Fratelli d’Italia manifesta contro il coprifuoco anche a Torino. Venerdì sera centinaia di fiaccole hanno illuminato la Mole Antonelliana per lanciare forte un grido di rabbia e voglia di ritorno alla vita.
“Diciamo basta al coprifuoco – dichiara la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli – una misura irragionevole, che devasta la nostra economia e non ha alcun senso nel contrasto alla pandemia. Dopo oltre un anno, non è più tollerabile continuare a limitare la libertà delle persone. Migliaia di aziende sono state costrette alla chiusura, altrettante sono sul bordo del baratro appese alle decisioni di un governo incapace che continua a fornire indicazioni contraddittorie. Ora basta. Torniamo alla vita, nel rispetto delle misure di sicurezza e dei protocolli anti-contagio, ma facendola finita con i divieti assurdi che tanto piacciono al ministro Speranza e al suo governo”. “Si tratta di una misura incostituzionale che limita le libertà individuali e di impresa, contro la quale solo Fratelli d’Italia ha alzato la voce votando contro e manifestando il proprio dissenso a Torino, in tutti i capoluoghi di provincia della nostra regione, in tutta Italia” dichiara il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Piemonte Fabrizio Comba.
I piccoli ( in tutti sensi ) vietnamiti cacciavano i giganti Usa. 1 maggio, a Saigon stanno sfilando i Vietcong. A Torino una gigantesca bandiera vietnamita apriva il corteo dei giovani comunisti. Portata ai lati da fierissimi ragazzi e ragazze. Il copione prestabiliva una sorta di riallineamento all’ inizio di via Roma per poter entrare correndo in Piazza San Carlo. Il rituale comportava gli applausi di chi assiepava i lati di via Roma. Tantissima gente contenta e raggiante.
retrogusto aspro e dolce al tempo stesso. E poi le acciughe al verde che sono tra i 10 piatti più buoni del mondo. Magari la pizza ha sempre il primo posto, ma si aggiudicano il secondo posto incontrastate. A Clavesana dove al ristorante La Posta si abbinava il’ottimo mangiare con una vista spettacolare sulle colline. La vecchia topia che riparava dal sole. Si arrivava alle 14 tirando tardi e continuando con la merenda sinoira. Tanto tempo fa. Tempo rimpianto dove la nostalgia dominava, come il vino del resto. Il colore del ricordo, il sapore del ricordo. Morbidamente e senza rabbia, consapevoli ed orgogliosi delle nostre idee ma non violenti nell’imporle. Violenza equivale a sopraffazione. Nel corteo e nelle mangiate tanta rilassatezza e gaiezza. Appunto, altri tempi. . Il valore della Festa del Lavoro è evidente a tutti. Durante la dittatura fascista non c’era ed è diventata un’ icona di tutte le democrazie. Anche qui cerchiamo di far diventare questa crisi epocale una occasione e non solo una immane tragedia. Difficile e forse improbabile, ma possibile. Buon 1 Maggio a tutti.