Siamo molto preoccupate, ancora di più all’indomani della sentenza con cui la ex direttrice del Centro è stata ritenuta responsabile del suicidio di Moussa Balde e a pochi giorni dalla morte di un 25enne nel CPR di Bari. La situazione dentro il CPR di Torino è incredibilmente tesa, in netto peggioramento rispetto all’ultima volta che abbiamo visitato la struttura. Resta il problema della vulnerabilità delle persone trattenute, molte delle quali ricorrono a psicofarmaci: da questo punto di vista, ci preoccupa molto quanto sta avvenendo a Ravenna, dove alcuni medici sono indagati per aver fatto il loro lavoro e aver valutato la fragilità di alcune persone per le quali il CPR comporterebbe traumi irreparabili.
È esattamente quello che è previsto dalla legge e che noi chiediamo di applicare alle ASL anche in Piemonte, come previsto anche nel piano socio-sanitario grazie a un nostro emendamento. Il CPR è un posto inumano che tratta persone, che – ripetiamo – non hanno commesso alcun reato come animali da tenere in gabbia. Va chiuso quello di Torino, prima che si verifichi un’altra tragedia, e vanno chiusi tutti i CPR d’Italia”.
Economia, politica, ambiente, Europa, tutti temi d’attualità stringente passati al setaccio con onestà intellettuale e dovizia di argomentazioni da Pietro Senaldi, anche ricorrente opinionista tv nei maggiori talk-show generalisti, e riletti secondo il criterio verità-bugia con cui, nel corso del libro, ha contribuito, dati alla mano, a sfatare miti ricorrenti.
Al termine dell’incontro-dibattito pubblico, Pietro Senaldi si è concesso ai presenti con l’umiltà e la cortesia che da sempre lo contraddistinguono, tra firmacopie e selfie presso lo stand della Libreria Mondadori Centro Storico che ha organizzato e promosso l’evento.