Sommario: La passeggiata Mario Soldati a Tellaro – Gli Alpini a Genova – Edoardo Massimo Fiammotto – Lettere





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,dal secondo al quarto anno? A me sembra un’idea condivisibile. Prof. Anna De Giulio







,dal secondo al quarto anno? A me sembra un’idea condivisibile. Prof. Anna De Giulio



Umberto di Savoia, principe di Piemonte, in seguito all’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III, salì al trono il 9 maggio di 80 anni fa. Era luogotenente generale del Re ed aveva già di fatto esercitato le funzioni sovrane dalla Liberazione di Roma del 4 giugno 1944. Resta un dileggio gratuito e antistorico definirlo “re di maggio” perché Umberto II solo formalmente regnò poco più di un mese, essendo partito per l’esilio il 13 giugno 1946.
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

L’iniziativa di una targa in piazza Navona a Roma in ricordo di Marco Pannella nel decennale della sua morte rischia di essere bloccata dal voto di un condominio che non ha dato l’autorizzazione. Le ragioni storiche ci sono tutte perché piazza Navona è stata il luogo-principe delle battaglie di Pannella che riusciva a riempirla come i comunisti in piazza San Giovanni. Il voto contrario può essere discutibile, ma ha un precedente illustre proprio a Roma quando nel 2010 per il centenario della nascita di Mario Pannunzio il Centro che ne porta il nome, aveva proposto con adeguato anticipo e a sue spese una lapide sull’edificio in via Campo Marzio che fu la prima sede del settimanale “Il mondo”. Fu facile ottenere il placet della Sovrintendenza che approvò anche il testo. Tutto sembrava pronto, ma la Confraternita dei Piceni proprietaria del palazzo negò il consenso. Allora si spese Antonio Ricci con “ Striscia la notizia” (che dedicò un ampio servizio) e Massimo Gramellini che scrisse un “Buongiorno” su “La stampa“. Si mosse anche il prefetto di Ascoli Piceno ma la confraternita fu irremovibile.
Dopo un anno capii che l’ostilità era forse dovuta alla contesa per il centenario di Pannunzio e che fu un colpo basso sferrato indirettamente da chi, senza essersi interessato in passato di Pannunzio, pensò di monopolizzare il centenario, escludendo il Centro di Torino nato all’indomani della morte di Pannunzio. Una brutta pagina che rivelò il peggio del mondo laico-liberale e le sue meschinità. L’unico che uscì a testa alta fu il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi.
In quella occasione Pannella fu dalla parte del Centro “Pannunzio” senza esitazioni.
Ma non è solo per questo motivo che il Centro “Pannunzio” si è schierato per la targa a Pannella. Gli umori di un condominio non potranno fermare il progetto perché piazza Navona è grande e ci sono altri palazzi. Allora noi trovammo l’indifferenza del sindaco Alemanno, chissà se il sindaco attuale di Roma non si attivi per rendere il dovuto omaggio a Pannella. Ci sarebbe in sospeso dal 2010 anche Pannunzio e forse Roma non dovrebbe limitarsi ad una targa per ricordare degnamente Pannella. La prescritta scadenza dei dieci anni consente anche l’intitolazione di una via o di una piazza. Torino non ha atteso i dieci anni e gli intitolato la passeggiata di corso Siccardi. Merito soprattutto dell’associazione “Pannella” e del suo presidente Sergio Rovasio.




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E’ comprensibile che un quadro internazionale come quello attuale provochi ripercussioni anche sul 25 aprile. Anime candide vorrebbero un 25 aprile rievocativo senza implicazioni politiche legate all’oggi. Diceva Croce che ogni storia è storia contemporanea e il 25 aprile è una evidente conferma di questa affermazione. Lo storico dovrebbe avere un distacco critico rispetto al passato, ma spesso la contemporaneità finisce di deglutire il passato che resta divisivo anche oggi. Parlare della Resistenza come delle guerre puniche diventa impossibile, anche se gli storici non dovrebbero lasciarsi trascinare nella polemica settaria e dozzinale. Oggi il clima avvelenato impedisce la serenità di giudizio. In effetti, tuttavia, va detto che la Resistenza non ebbe la coralità concorde che alcuni vorrebbero attribuirle.
Nel tumulto delle polemiche e anche delle violenze che hanno caratterizzato il 25 aprile di quest’anno credo occorra tentare di storicizzare qualcosa che ci aiuti a capire.



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E’ morto all’improvviso ad appena 70 anni Federico Vercellone, autorevole docente di Estetica dell’Università di Torino.La sua è una morte precoce, legata ad una malattia improvvisa non precisata.




LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.comEnrico Morbelli ebbe l’idea di creare le scuole di liberalismo diffuse un po’ in tutta Italia, trovando dei fondi per gestirle. Invitava a fare lezioni professori qualificati che si prestavano gratis. Adesso gli eredi Morbelli hanno voluto far sopravvivere la scuola solo più a distanza e hanno reclutato anche persone che più che studiosi sono dei piazzisti o degli attivisti del liberalismo che non è una dottrina politica, ma un metodo, come ricorda Lei spesso, citando Matteucci. Questa scuola dei Morbelli boys allontana dal liberalismo. Giuseppe De Sanctis

L’erede al trono che non c’è
Ho letto una intervista alla figlia di ventidue anni di Emanuele Filiberto che con l’abolizione assai discutibile della legge Salica, dovrebbe essere la erede al trono d’Italia, per tagliare fuori in modo maldestro gli Aosta. E’ una ragazzina che fa teatro e non ha la benché minima cultura politica per sua stessa ammissione La regalità in lei è pari allo zero. Cosa ne pensa? Giulia Sentini


