moda

Vintage, lo stile viene dal passato e non passa mai di moda

Acquisti di qualità, scelte d’eleganza e buon gusto. Anche online

 

La moda è frenetica e impaziente, le tendenze cambiano velocemente e ci guidano negli acquisti pilotando le nostre scelte e i nostri gusti senza lasciare molto spazio alla nostra creatività. Si crea così una sorta di educazione all’acquisto in base ai must del momento (lo devi avere!), a volte un vero e proprio diktat considerando che nei negozi, soprattutto dei grandi brand, non si trova altro. Non è del tutto scorretto, anzi c’è una certa comodità nell’essere indirizzati e conformi alla tendenza del momento, ma ritrovarsi in un luogo dove ciò che ci spinge all’acquisto è unicamente il nostro gradimento, il nostro senso dell’eleganza e la voglia di distinguerci è un momento di shopping puro, libero da ogni condizionamento e da ciò che è in voga. Tutto questo è possibile acquistando vintage.Ci sono davvero buoni motivi per cedere allo shopping del passato, per esempio il poter acquistare capi di qualità, a volte veri pezzi sartoriali, a costi accessibili, avere uno stile unico combinando capi e accessori di periodi diversi e non meno importante praticare la via dell’acquisto etico ed ecologico comprando capi già esistenti. Insomma comperare di seconda mano conviene, stimola la nostra passione per il bello e ci rende più responsabili, cosa possiamo desiderare di più?

 

A Torino sono diverse le possibilità di acquistare il passato, il fuori moda:

 

Pandora – Via Giolitti 49 b, uno dei primi negozi Vintage a Torin aperto dagli anni ’90 dove trovare soprattutto usato firmato dalle borsette agli abiti.

 

Charly Vintage and flowers -Via Giuseppe Pomba 29, qui anche il wedding vintage dagli anni ’20 ai ’90, capi coloratissimi di svariati periodi e una sartoria che propone modelli d’altri tempi.

 

Epoca – Via San Domenico, 45/c – vestiti, cappelli, borse, scarpe, bigiotteria, ombrelli, guanti tutto in stile retrò, un lungo cammino dai primi del ‘900 ad oggi.

 

Annarita Mattei – Via San Domenico 6 d – la proprietaria è anche una personal shopper pronta a dare degli ottimi consigli, qui si unisce la modernità al vintage. I capi vanno dagli anni ’50 agli anni ’80, arrivi ogni 15 giorni.

 

Elena B. – Via Saluzzo 40 – nel cuore di San Salvario una vera e propria ricerca del capo sartoriale dagli anni Trenta fino agli Ottanta del secolo scorso, molti pezzi sono veri e propri capi di alta moda.

 

Infine chi è interessato ad un acquisto retrò non può mancare ogni secondo sabato del mese a piazza Carlo Alberto a Extravaganza, il primo mercato in Italia dedicato alla moda del passato.

Maria La Barbera

 

 

 

 

Gaia Lumi, il brand torinese ispirato all’eticità e all’eleganza

Primo Fashion Live Event

 

Si terrà presso la Reserve di via Avogadro 10 sabato 19 giugno prossimo l’esposizione di capi di abbigliamento femminili del brand emergente torinese Gaia Lumi.

Si tratta di un brand che sposa la creatività raffinata a valori ispirati a una forte eticità, tra cui il rispetto per il mondo animale, capace di tradursi nella scelta meticolosa di materiali selezionati, che incontrano poi la progettualità preziosa di esperti artigiani.

Gaia Lumi propone una visione molto etica del made in Italy. La creatività di questa casa di moda si ispira, infatti, ad un mondo che pare onirico e intangibile. Lo stile di questo brand non segue le mode, ma veste perfettamente chi sceglie questo marchio ambizioso appartenente al made in Italy.

Sempre di più nella società contemporanea che ha vissuto l’esperienza pandemica assume un’importanza vitale la difesa dell’ambiente e, di conseguenza, anche la moda etica e sostenibile, più responsabile nei confronti della scelta dei suoi materiali. Questa moda, come nel caso del brand di Gaia Lumi, valorizzamolto l’artigianalità locale.

La moda sostenibile, in inglese “sustainable fashion”, da anni promuove un cambiamento all’interno dell’intero sistema della moda, indirizzato ad una maggiore integrità ecologica e ad una più spiccata giustizia sociale. Si tratta di un paradigma che interessa l’intero sistema e mostra una particolare sensibilità nei confronti delle interconnessioni presenti tra i contesti materiali, sociali e culturali nella moda, in un ampio rispetto dell’ambiente e della società in tutte le sue fasi. Questo tipo di moda, infatti, risulta particolarmente attento ad assicurarsi che la produzione dei capi non venga a deteriorare né le condizioni ambientali del pianeta né quelle lavorative del personale addetto alla lavorazione dei medesimi.

L’evento Fashion Live si terrà a partire dalle ore 19.

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MARA MARTELLOTTA

Infradito, sandali senza tempo

Colorate, comode, modaiole, spensierate. Chi non ne possiede almeno un paio? Chi non le tiene in macchina, nel portabagagli, così, magari potrebbero servire

 Questi sandali leggeri e informali che ci fanno subito pensare all’estate, al mare, insomma alla bella stagione e alla vacanza hanno origini molto antiche, si parla infatti di antico Egitto dove venivano fatte con foglie di palma e papiro. In Giappone si possono trovare in fibra di riso, in India invece in legno, meglio conosciute come paduka. Le prime prodotte in gomma risalgono al 1962 e   sono brasiliane. Gli americani le indossano le flip flop con qualsiasi outfit, noi europei le usiamo con più attenzione rispettandone la vocazione minimalista e non particolarmente aggraziata. Nonostante siano considerate scarpe da usare solo in certe occasioni, dove la l’eleganza non è richiesta, possiamo comunque trovarne davvero di tutti i tipi, colori e forme, con decorazioni talvolta sfavillanti e luminosissime, con applicazioni preziose che ne fanno lievitare il prezzo facendole diventare richiestissime calzature di tendenza.

 

Ci sono aziende specializzate nella loro produzione che hanno fatto di questo prodotto la loro fortuna perché, contrariamente a quanto si pensi, il loro uso non è temporale o stagionale, in realtà si vendono e si indossano sempre, perfino con le calze nei periodi più freddi. Molti vip del presente e del passato, protagonisti del jet set, celebrità senza tempo come Jackie Kennedy, Greta Garbo, Audrey Hepburn, Rita Hayworth, Elisabeth Taylor, le hanno indossate, facendo conoscere in tutto il mondo le meravigliose e nostrane collezioni di Positano o di Capri, le hanno celebrate con portamento magicamente glamour eleggendole oggetti di culto. Seppur comode e facili da indossare è bene non farne un uso smisurato e prolungato, avvertono i podologi, infatti la conformazione tipica di questi sandali non favorisce il corretto appoggio del piede provocando disagi a causa della forzata camminata innaturale.

Maria La Barbera

 

 

Le antiche arti tra tradizione e innovazione

Accoglienza e convivialità sono le parole chiave che nell’Atelier torinese di Lorella Greco, orafa e designer di bijoux, respiri entrando.

Ad aprire la porta di un mondo magico, sospeso tra tradizione e innovazione, è il sorriso di Lorella che, insieme ad un buon caffè, fa dell’arte del ricevimento un vero e proprio rito irrinunciabile.

L’Atelier di via Vasco 2 è uno scrigno che contiene creazioni uniche, che racchiudono la sapienza di mani artigiane e il gusto per l’imperfetto: un cerchio, una linea, una geometria che, proprio perché imprecise, caratterizzano il concept dell’artista.

La passione di Lorella Greco nasce per caso: impiegata della Telecom a Torino, a quarant’anni si rende conto di avere una creatività dirompente e di non riuscire ad esprimerla con quel lavoro. Decide, così, di buttarsi a capofitto nel progetto che aveva a cuore: riuscire a creare una propria linea di gioielli.

Nel 2013 compra un bancone da orafo e comincia a studiare e produrre pezzi per la storica gioielleria sabauda  Cane, un paio di anni dopo apre un laboratorio in piazza Monastero, a Torino, fino ad arrivare all’Atelier artigianale di lavorazioni in bronzo e ottone di via Vasco, nel centro storico del capoluogo piemontese.

L’esposizione, a due passi dalla Cavallerizza reale, è allestita in un vecchio magazzino di fine Ottocento, probabilmente adibito alla sosta dei cavalli, che conserva un fascino retrò. Il pavimento originale in cementine e gli arredi, scovati nei mercatini che Lorella ama frequentare, sono un vero e proprio esempio di elegante commistione di stili che si sposa armonicamente con creazioni  raffinate ma al tempo stesso facili da indossare.

La cassettiera da tipografo che luccica come fosse nuova ospita la collezione “Antiche arti”, gioielli creati artigianalmente a telaio, proprio come si faceva un tempo. L’idea nasce nel corso di un soggiorno a Longobucco, nella sua amata Calabria, che vanta una tradizione secolare di tessitura a telaio di legno. Unire le vecchie tradizioni all’innovazione nel concetto moderno di gioiello: è questo l’obiettivo dell’artigiana torineseche, con grande passione, ha dato vita a monili davvero straordinari.

L’oro lavorato in minuscole catenelle si sposa perfettamente con la filatura di pregiato cachemire, scintillante lurex o semplice cotone, con un risultato di straordinaria eleganza e raffinatezza. La collezione comprende collane, anelli e bracciali che non possono non essere indossati uno accanto all’altro nei più originali accostamenti cromatici e tessili.

Le borse realizzate in macramè sono un altro assaggio di tradizioni del nostro passato. Pizzo antichissimo, era usato nel Medioevo principalmente per le bordure da corredo e viene lavorato con soli nodi e intrecci. Queste tecniche sono state riprese nelle borse che vanno a braccetto con i gioielli esposti in Atelier: pochi pezzi dai colori neutri e dalle fogge che sembrano senza tempo, un accessorio chic che non può certo mancare nell’armadio di ogni donna.

La gioielleria

Le prime creazioni di Lorella Greco sono state leFedone Materia”, anelli in bronzo, pensati in origine come fedi nuziali, per celebrare i 25 anni di unione con Roberto e diventate poi un vero e proprio must-have.

L’artista si ispira al concetto di “testa-cera”, ovvero l’idea nasce da un’intuizione che viene immediatamente modellata nel cosiddetto processo di “cera persa”. “Le idee migliori – spiega Lorella – nascono proprio quando sto lavorando la cera grezza. Prediligo le linee sinuose, i cerchi, le curve, ma che tutto sia assolutamente imperfetto, perché è un po’ come  con le persone: un difetto è tale se lo si rapporta a un’idea di perfezione, ma sotto un’altra luce questa mancanza può diventare una grande risorsa, una grande bellezza. Un gioiello perfetto non mi parla, un prodotto che appare non ancora finito lascia invece spazio al divenire e può essere tutto ciò che immaginiamo e che più ci affascina”.

Il rapporto umano è un lavoro…

Ciò che colpisce di più di Lorella Greco, oltre alla grande passione che guida le sue creazioni, è il rapporto con le clienti, che spesso diventano amiche, compagne di chiacchiere e di caffè. Lei è pronta a tendere un orecchio e ascoltare la storia di ogni donna che varca la soglia del piccolo cammeo di via Vasco, ognuna porta con sé una storia, un’emozione, un difetto che lei, con la pazienza di chi mette l’anima in quel che fa, sa trasformare in leggerezza, in orpello, in dono. Sì perché basta indossare un orecchino o mettere al dito uno dei suoi anelli per sentirsi una principessa, bella perché imperfetta.

In effetti il gioiello serve proprio ad attirare gli sguardi e le sue creazioni delicate e raffinate non eccedono mai, ma segnano un tocco di originalità in ognuno, un tocco speciale, che difficilmente si ritrova in un mondo così globalizzato, dove il lavoro dell’artigiano viene spesso sovrastato dalle produzioni di massa a basso costo e scarsa qualità.

“Con il lockdown legato al Covid la mia parte creativa – spiega Lorella – ha avuto un blocco. La mancanza di contatto con le persone non mi ha permesso di esprimermi, di socializzare, di condividere qualche momento di confidenza o semplicemente di confronto. Mi ha tolto la continuità. Oggi poter raccontare i miei bijoux a chi passa a trovarmi mi ricarica di energie, mi nutro soprattutto del rapporto con le clienti: la soddisfazione  di vedere una persona affascinata dalle mie creazioni è stimolante e appagante per chi fa questo mestiere. Anche per questo ho deciso di allestire un piccolo gazebo fuori dall’Atelier, per accogliere, tra un caffè e due chiacchiere, chi desidera entrare nel mio piccolo mondo”.

E tra gli ultimi e ricercati arrivi che Lorella ha deciso di ospitare nel suo spazio, si rimane affascinati dalle sete delle sciarpe dell’artigiano siciliano Eugenio Vazzano e dai secchielli in pelle di Red Whale: non resta che fare un salto a curiosare, per rifornire il guardaroba dell’estate!

Daniela Roselli

Un tocco di torinesita’ alla Milano Fashion week

Alla Milano Fashion Week 2021 la torinesita’ era presente con le collezioni della primavera  estate 2021 della casa cosmetica di Palazzo Rosa-Le Stanze della Cosmetica,  fondata da Carlo Rosa

Alla Milano Fashion Week anche il cuore torinese era pulsante con la presenza della collezione primavera estate 2021 della casa di cosmetica per il viso e il corpo “Palazzo Rosa -Le Stanze della Cosmetica”, fondata da Carlo Rosa.

Alla Milano Fashion Week le aziende italiane dell’alta modahanno voluto comunicare un messaggio di ottimismo e di bellezza, nonostante la pandemia in corso. Dal 23 febbraio a lunedì primomarzo i brand internazionali si sono susseguiti, mostrando le loro collezioni 2021/2022, attraverso piattaforme dedicate sui loro siti internazionali e sui propri canali social. 61 sfilate e 57 presentazioni hanno arricchito un calendario di livello internazionale, che si è  aperto con un omaggio a Beppe Modenese, Presidente onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana, scomparso nel novembre 2020.

Tra gli eventi organizzati ha avuto un gran rilievo il Fashion Lounge Cocktail al PN32 di corso Porta Nuova 32, a Milano, nei locali della celebre casa di comunicazione del Conte Filippo Bruno di Tornafonte e organizzato dalla Gran Dama della Corona d’Italia Cristina Vittoria Tatalov Bertotti Egger. Numerosi i nomi di rilievo che hanno partecipato all’evento, tra cui Eleonora Riccio per il fashion, Filberg Design con i suoi splendidi foulard di seta, Miss Conturbante , Orequo e diversi altri. Nel famoso appartamento, appena entrati, si veniva subito accolti dall’angolo della bellezza, patrocinato da Palazzo Rosa-Le Stanze della Cosmetica, con una elegante esposizione di tutta la collezione primavera estate 2021 di Palazzo Rosa per il viso e il corpo e delle collezioni di innovativi e monoattivi, tutti prodotti bio, naturali.

Sono stati proposti astucci rigorosamente fatti a mano in Italia, nel totale rispetto da parte della Maison  del made in Italy, contenitori solo in vetro, solo serigrafie e nessuna etichetta. L’atmosfera dell’ambiente era aromatizzata dal nuovo profumo naturale per ambienti realizzato da Palazzo Rosa alla Rosa Damascena, il cui esemplare nel palazzo deriva da un’antica tradizione che lo fa risalire alla Rosa damascena portata nell’Ottocento da Bernardino Drovetti al ramo materno della famiglia del fondatore di Palazzo Rosa-Le Stanze della Cosmetica, Carlo Rosa. Sono stati offerti i cremini piemontesi e lo spumante rigorosamente con il marchio Palazzo Rosa, seguendo la tradizione nobiliare e di stile del Palazzo.

“Siamo qui a Milano alla Fashion Week per dare un messaggio di speranza e ottimismo, nonostante la pandemia – ha precisato Carlo Rosa, il fondatore della Maison – e per poter ripartire proprio dalla bellezza, che rappresenta un patrimonio universale, ma sicuramente costituisce anche una delle caratteristiche peculiaridella cultura italiana. È fondamentale il passaggio dalla nostra bellezza interiore a quella esteriore, per concludere con l’approdo all’universo della moda”.

La partecipazione di Palazzo Rosa-Le Stanze della Cosmetica alla Milano Fashion Week ha riscosso un gran successo e tra i vari cosmetici proposti, sia appartenenti alla linea corpo sia alla linea viso, particolare attenzione ha richiamato la crema autoabbronzante bio di Palazzo Rosa, che può essere spruzzata anche indossando vestiti bianchi, capace di donare una colorazione dorata naturale non soltanto alla donna, ma ancheall’uomo di oggi, che avverte l’esigenza di sentirsi sempre pronto,anche all’ultimo minuto.

Palazzo Rosa-Le Stanze della Cosmetica crea prodotti cosmetici dal proprio laboratorio, che risultano di elevata qualità, concepiti e realizzati in Italia, utilizzando materie selezionate e sicure, frutto della ricerca, in linea con principi naturali e etici. I prodotti realizzati da Palazzo Rosa sono green, naturali, ecosostenibili e uniscono la cultura millenaria naturale delle antiche stanze della cosmesi italiana con gli ultimi ritrovati della probiotica, nel totale rispetto del made in Italy.

Il messaggio, che il fondatore della Maison Palazzo Rosa -Le Stanze della Cosmetica Carlo Rosa ha voluto comunicare alla Milano Fashion Week , è stato quello di una ripresa e di un rilancio post pandemia, capaci di passare attraverso il concetto di armonia e bellezza della persona, non prescindendo assolutamente dalla cura nei confronti di se stessi e della propria pelle, per affrontare le sfide quotidiane che la vita odierna propone a ciascuno di noi.

Mara Martellotta 

Meritocrazia Italia: “La moda sia strategica per il Governo”

Anche in Piemonte a causa della pandemia il settore della moda ha avuto una evidente flessione, strettamente legataalla crisi in ed alle interruzioni, più o meno prolungate, dellattività di vendita al dettaglio, dei commercianti di abbigliamento ed accessori.

Meritocrazia Italia ha analizzato il problema a livello nazionali, proponendo alcune soluzioni.

Con un fatturato che supera gli 80 miliardi di euro e con quasi 500mila addetti, la filiera della moda rappresenta l’8,5% del turnover e il 12,5% dell’occupazione dell’industria manifatturiera in Italia.

A fronte della crisi economica e sociale ancora in corso, il settore ha mostrato una resilienza resa possibile dal sempre più marcato posizionamento della produzione su segmenti di alta qualità e artigianalità, che consentono alle aziende italiane di posizionarsi nella nicchia di mercato luxury. La dimensione delle imprese impegnate è di gran lunga inferiore rispetto alla media europea, ma proprio questa caratteristica, bilanciata dalla capacità di fare rete e da quella, pure elevata, di innovazione e trasformazione, ha permesso, nel tempo, di acquisire flessibilità e un alto grado di specializzazione.

Tanto che oggi le imprese italiane della moda sono fortemente competitive a livello internazionale e riscuotono notevole apprezzamento sul mercato europeo ed extraeuropeo. Il sistema di subfornitura (service di prodotti lavorati e/o semilavorati) fornisce il 60% della moda di qualità nel mondo e l’industria tessile italiana raggiunge il 77,8% del totale delle esportazioni europee.

Il dato è confortante, ma è vero anche che tutta la filiera della moda, dalla raccolta delle materie prime alconfezionamento del prodotto finale, è stata tra le più esposte agli effetti della crisi pandemica.

Soltanto nel mese di aprile 2020, il crollo è stato dell’81% su base annua a causa del mancato ritiro da parte dei venditori delle collezioni primavera/estate, a sua volta dovuto alla contrazione delle vendite al dettaglio, quasi totale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un minimo giro daffari è stato consentito soltanto dalle vendite online.

Ma il fatturato complessivo, nel corso del 2020, si ècomunque ridotto del 26,9% in uno scenario base e del 34,8% grave.

Anche il tasso di disoccupazione ha oscillato tra il 30,4% e il 38,3%, rispettivamente in un’ipotesi di scenario base ed estremo.

In prospettiva e senza interventi tempestivi a risanamento, nel lungo periodo, gli effetti saranno i) una profonda contrazione dei consumi, specie per beni di non primaria importanza, per via della riduzione del reddito disponibile, ii) un cambiamento nelle catene internazionali di distribuzione e di valore, che tenderanno a riportarsi a una dimensione regionale o nazionale, piuttosto che globale; iii)una progressiva digitalizzazione del settore, con probabile pregiudizio per negozi di prossimità e grave rischio occupazionale.

Consapevole dellimportanza di definire nuove linee di programmazione in grado di assicurare valore nel lungotermine e innovazione nei modelli di business, Meritocrazia Italia reputa fondamentale:

prevedere incentivi fiscali e definire diverse formulazioni di crediti di imposta, con un minimo non inferiore al 50%, su tutto linvenduto di magazzino dellanno 2020 e con possibilità di rivalutazione e successiva patrimonializzazione dei beni immateriali (Marchi e Brevetti di fabbrica) fino ad un tetto massimo di 1 milione (previa perizia estimativa a titolo gratuito);

identificare nuove aree produttive e distributive mediantela previsione di unArea Economica Speciale nella qualele imprese interessate possano accedere a sistemi di defiscalizzazione del costo del personale, con esenzione,per almeno cinque anni, dalle imposte sulla produttività aziendale e sugli investimenti strumentali;

incentivare gli investimenti delle imprese italiane con sede legale soltanto in Italia, attraverso finanziamenti a fondo perduto fino all’80% per nuovi modelli di businessMade in Italy in chiave digitale e di sostenibilità, come previsto dal piano Next Generation UE;

semplificare e velocizzare l’accesso al credito di finanziamento e funzionamento (con limite massimo a 60 giorni dalla richiesta) garantiti da Cdp, Sace e MedioCredito Centrale, attraverso studi di fattibilità del progetto di rivalutazione e riqualificazione delle imprese facenti parte della filiera tessilemoda, escludendo fino al 2026 gli indici di rating di merito creditizio attualmente considerati;

attuare un processo formativo, informativo e divulgativo in coordinamento con gli enti comunali a sostegno delle attività commerciali facenti parti alla filiera della moda, destinando parte dei tributi locali al sostentamento delle attività che in alcune città rappresentano parte integrante e stimolante per il turismo italiano;

creare nuove linee di cooperazione tra forze dellordine, ove possibile anche a livello europeo, per elaborare piùefficaci strategie di contrasto dei crimini diffusi nel settore e impedire l’infiltrazione della criminalità, semplice ed organizzata, sottraendo spazio di manovra per reati quali contraffazione, usura ed estorsione, che spesso conduconoanche all’acquisizione delle attività commerciali in crisi.

Meritocrazia Italia

Il Presidente Walter Mauriello

Rinascente ospita i brand vincitori dei Torino Fashion Week digital Awards

Fino al 12 novembre Rinascente Torino ospita i brand vincitori dei Torino Fashion Week digital Awards selezionati dal prestigioso store e da CNA Federmoda e Banca Cooperativa di Cherasco BCC: Gerardo Orlando, special guest dell’evento, Afrozan, Nicole Baratta ed Elena Imberti, Laura Artuffo, Barbara Montagnoli. Hangover ha invece selezionato MED, che esporrà per 2 mesi all’interno dello showroom, mentre gli stilisti Alberto Miceli, La Churaca, Miruna Modart Flower, Ambra Dodaj, Filoco, Maria Rita Ferlito saranno presso Mondo store per 1 mese.

Quest’anno Torino Fashion Week ha creduto nel digitale ed ha vinto. Le sfilate che ha organizzato a porte chiuse in Rinascente dal 3 al 9 ottobre, e che sono state trasmesse in live streaming sul sito www.torino-fashion-week.eu, hanno fatto registrare 1.051.310 di contatti, così suddivisi: sito 418.838, Facebook 411.083, Instagram 221.389.

L’edizione 2020 ha promosso la moda balcanica con gli stilisti di Help e Dress for Success Serbia. Help è un’organizzazione internazionale con sede a Bonn che si occupa di assistenza in caso di emergenza e aiuta chi ha bisogno di raggiungere l’autosufficienza. Dress for Success Serbia è un’associazione no-profit internazionale che supporta le donne in difficoltà economica o disoccupate a sviluppare la fiducia in loro stesse e a raggiungere l’indipendenza attraverso una rete di supporto. I 40 designers hanno presentato una capsule per raccontare la moda balcanica dei diversi paesi: Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia e Croazia.

La quinta edizione della TFW ha dato anche grande risalto al made in Italy e i protagonisti sono stati stilisti italiani o stranieri che vivono a Torino o in Italia e che contribuiscono attivamente a sostenere l’economia nazionale. Dopo Le DangeRouge e Ginevra Von Drom, Sel.Dì, Laura is Glue, Elsa Lopreiato e Med, in passerella il 3 ottobre, lunedì 5 e martedì 6 hanno sfilato i fashion designer di CNA Federmoda Atelier Barbara Montagnoli, Elena Imberti e Nicole Baratta, Olesea Suharenco, Giannaesse, La Curaca, Maria Rita Ferlito, Verman’s Style, Regina Guasco Atelier e Miruna Mod’art Flowers, Miss Little C, Nazarena Vesentini. Il 7 ottobre è stata la volta dei vincitori del Torino Fashion Week Awarads 2019 ovvero Adelyur Fashion, Aurora Leopardi, Scialabà Jewels e Atelier Beaumont. L’8 ottobre, per la moda inclusiva, sono state protagoniste le borse create dagli studenti dell’Accademia Italiana di Moda e Couture di Torino, Lineapelle – la business experience ideata e promossa dalla conceria italiana, la più importante fiera mondiale della pelle e di tutto il settore che le gravita attorno – e U.I.L.D.M. sezione di Torino (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare). Oltre a loro gli stilisti Amichcouture e Kajal.

L’evento è stato caratterizzato da sfilate in streaming, talk on line con prestigiosi speakers internazionali del settore moda, 4 giorni di B2B, e-commerce per i fashion designers e un’importante partnership con CBI Camera Buyer Italia. La quinta edizione si è trasformata in digitale grazie ad una Web APP che ha proposto i diversi incontri ed ha connesso i protagonisti dell’evento, i buyers e i viewers in ogni parte del mondo. Con Torino Fashion Week 2020 è nato quindi un HUB della moda emergente e si è delineato il nuovo futuro del fashion show. Grazie all’APP i viewers – ovvero il pubblico, i buyers e gli operatori del settore – hanno potuto seguire sia le sfilate sia la consegna del premio, entrare virtualmente nel backstage e conoscere gli stilisti emergenti, i designer internazionali e i marchi di nicchia attraverso le interviste. Nuova, veloce e facile da utilizzare, la Web APP include una ricca sezione e-commerce in cui i consumatori hanno la possibilità di acquistare online i capi dei fashion designers emergenti, mentre i buyers e i rivenditori possono ordinare gli outfit della nuova stagione ed hanno tutta una serie di servizi dedicati.

Naturalmente non è mancata l’anima business del format con webinar destinati alle PMI, alle start up e agli imprenditori del settore tessile e fashion e una serie di incontri internazionali online dedicati al B2B e organizzati tramite la piattaforma b2match. Come ogni anno si è tenuto infatti il Torino Fashion Match organizzato da Unioncamere Piemonte nell’ambito della rete Enterprise Europe Network e del Sector Group Textile and Fashion di cui l’ente è partner. La rete EEN, creata dalla Commissione Europea per supportare l’attività imprenditoriale e la crescita delle imprese europee, in particolare delle PMI, si articola in circa 600 punti di contatto organizzati in consorzi dislocati in oltre 50 Paesi. A conferma del successo del B2B Torino Fashion Match, nel 2019 l’evento ha ricevuto il premio come miglior Best Practice tra tutte le attività di B2B svolte nell’ambito dei 17 Sector Groups della rete EEN. La Commissione Europea e la sua Agenzia per le Piccole e Medie Imprese lo hanno premiato per l’impatto innovativo, per la visibilità mediatica che offre alle imprese e alla rete stessa e per il potenziale di networking che genera favorendo la nascita di collaborazioni internazionali.

Grintosa e gipsy, arriva da lontano la nuova collezione di Un tè da matti

E’ ispirata ai caravan di una volta la collezione Autunno Inverno 2020 di “Un tè da matti”, presentata in anteprima in questi giorni nella bucolica cornice del giardino del Verrua a Torino

Stanno lì, adagiate su un tappeto o sedute su una poltrona vintage: le borse della designer Sara Battaglino sono le vere protagoniste di questa stagione, pezzi unici, lavorati interamente a mano con la passione di chi crede ancora nell’artigianalità e nel made in Italy.

Bordeaux, rosso, ciliegia, lichene e l’immancabile nero passpartout sono i colori che scalderanno l’autunno: un piccolo assaggio che gli appassionati hanno potuto gustare tra gli alberi e le foglie di una location splendida nel cuore di Torino.


La novità che tutte le fashion addicted vorrebbero avere nell’armadio è la pochette in cavallino, un vero e proprio capolavoro di manifattura, con chiusure uniche ricavate da vecchie serrature che, solo chi gira per mercatini e se ne intende davvero, può apprezzare. Quando le tocchi senti il profumo del pellame, la robustezza della fattura e ti innamori immediatamente di quelle forme che ricordano tanto le borse della domenica delle nostre nonne, quelle che si tiravano fuori solo nelle grandi occasioni.

Tra un pizzico di nostalgia e una rivisitazione in chiave moderna ecco sfilare la Dinah, la Leone, la Signorina e tutti i modelli i cui nomi sono presi in prestito dalla celebre favola di Lewis Carrol. L’arte, l’amore per la ricerca e l’esclusività sono il marchio di fabbrica di questo brand, nato dalle mani sapienti di Sara, che ti accoglie sempre con un sorriso raccontandoti come nascono le sue creazioni, quanta fatica e quanto studio ci siano dietro questi accessori.

Ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche e anche per ogni occasione: dalla clutch allo zaino, passando per la borsa a mano o a spalla, quando ne acquisti una capisci davvero perché il made in Italy faccia la differenza. Le maltratti, le usi sotto la pioggia, il vento, il sole e persino la neve (lo dico perché mi è capitato!) ma loro non mostrano i segni del tempo, sono sfoderate ma non per questo meno resistenti di un accessorio uscito dalle grandi boutique. Quello che fa la differenza è che non ci si può stancare di un Tè da matti, perché sa sempre come sorprenderti!

Daniela Roselli

Pronti per l’autunno?

La creatività dei visionari della moda e del beauty, dopo la clausura forzata dei mercati, investe in nuove formule, nuove combinazioni di abiti, accessori, bellezza e benessere, lontani dagli eccessi e dai lussi del passato.

Cosa non può mancare nel guardaroba e nella beauty routine al rientro dalle vacanze?

 

Il trench. Per lei e per lui diventa un vero e proprio impermeabile alle correnti passeggere della moda, il colore cammello, intramontabile, fa da padrone in un momento in cui sprecare è un lusso che non ci si può più concedere. Resta quindi, con il tipico aplomb inglese, il re dell’autunno.
Il blazer. È il fidanzato che tutte le donne vorrebbero: ha le spalle larghe, abbraccia sempre ed è impeccabile in ogni occasione. Il capo di questa stagione va a spasso con i pantaloni in vinile, di pelle, ma anche in velluto o jeans. Per l’uomocontinua il trend compassato della classica giacca, portata con disinvoltura su un jeans vintage, per confermare una moda “cheap and chic”.
Il tartan. Moda al quadrato remixata con tweed e maglioni oversize, l’onda lunga scozzese gioca quest’anno con catene, fantasie plaid, frange e scarpe stringate. Dalle camicie unisex alle mantelle da far scivolare sopra i cappotti, un ritorno agli anni Cinquanta con qualche rivisitazione moderna e rock.
Le spalline. Tipiche degli anni Ottanta tornano prepotentemente negli armadi. Le maxi spalle, soprattutto nel guardaroba femminile, trovano un posto particolare: arricciate, tonde o squadrate, fuori misura, purchè ci siano, sugli abiti e sulle giacche.
Idratare. Non da meno, dopo le vacanze e per tutto l’autunno, la parola d’ordine per un viso curato ecompatto è idratare, cominciando con i sieri creati apposta per lei o per lui e terminando con una crema giorno all’acido ialuronico per rimpolpare e alla vitamina C per levigare. Dal più “cheap”, ma efficacissimo, creato Collistar, (Concentrato acido glicolico e niacinamide) al top, per gli amanti della “ricercato” proposto da Sisley (Sisleyum for man trattamento globale rivitalizzante e Sisleya L’integral Serum concentrè).
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Daniela Roselli

Il cappello, l’accessorio più elegante ed essenziale

L’educazione di una donna consiste in due lezioni: non lasciare mai la casa senza calze e non uscire mai senza cappello, diceva Coco Chanel. Certamente i tempi sono cambiati, le abitudini legate al nostro abbigliamento sono differenti, meno rigide e scarsamente legate a canoni e modelli uniformanti.

Il cappello tuttavia non ha perso il suo fascino e neanche la sua utilità, ci riscalda d’inverno, ci protegge dal sole d’estate e aggiunge un elemento di stile e gusto al nostro look. Dall’ antico Egitto fino agli oltre cinquemila indossati dalla Regina Elisabetta II, passando per i vistosi copricapi rinascimentali, il cappello ha rivestito storicamente un significato culturale, un riferimento alla posizione sociale ed anche alla appartenenza etnica. Il basco, la cloche, il berretto o beanie, il fedora sono deliziosi modelli di cappello molto attuali e di moda che vestono e conferiscono alla nostra mise ricercatezza e buongusto. Nella nostra elegante e raffinata città diverse sono le cappellerie storiche dove trovare svariati e deliziosi modelli, appropriati alle nostre caratteristiche fisiche e al nostro stile e, dove immergersi, perché no, in atmosfere di un fascinoso passato. Alcuni tra quelli che troveremo, infatti, sono poco indossabili quotidianamente, sicuramente più adatti ad eventi particolari o avvenimenti mondani ma sicuramente di grande charme e capaci di suscitare in ognuno di noi ammirazione e incanto.

Ecco alcuni negozi dove trovare il cappello più adatto a noi:

 

Viarani in Corso Vittorio Emanuele II 27 in zona San Salvario, dal 1884 vende cappelli di produzione propria, sia per donna e che per uomo, ma anche i migliori brand sia del made in Italy che internazionali. Tradizione ma anche attenzione all’evoluzione della moda. “Un luogo fuori dal tempo, magico”.

 

Regge in Corso Vittorio Emanuele II 70, verso il quartiere Crocetta, troviamo un’ elegante cappelleria. Bombette, borsalini dal gusto un po’ retrò ma anche prodotti artigianali attuali e originali personalizzabili anche nelle misure.

 

La Moda del Guanto, in Via Santa Teresa 19, dal 1905 tratta modelli di produzione italiana. Piccolo ma molto fornito, offre anche una vasta varietà di accessori, soprattutto di guanti, da abbinare ovviamente ai deliziosi copricapi.

 

La Cappelleria Imberti la troviamo invece a Via XX Settembre 14, di fronte al Cinema Reposi e proprio rimanendo in argomento, durante il Cinema Festival espone e fa sfilare modelli legati a produzioni famose.

 

Maria La Barbera