totale solitudine a casa.
Il Piemonte ristabilisce il divieto di assumere mifepristone nei consultori e rimanda l’eventuale ricovero a una valutazione medica. Non si cancellano però totalmente né il pericolo di un aborto a domicilio né, con l’innalzamento alle 9 settimane, il rischio statisticamente raddoppiato di ricorso successivo a raschiamento. Viene invece prevista, in linea con la stessa legge 194, la presenza all’interno degli ospedali di sportelli informativi gestiti dai nostri Centri di Aiuto alla Vita che potranno così offrire un supporto diretto e alternative concrete all’aborto. Non possiamo dirci pienamente soddisfatti perché, finché anche una sola donna non sarà libera di NON abortire e non sarà riconosciuto il diritto alla vita a ogni essere umano sin dal concepimento, continuerà a realizzarsi sotto gli occhi di tutti un crimine contro l’umanità. Siamo però certamente molto sollevati dal fatto che l’assessore Marrone abbia accolto alcune delle nostre proposte condivise in un cordiale incontro e che si sia posto così un fondamentale argine al grave indirizzo dato dal Governo. Speriamo che l’aver escluso la pratica diretta dell’aborto nei consultori sia solo il primo passo perché queste strutture non rimangano meri distributori di certificati, ma inizino finalmente a svolgere il servizio di aiuto e rimozione delle cause assegnatogli dalla stessa 194 e che il Piemonte, con queste scelte coraggiose, diventi esempio virtuoso, seguito da molte altre regioni. Ci auguriamo sia solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione per il bene delle donne e dei nascituri e chiediamo che la questione non si estingua per sterili risse politiche e ideologiche, perché si commetterebbe l’imperdonabile errore di ignorare coloro che hanno bisogno di attenzione e aiuto: la mamma e il figlio concepito appunto.

Claudio Larocca
Presidente Federvi.P.A.
Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta

 

 

Gemelli nati da mamma positiva Encomio al personale sanitario

in BREVI DI CRONACA

Mamma positiva Covid partorisce con successo due gemelli, nati prematuri per insufficienza fetale all’ospedale Sant’Anna di Torino

Fondazione Onda premia le donne infermiere e ostetriche dell’ospedale Sant’Anna di Torino in prima linea nell’emergenza Coronavirus

Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, assegna il riconoscimento “Donne e Covid-19” a 3 operatrici sanitarie dell’ospedale Sant’Anna di Torino che si sono particolarmente distinte per l’assistenza e la cura ai pazienti durante l’emergenza pandemica

A consegnare il premio, Mattia Maestri, il paziente 1 di Codogno, testimone e simbolo del prezioso lavoro di molte di loro, in occasione della presentazione del IV Congresso Nazionale della Fondazione.

Sono 3 delle 206 le donne dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino premiate oggi da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, a Palazzo Lombardia sede della Regione Lombardia, in occasione della presentazione del IV Congresso Nazionale della Fondazione, per l’impegno in prima linea nella gestione dell’epidemia di Sars-Cov2.

Sono Rita Musso (Coordinatrice infermieristica Pre-triage), Tiziana Adamo (Coordinatrice ostetrica Sala Parto) e Giuseppina Poppa (Coordinatrice ostetrica Pronto soccorso).

Gli episodi in evidenza sono molti ma quello che maggiormente ha colpito dal punto di vista umano, oltre che clinico ed assistenziale, è stato quello di una neomamma con gravidanza gemellare alla 28^ settimana, ricoverata per problemi legati alla gravidanza. La signora, a seguito del peggiornamento della sintomatologia, si era recata presso il Pre-triage e successivamente al Pronto Soccorso, che ne hanno determinato il ricovero, in quanto è risultata positiva al Covid. Ciò ha determinato l’immediata messa in atto del protocollo di emergenza e trasferimento al reparto Covid. La situazione e l’evoluzione clinica sono state positive sia dal punto di vista materno sia neonatale, anche se si è dovuto anticipare il parto per un’insufficienza fetale. L’intera équipe ed in particolare le operatrici si sono adoperate per accogliere in sicurezza, trasmettendo tranquillità e serenità in un momento di isolamento emergenziale ed hanno reso l’evoluzione della patologia correlata alla gravidanza meno gravosa, rendendo la degenza meno solitaria. Sono state utilizzate strategie tecnologiche, come videochiamate, per avere una comunicazione con i propri familiari, in particolare con il neo papà, rendendolo sempre partecipe durante il ricovero. Nonostante l’uso da parte dell’équipe di dispositivi di protezione individuale, che lasciavano intravedere poco dei loro visi e mani, trascorrendo ore in abiti poco confortevoli, hanno trasmesso umanità e gioia. Non ultimo, ma di fondamentale importanza, il poter mantenere il puerperio fisiologico e l’allattamento dei due gemelli in completa naturalezza, garantendo un ambiente sicuro e confortevole anche con la presenza di un’infezione altamente  trasmissibile.

Insomma all’ospedale Sant’Anna si è riusciti a salvaguardare l’aspetto di umanizzazione della nascita ed a dare una valenza positiva all’esperienza del nascere nell’emergenza Covid, garantendo al padre la presenza alla nascita, quando invece l’accesso dei caregivers era negato nella maggior parte degli ospedali punti nascita, dimostrando disponibilità ed attitudini di umanità ed empatia. E’ stata garantita la stesura di protocolli clinico assistenziali ed igienico organizzativi differenziati per la gravida, dal pre-triage al pronto soccorso sino ai reparti ed alla sala parto. Inoltre è stata garantita l’accoglienza, in qualità di Hub, di tutte le donne in gravidanza inviate da altri punti nascita per complessità di gestione,  garantendone la presa in carico e tutelando il percorso nascita con notevole aumento dei carichi di lavoro rispetto ad analogo periodo dell’anno precedente.

Medico, infermiera, ostetrica, tecnico di laboratorio, psicologa sono alcune tra le figure sanitarie a ricevere il riconoscimento “Donne e Covid-19”: «Un’opportunità per ringraziare tutte le donne che hanno avuto un ruolo chiave nella gestione di questa emergenza sanitaria distinguendosi per il loro essenziale contributo», dice Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda. «I lunghi mesi dell’emergenza sanitaria hanno visto il personale degli ospedali con i Bollini Rosa in prima linea nella gestione della pandemia, molte lavoratrici hanno dovuto isolarsi dagli affetti più cari: anche la loro salute mentale è stata messa a dura prova».

A consegnare il riconoscimento, Mattia Maestri, il paziente di Codogno che in prima persona testimonia l’impegno incessante e la dedizione riservata ai pazienti durante l’emergenza: «La prima cosa che mi viene in mente è semplice, forse scontata, ed è quella di dire ‘grazie’ e non basterebbero pagine e pagine per ringraziarvi tutti e nel modo giusto”.

Le assegnazioni sono state decise da un Comitato composto da medici e da esperti di settore sulla base delle segnalazioni ricevute dagli ospedali Bollini Rosa.

Storie di resistenza e tenacia si sono affiancate a storie di sensibilità ed umanità.  In un periodo così carico di lavoro, soprattutto i piccoli gesti hanno fatto la differenza. Le videochiamate hanno avuto un ruolo determinante nel periodo di isolamento; per molto tempo sono state l’unico mezzo di interazione con i propri cari, che hanno potuto trasmettere tutto il calore umano a chi era ricoverato e ricevere dai medici costanti informazioni sul loro stato di salute.

«L’attestato di “Donne e Covid19” ha un valore iconico per il presente perché esprime la riconoscenza alle donne che, ancora una volta, hanno dimostrato una capacità di servizio che integra la loro professionalità con l’espressione dei valori di altruismo. Per il futuro attesta una garanzia per il Sistema Sanitario nazionale», afferma Giorgio Fiorentini, Docente Senior Area pubblica Amministrazione Sanità e Non profit, Uni Bocconi, Presidente Associazione Sottovoce.

Le premiate hanno ricevuto anche le immagini fotografiche delle opere dei tre writers che hanno aderito all’iniziativa: Austin Fowler (https://austinzart.com/), Laika (https://laika1954.com/) e Cheone (Cosimo Caiffa), tramite l’associazione UNISONO APS, Spazio Baluardo di Milano. Dall’Italia agli Stati Uniti, alla Cina gli artisti hanno lanciato nuovi messaggi celebrando il lavoro del personale sanitario ed invitando gli abitanti delle città a non uscire di casa dipingendo mascherine e divieti.

Nel corso della cerimonia è stato proiettato “Red Zone – Vita da isolati”, documentario realizzato da Marco Belloni, videomaker di Codogno, che ha vinto l’ultima edizione del Varese International Film Festival.

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