Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino (Azione):
Vorrei dare credito alle rassicurazioni del ministro Zangrillo sul carattere interlocutorio del “no” pronunciato dal Cio sull’utilizzo della pista di bob a Cesana e del trampolino a Pragelato. In tema di sostenibilità il Comitato olimpico è stato netto nella richiesta di smantellamento delle piste nel post-olimpico. Tanto il bob quanto il trampolino sono l’eredità complessa delle Olimpiadi invernali del 2006. Il loro ripristino è sicuramente meno costoso della costruzione di un nuovo impianto. Si tratta allora di fornire al Comitato olimpico le rassicurazioni necessarie: le piste saranno smantellate e le aree di Cesana e Pragelato rinaturalizzate per ottemperare al protocollo di sostenibilità voluto dal Cio.
Spetta ora alla Città Metropolitana di Torino, competente su quelle aree, agire di conseguenza per sbloccare quel dossier e conservare in Italia la disputa di tutte le gare olimpiche.
“Il nuovo modello di sviluppo della montagna richiede, d’ora in poi, investimenti profondamente
diversi rispetto ad un passato anche solo recente. Parlando dello sci alpino, se gli impianti di
risalita ad alta se non altissima quota resisteranno nel tempo, è indubbio che si tratta di un settore
che richiede una profonda inversione di rotta. A cominciare da un comprensorio di eccellenza, per
ragioni turistiche e sportive, come quello dei territori della Via Lattea. E puntare su discipline come
quello dello skiroll a Pragelato, accanto al rafforzamento e al potenziamento del fondo può
rappresentare, comunque sia, uno snodo decisivo per garantire una offerta turistica e sportiva che
vale per quasi tutto l’anno con gestioni facilmente governabili, costi contenuti e basso impatto
ambientale.
Insomma, la cosiddetta ‘industria della neve’ come è stata definita per molto tempo, non tramonta
ma dovrà tener conto del profondo cambiamento climatico da un lato e dei sostenuti e massicci
investimenti dall’altro per coprire la gestione e il buon funzionamento. Dunque, anche per il
Piemonte cambia inesorabilmente il modello di sviluppo della montagna ad alta quota e delle sue
concrete conseguenze sul turismo in quei territori”.
Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato e Consigliere Nazionale Anci.
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
Chi continua a pensare che un giorno o l’altro possa tranquillamente ritornare l’esperienza della
Democrazia Cristiana, o pecca di ingenuità o di scarsa, se non nulla, conoscenza della storia
democratica del nostro paese. Una considerazione, questa, che è la diretta conseguenza di quello
che è stata la DC italiana. Perchè la Dc, come ormai noto ed acquisito, è stata un “prodotto
storico”, cioè un partito che va collocato in una precisa fase politica e storica del nostro paese. E,
come ricordava sempre un grande leader della DC, Guido Bodrato, “la Dc è come un vetro
infrangibile. Quando si rompe va in mille pezzi e non è più ricomponibile”. Una metafora, questa
che rende con sufficiente chiarezza che la Dc, il “partito italiano” per eccellenza, non è più
replicabile. Nè politicamente nè, tantomeno, sotto il profilo organizzativo. E lo dico, questo, per
sgombrare definitivamente il campo da comprensibili e del tutto giustificate tentazioni nostalgiche.
Ma se questa riflessione è un fatto sufficientemente oggettivo, almeno per quasi tutti gli
osservatori e i commentatori politici, è altrettanto indubbio che la presenza politica e culturale dei
“democristiani” non è affatto esaurita. Anzi. E quando dico i “democristiani” non penso alle
singole persone e al loro destino politico nei vari partiti presenti nella geografia politica italiana
ma, al contrario, al modo d’essere, alle scelte e alle politiche dei “democristiani”. È appena
sufficiente ricordare alcuni caposaldi costitutivi di questa cultura per rendersi conto che proprio
quella esperienza conserva una straordinaria attualità e modernità anche nella stagione politica
contemporanea. Dalla cultura della mediazione alla cifra politica riformista; dalla valenza del
pluralismo alla importanza della concertazione e dei corpi intermedi; dal rispetto delle istituzioni
democratiche alla qualità ed autorevolezza della classe dirigente; dalla considerazione
dell’avversario politico che non è mai un nemico irriducibile alla negazione alla radice di qualsiasi
forma di radicalizzazione del conflitto politico. E, dulcis in fundo, la presa d’atto che nel nostro
paese, a prescindere dal colore delle coalizioni politiche, si continua a governare sempre “al
centro” e “dal centro”. Una constatazione, questa, che si può tranquillamente evincere anche
dalle scelte concrete del governo Meloni. Al di là delle solenni e roboanti dichiarazioni della
campagna elettorale.
E la controprova di queste riflessioni, che adesso non vengono più smentite o rinnegate neanche
dagli storici detrattori della Democrazia Cristiana e della sua classe dirigente, sono la forte
considerazione e la profonda condivisione politica di chi non ha mai rinnegato quella storia
politica, culturale, istituzionale e di governo. Un nome fra tutti, forse l’esponente più autorevole e
rappresentativo di quel mondo, Pier Ferdinando Casini. E cioè, la considerazione bipartisan che
vengono particolarmente apprezzati lo stile, il metodo, i contenuti e la modalità del far politica di
tutti coloro che ricalcano un modello a cui non si può non fare riferimento se si vuole perseguire
una politica autenticamente democratica, riformista e profondamente rispettosa della stessa
Costituzione.
Per questi motivi, al di là e al di fuori delle legittime scelte politiche del momento, è abbastanza
evidente che dopo la sbornia populista e antipolitica di questi ultimi anni alimentata
principalmente dai 5 stelle, dopo l’altalena dei successi elettorali di singoli capi partito e delle
altrettanto rapide crisi di consenso, forse è arrivato il momento per ricomporre le svariate anime
centriste, popolari, civiche e riformiste del nostro paese. Pur senza alcuna regressione nostalgica.
Una iniziativa politica che si rende anche necessaria per consolidare quel “sentiment” politico,
culturale e di metodo che non si può improvvisare da parte di coloro che sono e restano estranei
se non addirittura alternativi a questa cultura politica e a questa tradizione di pensiero. Una
scommessa e una sfida politica che potranno rappresentare la vera novità del prossimo futuro
dopo il decadimento etico e culturale della politica che ha, purtroppo, caratterizzato la vita
pubblica del nostro paese in questi ultimi tempi.
+Europa Torino in piazza per la democrazia
Venerdì 3 novembre dalle 14 alle 16 in Piazza Castello fronte Prefettura il gruppo +Europa Torino scenderà in piazza per sollecitare la realizzazione della piattaforma per la raccolta firma digitale. Questa iniziativa si inserisce nella mobilitazione nazionale che +Europa organizza ogni venerdì per chiedere al governo di rendere effettiva l’entrata in vigore della piattaforma, pubblica e gratuita, per la raccolta delle firme necessarie a promuovere Referendum e Proposte di Legge di iniziativa popolare, che Palazzo Chigi è tenuto a realizzare in base alla legge approvata nella scorsa legislatura che introduce la firma digitale.
“Più che una protesta, la nostra è la pretesa che il governo rispetti la legge che prevede la realizzazione della piattaforma per la raccolta delle firme digitali, che sarebbe dovuta avvenire entro il 31 dicembre 2021. La piattaforma per le firme digitali è uno strumento essenziale per rivitalizzare la nostra democrazia in crisi, proprio adesso che si parla tanto del calo della partecipazione al voto e della lontananza dei cittadini dalla politica. Il governo sta boicottando questo strumento fondamentale. Non se ne può davvero più: non sarà che il Governo ha paura della partecipazione democratica?”, ha dichiarato il segretario di +Europa, Riccardo Magi
Il vice Presidente del Consiglio regionale Daniele Valle lunedì 2 novembre si recherà davanti alla sede Asl di via Monginevro con i volontari della petizione PD Stop liste attesa: “Attendere un anno o essere costretti ad attraversare il Piemonte è un fallimento per tutti. Per abbattere le liste di attesa serve più personale e risorse per garantire visite ed esami anche il pomeriggio, la sera e nei weekend e potenziare il Cup regionale. Cirio giochi a carte scoperte: Icardi resterà al suo posto o verrà rimpiazzato, sconfessando l’operato di questi 5 anni drammatici?”.
«Il cittadino che contatta il Cup unico regionale per prenotare una visita o un esame nella metà dei casi si sente rispondere che “non c’è posto”, nell’altra metà deve pazientare anche un anno oppure accettare di attraversare tutto il Piemonte per andare a farsi visitare. Questa è la triste realtà della sanità pubblica piemontese. Nonostante tutta la retorica di Cirio e Icardi sui risultati ‘straordinari’ sul fronte delle liste di attesa, ogni qual volta effettuiamo una rilevazione, ci troviamo di fronte ad una fotografia ben diversa. Non è certo un caso che Cirio si guardi bene dall’esprimersi sul futuro dell’assessore alla Sanità: qualcuno dice che l’avrebbe cacciato già da tempo, ma i fatti dicono che se lo è tenuto stretto e chissà se lo terrà»: lo afferma il vice Presidente Consiglio regionale Daniele VALLE (Pd).
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PRENOTAZIONE |
PIEMONTE |
TORINO |
PROVINCIA DI TORINO |
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Ecografiamuscolotendinea |
NESSUN POSTO |
NESSUN POSTO |
29/10/24 Rivarolo |
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Colonscopia |
20/11/24Verbania |
NESSUN POSTO |
3/3/26 Chieri |
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Visita Dermatologica |
NESSUN POSTO |
NESSUN POSTO |
7/11/24 Condove |
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EGDS (gastroscopia) |
NESSUN POSTO |
30/10/24Mauriziano |
27/05/24 Rivoli |
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Visita oculistica |
NESSUN POSTO |
23/10/24 Molinette |
9/4/24 Avigliana |
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Rm alla colonna |
4/12/23 Verbania |
NESSUN POSTO |
NESSUN POSTO |
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Eco Transvaginale |
NESSUN POSTO |
15/2/24 Mauriziano |
NESSUN POSTO |
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Ecocolordoppler TSA |
NESSUN POSTO |
29/10/24Mauriziano |
NESSUN POSTO |
Ecografia muscolotendinea: c’è un solo posto a Rivarolo il 29 ottobre del 2024 e nessun altro posto prenotabile in tutto il Piemonte;
Colonscopia: a Torino non c’è posto, bisogna andare a Verbania (il 20 novembre del 2024) oppure a Chieri, ma il 3 marzo del 2026!
Visita dermatologica: a Condove il 7 novembre dell’anno prossimo;
Gastroscopia (EGDS): un posto a Rivoli il 27 maggio del 2024, oppure il 30 ottobre del Mauriziano sempre nel nuovo anno;
Eco transvaginale: al Mauriziano il 15 febbraio del 2024, nient’altro;
Visita oculistica: bisogna aspettare il 9 aprile del 2024 ad Avigliana oppure il 23 ottobre alle Molinette;
Rm alla colonna: qui si è più fortunati, c’è posto a Verbania il 4 dicembre di quest’anno, ma nessun altro posto in tutto il Piemonte;
Ecocolordoppler TSA: c’è posto al Mauriziano il 29 ottobre del 2024 e stop.
«Non possiamo rassegnarci a questa Caporetto della sanità pubblica e dire addio al nostro servizio sanitario universale ed equo. Assistiamo ad una fuga del personale, ad una sanità privata sempre più forte, ad un’edilizia sanitaria ferma al palo. Bisogna invertire la rotta. Tornando ad assumere, come si è fatto fino al 2019 e ricominciando con tre proposte che ho formulato nel documento “Il Piemonte è la nostra casa”: 1) investire risorse per pagare e potenziare il personale disponibile a fare visite ed esami anche il pomeriggio, la sera e nei weekend; 2) almeno in un periodo transitorio, qualora non si riesca a rispettare la tempistica prevista dai casi di urgenza della prescrizione, garantire l’erogazione delle prestazioni in regime di libera professione ma a carico del SSR; 3) Reinternalizzare il servizio CUP Piemonte, potenziando il servizio settimanale e con un accesso più ampio alle agende delle aziende, con una proiezione temporale sufficiente e omogenea. Mentre aspettiamo altre proposte che vadano oltre l’annuncio da parte di Cirio, un primo passo sarebbe sapere che ruolo avrà Icardi qualora la destra dovrebbe rivincere le elezioni».
Più risorse alla sanità. Con una proposta di legge al Parlamento, presentata dalla Giunta e votata ieri all’unanimità, il Consiglio regionale chiede di vincolare per legge ad una percentuale non inferiore al 7,5 per cento del Pil il finanziamento annuale del sistema sanitario nazionale, con un incremento graduale da qui al 2027.
Il testo, ha spiegato l’assessore Luigi Icardi, è stato condiviso in Conferenza delle Regioni e sarà ora inviato alla Camera dei Deputati: “Con questa legge chiediamo che i fondi della sanità vengano integrati, fino a raggiungere la soglia minima del 7,5 per cento del Pil, e il superamento dei vincoli di spesa per il personale sanitario, nel rispetto dell’equilibrio finanziario”.
Per il relatore di maggioranza Alessandro Stecco(Lega) “il ragionamento che sottende alla legge è la crescita tendenziale delle richieste di prestazioni sanitarie e sociosanitarie a fronte di un servizio sottofinanziato e ancora in affanno per la necessità di coprire i costi derivanti dalle spese sostenute in pandemia. Da qui l’esigenza di destinare maggiori risorse alla sanità per garantire a tutti il diritto alla salute”.
“Il Covid ci ha insegnato che sulla salute non si può derogare – ha detto Raffaele Gallo, relatore per l’opposizione e primo firmatario di un’analoga proposta di legge del Partito democratico che chiedeva di applicare la percentuale del 7,5 già da quest’anno – per questo il vincolo cui fa riferimento la legge andrebbe inserito in Costituzione”.
Numerosi gli interventi dei consiglieri. Per il capogruppo della Lega, Alberto Preioni “obiettivo della legge è avvicinarci in cinque anni alla media europea e superare i vincoli imposti alle regioni per il personale così da poter concorrere in modo autonomo al fabbisogno del proprio territorio regionale”. “
Non basta avere maggiori risorse – ha sottolineato Domenico Ravetti (Pd) – dobbiamo impegnarci ad utilizzarle meglio, intervenendo ad esempio sull’eccesso di visite e sul consumo dei farmaci”. Il tema del privato è stato al centro degli interventi dei consiglieri dem Domenico Rossi “sul privato non c’è pregiudizio, ma deve essere uno strumento al servizio del pubblico, che deve restare al centro degli investimenti dello Stato” e Diego Sarno: “In media i piemontesi spendono 665 euro per prestazioni private e la rinuncia alle cure è passata dal 12% del 2019 al 20% del 2021. I dati ci dicono che migliaia di persone smettono di curarsi”.
Della stessa opinione Sean Sacco (M5s) “in Piemonte chi rinuncia a una visita specialistica è passato dal 8,7% del 2019 al 15% nel 2021 e il 45% delle visite specialistiche è fatto a pagamento. Il privato si sta sostituendo sempre di più al pubblico e può decidere quali prestazioni erogare, generalmente quelle a più alta remunerazione” e Silvana Accossato (Luv) “Sulle liste d’attesa non è sufficiente ipotizzare un sistema dove al pubblico è destinato solo il ruolo di garante e regolatore”.
La Pdl presentata da Gallo non è stata votata, con un ordine del giorno Preioni ha chiesto di non passare agli articoli, essendo i due testi sostanzialmente analoghi.
Lo spiegheremo ad ogni italiano come la destra ci ha riportato all’austerity
Ci sarà il tempo di spiegare agli italiani come siete riusciti a riportarci all’austerity mentre c’erano fiumi e fiumi di miliardi di euro grazie al Pnrr.
Lo afferma nell’Aula di Montecitorio Marco Grimaldi dell’Alleanza Verdi Sinistra.
Ci sarà il tempo di spiegare agli italiani – aggiunge il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – come questa destra al governo è riuscita a mettere le mani nelle tasche dei pensionati e fare peggio della Fornero ministra.
Il loro nuovo slogan “Dio, Patria e Iva al 22% sui pannolini. Ne parleremo presto durante la legge finanziaria ma iniziamo a dirglielo: è ora – conclude Grimaldi – di tassare i ricchi non gli assorbenti!